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COMPLESSO MONUMENTALE DEL VITTORIANO

postato da patricia del monaco [04/02/2015 23:20]
foto

 

"IL GIARDINO DELLE DELIZIE" E. SQUIRRU

“Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due

atteggiamenti:costruire o piantare. I costruttori possono passare anni impegnati nel

loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si

fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita,

la vita perde di significato. Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni,

raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di

 

crescere. Esso richiede l’attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli

permette di vivere come in una grande avventura”. (Paulo Coelho).

Direi che la citazione dello scrittore, poeta Brasiliano raffigura in maniera

 

straordinaria, il messaggio dell'artista : crisi dell’uomo moderno che ha visto crollare

tutti i valori, senza poter giungere ad elaborare nuovi stimoli per il suo essere sia

interiore che per il bene del prossimo.

 

Nel ciclo di opere intitolato"Il Giardino della rinascita", Patricia Del Monaco,

raggiunge un'identità di natura e spirito nella creazione e realizzazione delle opere,

riunendo l'inconscio della natura, mediante la spontaneità dell'ispirazione e il conscio

dello spirito, attraverso la sua intima rielaborazione, abbinata all'antico manoscritto

 

intitolato Hortus Regius Honselaerdicensis del secolo XVII, con le 132 tavole

realizzate dal pittore Stefano Cousyns tra il 1685 e il 1688. Le tavole, riproducono la

coltivazione di fiori locali ed esotici, provenienti da tutto il mondo, impiantata dal

 

botanico Gaspar Fagel nella di proprietà Noordwijkerhoutdi di Re Guglielmo III

d’Orange.

Il Giardino della rinascita, si rivolge allo spettatore in uno schermo volto al

destino, come in una pellicola di un film, il “loro” Giardino della rinascita, vissuto

ma comunque non dimenticato. Sfumature di una colorazione calda, intensa,

intrappolano figure ancestrali, fiori, alberi, uccelli e simboli archetipi, in un

 

microcosmo , ”il giardino delle delizie”, abitato da uccelli del paradiso, che donano

l’uovo cosmogonico all’albero della vita (nell’operaGenesis),da affascinanti e

misteriose creature, come la dama dell’orto, che custodisce il seme della vita

(nell’opera“Domina est hortis”). Un luogo magico, incontaminato, in cui siamo nati,

dove tutto ha un principio e niente finisce, dove Il ciclo della vita si rinnova

continuamente in un fluire continuo come quello delle piante, dei semi e dei

germogli, con la capacità di curare il corpo e la mente, per poi trasformarsi in

 

magnifici fiori, dal profumo intenso, che rigenera l’anima (nell’opera “Initium

Horti”). Una missione, che si traduce nell'artista in una vasta operatività, quasi senza

sosta, sempre attiva in un istinto così forte quasi da voler uscire dagli schemi imposti

dalla vita. Voglia di fare e di dare colore alle cose, ai sogni, ai sentimenti, al grigiore

irrazionale che è, certe volte nella vita.

La sensazione che si prova ponendosi davanti alla tela dell'artista, è di sollievo:

l'uomo ritrova i suoi impulsi nei forti colori della tonalità del giallo oro, del rosso, e si

 

sente contestualmente confortato dai soggetti di riferimento dell’opera. I decori

complessi che si intrecciano l'uno con l'altro sono lo specchio di una varietà

caratteriale e comportamentale umana che nonostante la sua infinita caoticità trova

equilibrio nell'insieme, quell'insieme composto da vibranti e complessi dettagli che

rende uniche le opere dell'artista.

L'opera assume armonia e completezza grazie al sapiente (ma sempre istintivo) legame

di sfumature e segni che affascinano l'occhio e coinvolgano l'anima.

Il rispetto per la natura, sostiene un mondo che le rappresenta la

positività, accetta e tollera ma non sempre gradisce. E allora uscire… uscire nei

campi dell’infinito dove la notte porta consiglio per una giornata lunga, intensa, posta

a far germogliare le gemme colme di speranza alla nascita di una nuova vita.

Nel messaggio dell’artista, c’è anche un remoto mondo di cose lontane e dimenticate.

Un’intuizione fantastica che si traduce in un acuto pittorico: un centro del quadro, un

improvviso incontrarsi di toni che si smorzano intorno a un indicatore cromatico

 

vivissimo, lanciante un forte inno alla vita (nell'opera"Emblema"). Dall’uovo cresce

il fiore rosso, come simbolo di rinascita: Il principio vitale, il mistero della vita, la

creazione.

Il Giardino è anche un luogo di testimonianza e memoria, rappresenta la volontà di

non dimenticare le tragedie della Storia per ricordare che nel Giardino dei giusti c'è

 

un albero speciale,“L’Albero del Melogranoper ogni uomo e per ogni donna, come

nell’opera intitolata dal Giardino dei Giusti“L’albero del Melograno”;il giorno della

memoria, è rappresentato simbolicamente dal frutto del melograno, posto al centro

dell’albero.

Il ciclo degli Alberi, tema centrale per l'artista, evidenzia una carica di messaggi da

comunicare, uno strapiombo leggero sul quale cavalcare, per una fuga ideale da ciò

che delude, con quel fondamentale ottimismo che è costituito dalla consapevolezza

del poter evadere tra nuvole e pensieri dove potrebbe non esserci spazio per gli altri

 

se non per l’autrice."L' albero…è difficile immaginare un'altra presenza della natura

così carica di significati, di metafore, di allegorie… Lì sogno e realtà si mescolano, e

anche noi ci sentiamo assorbire, perdiamo i nostri contorni epidermici, il nostro

 

pensiero si rarefà... diventiamo lo stormire delle foglie, l'anima nascosta del vento”.

Così Roberto Marchesini descrive l'albero nei suoi quaderni di bioetica.

Nell'opera museale intitolata"Il Grande Albero dei Valori", la parte centrale, la linfa,

rappresenta la rugiada, si pensi all’ Haoma iranico, al Soma indiano, al Himoragi

giapponese. I frutti rappresentano l’immortalità, si pensi alla mela dell’Eden, ai pomi

d’oro delle Esperidi, alle pesche del giardino di Hsi-wang-mu.

Nellopera "Driadi”, l’albero del bene e del male, evoca simbolicamente il limite

invalicabile che l'uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con

 

fiducia rispettare.

Le opere di Patricia Del Monaco, nascondono rimandi simbolici

all'anima, all'umanità, alle passioni. Un lavoro svolto con precisione perché le idee

sono chiare e di natura spirituale. Toni scuri si specchiano su quelli chiari

raffigurando in lei un’unione di sole e luna capace di ottenere una fusione

esattamente congruente a cosa vuol dire vivere adesso in quella circostanza e con le

proprie esperienze. Patricia Del Monaco, ha la capacità di analizzare la vicenda

 

dell’uomo nella sua lotta per la vita L’artista vive l’arte come istinto, come ruolo,

modo di essere, continuità di rapporto io-tela, io-colore, io-segno. Osservando il

 

mondo e la vita, non disprezza l’eccessivo, ma evita il fattore sociale condizionante,

soprattutto quando disegna le condizioni vitali e del perché ognuno di noi ha un

 

perché di esistere. Nell’uomo è presente un principio connaturato che agisce in modo

da fargli realizzare ciò che lo caratterizza nella sua essenza di modo che, ad esempio,

il seme è destinato da questa forza naturale immanente a divenire albero. Una visione

finalistica della natura che spiega il divenire e come il movimento si diriga verso i

 

suoi "luoghi naturali".