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  <title>Pirogassificatore di Morandi Enzo</title>
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  <subtitle>Blog di interesse tecnico - culturale di un impianto energetico innovatito sfruttando tutto ciò che l'uomo scarta.</subtitle>
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    <title>Campagna Elettorale Tutti i politici promettono di abbassare le tasse ma nessuno parla di rifiuti!</title>
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    <updated>2013-01-30T16:36:27Z</updated>
    <published>2013-01-30T16:36:27Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Avete provato a chiedervi perch&amp;eacute; non si parla di rifiuti? Perch&amp;eacute; la massa paga le tasse e gli scomodano, poi perch&amp;eacute; in qualche modo il problema dei rifiuti riguarda anche direttamente ognuno di noi, che sappiamo di essere in parte responsabili del problema, quindi un tasto pericoloso, meglio glissare, fare finta di niente.&lt;br /&gt;Ogni popolo ha il governo che si merita (e che la maggioranza si &amp;egrave; scelto), ma io aggiungo: ogni popolo ha anche i politici che si merita ( e che sceglie o quantomeno tollera).&lt;br /&gt;Noi (popolo, massa) che lavoriamo ormai soprattutto con le mani e che ascoltiamo soprattutto con gli orecchi, siamo facile preda di chi vuole usarci, e tanto pi&amp;ugrave; bravo a parlare sar&amp;agrave; il nostro &amp;quot;sfruttatore&amp;quot;, tanto pi&amp;ugrave; lo ascoltiamo.... &amp;egrave; triste..... molto triste. Sento discussioni di politica, esattamente come si fa per lo sport, chi &amp;egrave; per la Juventus quasi odia quelli della Fiorentina o del Milan e viceversa, tutti e nessuno hanno ragione, perch&amp;eacute; si parla con la bocca ed un po' con il cuore, ma il cervello? Assopito, abituato a far pensare gli altri, a dire quanto sentito ed a fare quello che ci dicono, perfino per il tempo libero; serve ancora quest'organo? Serve ancora questo meraviglioso strumento quasi sconosciuto? Si il cervello serve ancora, per farci camminare, lavorare, scrivere (qualche cavolata su Facebook , magari con un bel copia incolla), qualcuno, i pi&amp;ugrave; fortunati, ancora per sognare, per comporre una poesia, o a fare un quadro, un disegno... ma pensare.... sempre meno!&lt;br /&gt;Forse alcuni vecchi, anche se stanchi, delusi, qualcuno incazzato, ma incapaci di ribellarsi, scrivono degli sfoghi, con la speranza (poca per il vero) di risvegliare qualche mente sopita, per far capire che, oggi con la moralit&amp;agrave; sotto terra com'&amp;egrave;, chi usa i cervello spesso lo fa per s&amp;eacute;, per mera convenienza, usando tutto e tutti, cavalcando lo scontento passivo delle masse, per avere consensi, e allora nascono i Grilli urlanti, i Professori salva mondo, resuscitano le mummie simpaticone ma un po' velenose, tutta roba che ci meritiamo e che continuiamo ad alimentare o subire, come se ci&amp;ograve;, fosse inevitabile o insostituibile.&lt;br /&gt;Si parla e si chiede a gran voce di rimettere in moto il lavoro, ci dicono: &amp;quot;si &amp;egrave; vero con il lavoro si rimette in moto i consumi, cos&amp;igrave; tutto ricomincia come prima&amp;quot;.... gi&amp;agrave;, come prima, quando alcuni eletti dicevano, che la corsa ai consumi ci avrebbe portato a questa situazione. Consumi vuol dire anche il futile, vuol dire tanti rifiuti, vuol dire produrre sempre di pi&amp;ugrave; e qualsiasi cosa, pur di guadagnare, non importa la qualit&amp;agrave; anzi meglio se il prodotto si deteriora presto, almeno sono costretti a comprarne di nuovi.... e la moda? Bisogna essere belli ed aggiornati altrimenti.... che figura facciamo? Si, bisogna ricominciare a consumare, a spendere.... Facendo debito... cos&amp;igrave; anche le banche poverine... possono ricominciare a guadagnare, e via cosi fino a che non ci mangeremo l'un con l'altro.&lt;br /&gt;Tutti vogliono, pretendono, consigliano, chiedono.....ma nessuno vuol dare, neanche un consenso, nessuna apertura, tutto in avere e niente in dare!&lt;br /&gt;Ma se si continua a non permettere di far partire nuovi impianti pur non dovendo investire in proprio, che risolverebbero tanti problemi solo per paura del nuovo, perch&amp;eacute; si dice, che il progresso ci ha portato a questa situazione, senza pensare che il progresso lo fanno i tecnici (quelli veri non quelli bancari o finanziari) e gli scienziati, invece i disastri li fanno le grandi potenze, le finanze che producono solo danaro in un giro ristretto e falso, che serve solo a loro. Se si continua a dire sempre No, ma nello stesso tempo a consumare energie ed alimenti, ha non voler rinunciare a niente, come si pu&amp;ograve; migliorare, con quali energie nutriremo i nostri figli e nipoti?&lt;br /&gt;Niente tasse? Tutti d'accordo! Ma i servizi che pretendiamo chi li paga? No alle discariche ed agli inceneritori o qualsiasi trattamento a caldo dei rifiuti, No alle nuove tecnologie agrarie, No alla chimica, alle medicine chimiche, agli indumenti sintetici, NO alle pellicce, No alle centrali a carbone, No alle idroelettriche, altrimenti i pesci come risalgono i fiumi, No alla geotermia che perforando il terreno si incrina l'equilibrio statico della terra, No all'estrazione del petrolio ed il suo uso, no all'estrazione del gas, NO a tutto ma intanto si consuma tutto questo.... Va beh, non lo facciamo in Italia, compreremo gas, petrolio ed energia elettrica all'estero, magari fatta con i nostri rifiuti, o con il nucleare francese prodotto al di l&amp;agrave; della frontiera perch&amp;eacute; al di qua &amp;egrave; pericoloso.&lt;br /&gt;Ma dico io, ci vorrebbe tanto a dire Si, ma con le dovute sicurezze VERE, con emissioni bassissime, molto minori delle attuali, Si ma con cascatelle dove i pesci risalgono il fiume, Si ma ogni perforazione oltre ad essere fatta solo dove non ci sono pericoli, che queste siano incamiciate in modo sicuro, Si alla geotermia ma con le nuove tecnologie a ricircolo, ecc.&lt;br /&gt;Ma certo io sono un sognatore e che vede tutto facile... meglio e pi&amp;ugrave; semplice dire di NO e basta, o quanto meno non qui, non nel mio giardino.&lt;br /&gt;Ragazzi rimettete in moto il cervello, altrimenti piano piano, tornerete ad essere quello che eravamo, SCIMMIE o forse peggio, Bachi, Lombrichi.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Avete provato a chiedervi perch&amp;eacute; non si parla di rifiuti? Perch&amp;eacute; la massa paga le tasse e gli scomodano, poi perch&amp;eacute; in qualche modo il problema dei rifiuti riguarda anche direttamente ognuno di noi, che sappiamo di essere in parte ...</summary>
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    <title>Risposta a Nero</title>
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    <updated>2013-01-14T08:57:18Z</updated>
    <published>2013-01-14T08:57:18Z</published>
    <content>&lt;font size="3"&gt;Sulla Montalcini hai un po' di ragione......mi aveva emozionato la morte di quella grande donna e ho s&lt;font size="3"&gt;c&lt;/font&gt;ritto i miei pensieri... poi evidentemente sono usciti gli sfoghi delle ingiustizie che sto subendo, legando inconsapevolmente i due malumori che avevo.&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;Sul Pirogassificatore il discorso &amp;egrave; pi&amp;ugrave; complesso, intanto, contrariamente a te, che mi accusi di cose inesistenti, senza conoscere ne me ne l'impianto in questione, io ti capisco; &amp;egrave; normale che la gente abbia paura, &amp;egrave; normale anche che nascano dei comitati a difesa dell'ambiente, anzi &amp;egrave; lodevole!  &lt;br /&gt;Quello che non capisco invece &amp;egrave; che si fa di tutta l'erba un fascio e anche se non &amp;egrave; facile, &amp;egrave; altrettanto doveroso controllare, verificare, informarsi, insomma prima di dire no a tutto, bisogna capire le caratteristiche, le differenze, i vantaggi di un impianto piccolo, provato e controllato, posto dove si produce il rifiuto e dove si usa l'energia. &amp;Egrave; impossibile metterlo a casa mia, dove si produce solo rifiuti urbani, e questo impianto &amp;egrave; pi&amp;ugrave; adatto ai rifiuti industriali, dopo la scelta e la separazione del recuperabile, quindi &amp;egrave; adatto ad una stabilimento e non ad un comune. Ovviamente, anche il Sahara &amp;egrave; una tua iperbole, non va bene neanche in spazi lontano da abitazioni o fabbriche, perch&amp;eacute; inquineremmo trasportando gli scarti, e poi l'energia.&lt;br /&gt;Il pirogassificatore &amp;egrave; piccolo, non &amp;egrave; un inceneritore, &amp;egrave; nato per trattare i sovvalli delle selezioni dei rifiuti oppure gli scarti combustibili di industrie.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Sulla Montalcini hai un po' di ragione......mi aveva emozionato la morte di quella grande donna e ho scritto i miei pensieri... poi evidentemente sono usciti gli sfoghi delle ingiustizie che sto subendo, legando inconsapevolmente i due malumori che avevo.Sul ...</summary>
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    <title>Perchè?</title>
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    <updated>2012-12-31T08:36:38Z</updated>
