<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:taxo="http://purl.org/rss/1.0/modules/taxonomy/">
  <title>blog.sguardi.info</title>
  <link rel="alternate" href="http://blognew.aruba.it/blog.sguardi.info/" />
  <subtitle>Punto di incontro dei lettori di Sguardi.info</subtitle>
  <dc:creator>blog.sguardi.info</dc:creator>
  <entry>
    <title>Immigrati, possibilità di crescita economica e sociale per tutti</title>
    <link rel="alternate" href="http://blognew.aruba.it/blog.sguardi.info/Immigrati__possibilit__di_crescita_economica_e_sociale_per_tutti_1849.shtml" />
    <category term="" />
    <category term="immigrazione," />
    <category term="immigrati," />
    <category term="lavoro" />
    <author>
      <name>blog.sguardi.info</name>
    </author>
    <updated>2008-09-27T13:46:39Z</updated>
    <published>2008-09-27T13:11:17Z</published>
    <content>&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #ff0000" class="Apple-style-span"&gt;Un esempio di una donna marocchina che ha costruito la sua azienda. Perch&amp;egrave; li vediamo come un pericolo per la nostra societ&amp;agrave;?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="line-height: 17px" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size: small" class="Apple-style-span"&gt;da Sguardi.info:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-weight: bold" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size: x-small" class="Apple-style-span"&gt;INCONTRO CON SAADIA,&amp;nbsp;DA COLF MAROCCHINA AD IMPRENDITRICE DI SUCCESSO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 11px" class="Apple-style-span"&gt;L&amp;rsquo;appuntamento &amp;egrave; nel suo negozio a Vitinia, nell&amp;rsquo;area sub-urbana di Roma sud, per le strade vedo quasi solo extracomunitari, chiedo indicazioni ad ortolani egiziani.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 11px" class="Apple-style-span"&gt;Lo trovo facilmente, riconosco l&amp;rsquo;insegna Phone-Center che &amp;egrave; presente nella sua pagina web realizzata da Fondazione Risorsa Donna per lei, l&amp;rsquo;ente che le ha finanziato il business 3 anni fa. Quando arrivo per&amp;ograve; rimango perplessa: le cabine telefoniche non ci sono pi&amp;ugrave;, i computer dell&amp;rsquo;Internet Point sono spenti ed hanno un&amp;rsquo;aria abbandonata, eppure lei sorride felice nell&amp;rsquo;incontrarmi, serena, sicura di s&amp;eacute;, da vera donna manager. Mi chiedo come sia possibile sorridere di soddisfazione quando l&amp;rsquo;ufficio appare quasi in dismissione, troppo grande e squallido, con un alto bancone di accettazione sgombro di oggetti e di segnali di successo&amp;hellip; Ma Saadia, ragazza marocchina di 31 anni, bella e determinata mi chiarisce subito ogni dubbio: il Phone-Center &amp;egrave; andato molto bene nel periodo in cui lo ha aperto e reso funzionante ma oggi con la tecnologia che corre pi&amp;ugrave; veloce degli aggiornamenti i Phone-Center sono destinati a scomparire.&amp;nbsp;E Saadia, da abile donna di affari l&amp;rsquo;ha capito prima degli altri e lo ha smantellato.&amp;nbsp;Non ha avuto il coraggio di vendere le cabine, non voleva &amp;ldquo;tirare la fregatura&amp;rdquo; ad un altro immigrato meno esperto e meno lungimirante di lei: nonostante fossero perfettamente funzionanti le ha regalate ad un romeno che le ha fatte a pezzi per ricavarne alluminio ed altre parti recuperabili, vendibili sul mercato del riciclo. Per la ragazza marocchina il tempo &amp;egrave; prezioso, non si perde dietro a cose che fruttano poco. Anche l&amp;rsquo;Internet-Point &amp;egrave; stato eliminato, troppe tasse, troppo lavoro per pochissimo guadagno&amp;hellip; non c&amp;rsquo;&amp;egrave; tempo da perdere. Oggi il futuro sta nella logistica, nei trasporti, nelle consegne rapide, dice. La ragazza marocchina l&amp;rsquo;ha capito prima degli altri ed ha trasformato la sua attivit&amp;agrave; in un centro di intermediazione per le spedizioni. Le va talmente bene che ha dovuto cambiare la sua attivit&amp;agrave; e la ragione sociale. Ne ha fatta di strada insieme al suo business! Mi ricordo solo 3 anni fa quando faceva la colf/baby-sitter presso una famiglia italiana: era sempre lei, con lo sguardo attento, intelligente, vivo dietro i vetri di un paio di occhiali. Si vedeva che era destinata a fare di pi&amp;ugrave;, ad avere un futuro diverso. La sua occasione &amp;egrave; arrivata per caso ma non &amp;egrave; un caso se lei &amp;egrave; riuscita cos&amp;igrave; bene, se oggi i vetri attraverso i quali ti guarda sono incorniciati da una montatura di moda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 11px" class="Apple-style-span"&gt;&lt;p style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 11px; padding: 0px; margin: 0px"&gt;La ragazza marocchina ha dapprima aperto un Phone-Center con Internet-Point, ha aggiunto il money-transfer e le spedizioni e quando queste attivit&amp;agrave; hanno preso il sopravvento sulle altre non ha avuto paura di trasformarsi, di riconvertirsi. ( l'articolo continua su Sguardi.info a pagina&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.sguardi.info/index.php?id=186,1604,0,0,1,0" target="_blank" onclick="window.open('http://www.sguardi.info/index.php?id=186,1604,0,0,1,0','','');return false;"&gt;http://www.sguardi.info/index.php?id=186,1604,0,0,1,0&lt;/a&gt;&amp;nbsp;)&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;</content>
