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Name: Massimo Pacini (BlogMaster)
Location: Savona
Italia

7 marzo 2011

Il desiderio di parlare di ogni forma esistente di espressione artistica fa nascere questo nuovo blog. L'idea è quella di proporre una serie di "consigli" che spero potranno essere utili ai lettori per trascorrere qualche momento di serenità in compagnia di un brano musicale, di un buon film o facendosi trascinare da una amabile lettura. In pratica un modo come un altro per segnalare qualcosa di assolutamente imperdibile. Nessuna velleità particolare. Solo la speranza di condividere qualche attimo piacevole impiegando al meglio il nostro tempo. Visitate il mio sito ufficiale all'indirizzo: http://www.massimopacini.it

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Massimo Pacini 2011 - Riproduzione degli articoli riservata

Il tempio del cinema

postato da BlogMaster [10/04/2011 20:00]

Visitare il Museo del Cinema di Torino è una esperienza difficilmente decrivibile, specie se si fa parte della schiera degli inguaribili 'ammalati della settima arte'. Vale veramente la pena di provare questa emozione almeno una volta nella vita. Come essere in Normandia a mangiare le ostriche o a sciare in Val Gardena o a gustare un dolce seduti alla pasticceria di Noto in Sicilia.

La splendida ambientazione della Mole Antonelliana rende questo museo indiscutibilmente affascinante proprio perchè ricavato all'interno di un monumento tra i più belli d'Italia e soprattutto simbolo della citta di Torino.

La visita, a mio avviso, può essere suddivisa in due parti: la prima più didattica e la seconda prevalentemente emozionale. Si inizia, infatti, seguendo cronologicamente il percorso tecnico che ha portato alla moderna cinematografia partendo dalle ombre realizzate con sagome statiche illuminate e proiettate sopra a un telo bianco, proseguendo con i primi goffi tentativi di rendere l'immagine in movimento sino alla scoperta determinante della proiezione di fotogrammi successivi basati sul tempo di permanenza dell'immagine sulla retina dell'occhio umano.

Certamente i nostri avi erano ben distanti dall'immaginare le moderne sale cinematografiche e rimanevano più inclini a relegare il cinema come fenomeno da baraccone riservato a uno spettatore alla volta. Molto interessante a tale proposito il percorso disponibile all'interno del museo ove sono collocati i visori singoli su base verticale, attivabili da una monetina (per gli uomini dell'ottocento, gratis per i moderni visitatori) entro i quali erano visibili le rivoluzionarie immagini in movimento. Anche con l'avvento delle prime pellicole venne mantenuto questo approccio alla visione e solo successivamente si arrivò alla realizzazione di sale di proiezione. Il museo rende molto bene questi periodi, anzi più che bene. Passando attraverso i giochi delle ombre, le scatole ottiche, le lanterne magiche, il kinetoscopio, si arriva al cinematografo. Pensate che a gruppi limitati di persone, è possibile assistere alla proiezione dei primi 4 film della storia, il tutto dopo aver superato una barriera sulla quale troneggia una frase di Antoine Lumiere: "Il cinema è un'invenzione senza futuro". Pover'uomo! Non poteva certo immaginare quanta strada sarebbe stata percorsa, sino alle ultimissime rivoluzionarie novità del digitale e del 3D.

Dopo la proiezione si entra in un'ascensore che conduce ai piani superiori e che segna anche il confine tra i due momenti della visita da me individuati. Ed è ovviamente questa seconda la parte che più mi ha colpito.

Il visitatore inizia un percorso che descritto potrebbe sembrare molto banale. Camminando tra le vetrine sapientemente disposte è possibile apprezzare le prime locandine orginali dei film, alternate a costumi di scena realmente utilizzati, a volumi stampati contenenti le sceneggiature originali di grandi capolavori, il tutto condito da proiezioni sugli schermi di spezzoni di film famosi. Ogni tanto i teli posti sul lato interno del percorso vengono rialzati per lasciare intravvedere ai visitatori la spettacolare "Sala del tempio" che si apre verticalmente sino alla sommità interna della Mole, posta a circa 80 metri dal suolo, entro la quale sparisce a intervalli regolari l'ascensore panoramico completamente visibile.

E' qui, tra questi reperti, che il 'malato' raggiunge le punte di massimo coinvolgimento. Ogni locandina, ogni immagine fa emergere i ricordi delle pellicole. Elencarle tutte? Impossibile, ma è bellissimo scoprire come la semplice visione risulti altamente evocativa di ogni opera.

Un'occhiata in alto e ti pare di sentire il replicante Roy Batty, interpretato da Rotger Hauer, pronunciare le parole entrate nella storia insieme al film Blade Runner del grande Ridley Scott: "Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo... come lacrime nella pioggia. È tempo...di morire." Tutto seguito dall'incredibile battere d'ali di una colomba bianca. 

Un'altra locandina ed ecco risuonare nella mente altre parole indimenticabili estratte da Taxi Driver di Martin Scorsese "Vengono fuori gli animali più strani la notte: puttane, sfruttatori, mendicanti, drogati, spacciatori di droga, ladri, scippatori. Un giorno o l'altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le strade una volta per sempre."

Davanti alla locandina di Carlito's Way, vado in tilt completo e rivedo in un attimo tutto il film. E poi "Gli intoccabili", con tanto di carrozzina che, cadendo dalle scale, mi riporta indietro nel tempo sino alla Corazzata Potionkin . E poi ancora le sceneggiature originali di "Casanova" scritte a macchina e corrette, le maschere di "Guerre stellari" e ancora manifesti, tanti manifesti. E proiezioni. L'elenco è lungo, sterminato, difficile da raccontare. Ma grandi sono le emozioni.

A seguire la visita alla "Sala del tempio", famosa per le sue chaise loungues rosse, ma da apprezzare anche per le ambientazioni laterali raggiungibili dallo stesso livello. Bella decisamente, nella sua semplicità, la doppia fila di water disposti in una piccola sala, raggiungibile entrando all'interno di un ... frigorifero, per onorare Luis Bunuel. E ancora il cinema di animazione, Macbeth, Franch Sinatra, Bing Crosby, Judy Garland. Che bello!

Tappa finale doverosa di relax sulle mitiche poltrone rosse che permettono di ammirare le proiezioni sui maxi schermi, usufruendo di un audio ottimale poichè riprodotto attraverso altoparlanti inseriti a livello della vostra testa o di ammirare, da una posizione molto comoda, lo sviluppo interno della Mole Antonelliana sulla cui volta vengono proiettate, a intervalli, 'ombre magiche' e figure.

E infine fuori, veramente soddisfatti, a scoprire una città che merita molto.

Complimenti Torino, complimenti di cuore!

Grazie per aver trasformato un semplice museo in un vero e proprio tempio del cinema.