    <published>2012-12-31T08:36:38Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;E' morta la Montalcini..... quante ne ha dovute subire.... eppure &amp;egrave; arrivata non solo a vivere 103 anni ma pensare e fare delle cose impossibili alla maggior parte della gente.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Quanto vorrei poter essere un po' come lei.... non tanto per l'intelligenza, sarebbe pretendere troppo, ma per la sua forza, per la sua perseveranza, per il suo andare avanti malgrado i grandi ostacoli posatogli davanti........ io non ce la faccio! Forse sono poco adatto a questo mondo... forse sono solo un ingenuo ottimista ora deluso, fatto sta che non sopporto che dopo aver trovato gli indispensabili finanziatori.... le indispensabili e lunghe autorizzazioni, dopo aver costruito un impianto innovativo e che porterebbe lavoro e miglioramenti enormi anche all'ambiente, il pirogassificatore &amp;egrave; stato bloccato ancora una volta! Ora mi chiedo: ma se la maggior parte di quella gente che ha fatto questa crociata contro il pirogassificatore, diceva e dice che bisogna, fare qualcosa per eliminare le discariche, le emissioni tossiche, &amp;quot;l'eliminazione&amp;quot; dei rifiuti sotterrandoli od affondandoli in mare, se dicono che bisogna rimettere in moto l'economia, se dicono che bisogna recuperare il ritardo tecnologico che l'Italia ha accumulato negli ultimi vent'anni, se dicono che lo stato deve aiutare l'industria per far ripartire il lavoro! Porca miseria! come si pu&amp;ograve; poi fare di tutto, con una energia enorme, per fermare un impianto ormai pronto da provare, costato soldi e sacrifici, mettendo in grande difficolt&amp;agrave;, le aziende che ci hanno lavorato. senza dargli neanche la possibilit&amp;agrave; di dimostrare che, contrariamente a quanto dicono i comitati del NO, l'impianto funziona, non inquina, anzi toglie una parte d'inquinamento, &amp;egrave; un sistema nuovo di approcciare il problema dei rifiuti industriali (quelli pi&amp;ugrave; pericolosi), che fra l'altro sono quelli che mancano sempre ai conteggi finali (spariscono &amp;quot;nel nulla&amp;quot;). Dato la trasparenza, i controlli in continuo e tutti gli occhi addosso come abbiamo, se non funziona qualcosa o dovesse inquinare per quanto meno di tutti quelli in funzione, dovremmo chiuderlo immediatamente e distruggerlo. Perch&amp;eacute; tanto livore? Perch&amp;eacute; neanche provare? Cosa c'&amp;egrave; dietro questi NO, interessi politici? interessi lobbistici? interessi di industrie che hanno paura di un impianto che danneggerebbe l'ecomafia e tutte le collusioni e corruzioni presenti nella &amp;quot;Green Economy&amp;quot;? Fatemi capire.....&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>E' morta la Montalcini..... quante ne ha dovute subire.... eppure &amp;egrave; arrivata non solo a vivere 103 anni ma pensare e fare delle cose impossibili alla maggior parte della gente.Quanto vorrei poter essere un po' come lei.... non tanto per l'intelligenza, ...</summary>
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    <title>Terza risposta a Tono di Roma</title>
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    <updated>2012-11-12T16:11:09Z</updated>
    <published>2012-11-12T16:11:09Z</published>
    <content>&lt;font size="3"&gt;Caro Antonio&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Sono veramente contento che tu mi dica: &amp;quot;finalmente ho capito&amp;quot; sono consapevole di non avere la dote della sintesi e di non essere uno scrittore, ma ti prego di credere che non &amp;egrave; facilissimo spiegare la combustione e peggio ancora il pirogassificatore, grazie perci&amp;ograve; della tua costanza e voglia di capire, e grazie anche delle tue interessanti domande, che mi hanno dato la possibilit&amp;agrave; di spiegare meglio la mia macchina.&lt;font size="3"&gt;N&lt;/font&gt;ulla combustione poi ci sarebbe ancora tanto da dire, ma via via tra articoli e risposte cercher&amp;ograve; di dare far&amp;ograve; di pi&amp;ugrave;.&lt;font size="3"&gt; &lt;/font&gt;Sul fatto della visita all'impianto o delle foto. Non dipende da me, ma credo che presto sar&amp;ograve; in grado di mandarti le foto e di invitarti, mandami la tua E-Mail alla mia: &lt;a href="mailto:info@centroricerchetoscano.it"&gt;info@centroricerchetoscano.it&lt;/a&gt;  oppure: enzomorandi@centroricerchetoscano.it  &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;br /&gt;Ciao &lt;/font&gt;   &lt;font size="3"&gt;&lt;br /&gt;Enzo&lt;/font&gt;</content>
    <summary>Caro AntonioSono veramente contento che tu mi dica: &amp;quot;finalmente ho capito&amp;quot; sono consapevole di non avere la dote della sintesi e di non essere uno scrittore, ma ti prego di credere che non &amp;egrave; facilissimo spiegare la combustione e peggio ...</summary>
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    <title>Enzo Morandi e la combustione (Nona Macchina: Impianto Completo)</title>
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    <updated>2012-11-06T07:31:16Z</updated>
    <published>2012-11-06T07:31:16Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Quando, dopo l'Ottava macchina (la prima a gassificazione) mi sono messo ha pensare ai miglioramenti di quel gassificatore, non potevo operare sulla combustione, o le emissioni, che erano gi&amp;agrave; buone, ma dovevo togliere i difetti che avevo notato in quella machina:&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Primo:&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; la sicurezza per il conduttore&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;font size="3"&gt;P&lt;/font&gt;er risolvere questo problema dovetti fare delle modifiche piuttosto importanti, &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;A) Chiusura del boccaporto d'accesso alla parte iniziale del processo (camera di gassificazione) questo comport&amp;ograve; di avere la garanzia che nelle partenze, la camera fosse sempre calda alla temperatura giusta (minimo 850&amp;deg;C) questo port&amp;ograve; a fare la modifica &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;B) il rivestimento della camera di pirolisi doveva rimanere calda per almeno due o tre ore ad una temperatura di almeno 850&amp;deg;C. per avere ci&amp;ograve; la camera avrebbe dovuto essere quasi adiabatica o perlomeno avere una inerzia termica enorme, a questo provvedette una serie di vari refrattari, i primi (quelli pi&amp;ugrave; esterni), molto isolanti anche se poco resistenti alle alte temperature, poi, sempre isolanti ma un po' pi&amp;ugrave; resistenti alla temperatura via via meno isolanti ma pi&amp;ugrave; resistenti, fino al quinto strato molto spesso con altissima resistenza ma quasi conduttore, con questi mattoni resistenti a 2000&amp;deg;C di  temperatura, ma quasi conduttivi, si sarebbe fatto i divisori tra le tre camere, in modo che il calore della camera di combustione (a circa 1600&amp;deg;C) fosse trasmesso alle camere di gassificazione e di postcombustione, creando inoltre una grande inerzia termica. &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;S&lt;/font&gt;econdo le partenze dovevano ridursi il pi&amp;ugrave; possibile&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;font size="3"&gt;Q&lt;/font&gt;uesto &amp;egrave; arrivato al top nella soluzione del lavoro in continuo per la produzione di energia Elettrica e Termica.Nella progettazione e relativi calcoli di questa nuova macchina sono nate varie esigenze, le quali hanno risolto anche problemi non previsti, come la fusione delle ceneri, per avere una materia prima seconda, anzich&amp;eacute; una scoria dannosa, la creazione di gas d'acqua per avere una temperatura pi&amp;ugrave; alta, in modo da fondere la cenere, poi, visto che la temperatura era gi&amp;agrave; alta e c'era l'esigenza mondiale di trattare scarti anche di altra natura, abbiamo accarezzato l'idea di poter, dove serviva, gassificare in assenza d'ossigeno (pirolisi), per avere la certezza di alta temperatura in combustione dei gas e la rottura completa delle molecole complesse e dannose, che potessero trovarsi negli scarti/rifiuti, a questo punto &amp;egrave; nata l'esigenza di comprimere i rifiuti per eliminare quanta pi&amp;ugrave; aria possibile, abbiamo subito scartato le coclee, perch&amp;eacute; anche con basse pressioni davano grosse difficolt&amp;agrave;. Abbiamo scartato anche i pistoni pressatori perch&amp;eacute; l'esperienza delle bricchettatrici, ci dicevano, gran consumo di energia e sostituzione ogni 250 ore di lavoro dei pistoni e guarnizioni. Provammo con un sistema a cingoli e questo ha largamente superato le aspettative, con un terzo di energia consumata e la speranza, quasi certezza, della lunga durata del sistema.Ovviamente passando da scarti di legno sia pure non vergini, a scarti di qualsiasi tipo dai rifiuti urbani a quelli industriali, anche speciali, l'impianto a dovuto essere pi&amp;ugrave; complesso, un sistema di trattamento fumi a secco ed a umido, un controllo completo delle emissioni in continuo, ed un sistema totalmente automatico perch&amp;eacute; le temperature di creazione del gas misto e poi le temperatura di combustione del gas siano coerenti alla temperatura richieste dalla turbina per il ciclo renkine scelto per questo tipo di impianto.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Un'altra applicazione innovativa in questa macchina, &amp;egrave; stato il sistema di trasporto dei gas caldi o caldissimi in continuo, per questo scopo &amp;egrave; stato progettato un sistema ad effetto Venturi, che garantisce un trasporto regolabile e sicuro, senza parti in movimento.&lt;br /&gt;Tutte le prove eseguite per validare queste nuove tecnologie aggiunte rispetto all'ottava macchina sono riportate qui in questo sito nella parte di &amp;quot;articoli&amp;quot; quindi facilmente reperibile&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
    <summary>&amp;nbsp;Quando, dopo l'Ottava macchina (la prima a gassificazione) mi sono messo ha pensare ai miglioramenti di quel gassificatore, non potevo operare sulla combustione, o le emissioni, che erano gi&amp;agrave; buone, ma dovevo togliere i difetti che avevo ...</summary>
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    <title>Risposta a Loredana</title>
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    <updated>2012-10-26T15:58:15Z</updated>
    <published>2012-10-26T15:58:15Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Cosa ne pensa della costruzione di un pirogassificatore in Val d'Aosta?&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Anzitutto facciamo un po' di chiarezza sulla nomenclatura ed i sistemi di trattamento a caldo: il Nostro &amp;quot;Pirogassificatore&amp;quot; fu battezzato cos&amp;igrave; da un professore, perch&amp;eacute; pu&amp;ograve; pirolizzare (gassificazione in assenza di ossigeno), oppure gassificare (combustione parziale di un combustibile per avere l'energia di trasformazione), ma dobbiamo dire che anche qualche &amp;quot;pirogassificatore&amp;quot; in realt&amp;agrave; &amp;egrave; solo un gassificatore. Le differenze tra questi sistemi e la combustione diretta, (inceneritore) &amp;egrave; paragonabile (a livello di combustione) alla differenza che c'&amp;egrave; tra una coltivazione con la zappa ed i buoi per trainare l'aratro, e la coltivazione con le macchine, intendo dire che mentre con la gassificazione abbiamo una combustione perfetta, nella combustione diretta, invece, per molte ragioni abbiamo una combustione disomogenea e spesso parziale, quindi per stare nei limiti delle norme, il trattamento di filtrazione e depurazione dei fumi &amp;egrave; molto costosa, ne consegue che questi tipi di combustori (inceneritori) sono semplici nella camera di combustione, ma molto complessi nella depurazione dei fumi, cosa questa che aumenta il costo sia dell'impianto sia della gestione, ma soprattutto, molto meno costanti e sicuri. Comunque devo dire che se (come &amp;egrave; giusto) le discariche devono essere eliminate, se (come si &amp;egrave; visto) i trattamenti a freddo sono costosi e parziali, quindi rimane sempre una buona parte di rifiuti da trattare (spesso il 50%), stesso dicasi della raccolta differenziata (ottima ma costosa ed anche questa parziale);&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;certamente detto ci&amp;ograve;, sono estremamente favorevole alla costruzione di un &amp;quot;Pirogassificatore&amp;quot; in Val d'Aosta, preferirei magari farne quattro o cinque, pi&amp;ugrave; piccoli, in modo da togliere una parte di trasporto tra i produttori di rifiuti ed il trattamento di questi.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;font size="3"&gt;Magari se mi scrive al CERTO Localit&amp;agrave; Bellavista Poggibonsi (SI), oppure una e-mail a: &lt;a href="mailto:enzomorandi@centroricerchetoscano.it"&gt;enzomorandi@centroricerchetoscano.it&lt;/a&gt; ,posso relazionarla in maniera molto pi&amp;ugrave; esaustiva sia sulle differenze sia sui vantaggi/svantaggi.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Grazie dell'interessamento ad un problema cos&amp;igrave; popolare e della domanda. &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Cosa ne pensa della costruzione di un pirogassificatore in Val d'Aosta?Anzitutto facciamo un po' di chiarezza sulla nomenclatura ed i sistemi di trattamento a caldo: il Nostro &amp;quot;Pirogassificatore&amp;quot; fu battezzato cos&amp;igrave; da un professore, perch&amp;eacute; ...</summary>
