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Alchimie Primordiali Ranieri Indoni

postato da Patricia Del Monaco [23/05/2012 14:12]
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I temi pittorici, soprattutto gli alberi stilizzati di Patricia Del Monaco, artista romana che ha esposto in tutto il mondo, solo per citare qualche presenza Carrousel du Louvre Parigi, FneArt di Miami, Alpha Galerie di Berlino ecc.. , appartengono ad una natura così eterogenea e stravagante, da obbligare l'osservatore alla visione di una pittura dalla ricca coinvolgente simbologia, resa con altrettanta raffinata elaborazione materica.

La sua concezione di deriva naturalistica stravolge e supera il concetto della più classica declamazione bucolica per raggiungere, per la fertile creatività della pittrice, un mondo ammaliante, incantato, prodigioso e sognante che riconduce con un magico flashback  alla fanciullezza.

Solo anni di tenace ricerca specifica hanno poi dato vita ad alberi impressi con un impianto coloristico potente che dà forza a tinte e gradazioni inusitate; ma che rafforzano i toni arricchendo rami, foglie e frutti con segni decorati da fregi, greche, arabeschi, festoni e ornamenti, in una sequenza che rimanda ad  un Ghirlandaio prima maniera.

La metamorfosi evolutiva di questa sintesi pittoscultorea avviene come con un colpo di bacchetta al rallenty; un ossimoro che spiega come, decollando dalla più pura e aerea ispirazione votata alla natura, trasforma un sentimento ecologico in una più ricca passione d'amore rivelatrice di un soffio poetico non comune.  

Cos'è che nell'intimo ordina con perentorietà alla Del Monaco l'aderenza al modus più genuino e all'afflato più delicato nei confronti della più ingenua bellezza?

Il suo cuore di fanciulla che, in qualche modo, rifiutandosi di crescere per trattenere mondi affatati,

ha finito col suggerirle la formula più estroversa, disinvolta e brillante.

Questo cuore, è capace di spingere e far leva su un braccio che, teleguidato in combine con l'animo, volge al più premuroso, caldo e rispettoso riferimento espressivo, seppur accentuato da una cadenza coloristica che scandisce ritmi modulati esuberanti e illuminanti.Ecco allora piante, alberi e prati che, da semplici comuni riferimenti naturali, resi così folti e autorevoli, rigogliosi, prosperi, floridi e lussureggianti, grazie alle vivaci cromie che indossano, si trasformano in creature divulgatrici di quella fervida creatività che solo una poetessa querula affabile ed elegiaca può declinare per soddisfare i suoi più surreali sogni di fiaba.

tono poi i titoli stessi delle sue opere a dichiarare il trasporto di chi le ha così elegantemente materializzate:L'Albero del riciclo, L'Albero della primavera, Energy, l'Albero gioiello ecc...non sono altro che immagini di un amore che, decantato da quello primordiale, grazie alla natura della poetica creatrice che funge da alambicco, acquisisce, come il vino più pregiato, la più generosa palpabile e fruttata consistenza.La sua indole multiforme però non la costringe solo al mondo magico che tanto le piace ma la obbliga anche a discontinuità umanistiche molto lontane dai soggetti più amati; e la causa di ciò scaturisce dalla sua grande generosità istintiva e dall' intima dote di acuta sensibilità.Allora fà propri problemi scabrosi e drammaticamente antitetici, come l'endometriosi, di cui non t'aspetteresti fosse l'efficace testimonial che è, tanto da disporsi a dipingerne con naturalezza sentendosi moralmente vincolata al messaggio mediatico più utile, nel tentativo di attutire il grande dolore fisico e psichico che provoca nelle donne quella maligna patologia ancora orfana di cura.Il cuore di Patricia Del Monaco alligna e agisce quindi in più vite; può abitare il corpo di una ragazza entusiasta che ama pazzamente i colori dell'arcobaleno disegnati sul suo variopinto aquilone, come risiedere in quello compreso di una sorella o di una madre accorate per accudire e dedicarsi come solo le donne sanno.Questa sorta di affabulazione pittorica declinata da momenti di suggestione e introspezione emotiva con cui si esprime la prodigiosa artista, non è altro che il mezzo più disincantato per svolgere ed elaborare veri e propri poemi lirici che, se anche di prima deriva fanciullesca, col passaggio alchemico che usa, trasforma, laddove occorra, in maturo e altruistico ideale di dedicata bellezza.

Ranieri Indoni