26.11.2009 - Brevi riflessioni sul senatore Gasparri
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Non so se a chi legge succede, ma a me capita spesso di chiedermi quanto tempo libero abbia e come lo impieghi Maurizio Gasparri. Per i pochi che non lo sapessero, Gasparri è a capo del gruppo parlamentare del Senato del PdL, incarico di un certo prestigio e di una non minimale responsabilità cui quest'uomo è giunto per meriti che allo scrivente, uomo di poca fede ed ancor meno cultura, disgraziatamente sfuggono. Logica vuole, ma a questo punto è opportuno scrivere vorrebbe, che uomini i quali rivestono ruoli tanto importanti siano oberati di compiti che occupino per intero (o quasi) le loro giornate. L'immaginazione del modesto uomo della strada ha sempre pensato Gasparri assorto tra le sudate carte parlamentari, intento alla lettura di documenti o alla redazione di proposte normative, circondato da un nugolo di portaborse e di collaboratori; oppure con due telefonini in mano mentre chiama i suoi vice e detta loro la linea da tenere in Parlamento; o anche a colloquio con le alte autorità dello Stato per fronteggiare i delicati compiti istituzionali; o addirittura impegnato in estenuanti riunioni-fiume che finiscono a notte fonda e dalle quali si esce stravolti di fatica. Invece sembra proprio che l'uomo della strada abbia un'idea errata del senatore Gasparri, il quale, stando a quanto riporta il "Corriere della sera", pare trascorra le sue serate in casa a vedere fiction ed a criticarne il contenuto con toni che, sia detto con tutto il rispetto, appaiono un pochino fuori luogo (si veda http://www.corriere.it/politica/09_novembre_25/liceali-gasparri-contro-fiction_4de21b5a-d9d7-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml ). E certo fa un qualche effetto sapere che un uomo che si pensava avesse una vita movimentata, impegnata (e, perché, no, anche avventurosa) trascorra invece i dopocena davanti alla tv, magari indossando il pigiama, la pancera e le ciabatte, mettendosi sulla poltroncina di fianco al calorifero, forse anche chiedendo alla domestica di preparargli una mela cotta ed un the alla pesca. E che questo stesso uomo, magari tra uno sbadiglio e l'altro, vomiti livore verso una fiction che, va da sé, appare come innocente, se non addirittura inutile e banale. E forse, a ben pensarci, questi toni venati di parossismo anti-comunista che caratterizzano varie esternazioni del senatore Gasparri non possono non essere imputabili ad una certa insoddisfazione derivante da fattori che purtroppo chi scrive non può conoscere, ma che certo devono essere di una serietà tutt'altro che trascurabile. Forse la vita dei politici del PdL è difficile nonostante il grande consenso di cui essi godono nel paese. Forse in questi stessi uomini alberga un senso di frustrazione per non riuscire a portare l'Italia fuori dalle secche della grave crisi economica. E però mi domando: quei giovani i quali, spinti e forgiati dal grande sogno berlusconiano (che mi permetto di riassumere nell'espressione "frega, fotti e nega"), aspiravano ad entrare in politica per riscattare se stessi da un destino di grigia e perenne sottoccupazione ed affermarsi come self-made men, ora cosa faranno? Questi giovani che pensavano ad un'esistenza tra champagne e vallette seminude, tra potere e sesso, tra le gratificanti lusinghe del comando e quelle ancor più allettanti della muliebrità, cosa devono pensare? Che li si stava prendendo in giro? Che si era a "Scherzi a parte", ma solo per fare le comparse? O che è tutto un mondo di illusioni dietro il quale si celano scenari piuttosto miseri? O soltanto che Gasparri è talmente antipatico da ritrovarsi ad essere, in mezzo a quell'orgia perenne che è il PdL, l'unico uomo a non battere un chiodo? Comunque, se avessi l'occasione di conoscere personalmente il senatore Gasparri, gli direi che non è proprio il caso di scoraggiarsi. Anzi, gli consiglierei di frequentare più spesso Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del Programma (si prega garbatamente i pochi lettori di questo inutile sito di non chiedere allo scrivente cosa faccia quotidianamente un ministro per l'Attuazione del Programma in quanto trattasi di argomento di fronte al quale menti ben più dotate ed esercitate della mia si sono arrese in modo ignominioso). Come è noto, un paio di giorni fa il ministro Rotondi ha proposto l'abolizione della pausa pranzo in quanto, a suo dire, essa risulterebbe dannosa non solo per la produttività del lavoro, ma anche per la salute dei lavoratori (come è affermato in http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notizie/politica/2009/23-novembre-2009/rotondi-attacca-pausa-pranzo-buvette-parlamentari-fa-ingrassare-1602050326684.shtml ). In realtà, non occorre studiare medicina per comprendere come l'alimentazione serve per consentire il funzionamento del corpo e del cervello, e quindi chiunque può comprendere che, poiché il ministro Rotondi si muove poco, per lui mangiare è un bisogno del tutto superfluo. Ma io li vedo bene (chissà perché?) Rotondi e Gasparri, insieme a mezzogiorno mentre gli altri sono impegnati con la pastasciutta. Stare leggeri, in fondo, li aiuterebbe ad arrivare a sera più sereni e bendisposti, e magari ad occuparsi di temi diversi dalle fiction. Se poi questo sia un bene per il paese, non so, non sta a me stabilirlo. Io mi occupo solo della serenità del senatore Gasparri, ed è un tema che mi sta davvero a cuore. |

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