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PROCESSI DECISIONALI: STORIA TRISTE DELLE NOSTRE CERTEZZE!

postato da Pensadestro.it [06/09/2015 22:13]
foto  Daniel Kahneman  (psicologo e nobel per l' economia nel 2002)rappresenta il punto di svolta all’interno del campo di studio sulla decisionale. In concreto, Kahneman e Tversky mostrano per la prima volta, come i giudizi degli individui siano il prodotto finale dell’azione di meccanismi cognitivi quali la rappresentatività, la disponibilità e l’ancoraggio.
 Questi termini  si  riferiscono a particolari processi cognitivi che in maniera del tutto inconsapevole dirigono e influenzano la maggior parte delle nostre decisioni .
La disponibilità è un’euristica descritta  da Kaneman, utilizzata quando, nel fornire una stima riguardo al possibile accadere di eventi futuri, le persone ricorrono alla loro esperienza relativa al verificarsi di quegli eventi in passato. Tuttavia, in tali occasioni, le informazioni che vengono recuperate dalla memoria non sono quelle con il potere informativo maggiore ma bensì sono quelle più vivide, sono quindi le informazioni alle quali l’individuo ha associato gli stati emotivi più forti.
Questo significa che eventi che si sono verificati con frequenza nella vita di un individuo, o che lo hanno maggiormente impressionato, tendono ad essere giudicati come maggiormente probabili anche se in realtà non lo sono. A dimostrazione di ciò, le persone in media considerano la frequenza degli incidenti aerei significativamente superiore rispetto al reale rapporto tra voli aerei senza incidenti e voli con incidenti.
In tale maniera Kahneman ha dato inizio ad un lungo percorso che ha progressivamente messo in discussione la validità descrittiva dell’assunzione di razionalità e del modello  dell’Utilità Attesa di von Neumann.
Essi osservarono che  individui posti di fronte ad una scelta si comportano in maniera significativamente diversa, mostrando una propensione oppure un’avversione al rischio a seconda di come la scelta e le opzioni vengono presentate loro. 
Un esempio  è il seguente: le persone sono disposte ad attraversare un’intera città per risparmiare 5 euro per un capo che ne costa 15, mentre non sono disposte a fare altrettanto per risparmiare la stessa cifra per l’acquisto di un capo che è venduto a 125 euro.
In ambito finanziario, questo fenomeno è rappresentato da:
  1. una tendenza degli investitori ad assumersi più rischi se questo significa evitare una perdita sicura;
  2. una tendenza ad essere più prudenti quando viene data l’opportunità di ottenere un guadagno sicuro.
Da ciò, gli autori sono arrivati a dimostrare come le preferenze vengano espresse nel momento stesso in cui viene posto il problema e in funzione del modo in cui le informazioni sono presentate di volta in volta, e che, quindi, non c'è modo per la nostra mente di garantire l’esistenza di un ordine di preferenze e credenze, che sia coerente e determinato a priori. 
Questo non significa, sottolinea Kahneman, che la scelta viene compiuta in maniera necessariamente irrazionale, ma è fondamentale per gli operatori del settore economico/decisionale riconoscere e tenere debitamente in considerazione l’asimmetria spesso evidente nelle scelte quotidiane degli uomini. Tale asimmetria è molto evidente nelle situazioni di rischio in cui il soggetto deve prendere una decisione e mettere in atto un certo comportamento in una situazione di incertezza. Qui, infatti, il comportamento sembra essere dettato da una valutazione soggettiva delle probabilità, molto diversa da quella oggettiva. Il lavoro che più di ogni altro merita di essere citato è certamente l’articolo pubblicato nel 1979 sulla prestigiosa rivista Econometrica, in cui Kahneman e Tversky attraverso la definizione della Teoria del Prospetto, stabiliscono uno dei punti di riferimento più solidi e convincenti per lo studio delle decisioni in condizioni di incertezza.
Nella  sua vita Kahneman si è inoltre interessato ad una disciplina emergente come l’economia comportamentale, dando in questo ambito un  contributo importante grazie all’utilizzo di scenari di vita quotidiana che hanno permesso di evidenziare distorsioni valutative in ambito economico.