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Name: Massimo Pacini (BlogMaster)
Location: Savona
Italia

7 marzo 2011

Il desiderio di parlare di ogni forma esistente di espressione artistica fa nascere questo nuovo blog. L'idea è quella di proporre una serie di "consigli" che spero potranno essere utili ai lettori per trascorrere qualche momento di serenità in compagnia di un brano musicale, di un buon film o facendosi trascinare da una amabile lettura. In pratica un modo come un altro per segnalare qualcosa di assolutamente imperdibile. Nessuna velleità particolare. Solo la speranza di condividere qualche attimo piacevole impiegando al meglio il nostro tempo. Visitate il mio sito ufficiale all'indirizzo: http://www.massimopacini.it

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In libreria potete trovare le seguenti opere di Massimo Pacini edite da Editoriale Darsena: "Verso la luce" - raccolta di poesie - 2009 "Scintille per l'eternità" - raccolta di romanzi brevi - 2010 "Cosa resterà di me?" - libro + CD musicale - 2011

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Massimo Pacini 2011 - Riproduzione degli articoli riservata

Tanti auguri Adelmo

postato da BlogMaster [26/09/2011 20:58]

Tutto comincia in un pomeriggio di fine giugno di quest'anno.

Mio figlio, fresco maggiorenne e musicalmente 'ammalato' come me, salta su con uno di quei "Senti un po', Pa'" che possono essere preludio di molte cose e che in genere si concretizzano con una richiesta di denaro. E invece arriva una domanda a bruciapelo: "Lo sai quando è il compleanno di Zucchero?". Amo molto questo cantante, ma francamente non so cosa rispondere. "E' il 25 di settembre!" esclama Matteo con decisione. Alcuni secondi di silenzio. "Interessante" rispondo io con fare, devo ammettere, per lo più disinteressato. "E indovina chi si esibisce in concerto il 25 di settembre a Verona?". "Zucchero?" rispondo già intuendo cosa si sta profilando all'orizzonte.

Il tempo di pronunciare il classico: "E se ........" risulta sufficiente per avviare le consultazioni familiari.

Rosanna e Luca si dichiarano immediatamente fuori combattimento a causa di improrogabili impegni scolastici. L'altra metà della famiglia è, con occhio supplicante, in attesa dell'autorizzazione a procedere che viene concessa dopo breve riflessione.

Scatta l'organizzazione.

Collegamento internet per l'acquisto dei biglietti. Qualche ulteriore ora di riflessione. "......... Dum Romae consulitur ..... ". Disponibile solo la "Gradinata non numerata". Bene così. Si procede. Biglietti confermati.

Ricerca dell'hotel. Prenotazione confermata.

Attesa.

Un'estate balorda meteorologicamente parlando (e non solo) trascorre e un imprevedibile caldo e soleggiato settembre ci porta sino al giorno 25.

Padre e figlio maggiore partono in auto da Savona alle ore 14.00 dopo aver seguito la partita di calcio del cucciolo di famiglia (ormai neanche tanto cucciolo) e giusto in tempo per gustare una leggera pioggerellina. Dopo pochi chilometri il tempo migliora sino a diventare pienamente soleggiato.

Alle ore 17.00 Verona ci accoglie come se ci trovassimo in piena estate. Arrivo in hotel. Predisposizione degli zainetti e di nuovo in pista.

Alle 17.45 ringraziamo la prenotazione del parcheggio che ci consente un rapido arrivo, dopo un breve tragitto a piedi, in una piazza Bra come sempre zeppa di turisti.

L'Arena è davanti a noi. Nell'aria echeggiano le note che giungono dall'interno. Le prove tecniche sono indiscutibilmente una parte importante dello spettacolo. Una rapida occhiata agli accessi.

Con altrettanto rapida decisione optiamo per una cena in orario 'tedesco' in uno dei ristorantini della piazza. Dopo un brevissimo appostamento ci appropriamo di un tavolo ...... ed è subito pizza con birra. Il servizio è velocissimo. Con la splendida serenità dettata dai cinquantuno anni di età dello scrivente capofamiglia, regoliamo un conto appena più salato rispetto alla domestica riviera.  

Ed è subito coda dinanzi al Gate 11 prescelto.

Sono le 18.40. L'apertura dei cancelli è prevista per le 19.30. Le note musicali appena accennate continuano a giungere alle nostre orecchie assetate.

Cala la sera. Le luci artificali a poco a poco incorniciano un ambiente splendido caratterizzato da un vociare ricco di idiomi di mezza europa. Il numero di persone straniere è davvero impressionante.

I soliti furbi tentano di saltare la coda. Come sempre. Qualcuno ci riesce. Come sempre.

Si entra tesserine e biglietti alla mano.

Lo spettacolo all'interno dell'arena è fantastico. L'attesa passa in un lampo divorata dall'osservazione delle persone a caccia di un posto. Sembra quasi impossibile, ma a poco a poco tutti sotto la guida degli inservienti trovano collocazione.

