SARAH NOVELLA ANTIGONE
|
Tutti si domandano perchè. Perchè questo interesse morboso di media e pubblico per l'omicidio di Sarah Scazzi. Perchè l'Italia, quella del target trasversale (x area geografica, x cultura, x classe sociale, x età) segue morbosamente i talk show uno dietro l'altro in attesa della notizia rivelatrice: il/i vero assassino di Sarah, la vera dinamica dell'omicidio, il vero movente, i veri retroscena. Perchè i media si accaniscono su questo omicidio in modo diverso da tutti i precedenti della cronaca nera italiana, Cogne compreso. Perchè persone normali arrivano ad acquistare un biglietto del pullman per il tour dell'orrore. PERCHE' Sarah novella Antigone. Sarah, la vittima innocente di una società che ha ucciso i valori che l'hanno generata. Una società che è al suo ground zero, al suo annullamento, al suo nulla. Il momento del nulla è il momento del caos, il momento in cui i semi marciscono x generare un nuovo mondo. La società ha ucciso Sarah per mano dello zio o chi per lui. QUesto è lo scenario che andiamo a cercare morbosamente. Affamati di un rito arcaico, religioso, solenne, come nella tragedia greca, in cui la polis rinasceva grazie alla catarsi finale. E' la catarsi che andiamo cercando. Quella catarsi che non troviamo più in nessun rito sociale: il teatro greco la svolse, i riti cristiani l'hanno svolta fino a che la società non ha distrutto la loro funzione sociale. Non abbiamo riti, li abbiamo annientati. Tornano labilmente qua e là in forma di piersing e tatuaggi, ma non sono sufficienti. E un talk show non è un rito. Sarah era giovane, bella, innocente. Lo zio è perverso, doppio, un padre indegno dell'appellativo. La cugina è complessa, titanica, probabilmente vittima anche lei di abusi domestici. Assassina, complice o vittima di un padre che le uccide l'anima, con un movente che forse si perde negli arcani familiari. I media hanno trasformato queste persone in personaggi. La madre è sparita dopo aver svolto il suo ruolo, l'hanno tenuta in scena fino al giorno della rivelazione del cognato. E' sparita con il suo dolore, quello vero, quello che non ti ridarà più la tua bambina. L'omicidio si è trasformato in una tragedia in diretta, gli atti si susseguono, il pubblico attende il finale, il momento della liberazione collettiva, il momento della catarsi. Questa è la spiegazione di tanta morbosità. Il crollo di valori di riferimento condivisi, l'annullamento di riti iniziatici, la distruzione della religione, lo smarrimento familiare, a fronte di ciò l'essere umano cerca annaspando i suoi rituali arcaici, la sua vittima sacrificale e si sofferma morboso dove la trova traslata. Sarah novella Antigone. Sarah, vittima assoluta nella quale riconosciamo le nostre paure, i nostri fantasmi, i nostri orrori. ... Aspettando il momento liberatorio. Dopo rimarranno una madre, un padre a cui un assassino ha distrutto la vita. E noi. Che dimenticheremo. Che andremo di nuovo in cerca di altre sofferenze da fagocitare. Finchè non arriverà una nuova alba, e gli omicidi torneranno tali, e le madri saranno rispettate in tutto il loro dolore, non fino a quel tanto che basta per alzare gli ascolti. E gli assassini del fisico e dell'anima verranno chiamati per nome. E, chissà, forse saranno anche giustiziati. E le vittime troveranno pace. |
commenti
|
|
Guardiamo alle disgrazie altrui per riconsolarci:"C'è chi sta peggio!". Su questo antico adagio fa leva l'azione di "depistaggio" dell'attenzione pubblica dalle notizie di politica interna.
Tuttavia, l'intervento della Litizzetto ieri a "Che tempo che fa?" mi ha fatto sentire meno sola: tutti non ne possiamo più!!!! p.s.: per me lo zio mente per proteggere quella disturbata della figlia |
| postato da GM il 25/10/2010 15:43 | |

commenti
nuovo commento
pingback