Atom Feed RSS Feed

Il mio profilo

My Photo
Name: o2italia
Location:

visita il sito ufficiale di o2 global network

o2 global network

FACEBOOK_pagina o2italia

o2italia

visita il sito ufficiale di o2italia

o2italia

diventa fans di o2 italia

social ning o2 italia

chi siamo...

O2 Italia fa parte del network o2 global international sustanaible design. Si basa su designer impegnati a praticare e promuovere le buone pratiche di progettazione sostenibile che include degli aspetti ambientali e sociali. O2 è una rete informale che si rivolge a chiunque sia interessato al design sostenibile. L'ambizione di O2 è quello di fare della sostenibilità parte del processo naturale di progettazione. La rete attualmente coinvolge le persone con un background in industrial design, architettura, Styling, graphic design, arte, moda e persone provenienti da università, enti pubblici, aziende e centri di ricerca. O2 ritiene che l'informazione e lo scambio culturale è fondamentale per una migliore e più ampia comprensione della progettazione sostenibile. Al fine di collegare le persone, in primo luogo O2 utilizza media elettronici, come ad esempio il sito web www.o2.org, paese contactpoints (Liaison, Gruppi e Hub - più di 70) e un o2 mailinglist a groups.yahoo.com/group/o2mailinglist (più Oltre 1100). Entra nella sezione contatti del sito di o2italia.org per scoprire come iscriverti.

RICERCA

Archivio

Calendario

Orologio

Conta visite

la nostra libreria on-line

compra i nostri libri

partner di o2 italia

Co-creando

il circuito italiano della sostenibilità al femminile

bestup

o2 italia insieme a Co-creando costruirà la green map di milano

green map

the green publishing

web magazine in Italia un punto di riferimento nel settore dell’innovazione sostenibile.

50+ Global Writers Bring You the Latest in Modern Green

50+ Global Writers Bring You the Latest in Modern Green

I NOSTRI LINK PREFERITI PER LO SVILUPPO TERRITORIALE

TLL_Territorial Living Lab per la Sicilia
COPPEM
AGENDA21 L ITALIA
AGENDA21 L SICILIA

planet_green

planetgreen

notiziario energetico ambientale

e-gazzette

mai più sacchetti di plastica

portalasporta.it

sustainable sense by design

sustainable sense by design

il social ning del corso "La scuola che vorrei" 2010

coro di educazione ambientale su piattaforma ning

Design del riuso - il libro

postato da Antonia Teatino_Liaison o2italia [31/01/2010 21:08]

“Questo lo conserviamo... potrebbe servire!”....

Era la filosofia delle nostre nonne, quelle che non buttavano mai via niente perché magari, un giorno, quella cosa sarebbe potuta tornare utile. Così vecchi lenzuoli troppo lisi diventavano strofinacci, il maglione logoro si scuciva e con la lana si faceva una sciarpa, anche il nastro dei regali si recuperava per cucire all’uncinetto un resistente sottopentola.


Ogni cassetto era una miniera di ciarpame, ma al momento giusto c’era sempre l’oggetto adatto da riutilizzare. Le nostre nonne lo facevano perché erano cresciute in tempi difficili, quando non era semplice avere cose nuove e ogni oggetto andava trattato con cura e parsimonia perché durasse più possibile e, anche quando fosse cessato il suo primo uso, potesse essere sempre usato per farne qualcos’altro.


Oggi ci ritroviamo a rivalutare questa filosofia per motivi esattamente opposti: abbiamo una così grande disponibilità di oggetti nuovi, monouso e a basso costo, che non riutilizziamo più nulla,trovandoci giorno dopo giorno sommersi da montagne di rifiuti!


L’emergenza legata al loro smaltimento ci mette davanti ad una questione vitale: occorre un radicale cambiamento di prospettiva, iniziando a progettare secondo i criteri dell’eco-design.


Secondo i principi della progettazione sostenibile bisogna minimizzare la presenza di sostanze tossiche nei prodotti, incorporare materiali riciclabili/riciclati, ridurre la quantità e le tipologie di materiali utilizzati, impiegare materiali compatibili tra loro in fase di riciclo, ridurre la quantità di scarti di lavorazione, minimizzare il packaging, usare un sistema di imballo riutilizzabile, aumentare l’efficienza energetica dei prodotti a funzionamento elettrico, facilitare l’accesso alle parti per la loro sostituzione o manutenzione, consentire il recupero dei componenti per il riciclo.

Questo vale per tutti gli oggetti ancora da progettare, ma che fare con tutti quelli che ci circondano nelle nostre case, nelle nostre città?


Occorre ripensare da capo il nostro rapporto con le cose, immaginandone una nuova vita quando avranno cessato il loro utilizzo "ufficiale”: occorre allora vedere nella "spazzatura” non un problema ma una risorsa, nell’inutilità nuove opportunità di creazione.


D’altra parte per tutto ciò che esiste sulla terra (oggetti dismessi compresi) vale il principio di conservazione per cui "nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”.


Volendolo prendere alla lettera, nel caso del design del riuso, possiamo immaginare un flusso infinito di oggetti che si trasformano sempre in qualcos’altro senza diventare mai rifiuti, in una sorta di metempsicosi ininterrotta operata dagli individui che utilizzano e riutilizzano le cose sfruttando una buona dose di immaginazione.



In questo testo - il Design del Riuso di Emanuela Pulvirenti - dunque si vuole approfondire il "pensiero creativo”, quello che secondo lo psicologo Edward De Bono permette



"di considerare le cose non soltanto per quello che sono, ma anche per quello che potrebbero essere”.



Non verranno analizzati i metodi di eco-design ma qualcosa di più semplice ed immediato:esempi di riuso intelligente che chiunque (non solo designer professionisti) può mettere in atto. 


Si tratta di cercare un rapporto nuovo con gli oggetti, imparando a separarli dalla loro funzione principale e ad osservarli per le loro potenzialità materiche, formali, tattili, percettive. Questo è sfidare il senso comune del valore degli oggetti, è raccontare la storia che un oggetto vuole narrare, è mostrare la fragilità della materia, è cogliere l’armonia e l’abilità costruttiva di un particolare, è cercare la bellezza in luoghi inaspettati.


È così che un giorno un vecchio copertone è diventato un’altalena...