Mentre in platea giungono gli ultimi ritardatari (comprese signore in abito lungo e VIP fotografatissimi) cominciano a partire 'ola' più o meno riuscite che tanto dicono sulla voglia di divertirsi dei presenti.

Manca poco alle 21.00 e l'attenzione di tutti è calamitata dall'apparire in diversi punti dell'arena di un sosia di Zucchero che saluta il pubblico. Poi finalmente le luci si spengono.

Il baule che costituisce il palco è l'unico punto illuminato. Tutti seguiamo con trepidazione la sua apertura sulle note introduttive di "Un soffio caldo". Ci siamo.

Sul palco con Zucchero ci sono i suoi 'magnifici 11': Paolo Jones (basso), David Sancious (tastiere), Kat Dyson (chitarra e voce), Adriano Molinari (batteria), Mauro Schilirò (chitarra), James Thompson (sax), Massimo greco (tromba), Beppe Caruso (tromba e tuba), Luca Campioni (violino), Simone Rossetti Bazzaro (violino e viola), Enrico Guerzoni (violoncello). Qualche conferma e qualche novità.

Mi colpisce immediatamente la splendida resa musicale dell'Arena di Verona. Niente a che vedere con quello che lo stesso Zucchero definì 'uno squallido mercato della frutta' cioè il palasport di Genova della Fiera del Mare che ospitò il tour 'Blue's'. Qui i volumi sono discreti, i toni perfettamente distinguibili ...... e la voce viaggia alla grande. Che bello. Qui la musica è veramente a casa sua.

Arrivano in rapida successione: "Il suono della domenica" e "Soldati nella mia città". Dal pubblico parte uno dei numerosi cori di auguri della serata.

Dalla parte di equipaggio rimasta a Savona arriva la notizia che Sky TG24 sta trasmettendo l'inizio del concerto in diretta.

Alle prime note di "E' un peccato morir" scoppia un po' di tumulto in platea. Molti innocui spettatori rompono le righe e si appropriano dello spazio libero sotto al palco tra lo stupore degli uomini della sicurezza che tentano in un primo momento di arginare il fenomeno per poi limitarsi a controllarlo. Niente di male. Solo una cinquantina di persone che non resistono alla tentazione di ballare. C'è persino un papà con un bimbo sulle spalle. Tutto prosegue, come è giusto che sia, come se nulla fosse successo.

La voce di Zucchero è un qualcosa di particolare. Sicura, piena, perfetta.

Non parla con il pubblico. E' la musica che comanda. E' la musica che regna.

Tutti in piedi per la simpatica "Vedo nero".

Marito e moglie inglesi davanti a noi, in evidente stato confusionale con la nostra lingua nei momenti di accesso all'Arena, filmano tutto cantando a gran voce in un improbabile italiano. Che bello. Il numero di cellulari accesi impegnati nelle riprese è incredibile.

L'album "Chocabeck" scorre sino a "God bless the child" poi arrivano, ancora senza una parola, i grandi successi.

"Il volo", " Così celeste", "Baila" fanno letteralmente impazzire tutti.

Il tempo vola.

Con "Diavolo in me" con tanto di torta sul palco tutto sembra finire, ma giusto il tempo di rifiatare ed ecco di nuovo Zucchero.

Ora parla con noi e, con grande soddisfazione di tutti, afferma che per festeggiare il compleanno andrà avanti ancora un bel po'.

A sorpresa canta la bellissima e dimenticatissima "eccetera eccetera". Poi ancora una magnifica carrellata di successi conduce alla emozionante "Miserere" con la voce registrata del Maestro Pavarotti che, sconfiggendo la morte, fa venire le lacrime agli occhi. Un lungo, lungo, lungo applauso alla fine del brano sancisce l'immortalità raggiunta.

Poi ancora un pianoforte viene predisposto in scena. La difficile "Indaco dagli occhi del cielo" viene magicamente e perfettamente eseguita. Che voce!

All'arrivo di "Per colpa di chi" capiamo tutti che è arrivata veramente la fine. Guardiamo gli orologi. Quasi un ora di concerto in più. Dietro al palco, in alto, compare una scritta illuminata: "Auguri Sugar" e immediatamente parte uno spettacolo pirotecnico dall'anello superiore dell'Arena.

Il baule inizia a chiudersi. I fuochi d'artificio raggiungono il culmine. Il silenzio. Ancora applausi. Le luci indicano le uscite.

La consueta promessa chiude lo spettacolo: "Noi crediamo nel blues. Il blues non morirà mai!"

Guadagnamo l'uscita immediatamente dopo aver dato un'ultima occhiata al palco dove già sta lavorando il personale. Visti dall'alto dobbiamo sembrare tante formichine. Canticchiando spensieratamente passiamo al recupero della macchina, al rientro in hotel per un breve sonno ristoratore.

La sveglia al mattino del giorno dopo suona alle 6.30. E' ora di rientrare. L'università attende Matteo e il lavoro incombe sull'altro spensierato viaggiatore sulle note del tempo.

Zucchero - Arena di Verona - 25 settembre 2011 ore 21.00. Noi c'eravamo.