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    <title>Risposta a Flogisto</title>
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    <updated>2012-10-22T06:39:58Z</updated>
    <published>2012-10-22T06:39:58Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Caro sig. &amp;quot;Flogisto&amp;quot; da come scrive (anche il nick name, la dice lunga), sembra essere un addetto ai lavori, o perlomeno un grande appassionato di combustione, bene, anche io sono appassionato e la ringrazio delle domande che mi ha fatto, risponderle &amp;egrave; un vero piacere.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Perch&amp;eacute; se la macchina era quasi perfetta non &amp;egrave; stata prodotta?&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Anzitutto perch&amp;eacute; pochi produttori l'hanno vista o conosciuta, poi non &amp;egrave; del tutto vero, che non &amp;egrave; stata prodotta, ho visto due combustori/gassificatori molto simili, prodotti da due aziende diverse.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;In presenza di PVC nello scarto, la gassificazione non garantisce l'eliminazione dei fumi acidi.....&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;&amp;Egrave; vero! ma in quel caso ebbi una idea ritenuta da tutti quantomeno azzardata: cercai una &amp;quot;finestra&amp;quot; di temperatura dove il cloro libero poteva essere adsorbito dal carbonato di calcio, non ne ero sicuro, ansi lo speravo soltanto; la finestra di temperatura era tra gli 800 ed i 900&amp;deg;C regolai la temperatura di gassificazione intorno agli 850&amp;deg;C e cominciai a provare le varie fasi fino alla postcombustione, fu un mese di lavoro uggioso e non mi venne mai in mente di misurare il cloro (le regolazioni, assorbirono tutta la mia attenzione), ma dopo altri due mesi facemmo tutte le analisi e vedemmo che il sistema funzionava bene.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Affermi/ipotizzi, che: partendo a freddo, l'HCL (acido cloridrico) contenuto nei fumi, condensava, quindi corrodeva la caldaia, mentre a caldo non condensando......&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Anche qui le tue deduzioni sono quasi perfette (come l'ottava macchina). &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Il fatto che nei fumi l'HCL era nelle norme, e solo raramente sforava, mentre in altre analisi era bassissimo, mostra che pur avendo nello scarto sempre un 4-6% di PVC, quindi intorno al 3% di cloro, nella gassificazione (evidentemente ancora non perfetta), non tutto il cloro veniva adsorbito.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Grazie Flogisto, mi piacerebbe che mi chiedessi altre cose, oltre al piacere di risponderti, la divulgazione delle idee e della cultura (per quanto si pu&amp;ograve;), &amp;egrave; una grande ricchezza per la gente. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Caro sig. &amp;quot;Flogisto&amp;quot; da come scrive (anche il nick name, la dice lunga), sembra essere un addetto ai lavori, o perlomeno un grande appassionato di combustione, bene, anche io sono appassionato e la ringrazio delle domande che mi ha fatto, risponderle ...</summary>
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    <dc:date>2012-10-22T06:39:58Z</dc:date>
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    <title>Enzo Morandi e la combustione (Ottava Macchina)</title>
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    <updated>2012-10-16T11:26:39Z</updated>
    <published>2012-10-16T11:26:39Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font face="helvetica" size="3"&gt;Quando iniziai a fare la consulenza alla Profili di Casole d'Elsa, l'energia termica veniva erogata da una caldaia a gasolio. Lo scarto di legno delle lavorazioni, truciolo e segatura, veniva buttato in una buca vicino allo stabilimento e li, bruciato a cielo aperto. Il costo del gasolio (notevole) pi&amp;ugrave; il costo (sia pure solo incidentale) che ogni anno veniva dal pagamento del grano o fieno che bruciava nei campi limitrofi, gi&amp;agrave; di per s&amp;eacute; avrebbero giustificato il costo di un impianto di contenimento (silo) e combustione con recupero dell'energia (caldaia), ma il rischio d'incendi e l'inquinamento sia da fumo che da polvere che il vento alzava dal rifiuto libero, da solo obbligava ad una soluzione logica e sicura.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="helvetica" size="3"&gt;L'impianto fu fatto e la caldaia, una Aena, a tre giri di fumo, una volta regolata, andava bene, ed and&amp;ograve; bene, fino a quando, in seguito alla costruzione di una nuova macchina di mia progettazione, atta a ricoprire tridimensionalmente, dei manufatti complessi con PVC, gli scarti da bruciare cambiarono, tanto che contenendo cloro, i fumi diventarono acidi e si mangiarono in poco tempo la nostra caldaia, a questo punto dovetti mettermi a studiare un sistema che oltre a non inquinare (non immettere in atmosfera acido cloridrico) salvaguardasse la caldaia da questi vapori aggressivi.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="helvetica" size="3"&gt;Nacque cos&amp;igrave; la nuova macchina (almeno nella mia mente), la Nona appunto!&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="helvetica" size="3"&gt;Anzitutto scelsi ed acquistai per la Profili, una caldaia che avesse la parte combustore con grande camera di combustione e con varie entrate d'aria comburente, questo per rendere pi&amp;ugrave; facili le modifiche da fare. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="helvetica" size="3"&gt;Era costruita dalla ditta Bano, con la quale cercai di collaborare al massimo nella costruzione e nelle prime modifiche. Dovetti poi lavoraci tanto fisicamente di persona, perch&amp;eacute; l'idea di gassificare per avere meno ceneri volanti ed avere una combustione migliore, dato che andavo a trattare rifiuti contenenti vernici e PVC, non era ritenuta una innovazione utile e conveniente, secondo i costruttori le tecnologie ormai affermate e comuni erano il massimo!&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="helvetica" size="3"&gt;Cominciai col ricoprire la camera di refrattari in allumina al 90% circa e separai in tre camere il combustore, nella prima pi&amp;ugrave; bassa dove arrivava il materiale da trattare attraverso una coclea, con poca aria ed una termocoppia per misurare in continuo la temperatura di gassificazione, la seconda era divisa dalla terza da un muretto a mattoni refrattari sfalsati ed inclinati, tipo quelli dei fienili toscani, nella parte davanti di questo divisorio ci feci un &amp;quot;tunnel&amp;quot; trasversale, sempre con aperture, e dentro questo &amp;quot;tunnel&amp;quot;, dall'esterno si imboccava un Bruciatore a gas, che prima di partire lo scarto, questo doveva portare ad oltre 1300&amp;deg; C. tutto il refrattario, dopo di che poteva partire tutto l'impianto. Era quasi perfetta! Aveva tutto quello che volevo, niente acido cloridrico, niente ceneri volanti, resa ottima, ma due difetti: il primo la pericolosit&amp;agrave;, in caso uno aprisse la portella di carico, ancora in uso per la partenza o per togliersi qualche rifiuto indesiderato, in normale funzionamento, specialmente al mattino d'inverno, ad impianto ancora &amp;quot;freddo&amp;quot;, se malgrado le raccomandazioni aprivi la portella, l'ossigenazione immediata del gas faceva una fiammata che investiva il malcapitato.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="helvetica" size="3"&gt;Il secondo difetto era che essendo questa una caldaia ad acqua calda, anche se portata a surriscaldarsi, doveva accendersi e spengersi continuamente, in inverno tutto bene ma estate e mezze stagioni, alla ripartenza piu distante dalla fermata, consumava gas metano e questo costava un po', tanto che, dopo una decina d'anni di funzionamento, qualcuno pens&amp;ograve; di &amp;quot;ponticellare&amp;quot; la sicurezza che impediva alla macchina di partire a rifiuto se non era almeno ad oltre 1300&amp;deg;C. (io non lavoravo pi&amp;ugrave; li). Questo fece risparmiare gas, ma in due anni o poco pi&amp;ugrave; la ottava macchina fece la stessa fine dell'Aena precedente, l'acido cloridrico se la mangi&amp;ograve;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Quando iniziai a fare la consulenza alla Profili di Casole d'Elsa, l'energia termica veniva erogata da una caldaia a gasolio. Lo scarto di legno delle lavorazioni, truciolo e segatura, veniva buttato in una buca vicino allo stabilimento e li, bruciato ...</summary>
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    <dc:date>2012-10-16T11:26:39Z</dc:date>
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    <title>Seconda risposta a tono</title>
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    <updated>2012-10-14T15:44:19Z</updated>
