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Il turismo contaminato
Parlare di turismo? Parlare di turismo e del suo sviluppo è un rivoltante ossequio al malessere che sovrasta e contamina anche le intelligenze più nobili e servili della nostra Sicilia.
Per chi sta a Roma o a Milano, già arrivare qui per un week end, è impresa ardua, figuriamoci non potersi poi spostare ed essere costretti forzosamente a rimanere in hotel per il lezzo che sovrasta lo smog e l’inquinamento industriale continuamente richiamato quale malessere per la carenza dello sviluppo.
Ma che turismo è mai questo? La Sicilia è piena di paesi attrattivi come Taormina e passando per Messina, Milazzo, Santa Lucia del Mela, Valdina, Rometta, Castroreale, che vengono strozzati dal traffico, dal degrado voluto ed orientato, dall’incuria organizzativa di chi dovrebbe valorizzare queste risorse invece di guardare solo all’interesse di essere consigliere comunale o amministratore di questi Comuni dalle nobili radici, abortendo le idee elettoralistiche e i loro propositi si concretizzano soltanto nello sviluppo di pasti surgelati e ciarpame ‘made in China’ omaggiati dai cugini del mediterraneo.
E’ così che vogliamo tornare ad essere competitivi nel mondo? Quante altre posizioni perderemo con questo lassaire faire? Quanti altri soldi del POR sciuperemo ancora?
Aberrante pensare che qualche Assessore si starà già fregando le mani contando gli incrementi di accessi di auto e presenze turistiche ‘mordi e fuggi’, riportando i dati del 2009, in convegni gestiti e finanziati alla sala gialla dell’Assemblea Regionale o al San Domenico di Taormina, e magari proporrà di realizzare nuovi bazar per soddisfare la crescente ondata di visitatori in braghette e t-shirt.
No, per favore, non chiamiamoli più Assessorati al Turismo, risparmiamoci l’offesa etimologica al termine turismo. Ripristiniamo i vecchi termini di Pro Loco, Azienda di Soggiorno per i posti degli amici, o inventiamo delle altre sigle più adeguate e meno impegnative. Fare turismo è un’altra cosa.
Se non siamo capaci di farlo, promuovendo e migliorando l’ospitalità dei nostri centri, allora è giusto che continuiamo a progettare e finanziare sagre della melenzana e feste dei maccheroni alla norma con la ricotta infornata: significa che preferiamo questa idea di ospitalità! almeno avremo fatto una scelta di campo.
Peccato solo che gli alberghi non si possano trasportare sennò il “signor albergatore “ sarebbe già da tempo emigrato negli emirati arabi.
Angelo Torre
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