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Name: Maria Micozzi
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ciao internauti

E' radicato un antico assunto secondo cui arte visiva e parole non debbano uscire dalla stessa fonte; chi compone un quadro faccia l'artista e chi ha voglia di argomentare faccia il teorico, il filosofo o che altro. Mestieri diversi, ed è meglio che ognuno faccia il suo Queste affermazioni, come mille altre dello stesso spessore logico, sono non solo possibili ma assolutamente normali perché noi, esseri organici, siamo inconsapevolmente sospesi su un vuoto molto problematico : la perdita del senso della complessità,.. Questo lutto non è un accidente ma semplicemente la necessaria conseguenza dell'assioma che fonda la cultura, quella cultura che, fatte le debite varianti, sta gestendo il Mondo da molti millenni. Parlo di quel sistema di relazioni e di pensiero che sul piano antropologico è classificabile come patriarcale, sul piano logico è definibile come dicotomico e sul piano dei sistemi organici e del pensiero sistemico è qualificabile come antisistemico e produttore di paradossi . Parlo della cultura quantitativa che ci sta scoppiando dentro mandandoci in pezzi. Miliardi di ombelichi vanno per la tangente.

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Maria Micozzi

 
 

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  • Nickname : Maria Micozzi
  • Email: micozzi@mariamicozzi.it
 
 

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Maria Micozzi nasce a Tolentino nelle Marche. Compie studi sia di formazione classica che scientifica con molteplici interessi culturali dall?antropologia alla psicoanalisi e in ambito filosofico all?epistemologia nella concezione ?relazionale? di Gregory Bateson. Si dedica totalmente all?attività artistica dal 1985 fondendo una qualità pittorica esemplare sulla grande tradizione del rinascimento da Leonardo a Michelangelo con la sperimentazione di inedite soluzioni tecnico-formali (ideazione di nuovi supporti come i quadri-oggetto, opere bifacciali, assemblaggi di più tele e cornici, con utilizzo di materiali poveri come fili di ferro e spago), affine allo spirito delle avanguardie di indirizzo concettuale. Questa sua ?eretica? ed eterodossa configurazione artistica viene notata e seguita con interesse dal critico Pierre Restany, teorico del movimento artistico Noveau Realisme, che nel 1986 presenta a Milano una mostra di Maria Micozzi. Dal 1987 l?artista marchigiana inizia un?intensa attività espositiva con mostre a Monaco, Stoccarda, Bayreut in Germania dove la sua ricerca ottiene numerosi consensi sia di critica che di pubblico. Partecipa alla rassegna di Arte Fantastica curata dal prof. Renzo Margonari a Palazzo Roncale a Rovigo (1987) , nello stesso anno è presente all?Expò di New York. Nel 1988 è invitata in Spagna ad una rassegna di artisti internazionali per iniziativa del Ministero della Cultura di Madrid. Negli anni novanta sono da menzionare le mostre a Francoforte, a Miami in U.S.A. e a New York presso l?Istituto Italiano di Cultura, nonchè le personali itineranti a tema come La seduzione - Ossessione e paura nei trattati degli Inquisitori, La disperatissima sete - 8 pièses per Giacomo Leopardi con il Patrocinio della Regione Marche e i complimenti di Federico Zeri, Maria Micozzi o il mistero del corpo per la Fondazione Umberto Mastroianni. Nel 2005 a Bologna presso la Galleria Castiglione Arte presenta La domanda e l?utopia ispirata a Le città invisibili di Italo Calvino. Nel 2006 si ricordano le personali Il cerchio e le secanti presso la Miniaci Art Gallery nella sede di via Brera a Milano e in quella di Positano, Metafore del grano Saraceno- geometrie,luoghi e riti a Palazzo Besta de? Gatti a Teglio, Don?t rape Lilith agli Archivi di Stato a Milano e infine la partecipazione, sia come autrice del manifesto che come relatrice, al Convegno Le figure della violenza organizzato da Oikos-bios Centro filosofico di psicoanalisi, presso l?Università di Padova. Del Novembre 2007 è la prima mostra del ciclo Il Nome Il Branco realizzata a Torino nella splendida cornice di Palazzo Capris di Ciglié a cura di con-fine Arte&Cultura.