    <published>2012-10-14T15:44:19Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Caro Antonio&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Ti garantisco che parlo volentieri del pirogassificatore, quasi come una madre parla del proprio figlio, certo il paragone &amp;egrave; forte, ma se ci pensi bene, il pirogassificatore &amp;egrave; una delle mete da me poste, durante la mia vita, un traguardo importante che &amp;egrave; costato in soldi e sacrifici ben 15 anni ed ora, che &amp;egrave; sul punto di partire, vedendolo cos&amp;igrave; ben fatto, apparentemente perfetto, al di sopra delle mie migliori aspettative, anche bello a vedersi (ogni scarafone &amp;egrave; bello a mamma suia&amp;quot;, vuoi che ne parli malvolentieri? E un piacere invece. Ma intanto anche se gli scritti a monte del blog, (basta cliccare sul disegno del brevetto) sono un po' vecchiotti e certamente lunghi e noiosi, se li leggi tutti vedrai con l'immaginazione la macchina, anzi l'impianto completo, con tutti i dati e le caratteristiche.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Quello che in pi&amp;ugrave; posso dire, &amp;egrave; che l'impianto &amp;egrave; pronto, manca solo il collaudo che dovrebbe avvenire entro l'anno, chiaramente non &amp;egrave; mio, di mio c'&amp;egrave; solo il progetto, e per quanto riguarda il cliente e la ditta produttrice, non sono autorizzato a nominarle, ma al momento che sar&amp;ograve; autorizzato non mancher&amp;ograve; di dirti anche quelle.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Comunque domandami qualsiasi cosa riguardo al pirogassificatore ed io sar&amp;ograve; lietissimo di risponderti.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Ciao &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Caro AntonioTi garantisco che parlo volentieri del pirogassificatore, quasi come una madre parla del proprio figlio, certo il paragone &amp;egrave; forte, ma se ci pensi bene, il pirogassificatore &amp;egrave; una delle mete da me poste, durante la mia vita, ...</summary>
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    <dc:date>2012-10-14T15:44:19Z</dc:date>
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    <title>Risposta a Tono da Roma 29-09-2012</title>
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    <updated>2012-10-02T13:43:36Z</updated>
    <published>2012-10-02T11:15:40Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Ciao Tono, non scusarti, quello che chiedi &amp;egrave; legittimo:&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;le due macchine dei miei cugini, sono importanti (almeno per me), perch&amp;eacute; mi hanno fatto capire finalmente che la strada fino allora percorsa era senza fine, il polverino ormai finissimo, era talmente leggero e le sue ceneri erano talmente sottili da non essere filtrabili. Quando ritenni di aver raggiunto il top della combustione ed il massimo del filtrabile, ma ancora i conti non tornavano, vidi che mancava tanta cenere, sembrava, dai conti, che quel combustibile (legno non vergine) avesse meno dell'uno % del contenuto minerale. Non ci furono ne multicicloni ne filtri a maniche che catturassero quelle micropolveri. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Fu allora che capii che bisognava gassificare! Ecco l'importanza di queste due &lt;em&gt;&amp;quot;PRIOR&amp;quot;&lt;/em&gt; (Marca delle caldaie) e perch&amp;eacute; le annovero tra le tappe importanti.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Sulla Rassegna vitae (molto simpatico) non servirebbero le 9 macchine ma molte di pi&amp;ugrave; ed in vari punti della produzione. La mia vita &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; ricca ed interessante di eventi belli e brutti, ma &amp;egrave; mia! Non sento il bisogno di esporla in un blog. Sento invece il bisogno di far capire a chi segue questi scritti che non sono un genio pazzo, od un inventore (almeno non mi sento tale), voglio far capire che il pirogassificatore &amp;egrave; un percorso non solo cognitivo ma di esperienze e soluzione di problemi via via pi&amp;ugrave; complicati, che ti obbligano a pensare ed a provare, e poi riprovare, ogni volta un piccolo passo, ma ogni passo un nuovo traguardo, cosi via per tutta la vita. Ho 71 anni ed ho iniziato a lavorare a 6 (allora funzionava cosi) il pirogassificatore non nasce dal sogno di un genio pazzo, nasce da un tecnico che per tutta la vita a studiato e cercato la perfezione, sapendo che poteva solo andarci sempre pi&amp;ugrave; vicino, ma senza mai arrivarci, questo &amp;egrave; quello che voglio far capire, proprio perch&amp;eacute; quando si parla di usare i rifiuti per creare energia, la gente ha giustamente paura e non si fida di chi racconta che va tutto bene!&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Ciao Tono, non scusarti, quello che chiedi &amp;egrave; legittimo:le due macchine dei miei cugini, sono importanti (almeno per me), perch&amp;eacute; mi hanno fatto capire finalmente che la strada fino allora percorsa era senza fine, il polverino ormai finissimo, ...</summary>
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    <title>Enzo Morandi e la combustione (Settima macchina)</title>
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    <updated>2012-09-25T12:55:09Z</updated>
    <published>2012-09-25T12:55:09Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Dopo la Cecchi Cucine, non volli pi&amp;ugrave; andare a dirigere un'azienda, l'esperienza in quella ditta mi aveva saturato il punto di sopportazione.&lt;br /&gt;Non potevo pi&amp;ugrave; sopportare di dover sottostare al volere (per me sbagliato) dei titolari d'azienda, spesso ormai anzianotti accentratori e conviti (dal momento che avevano messo su un'azienda sana ed importante), di essere degli industriali impeccabili, purtroppo il mondo cambia (e l'uom non se ne avvede) chi non si aggiorna viene travolto, da chi invece riesce sempre a cavalcare la cresta dell'onda.&lt;br /&gt;Mi misi a fare il consulente tecnico; cercavo di aggiornarmi a tutto tondo ed investivo il massimo che potevo dei miei proventi e del tempo, proprio per l'ammodernamento delle industrie, prevalentemente dell'industria del legno.&lt;br /&gt;La Morandi Mobili Spa di Poggibonsi era tra i primi clienti acquisiti per quella mia nuova attivit&amp;agrave;, e data la parentela, (Giorgio, mio padre e Torello erano fratelli) erano miei cugini, anche con un rapporto di fiducia illimitato.&lt;br /&gt;Quella bella azienda, aveva due caldaie PRIOR a cascame di legno, proprio come quelle dell'ALTRA, vendute e montate proprio da GHEZZI. &lt;br /&gt;Chi meglio di me poteva mettere in condizione quelle ormai vecchie caldaie, che avevo, in gran parte collaborato alla sua creazione, di lavorare meglio?&lt;br /&gt;Anche l&amp;igrave; due bravi meccanici mi aiutarono all'ammodernamento di quei due pezzi ormai superati; eravamo ai primi anni 80 quindi avevano gi&amp;agrave; lavorato ben 10 anni, senza alcuna manutenzione, giusto la pulizia dei tubi di fumo della zona caldaia.&lt;br /&gt;Anche in quelle due macchine (caldaie), aggiunsi un raffinatore sotto il silos per inviare materiale molto pi&amp;ugrave; sottile, in pratica polvere; modificai il separatore statico per avere una separazione tra polvere leggerissima e polvere/segatura fine, poi ridussi (poco perch&amp;eacute; erano gi&amp;agrave; piccole) le camere di combustione con refrattari, divisi ancora le camere con un muretto in tre camere distinte (una divisione c'era gi&amp;agrave;) quindi: camera di riscaldamento/ precombustione, camera di combustione e la camera di &amp;quot;depolverizzazione&amp;quot;/postcombustione.&lt;br /&gt;A quell'epoca non avevo ancora capito che bastava poco ad arrivare alla perfezione, infatti quella camera di riscadamento migliorata avrebbe potuto gassificare totalmente, in parte gi&amp;agrave; lo faceva ma io, testa dura, non l'avevo capito, da li comunque il miglioramento era enorme e per la prima volta un industriale, in quel caso i miei cugini (uno dei quali, Loris, buon tecnico), videro l'utilit&amp;agrave; di bruciare bene cos&amp;igrave; consumavamo meno combustibile (lo scarto dei legno), che nel frattempo, ottimizzando tutta la produzione , ne facevamo di meno e senza quelle ottimizzazioni, non sarebbe bastato da solo a dare l'energia occorrente.&lt;br /&gt;Unica pecca ancora grande di quelle macchine era il polverino, che bruciava molto bene ma la cenere di ogni particella di legno era talmente piccola che non riuscivo a fermarla.&lt;br /&gt;Ero contento solo a met&amp;agrave;, perch&amp;eacute; anche se tutti mi facevano i complimenti per l'ottima combustione, quindi la resa di quelle macchine, io sapevo di inquinare, con quelle maledettissime polveri sottili.&lt;br /&gt;La guerra doveva continuare, e cos&amp;igrave; fu.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Dopo la Cecchi Cucine, non volli pi&amp;ugrave; andare a dirigere un'azienda, l'esperienza in quella ditta mi aveva saturato il punto di sopportazione.Non potevo pi&amp;ugrave; sopportare di dover sottostare al volere (per me sbagliato) dei titolari d'azienda, ...</summary>
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    <dc:date>2012-09-25T12:55:09Z</dc:date>
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    <title>Risposta a Daniele</title>
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    <updated>2012-09-24T06:16:59Z</updated>
    <published>2012-09-24T06:16:59Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Ciao Daniele intanto grazie dell'interessamento e di darmi la possibilit&amp;agrave; rispondendoti, di dare notizie anche a chi non vuole o non pu&amp;ograve; fare domande.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Alla prima parte della domanda &amp;quot;quantit&amp;agrave; sostanze inquinanti&amp;quot; ti spiego anzitutto che le sostanze inquinanti ci sono di vari tipi, esempio il piombo, il mercurio, il nichel ecc sono gi&amp;agrave; dannosi allo stato atomico, quindi la rottura di questi &amp;egrave; roba da fissione nucleare, nel nostro caso possiamo invece fermare questi atomi o legarli ad altre sostanze che li inertizzano. La maggior parte invece degli inquinanti come i policiclici aromatici, le diossine, i furani ecc. questi intanto a temperature alte non vengono prodotti e se immessi nella camera di combustione ad alta temperatura vengono ossidati e quindi scomposti. Ti far&amp;ograve; un esempio che credo calzi bene: conosci il veleno per eccellenza usato fino a poco fa per uccidere topi volpi e tutti gli animali ritenuti dannosi, la Stricnina? Bene se questa viene scaldata ad alte temperature in presenza di ossigeno (quindi combusta) sviluppa tanto calore e non inquina per niente, i suoi fumi sono composti da acqua, anidride carbonica e poco azoto, certo proprio perch&amp;eacute; carbonio e idrogeno (che sono il 90% dei componenti) bruciando emettono appunto CO2 e H2O niente di pi&amp;ugrave; normale, meno inquinante addirittura del legno.&lt;br /&gt;Alla seconda parte della domanda rispondo in parte con la prima, in parte dicendoti che, se il legno che viene ossidato/combusto avviene nelle condizioni di perfetto equilibrio fra i tre C = Combustibile, Comburente, Calore, le ceneri non conterranno sostanze organiche, perch&amp;eacute; tutte ossidate, quindi da tutto il legno immesso viene combusta tutta la parte organica, sfruttando cos&amp;igrave; tutta l'energia contenuta. Pi&amp;ugrave; alta &amp;egrave; la temperatura di combustione, maggiore &amp;egrave; la turbolenza dell'aria, maggiore &amp;egrave; il contenuto energetico del combustibile e maggiore sar&amp;agrave; la resa del combustore.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Ciao Daniele intanto grazie dell'interessamento e di darmi la possibilit&amp;agrave; rispondendoti, di dare notizie anche a chi non vuole o non pu&amp;ograve; fare domande.Alla prima parte della domanda &amp;quot;quantit&amp;agrave; sostanze inquinanti&amp;quot; ti spiego ...</summary>
