29.09.2009 - Aldo Grasso, l'italiano
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Michele Santoro, come al solito, è sotto attacco. Santoro non piace a nessuno: la destra lo metterebbe al muro, il centrosinistra pure (ma senza farlo sapere), la sinistra (ciò che è oltre il Pd, intendo) forse no, ma di essa nulla sappiamo più per cause ben note. Non parliamo poi di Marco Travaglio, il quale è inviso a destra, centro, sinistra e molto probabilmente anche a parenti ed affini. A me, però, "Annozero" piace. La ritengo la miglior trasmissione giornalistica italiana. Tutto il giornalismo televisivo italiano (Gabanelli, Iacona e così via) deve qualcosa a Michele Santoro. Certo, Aldo Grasso non glielo riconosce, ma ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. Ergo, è più che legittimo che Aldo Grasso trovi brutta la trasmissione "Annozero", ed è altrettanto legittimo che lo scrivente possa affermare che Aldo Grasso vede molta televisione ma ne capisce meno di quanto sia auspicabile. Oltre a ciò, non riesce a memorizzare quello che in tv trasmettono. Recentemente Grasso ha affermato che "Lo stile del programma di Iacona ricorda più la Gabanelli che Santoro. E questo è un grande complimento" (1). Il buon Grasso forse non ricorda che Iacona ha lavorato per anni con Santoro, e che nelle trasmissioni di quest'ultimo svolgeva esattamente le stesse inchieste che oggi porta avanti nel suo bellissimo "Presa diretta". Un giornalista, anzi, uno storico della televisione italiana quale è Grasso, dovrebbe tenere a mente certe cose. Gli storici, è notorio, esistono per ricordare: se dimenticano vuol dire che non sanno fare il proprio mestiere. Tuttavia, si sa, gli anni passano, i giornali devono seguire una linea politica ed alcuni giornalisti (che certo non hanno la schiena dritta come Santoro e Travaglio) tengono famiglia. A proposito, chissà come mai il "Corriere della sera" segue una linea editoriale così accondiscendente verso Berlusconi? E chissà come mai Grasso bersaglia un giorno sì e l'altro pure il programma di Santoro? Corrispondenza d'amorosi sensi tra De Bortoli e lo stesso Grasso? O, come si dice, trattasi di amore per il buon vivere, di quella insana propensione a correre in soccorso ai vincitori di cui parlò Ennio Flaiano? Alcuni diranno: ma l'altro giorno Grasso ha difeso Santoro affermando che "Annozero" non deve essere chiusa. E' vero, ma leggetevi bene tutto l'articolo (2) e poi ditemi se si tratta di una difesa. Santoro è definito "demagogo", "professionalmente disinvolto (lui ed i suoi collaboratori)", "autoreferenziale" e così via. Sono toni che risulterebbero eccessivi se riferiti perfino ad Aldo Biscardi e che somigliano a quelli dei vari Bonaiuti, Romani e compagnia. Certo, scrivere in un articolo "Non mi permetterei mai di chiedere la testa di chicchessia" fa molto chic. Evita di essere confusi con quei plebei di Feltri e Belpietro. Colpirli i giornalisti non allineati, ma con stile. E, dopo aver scagliato il sasso, tirare indietro la mano e dire "Non sono stato io, sono stati gli altri". Almeno, quando il re sarà caduto, si potrà dire che si era sempre stati suoi avversari. E' un vecchio paese, l'Italia, ed i difetti del suo popolo (critici televisivi in primis) non cambiano mai.
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ehh Saverio anch'io come te trovo indisponente il comportamento di personaggi come Grasso, ma ad un certo punto me ne frego perchè Santoro e il gruppo di persone che collaborano con lui ( vedi l' ennesima dimostrazione data da Travaglio ieri sera ) sono talmente professionalmente preparati che non credo che i voltafaccia accomodanti di certe persone costituiscano un grosso problema... :)
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| postato da marlene il 02/10/2009 12:01 | |

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