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Nomadi, zingari, rom...

postato da blog.sguardi.info [26/09/2008 19:07]
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Cosa ne pensate di ciò che sta avvenendo in Italia rispetto alle problematiche dei nomadi...?

Da Sguardi.info:

CHI SONO GLI ZINGARI? di Gino Battaglia

Zingari? Rom? Nomadi? Gitani? Zigani? Chi sono quelle donne e quei bambini che incontriamo, spesso come mendicanti, nelle strade delle nostre città? Talvolta sono protagonisti di drammatici fatti di cronaca, che rivelano precarie condizioni di vita. Si muore di freddo o di fuoco nei campi in cui abitano. L’insistenza delle richieste di alcuni di loro appare molesta, ma sono come gli ambasciatori di un mondo di poveri, in cui si confondono. Zingari? Pur nella durezza del giudizio verso di loro non è politically correct chiamarli così. Nomadi, allora? Ma sono nomadi davvero? Rom? Ma – come vedremo – non sono tutti Rom. Slavi? Men che meno… Il nome – a ben pensarci – non è un problema secondario: è il modo di rappresentarsi qualcuno. Nel Settecento sono cominciati studi sulla lingua degli zingari (per ora chiamiamoli così). Essi hanno aiutato a fare chiarezza sulla provenienza di questo popolo dalle origini fino ad allora ignote, e quindi ampiamente favolose. Qualcuno li riteneva originari dell'Egitto. Era una vecchia leggenda, confermata anche da certe affermazioni fatte dagli zingari stessi alla loro comparsa in Europa. Ad essa devono il loro nome in inglese ("gipsies") o in spagnolo (“gitanos"). Altri li volevano discendenti della setta misteriosa degli Athinganos dell'Asia Minore (da cui il tedesco "Zigeuner", l'ungherese "czigani" o l'italiano "zingari"). La realtà in questo caso ha superato la fantasia perché quegli studi portarono a dire che la terra d'origine degli zingari era ancora più remota: confrontando il romanes (la lingua dei Rom) alle lingue parlate nel nord subcontinente indiano - provenienti dal sanscrito – si scoprirono significative similitudini. Da qui l'ipotesi, che è ancora oggi la più accreditata, sull'origine indiana degli zingari. Gli zingari in Europa, dove risiede la maggior parte di loro, sono circa sei milioni. In Italia il loro numero è calcolato attorno agli centoventimila. Non tutti sono nomadi… Ecco il problema: alcuni sono ormai sedentari. Molti aspirano alla stabilità. Per lo più si tratta di immigrati poverissimi. Alcuni sono profughi, cioè gente che cerca accoglienza provenendo da situazioni ormai invivibili. Tanto spesso non si considera questo aspetto, ma pensiamo agli ancora recenti conflitti balcanici o al complesso evolversi delle società post-comuniste dell’Europa dell’est, con il loro carico di tensioni etniche o sociali. Si tratta, comunque, di una presenza molto contenuta, se confrontata con le popolazioni e le risorse delle città o delle regioni italiane dove si trovano oggi. Gli zingari in Italia sono divisi in gruppi diversi, giunti da paesi diversi e in momenti diversi, forse a partire già dal 1500. Ma gli arrivi più consistenti sono avvenuti nella seconda metà del Novecento. La realtà degli zingari è in continua trasformazione, proprio perché in continuo movimento fisico o geografico. La loro lingua, che ha comunque una radice comune, si arricchisce continuamente di vocaboli presi in prestito, si modifica, si adatta al paese in cui si trovano. Così la loro religione. Perché non esiste una religione degli zingari. Si potrebbe dire tutt’al più che esista una religiosità zingara. Ma gli zingari sono cristiani cattolici, ortodossi, protestanti, sono musulmani. Se c’è un'origine comune degli zingari (l’India del nord), gli stessi studiosi ... (continua su Sguardi.info http://www.sguardi.info/index.php?id=194,668,0,0,1,0 )