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    <title>Risposta ad alvaro</title>
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    <updated>2012-09-13T11:06:16Z</updated>
    <published>2012-09-13T11:06:16Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Ciao Alvaro, &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Intanto, mi complimento per il borgo dove abiti, Radicondoli &amp;egrave; un gioiello!&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Per il discorso degli 800&amp;deg;C in forno, per misurare la presenza di incombusti nella cenere, attraverso la diminuzione di peso, quello che racconto &amp;egrave; una prova empirica e fatta tanti tanti anni fa, oggi siamo pi&amp;ugrave; attrezzati e pi&amp;ugrave; precisi. Intanto il forno a mia disposizione oggi arriva a 1300&amp;deg;C ma ne bastano 950&amp;deg;C per poco tempo, comunque fino a massa costante (il tempo dipende da quanti incombusti ci sono nella cenere).&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Oggi per questa analisi, si fa una prova di misurazione del potere calorifico della cenere, con la bomba calorimetrica di mahler, se &amp;egrave; zero, significa che tutto il carbonio &amp;agrave; stato ossidato (combustione perfetta) se c'&amp;egrave; ancora una quantit&amp;agrave; di potere calorifico, &amp;egrave; segno evidente, che non tutto il combustibile &amp;egrave; stato ossidato.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Cosa questa molto importante! La combustione non &amp;egrave; facile o scontata, neanche la natura riesce a farla bene!&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Ciao domanda pure ci&amp;ograve; che non capisci, se posso o ci riesco, ti spiego.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Enzo&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Ciao Alvaro, Intanto, mi complimento per il borgo dove abiti, Radicondoli &amp;egrave; un gioiello!Per il discorso degli 800&amp;deg;C in forno, per misurare la presenza di incombusti nella cenere, attraverso la diminuzione di peso, quello che racconto &amp;egrave; ...</summary>
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    <dc:date>2012-09-13T11:06:16Z</dc:date>
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    <title>risposta a Capanna</title>
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    <updated>2012-09-06T17:38:47Z</updated>
    <published>2012-09-06T17:38:47Z</published>
    <content>&lt;font face="arial,helvetica,sans-serif" size="3"&gt;Grazie della tua richiesta di informazioni.&lt;br /&gt;La risposta al perch&amp;eacute; metto/rivesto sempre la camera di combustione con dei refrattari &amp;egrave; semplice... almeno per me, ho gi&amp;agrave; da tantissimo tempo osservato che se la combustione viene fatta in ambiente e con scarti ed aria di comburenza calda, viene molto meglio ed ovviamente le ceneri sono minori e senza potere calorifico, ci&amp;ograve; significa che tutto il carbonio &amp;egrave; stato ossidato, e se il tempo di residenza in camera di combustione &amp;egrave; come sempre poco, &amp;egrave; indispensabile avere una combustione rapida, perci&amp;ograve; se anzich&amp;eacute; avere una camera in ferro con aldil&amp;agrave; di questo acqua, la temperatura della superficie della camera non supera i 100&amp;deg;C, mentre se abbiamo un rivestimento anche sottile di uno strato da circa 3 Cm di fibra ceramica pi&amp;ugrave; uno strato di mattoni refrattari da 6 Cm, la superficie della camera di combustione sar&amp;agrave; intorno ai 900&amp;deg;C, in  questo caso avremo il &amp;quot;triangolo dei 3C quasi perfetto, giusto carburante (il rifiuto), giusto comburente, (l'aria) ed il calore, (il refrattario appunto) che mantiene la temperatura, dando quell'inerzia termica indispensabile ad una buona combustione!&lt;br /&gt;Semplice e logico no? Ciao.&lt;br /&gt;Enzo&lt;/font&gt;</content>
    <summary>Grazie della tua richiesta di informazioni.La risposta al perch&amp;eacute; metto/rivesto sempre la camera di combustione con dei refrattari &amp;egrave; semplice... almeno per me, ho gi&amp;agrave; da tantissimo tempo osservato che se la combustione viene fatta ...</summary>
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    <dc:date>2012-09-06T17:38:47Z</dc:date>
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    <title>Enzo Morandi e la combustione (Sesta macchina)</title>
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    <updated>2012-08-31T15:29:44Z</updated>
    <published>2012-08-31T15:29:44Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Dopo la Toscana Arredamenti, andai come direttore tecnico alla &amp;quot;Cecchi Cucine&amp;quot;, di Casole d'Elsa, dove io abito. Anche in quella azienda c'era molto da fare e dopo tutto, in mezzo alla campagna, lontano da ogni centro abitato e con l'assenza totale di controlli, da parte delle istituzioni, la combustione dello scarto di legno, era solo  un modo automatico (senza costi) di eliminare dei rifiuti che l'azienda creava, a nessuno in quell'epoca passava dalla mente che bruciare gasolio, consumare corrente elettrica, produrre scarti tossici, immettere nell'ambiente solventi, fumi saturi di mille inquinanti, insomma inquinare e consumare energie non rinnovabili era normale, sembrava la regola e quando si diceva alle aziende che bisognava fare di tutto per non inquinare, la risposta era sempre la stessa, ma quanto ci costa? E perch&amp;eacute; proprio noi?  Di conseguenza migliorare la combustione poteva andar bene, solo se non dovevamo spendere per modifiche. Chiaramente quando avevi registrato perfettamente l'aria primaria rispetto al rifiuto potevi fare poco pi&amp;ugrave;. le aziende produttrici di macchine per la produzione di energia dagli scarti di falegnameria, erano tutte propense a far costare poco la macchina e venderla ad un prezzo il pi&amp;ugrave; remunerativo possibile, curando pi&amp;ugrave; l'immagine del funzionamento, nessuno guardava quanti chili di legno servivano per scaldare a novanta gradi cento litri d'acqua, o peggio di vedere quanto potere calorifico aveva la cenere, per capire quanto incombusto era rimasto imprigionato in quella scoria.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Dalla Cecchi Cucine, non avevamo laboratori come alla &amp;quot;Altra&amp;quot; di Arpino (FR) o altre aziende, ma c'erano due meccanici bravissimi ed uno in special modo che si arrangiava a far tutto, Renzo non diceva mai non lo so fare, e ancor meno, si far&amp;agrave; domani. Quando riuscii a far capire  a loro due, che la caldaia bruciava male ed aveva un 20% di ceneri e che ne avrebbe dovuto avere massimo il 5%, non ci credevano, ma quando dopo aver tenuto per un tre o quattr'ore, dentro un forno a 800&amp;deg;C. e ripesando quella cenere era alleggerita di un 15% capirono che quello che dicevo poteva essere vero.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Tutto fuori dalle ore di lavoro in piena estate modificammo la caldaia, rivestimmo la camera di combustione di refrattario, facemmo un muretto (sempre di refrattario) per dividere la camera in due (solo la parte bassa), diminuimmo l'aria primaria nella prima parte ridandone un poca nella seconda parte, facemmo passare tutta l'aria da immettere in caldaia da una sorta di intercapedine creata, mettendo un tubo pi&amp;ugrave; grande intorno alla prima parte della canna fumaria coibentandola all'esterno. Quindi aria primaria e secondaria a circa 75&amp;deg;C. d'inverno e 85 d'estate, pi&amp;ugrave; refrattario che rimane rovente, regolazione millimetrica della quantit&amp;agrave; di aria tra primaria e secondaria, per non esagerare l'eccesso d'aria che se tutto va bene non solo non serve averlo troppo alto, ma fa male, perch&amp;eacute; abbassa la temperatura di combustione.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Anche quella macchina comincio a non fare pi&amp;ugrave; fumo (visibile) e ad avere una cenere che non diminuiva di peso, perch&amp;eacute; non conteneva incombusti, dimostrazione (sia pure empirica) che la combustione era buona, ed ovviamente, l'inquinamento era molto minore, anche se non sembrava importare a nessuno.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Dopo la Toscana Arredamenti, andai come direttore tecnico alla &amp;quot;Cecchi Cucine&amp;quot;, di Casole d'Elsa, dove io abito. Anche in quella azienda c'era molto da fare e dopo tutto, in mezzo alla campagna, lontano da ogni centro abitato e con l'assenza ...</summary>
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    <title>Risposta a Roberto Vinci</title>
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    <updated>2012-08-21T08:05:51Z</updated>
