
Le tradizionali lampadine ad incandescenza consumanosotto forma di calore circa il 90% dell’energia elettrica utilizzata, trasformando in luce solo il rimanente 10%.
Un enorme dispendio di energia che può essere evitato utilizzando lampade fluorescenti compatte ad alta efficienza (LFC).
Le fluorescenti compatte, ovvero le moderne lampade a risparmio di energia, durano, infatti, 8 volte di più eabbattono i consumi complessivi dell’80%, con benefici economici ed ambientali.
Ridurre i consumi significa non solo diminuire la spesa in bolletta ma anche le emissioni di gas serra conseguenti alla produzione di energia.
Una recente ricerca dell’European Companies Federation (ELC) conferma che la sostituzione delle lampadine ad incandescenza, se fosse effettuata in tutta Europa entro il 2015, porterebbe alla riduzione di 23 milioni di tonnellate di anidride carbonica, con un risparmio di 7 miliardi di euro.
In Italia la sola messa al bando delle incandescenti permetterebbe di tagliare circa 3 milioni di tonnellate di CO2 e di risparmiare 5,6 miliardi di chilowattora all’anno, pari all’energia prodotta da una centrale termoelettrica di 1000 MW. Una misura a costo nullo per lo Stato, con benefici economici per i consumatori pari a circa 1 miliardo di euro all’anno.
Ecco un contributo importante per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei gas ozono-lesivi fissati dal Protocollo di Kyoto.
Per questi motivi, alla fine del 2007 il Governo italiano ha stabilito la completa sostituzione delle lampade ad incandescenza a partire dal 1° gennaio 2011. Dopo l’Irlanda, l’Italia è il secondo Paese UE ad aver fissato l’addio alle incandescenti. Fuori dall’Europa iniziative analoghe sono state annunciate da Australia, Cina e Usa.
Ci auguriamo di cuore che questa "deadline" sia rispettata.