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EURISTICHE E BIAS

postato da pensadestro.it [08/06/2015 15:23]

Ci capita spesso di osservare una grande luna quando questa si trova sull’ orizzonre. Ebbene si tratta di una illusione, l “illusione di Ebbinghaus”. Qualunque sia il meccanismo psicologico coinvolto tale illusione si verifica perchè il sistema visivo nello stimare le dimensioni si affida a regole empiriche che funzionano quasi sempre bene ,eccetto che in alcuni casi in cui producono illusioni….ottiche. Così come il sistema visivo anche il sistema di rischio che entra in gioco nelle scelte , si affida a regole empiriche, vere e proprie scorciatoie cognitive che possono anche portare ad errori sistematici. Le scorciatoie si chiamano euristiche. Esiste poi il bias cognitivo. Sono due cose distinte; le euristiche sono una regola empirica su cui la mente fa affidamento per svolgere facilmente un compito mentre il bias è la tendenza a commettere errori specifici in una stessa direzione. Le euristiche non sempre portano a bias e non tutti i bias sono euristiche .

L “euristica della disponibilità”: quando valutiamo la possibilità di un evento futuro cerchiamo nella nostra mente alla ricerca di qualcosa di simile e basiamo la probabilità sulla nostra facilità nel rievocare. Se invece facciamo fatica a rievocare la probabilita scende.  Questa euristica funziona abbastanza bene quando facciamo valutazioni probabilistiche su qualcosa che rientra totalmente nella nostra esperienza personale. Quando , di contro, facciamo valutazioni di probabilità su qualcosa che ci viene riferito , per esempio dai mass media, la correlazione tra facilità a ricordare e probabilià che un evento accada si spezza e la euristica della disponibilità ci svia.

Euristica della “pia illusione”; ovvero lasciare che le nostre convinzioni siano influenzate dai nostri desideri. E’ importante che le persone vedano il mondo per quello che è e non per come vorrebbero che fosse. La probabilità di un evento deve essere stimata indipendentemente dal fatto che esso sia piacevole o no. 

Euristica della “credibilità delle fonti”; in una campagna elettorale potremmo vedere pubblicità negative su qualcuno, successivamente potremmo sapere che la pubblicità non è probabilmente veritiera. Tuttavia i dubbi sulla veridicità delle fonti tendono ad attenuarsi con il tempo mentre si mantiene il contenuto onde per cui “votiamo” contro quel qualcuno.

Bias di conferma; ovverosia la tendenza ad avvalorare quelle informazioni che avvlorarono cio’ che già crediamo.

Bias del giudizio retrospettivo: ovverosia il fatto per cui se alla fine, nonostante il bias di conferma, ci imbattiamo in informazioni che ci obbligano a cambiare idea noi tendiamo a dire di averlo sempre saputo e non riconosciamo piu’ le convinzioni che avevamo e che abbiamo abbandonato.Ci impedisce di imparare dagli errori.

Bias del saper leggere il pensiero; ovverosia la tendenza a crederci capaci di decifrare gli altri piu’ di quanto non sia vero. Per esempio la fiducia ingiustificata che noi nutriamo di saper riconoscere le menzogne.

Insomma cari lettori state attenti agli scherzi che vi fa il vostro cervello!!