    <published>2012-08-21T08:05:51Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Si caro Roberto, ne ho fatte tante e non solo per la creazione di energia attraverso la combustione di scarti industriali. Di queste esattamente 9 tra interamente costruite e esistenti modificate radicalmente.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;La combustione mi &amp;egrave; sempre piaciuta tanto! &amp;Egrave; vero fin da piccolo mi affascinava, ma anche altre ragioni mi portavano a fare queste cose: la vecchiaia dei sistemi e le ormai sorpassate teorie sulla creazione di energia, i problemi dell'inquinamento, che gi&amp;agrave; tanti anni fa si vedeva bene, il vedere il rifiuto/scarto come un qualcosa da eliminare in qualsiasi modo, anzich&amp;eacute; una fonte, purtroppo inesauribile, di combustibile ricco ed economico.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Attraverso il Centro Ricerche Toscano, ho modificato o fatto modificare, moltissime caldaie per la produzione di energia attraverso i rifiuti industriali, risolvendo (devo confessare facilmente) i problemi di emissioni, quando finalmente, le varie ARPA cominciarono a fare alcune ispezioni e poi quando pretesero, almeno un bollettino di controllo con la relativa scheda delle misure degli inquinanti emessi in atmosfera, almeno 2 volte l'anno.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Quando l'opinione pubblica inizi&amp;ograve; a sentire questo problema (un po' tardi), le istituzioni iniziarono a fare leggi ed a cercare di farle rispettare, di conseguenza anche l'industria sent&amp;igrave; il bisogno di aggiornarsi, ma i costruttori di caldaie o combustori vari, continuarono tranquillamente a costruire cose abituali (cavallo che vince non si cambia), oltre tutto nessuno aveva interesse a cambiare.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Come vedi non &amp;egrave; solo una passione o ancor meno un passatempo.... certo mi piace e lo faccio con tanta passione, ma anzitutto mi sento utile alla societ&amp;agrave;...... e questo mi ripaga dei sacrifici (che ci sono sempre stati e ci sono anche ora) che tutti quelli che fanno innovazione, sono costretti a sopportare.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Si caro Roberto, ne ho fatte tante e non solo per la creazione di energia attraverso la combustione di scarti industriali. Di queste esattamente 9 tra interamente costruite e esistenti modificate radicalmente.La combustione mi &amp;egrave; sempre piaciuta ...</summary>
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    <dc:date>2012-08-21T08:05:51Z</dc:date>
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    <title>Enzo Morandi e la combustione (Quinta Macchina)</title>
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    <updated>2012-08-21T08:06:52Z</updated>
    <published>2012-08-17T09:41:11Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Quando dalla Ciociaria (provincia di Frosinone) tornai a Poggibonsi, mi presi l'incarico di rimettere a posto il mobilificio &amp;quot;Toscana Arredamenti&amp;quot;. Fu un'avventura piacevole ma dura, c'erano molte cose da fare e piuttosto urgenti. Chiaramente il problema dell'energia termica (anche se grave) pass&amp;ograve; in second'ordine, ma dopo aver fatto delle ricerche di mercato e su quella base, aver creato delle riproduzioni di mobili da camera da letto in vari stili dal &amp;quot;Quattrocento&amp;quot; al &amp;quot;Settecento&amp;quot; nonch&amp;eacute; la nuova organizzazione commerciale, mi misi a rivedere tutta la produzione ed in questa anche le caldaie per la produzione di energia termica e riscaldamento d'inverno.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;In questa azienda c'erano ben 4 caldaie piccole di cui una per il riscaldamento degli uffici, ovviamente a gasolio, le pi&amp;ugrave; moderne e meno inquinanti dell'epoca (o almeno ritenute dalla maggioranza tali) con quella per scaldare i piani della pressa, altrettanto piccola e a legna caricamento esclusivamente manuale poi una grande, sempre a gasolio e l'ultima una vecchia ma da me ben conosciuta cornovaglia, solo a legna, era una costruzione mista ferro e refrattario. Quest'ultima, che poi sarebbe diventata la 5&amp;deg; caldaia modificata, era rimasta nella centrale termica di una vecchia e bella azienda che si era spostata nello stabilimento nuovo a sud fuori dal paese di Poggibonsi, dove invece la Toscana arredamenti era rimasta occupando due vecchie fabbriche spostate fuori abitato. La caldaia grande avrebbe riscaldato una parte di stabilimento, che a quel tempo era adibito a magazzino, quindi ferma da anni, piena di porcherie riposte dentro il focolare e carica di modelli, dime e tanta polvere all'esterno. Nessuno si avvicinava a quel mucchio di troiai, e non l'avrei fatto neanche io se non ci fosse stato l'esigenza di mettere in moto un vecchio essiccatoio collegato proprio a quella caldaia e la lontana possibilit&amp;agrave; di allargare il montaggio proprio li dove c'era tanto posto mal utilizzato. Mi provai a ripulire quel mucchio di sudicio ad avanza tempo (fuori dall'orario di lavoro), insieme ad un paio di socini (soci di minoranza) ed un socio; pulimmo tutto anche se nessuno capiva il perch&amp;eacute; di quella fatica, dal momento che nessuna di quelle persone, aveva mai visto funzionare quella caldaia e l'impianto che la completava, oltretutto, era ormai cosa abituale ed assodata che il cascame di legno, era pi&amp;ugrave; inquinante del gasolio ed essendo dentro il centro abitato, era da pazzi rimettere in moto quel rudere, anche perch&amp;eacute; a quell'epoca portare in discarica gli scarti di legno non costava nulla, dicevano loro, ma solo il carico e lo scarico pi&amp;ugrave; il viaggio fin dopo Certaldo a una trentina di chilometri, pi&amp;ugrave; altrettanti di ritorno, a me sembrava un costo da aggiungere poi al costo del gasolio.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Misi in funzione quel catorcio dopo avergli rimesso un po' di refrattari ed alcune modifiche, ormai gi&amp;agrave; provate e risultate ottimali in altre caldaie simili, riuscimmo a rimettere in circolazione l'acqua dell'impianto (incredibile, lavori e materiali ottimi davvero) part&amp;igrave; anche l'essiccatoio, che anche se vecchio pi&amp;ugrave; di me (a quell'epoca avevo una quarantina d'anni) riuscii a farlo funzionare proprio bene, dovevamo collegare tutto lo stabilimento a quella caldaia vecchia, ma una grossa lite tra i soci ed una atmosfera pesante, non certo per la combustione, mi convinse a cambiare azienda.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Quando dalla Ciociaria (provincia di Frosinone) tornai a Poggibonsi, mi presi l'incarico di rimettere a posto il mobilificio &amp;quot;Toscana Arredamenti&amp;quot;. Fu un'avventura piacevole ma dura, c'erano molte cose da fare e piuttosto urgenti. Chiaramente ...</summary>
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    <dc:date>2012-08-17T09:41:11Z</dc:date>
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    <title>risposta a Nina Capirossi</title>
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    <updated>2012-08-02T07:41:11Z</updated>
    <published>2012-08-02T07:41:11Z</published>
    <content>Cara Nina&lt;br /&gt;Intanto grazie; mi hai riportato ad una quarantina di anni fa, e scusa se dico che ti ricordo piccolissima, questo far&amp;agrave; capire che non sei pi&amp;ugrave; una bimbetta. Sono contento di aver lavorato insieme a tuo padre (grande uomo ed ottimo progettista), ma veniamo alle spiegazioni.&lt;br /&gt;No cara Nina, non penso anch'io che sarebbe stato meglio dare il progetto ad una universit&amp;agrave;, anzitutto perch&amp;eacute; purtroppo, anche una decina di anni fa, le universit&amp;agrave; non avevano un soldo ed oltre a ci&amp;ograve; l'esame del progetto, sia a Perugia, da professori che anche tuo padre conosceva bene, anno fatto ed apprezzato il sistema innovativo, ma anche loro come Pisa e Firenze, erano con me d'accordo che un prototipo pi&amp;ugrave; piccolo non si poteva fare, perch&amp;eacute; ci sono equilibri tra spessore dei refrattari e spazi interni (camera di combustione) non modificabili.&lt;br /&gt;Per&amp;ograve; devo dirti che oltre ad una macchina simile anche se molto pi&amp;ugrave; semplice &amp;egrave; stata in esercizio per oltre 10 anni, e tutte le migliorie come la fusione delle ceneri, la creazione del gas d'acqua, i trasporti dei gas caldi, lo schiacciamento del rifiuto ed il trasporto del char (carbone fisso ardente), sono state prototipate e provate con successo. Stai tranquilla, la macchina non ha difetti e anche se alla partenza qualche difficolt&amp;agrave; imprevista scapper&amp;agrave; fuori, le sicurezze immesse in tutte le parti dell'impianto sono tali da non poter dare emissioni dannose ed io sar&amp;ograve; li pronto a risolvere il problema, come facevamo con tuo padre qualche anno fa. Vedrai te stessa, se mi farai il piacere di venire a vederla funzionare, quando mi permetteranno di farla partire.</content>
    <summary>Cara NinaIntanto grazie; mi hai riportato ad una quarantina di anni fa, e scusa se dico che ti ricordo piccolissima, questo far&amp;agrave; capire che non sei pi&amp;ugrave; una bimbetta. Sono contento di aver lavorato insieme a tuo padre (grande uomo ed ottimo ...</summary>
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    <dc:date>2012-08-02T07:41:11Z</dc:date>
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    <title>risposta a tixo sulle polveri volanti</title>
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    <updated>2012-07-18T14:40:26Z</updated>
    <published>2012-07-18T14:40:26Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3" color="#000080"&gt;Cara Tixo&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3" color="#000080"&gt;Quello che chiedi &amp;egrave; certamente una cosa importantissima, a te sembra strana e difficile da spiegare, e peggio ancora da risolvere, &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3" color="#000080"&gt;E' vero, se consideri per&amp;ograve;, che un granello di combustibile solido (diciamo polverino di legno) di un decimo di mm quindi 100 micrometri avr&amp;agrave; un contenuto minerale incombustibile (cenere) del 3%, il granello di questa polvere volante (come la chiami), che ovviamente voler&amp;agrave; insieme ai fumi, avr&amp;agrave; un diametro di 3 micrometri = 3000 nanometri, quindi gi&amp;agrave; molto piccoli, e naturalmente, anni fa, impossibili da separare con mezzi tipo cicloni o elettro-filtri, e gi&amp;agrave; difficili con filtri a maniche, discreti con dei lavaggi. Appare evidente che le particelle di combustibile pi&amp;ugrave; piccole avranno dei diametri di cenere ancora pi&amp;ugrave; piccoli, quindi pi&amp;ugrave; difficili da filtrare. Personalmente ho collaborato con diversi fabbricanti di filtri e di torri di lavaggio. &amp;Egrave; chiaro che nel tempo ed a forza di provare, siamo riusciti ad ottimizzare il sistema in tutto il suo complesso, fino a filtrare i 250 nanometri, anche le torri di lavaggio (scrubber) sono migliorati. Sembra incredibile per&amp;ograve;, pi&amp;ugrave; si diventa bravi a filtrare, e pi&amp;ugrave; si fanno fini le polveri di combustibile, ne deriva una corsa senza fine, finch&amp;eacute; sono arrivato alla decisione che fermo restando la filtrazione ed i lavaggi per altre ragioni, il sistema pi&amp;ugrave; sicuro e certamente la pirolisi o la gassificazione, perch&amp;eacute; bruciando gas si eliminano le ceneri volanti , non ancora le nano' ma ci siamo gi&amp;agrave; molto vicini.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Cara TixoQuello che chiedi &amp;egrave; certamente una cosa importantissima, a te sembra strana e difficile da spiegare, e peggio ancora da risolvere, E' vero, se consideri per&amp;ograve;, che un granello di combustibile solido (diciamo polverino di legno) di ...</summary>
