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20.08.2009 - Soffocati dalla plastica

postato da Saverio Luzzi [20/08/2009 11:50]
          Il nostro modello di sviluppo ci sta presentando i conti, anche se la politica, tranne alcune nobili eccezioni, fa finta di non accorgersene. La crisi economica di questi mesi, la quale non è un evento casuale e transeunte, bensì è un fatto insito nella struttura stessa del capitalismo, avrebbe potuto essere un momento importante per la ridiscussione di quei dogmi idioti che sono la crescita ed il produttivismo, ma fino ad ora tutto ciò non è avvenuto. Chi si riempie la bocca con ricette per una presunta uscita dalla crisi non fa altro che parlare della necessità di un incremento dei consumi e di un nuovo aumento del Pil, mostrando una pervicacia pari soltanto alla propria impreparazione culturale e/o alla propria inettitudine. Se questi signori (mi riferisco alla quasi totalità degli economisti, agli industriali, a molta parte della classe politica ed a certo giornalistume dedito al meretricio intellettuale) studiassero un po' (non dico tanto, solo un po') forse si renderebbero conto della enorme gravità della questione ambientale e della palese insostenibilità del nostro modello produttivo. Sperando che l'arrivo dell'autunno porti un po' di saggezza (a questo punto Arbasino forse scriverebbe che "Signora mia, non ci sono più le mezze stagioni" e che quindi si è anche persa la traccia della saggezza) copio/incollo questa notizia da http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/INQUINAMENTO-MILIONI-BUSTE-PLASTICA-OCEANI-A-RISCHIO/news-dettaglio/3707955 .
 
 
INQUINAMENTO: MILIONI BUSTE PLASTICA, OCEANI A RISCHIO

           Si apre un nuovo fronte nell'emergenza inquinamento: i rifiuti di plastica (centinaia di milioni di tonnellate) finiti a galleggiare o in fondo agli oceani in tutto il mondo, che rilasciano sostanze tossiche in grado di danneggiare seriamente la vita in fondo al mare. E' l'allarme lanciato da uno studio giapponese condotto alla Nihon University a Chiba, che per la prima volta associa le buste di plastica non solo al rischio di soffocamento per gli animali che le ingeriscono, ma anche alla possibilità concreta del lento rilascio di sostanze tossiche in mare. La situazione è drammatica: le buste di plastica galleggianti negli oceani formano ormai vere e proprie "isole". Nel Pacifico è stato scoperto un agglomerato di plastica galleggiante in un'area grande il doppio dell'intera superficie del Texas, rifiuti galleggianti in balia delle correnti marine che, secondo l'autore dello studio Katsuhiko Saido, si degradano in tempi relativamente brevi. Gli scienziati hanno scoperto che quando la plastica si decompone nel mare emette una serie di sostanze chimiche, come il bisfenolo A e sostanze a base di polistirolo (PS), che non si trovano naturalmente. In particolare il bisfenolo A è già noto per causare uno squilibrio del sistema ormonale degli animali. Ma non solo, la plastica in mare rilascia monomeri cancerogeni, ma anche dimeri e trimeri. Lo studio, presentato ieri presso l'American Chemical Society a Washington, riferisce che i campioni di acqua prelevati dall'Oceano Pacifico sono stati trovati contaminati con fino a 150 parti per milione. Si stima che ci siano diverse centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti di plastica galleggianti negli oceani del mondo. Nel solo Giappone 150.000 tonnellate di plastica approdano sulle sue sponde ogni anno.

 

           A tutto questo ha portato la ricerca del profitto ad ogni costo. E se nemmeno notizie come questa servono a farci capire la nostra perseveranza nell'errare, significa che stiamo decretando il nostro suicidio.

          Nelle prossime settimane non mi sarà possibile scrivere articoli. Il sito tornerà ad essere aggiornato alla metà di settembre.