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    <dc:date>2012-07-18T14:40:26Z</dc:date>
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    <title>Enzo Morandi e la combustione (Terza e quarta macchina)</title>
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    <updated>2012-07-17T09:04:42Z</updated>
    <published>2012-07-17T09:04:42Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;La terza macchina la trovai, gi&amp;agrave; acquistata, ma da mettere in funzione (come il resto dello stabilimento SOFO di Paliano FR).&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Era una gran bella macchina perfettamente &amp;quot;cornovagliesca&amp;quot; ma con una sostanziale modifica: frontalmente a legna/truciolo, posteriormente a gasolio, una caldaia doppia a due giri di tubi di fumo (piccoli), costruita con tutti i crismi della macchina &amp;quot;eterna&amp;quot;, peccato che il bruciatore a gasolio non si usava mai e la parte frontale aveva qualche problema, fral'altro difficile da risolvere proprio per l'ottima costruzione (che non lasciava spazi alle modifiche e la ditta costruttrice era ancora pi&amp;ugrave; corazzata della caldaia stessa, in quella macchina ci ho perso tanto tempo, insieme a Gigino (un mio ottimo collaboratore e buon meccanico).&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Quando ormai la macchina era arrivata ad un buon funzionamento, io me ne sono andato da quella ditta per andare li vicino, a Ferentino FR, dalla ditta PM di Mario Prete.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;La quarta macchina su cui ho lavorato, era appunto la caldaia trovata alla PM, un macchinone a olio pesante, tre giri di fumo grandi, mi sembra che era tedesca un nome tipo Kunz o qualcosa del genere, ma molto rimaneggiata, da pi&amp;ugrave; di una ditta, fino all'ultima che l'aveva trasformata a cascame di legno, faceva tanto di quel fumo e talmente carico di polvere (poco volante) che al buio si vedevano le stelline/scintille grosse come le lucciole che erano nient'altro che trucioli che continuavano a bruciare ancor fuori dalla canna fumaria, l'inquinamento l&amp;igrave; si misurava in chili di cenere incombusta sul tetto e sui piazzali della ditta.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Per mia fortuna il guardiano della PM (che viveva in una villetta li in fabbrica) era un ottimo meccanico infaticabile ed appassionato, per far andare quella macchina ci abbiamo messo un anno, con modifiche pazzesche, allungamento con diaframma in refrattario della camera di combustione, macinatore/raffinatore del cascame di legno, ridimensionamento e ridistribuzione dell'aria primaria e secondaria, l'ultima cosa fu l'inserimento di ul bruciatorino pilota a olio pesante, un gioiellino, trovato in una villetta dove era stato sostituito l'olio pesante con il gasolio, e noi lo facemmo diventare l'innesco per le partenze del polverino finissimo, che bruciava, si come la benzina, infatti non lasciava neanche un briciolo di braciere, per questo serv&amp;igrave; l'innesco del bruciatorino, ma portava tutta la cenere fuori con i fumi.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Anche se tutti furono ben felici, prima di tutti la moglie del guardiano meccanico, che poteva finalmente stendere i panni al sole perch&amp;eacute; non c'era pi&amp;ugrave; quella polvere nera, che sporcava tutto, ad onor del vero io capivo che la cenere anche se microscopica e leggerissima, volava via ma lontano.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Nessuno ha mai visto pi&amp;ugrave; un granello di polvere da quelle parti, ne nera ne grigia, ma io sapevo che da qualche parte sarebbe ricaduta perch&amp;eacute; se sotto la giglia di cenere non ce ne era, da qualche parte doveva andare. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Non riuscii a migliorare l'emissione di polveri perch&amp;eacute; mi beccai una revolverata, non certo per inquinamento ma per una disastrosa combinazione negativa.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>La terza macchina la trovai, gi&amp;agrave; acquistata, ma da mettere in funzione (come il resto dello stabilimento SOFO di Paliano FR).Era una gran bella macchina perfettamente &amp;quot;cornovagliesca&amp;quot; ma con una sostanziale modifica: frontalmente a legna/truciolo, ...</summary>
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    <title>Enzo Morandi e la combustione  (seconda  macchina)</title>
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    <updated>2012-06-20T06:32:46Z</updated>
    <published>2012-06-20T06:32:46Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;La seconda macchina da combustione (una Caldaia) nacque dalla collaborazione dell'ing. Ghezzi, titolare di una societ&amp;agrave;, allora molto in voga, che rappresentava per l'Italia la &amp;quot;Prior&amp;quot; (una societ&amp;agrave; svizzera produttrice di caldaie a tubi di fumo). &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;A quell'epoca le caldaie a combustibile solido erano tutte del tipo &amp;quot;marina&amp;quot; cio&amp;egrave; delle caldaie verticali, con deposito materiale combustibile in un cilindro interno ad un altro pi&amp;ugrave; grande e lo spazio trai due, conteneva i tubi di fumo, mentre le altre a combustibile misto: solido/liquido (legna o carbone, oppure olio, nafta, gasolio) erano delle semplici &amp;quot;Cornovaglia&amp;quot; (le vecchie caldaie dei treni). In queste, l'unico problema era che per il combustibile solido, l'alimentazione era manuale (come nei treni), quindi una persona fissa li alla caldaia. Anche il tipo &amp;quot;marina&amp;quot; era manuale, ma si caricava con un carrello ribaltabile, o per chi l'aveva, con il muletto (carrello elevatore), questo dava il vantaggio che a secondo dell'uso di calore che si faceva, potevano bastare due cariche al giorno, unico grande pericolo era il fatto che, se disgraziatamente la caldaia fosse rimasta senza legna, o con uno strato troppo sottile e molto poroso, se passava il fuoco dalla parte del deposito, si doveva attendere almeno una settimana per finire il fuoco e raffreddarla, prima di pulire e ripartire di nuovo con deposito pieno. Se si considera che questo succedeva almeno una volta l'anno e sempre d'inverno, &amp;egrave; facile capire i disagi.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Quando l'ingegner Ghezzi vide la mia macchina, gli ridevano gli occhi, cap&amp;igrave; subito cosa avrebbe dovuto fare, una piccolissima modifica alla Cornovaglia ed il problema era risolto definitivamente, automatica e sicura, almeno sembrava, poi in realt&amp;agrave; dovemmo fare diverse modifiche e delle applicazioni, inventate poi dal suo progettista: ing. Campanella. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;La caldaia derivata dalla mia prima macchina, tipo drawon, fu un successo incredibile, il bisogno di automazione era non prorogabile, poi a questo fatto si aggiunse tutta una diatriba tra Prior e Weiss (altro produttore tedesco di caldaie), dove le domande di brevetto furono annullate e la produzione di queste caldaie divent&amp;ograve; libera, cosicch&amp;eacute; tutte le societ&amp;agrave; produttrici di caldaie si misero a costruire con quel sistema.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Di queste caldaie ne furono piazzate due all'Altra di Arpino (FR) azienda del gruppo Allamandi, dove io feci il progetto, e la diressi per 6 anni, erano di diverse dimensioni ma identiche: delle &amp;quot;Cornovaglia&amp;quot; rinnovate a tre giri di fumi con tubi di grandi dimensioni 64mm di diametro interno, con un funzionamento delle due caldaie molto al di sopra delle mie stesse aspettative.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Seconda  fase,    continua...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
    <summary>La seconda macchina da combustione (una Caldaia) nacque dalla collaborazione dell'ing. Ghezzi, titolare di una societ&amp;agrave;, allora molto in voga, che rappresentava per l'Italia la &amp;quot;Prior&amp;quot; (una societ&amp;agrave; svizzera produttrice di caldaie ...</summary>
    <dc:creator>blog.pirogassificatore.net</dc:creator>
    <dc:date>2012-06-20T06:32:46Z</dc:date>
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    <title>Risposta a Tixo</title>
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    <updated>2012-06-13T12:22:37Z</updated>
    <published>2012-06-13T12:22:37Z</published>
    <content>&lt;font size="3"&gt;Grazie Ilaria Tixo, mi dai la possibilit&amp;agrave; di chiarire alcune cose:&lt;br /&gt;Perch&amp;eacute; non si riesce ad avere l'autorizzazione?&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Le autorizzazioni, anche se molto complesse da avere, (giustamente le ARPA le ASL ecc. ecc.) fanno i raggi X sia al progetto che a chi lo produce e chi lo adoperer&amp;agrave;, la zona dove verr&amp;agrave; installato, ecc. ecc. &lt;br /&gt;Certamente le norme vecchie erano molto pi&amp;ugrave; permissive ed &amp;egrave; anche vero, che le autorit&amp;agrave; una volta erano meno preparate, oggi per&amp;ograve; fanno gli occhi alle pulci e ti garantisco che le leggi (Europee) sono molto ristrette (giustamente).&lt;br /&gt;Ma per noi, dopo tanto scritto e tanti tempi d'attesa l'autorizzazione l'abbiamo avuta, e usata, ma quando ormai eravamo vicini alla fine del montaggio dell'impianto, i vari comitati del no, hanno fatto ricorso al TAR, il quale ci ha bloccato il montaggio fino a sentenza definitiva, che sar&amp;agrave; verso la fine dell'anno.&lt;br /&gt;Come vedi non basta essere a posto con le autorizzazioni (gi&amp;agrave; difficili da ottenere), servirebbe anche il giusto rispetto di queste, senza altre interferenze di tipo politico, personalismi e voglia di apparire, che bloccano tutto malgrado le autorizzazioni. &lt;br /&gt;Purtroppo andando avanti cos&amp;igrave; nessun imprenditore italiano si infiler&amp;agrave; in queste viscosissime imprese, e come spesso succede, gli inventori dovranno andare all'estero a proporre le proprie creazioni, facendo diventare questa nostra povera nazione sempre pi&amp;ugrave; povera e bistrattata.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Grazie Ilaria Tixo, mi dai la possibilit&amp;agrave; di chiarire alcune cose:Perch&amp;eacute; non si riesce ad avere l'autorizzazione?Le autorizzazioni, anche se molto complesse da avere, (giustamente le ARPA le ASL ecc. ecc.) fanno i raggi X sia al progetto ...</summary>
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    <dc:date>2012-06-13T12:22:37Z</dc:date>
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    <title>Risposta a Tono da Roma</title>
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    <updated>2012-06-11T17:09:22Z</updated>
    <published>2012-06-08T16:37:28Z</published>
    <content>&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;Nessun problema caro Tono da Roma, &lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;L'et&amp;agrave;:&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;/em&gt; a quell'epoca avevo 22 anni quindi esattamente 50 anni fa, sembra ieri! &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cos'&amp;egrave; il Drawon:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/u&gt; &amp;egrave; un combustore che anzich&amp;eacute; scaldare acqua o olio, scalda semplicemente aria, con estrema semplicit&amp;agrave; di costruzione e di funzionamento, in quanto scalda l'aria che viene subito immessa con un ventilatore nell'ambiente dove serve. Nel riscaldamento di piccole fabbriche si usa tuttora molto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Differenza tra polvere e solido: &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/u&gt;la combustione come ovviamente sai &amp;egrave; un processo di ossidazione, quando io andavo a scuola, ci insegnavano le cose tenendo a mente degli slogan, (allora non si chiamavano cos&amp;igrave;) per la combustione, lo slogan era il processo dei tre C: Combustibile, Comburente, Calore, Servono sempre tutti e tre, se ne manca uno, non funziona! Bene il nostro combustibile (allora) era il legno, il calore &amp;egrave; relativo a quanto il pezzo di combustibile &amp;egrave; grande, pi&amp;ugrave; grande pi&amp;ugrave; calore; poi c'&amp;egrave; l'ossigeno il comburente,l'aria insomma, questa deve lambire tutta la superficie, ma se noi abbiamo un cubo di 10 Cm per ogni lato avremo una superficie di 600 Cm&amp;sup2; dove l'aria pu&amp;ograve; portare l'ossigeno&amp;nbsp; contatto con il carburante (il cubo di legno) se noi abbiamo invece un cubettino da un illimetro per ogni lato avremo una superficie di 6 mm&amp;sup2;, sembra poco ma vediamolo sotto n'altra prospettiva e cio&amp;egrave;: quanti di questi cubettini entrano in quel cubo da 10 Cm, cio&amp;egrave; da 100 mm ? ce ne andrebbero 1.000.000 un milione quindi 6 milioni di mm di superficie, contro invece la superficie del cubo grande che sar&amp;agrave; di 60.000 mm&amp;sup2; la superficie da ossidare dei cubettini piccoli diventa 100 volte maggiore, pensa se invece di un mm fosse macinato Pi&amp;ugrave; fine ancora, &amp;egrave; facile capire la rapidit&amp;agrave; di combustione della polvere, rispetto ad un pezzo. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'attinenza:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/u&gt; l'attinenza tra questi due sistemi di combustione sono molto pi&amp;ugrave; di quanto si crede, ma la prima e pi&amp;ugrave; importante ( che poi in seguito leggerai in questo blog) &amp;egrave; proprio che l'ossidazione del gas &amp;egrave; molto maggiore del polverino che gi&amp;agrave; era molto maggiore del solido, che ancora bruciano, stufe caminetti e purtroppo anche gli inceneritori. Maggior ossidazione in un tempo minore dove anche la temperatura potrebbe essere minore, ne deriva una combustione quasi perfetta, se poi si inserisce anche una temperatura altissima:1600&amp;deg;C ed una turbolenza altissima in un ambiente con una inezia termica mai raggiunta prima, allora la combustione credo sia perfetta e vedrai che, attinenza a parte, il pirogassificatore &amp;egrave; un qualcosa di molto sicuro e pochissimo inquinante, gi&amp;agrave; prima dei trattamenti dei gas combusti, dai quali poi, questi passano lo stesso.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Nessun problema caro Tono da Roma, L'et&amp;agrave;: a quell'epoca avevo 22 anni quindi esattamente 50 anni fa, sembra ieri! Cos'&amp;egrave; il Drawon: &amp;egrave; un combustore che anzich&amp;eacute; scaldare acqua o olio, scalda semplicemente aria, con estrema semplicit&amp;agrave; ...</summary>
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    <dc:date>2012-06-08T16:37:28Z</dc:date>
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    <title>Enzo Morandi e la combustione  (Prima macchina)</title>
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    <updated>2012-05-30T17:13:54Z</updated>
    <published>2012-05-30T17:13:54Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;Cominciai molto presto, &lt;/font&gt;&lt;font size="3"&gt;prima &lt;/font&gt;&lt;font size="3"&gt;ad osservare, poi ad interferire con la combustione. Erano molti l'interessi che avevo da piccolo e che continuo a coltivare, la combustione, la chimica, la distillazione, mi attraevano, fino a creare grossi danni sia alle cose che a me stesso. Combustione, distillazione, esplosivi erano per me cose da studiare, provare, migliorare, sperimentare, insomma una grande passione.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font size="3"&gt;La prima macchina da combustione fu una sorta di &amp;quot;drawon&amp;quot; antesignano, ma la cosa pi&amp;ugrave; importante era il sistema di combustione, che anche se non mi rendevo conto, portavo una novit&amp;agrave; eccezionale, che ancora non era stata capita ed usata: la combustione a polverino. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Avevo notato molti anni prima, che se buttavo sul fuoco una manciata di polvere di legno, questa faceva una fiammata come se fosse polvere da sparo, o forse &amp;egrave; meglio dire, come aver spruzzato della benzina sul fuoco (provare per credere).&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Da quelle esperienze cercai di riprodurre il sistema in modo &amp;quot;industriale&amp;quot; e continuo, fabbricai quindi un macinatore ed una sorta di recipiente cilindrico, con all'interno una serpentina di acciaio, una serie di curve Mannesmann saldate in modo da formare una spirale circolare che percorreva l'interno del recipiente, a circa 50mm dall'esterno, in questa serpentina circolava dal basso verso l'alto aria ambiente, insufflata da un ventilatore a pressione (grande diametro della chiocciola ma molto stretto) l'aria si riscaldava e veniva poi trasportata con semplici tubi per riscaldare gli ambienti voluti.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Il macinatore posto sotto una tramoggia, lasciava cadere il polverino al centro di un tubo inserito da un lato nella camera di combustione e dall'altro, aveva inserito un tubettino di rame che arrivava poco oltre a dove entrava il polverino, il tubetto di rame era attaccato ad un riduttore di aria compressa, che regolando la pressione dell'aria immessa, si aspirava e miscela il polverino con l'aria che entrava dal dietro del tubo.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="3"&gt;Il grado di combustione, oltre che dal fumo si vedeva anche dal colore della fiamma guardata attraverso un tegamino in Borosilicato (Pyrex) applicato sulla camicia/contenitore cilindrico&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;Prima fase, continua... (prossimo articolo)&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Cominciai molto presto, prima ad osservare, poi ad interferire con la combustione. Erano molti l'interessi che avevo da piccolo e che continuo a coltivare, la combustione, la chimica, la distillazione, mi attraevano, fino a creare grossi danni sia alle ...</summary>
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    <dc:date>2012-05-30T17:13:54Z</dc:date>
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    <title>Risposta a walter</title>
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    <updated>2012-05-17T06:38:10Z</updated>
    <published>2012-05-17T06:38:10Z</published>
    <content>Per la reazione di ARPAT ed anche ASL &amp;egrave; stata molto buona, sai le istituzioni devono non solo esaminare bene l'ambiente ed i problemi che questo ha, ma devono anche cercare di capire cosa sia pi&amp;ugrave; opportuno fare con gli strumenti che hanno a disposizione, insomma cercare il male minore! Chiaramente quando un progetto, specialmente se gi&amp;agrave; prototipato, le sembra innovativo sia sulla sicurezza, sulle emissioni, sia sul sistema semplice, economico e stabile, non possono che gioire naturalmente chiedendo una miriade di giuste garanzie, anche solo per una sperimentazione in un tempo limitato, ma &amp;egrave; giusto sia cos&amp;igrave;.&lt;p&gt;Il privato cittadino a due grandi vantaggi:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;il primo &amp;egrave; la &amp;quot;pezzatura&amp;quot; dell'impianto, la dimensione insomma, molto piccolo, circa un decimo del pi&amp;ugrave; piccolo inceneritore, quindi trasportabile, non sar&amp;agrave; un mostro che una volta fatto, rimarr&amp;agrave; in eterno a mostrare la stupidit&amp;agrave; di chi l'ha fatto, ma all'occorrenza potr&amp;agrave; essere smontato e rimontato in un sito pi&amp;ugrave; adatto, quando per qualsiasi ragione dove era stato montato non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; utile, o perch&amp;eacute; in quel posto si decide di farci altre cose. Questo accorcia la filiera, in quanto pu&amp;ograve; essere inserito dove si crea il rifiuto, dando in cambio, energia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il secondo vantaggio (anche se meno apparente) &amp;egrave; che questo pirogassificatore si fabbrica in uno stabilimento in serie, quindi, gi&amp;agrave; dipers&amp;egrave; economico per la sua semplicit&amp;agrave;, diventa ancora pi&amp;ugrave; economico per l'economia di scala, ma soprattutto, siccome vede il rifiuto, non come un qualcosa da eliminare ma un combustibile, lo sfruttamento &amp;egrave; studiato e perfezionato come in un'auto euro 5 cio&amp;egrave; consuma meno perch&amp;eacute; lavora meglio. Questi fatti hanno una ricaduta positiva anche economica sul cittadino, perch&amp;eacute; interrompe quel circolo vizioso dell'aumento continuo del costo di conferimento e smaltimento degli scarti, diventando questi un bene e non pi&amp;ugrave; un pericoloso rifiuto.&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Per la reazione di ARPAT ed anche ASL &amp;egrave; stata molto buona, sai le istituzioni devono non solo esaminare bene l'ambiente ed i problemi che questo ha, ma devono anche cercare di capire cosa sia pi&amp;ugrave; opportuno fare con gli strumenti che hanno ...</summary>
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