    <summary>Un esempio di una donna marocchina che ha costruito la sua azienda. Perch&amp;egrave; li vediamo come un pericolo per la nostra societ&amp;agrave;?da Sguardi.info:&amp;nbsp;INCONTRO CON SAADIA,&amp;nbsp;DA COLF MAROCCHINA AD IMPRENDITRICE DI SUCCESSO&amp;nbsp;L&amp;rsquo;appuntamento ...</summary>
    <dc:creator>blog.sguardi.info</dc:creator>
    <dc:date>2008-09-27T13:11:17Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>I bambini immigrati... dalle scuole parte l'integrazione</title>
    <link rel="alternate" href="http://blognew.aruba.it/blog.sguardi.info/I_bambini_immigrati____dalle_scuole_parte_l_integrazione_1845.shtml" />
    <category term="" />
    <category term="immigrazione," />
    <category term="bambini," />
    <category term="immigrati," />
    <category term="rumeni" />
    <author>
      <name>blog.sguardi.info</name>
    </author>
    <updated>2008-09-27T13:29:06Z</updated>
    <published>2008-09-27T10:38:32Z</published>
    <content>&lt;p&gt;&lt;span style="color: #ff0000" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size: small" class="Apple-style-span"&gt;Le nostre scuole sono davvero cos&amp;igrave; aperte ad accettare le diversit&amp;agrave; culturali al loro interno?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small" class="Apple-style-span"&gt;da Sguardi.info:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Arial" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: Arial" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size: x-small" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"&gt;I BAMBINI RUMENI NELLE SCUOLE ITALIANE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"&gt;&amp;nbsp;di&amp;nbsp;D. Florentina Pagnejer&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 11px" class="Apple-style-span"&gt;Si &amp;egrave; parlato tanto dell&amp;rsquo; integrazione degli immigrati, del loro inserimento nel mondo del lavoro e della societ&amp;agrave; italiana; delle difficolt&amp;agrave; incontrate dagli stranieri e piano piano superate. Coloro che impiegano di pi&amp;ugrave; ad inserirsi in una nuova realt&amp;agrave;, sono proprio i loro figli; mi riferisco per di pi&amp;ugrave; ai bambini rumeni. Vengono da una cultura diversa, si sa, con abitudini, concetti di scuola diversi; ma quello che non si sa, &amp;egrave; che a volte passano da un modo di studiare molto &amp;ldquo;ritmato&amp;rdquo;, un metodo scolastico assai rigido, ad un metodo -quello italiano- pi&amp;ugrave; debole, meno intenso.&amp;nbsp;E&amp;rsquo; come se con un&amp;rsquo;automobile procedessi con la terza marcia e poi al&amp;rsquo;improvviso ti trovassi a guidare con la prima, senza un perch&amp;eacute;.&amp;nbsp;Un ragazzino che qui frequenta la terza media evidenzia come ci&amp;ograve; che sta studiando, lo faceva in IV ed in V elementare. Strisce di verit&amp;agrave;. Non &amp;egrave; tanto questo il disagio -la scuola italiana &amp;egrave; altrettanto forte, magari ha dei ritmi diversi- quanto quello di sentirsi dire dai propri coetanei &amp;rdquo;sei rumeno?&amp;rdquo;, con un tono a volte ostile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size: 11px" class="Apple-style-span"&gt;&lt;p style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 11px; padding: 0px; margin: 0px"&gt;E&amp;rsquo; come se, all&amp;rsquo;improvviso, ricadessero sulle loro spalle, i comportamenti non sempre corretti di altri connazionali, di cui, quasi quotidianamente, si occupa la cronaca nera. La scuola italiana, gli insegnanti, cercano di star loro vicino, costringendoli quasi ad entrare in un mondo nel quale, guidati dai genitori, sono costretti a camminare.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 11px" class="Apple-style-span"&gt;Facciamo in modo che il loro camino sia un p&amp;ograve; pi&amp;ugrave; libero e meno travagliato; lasciamo che i grandi, i loro genitori, si assumano la doppia responsabilit&amp;agrave;, prima di genitori e poi quella di genitori stranieri. E&amp;rsquo; giusto che si&amp;agrave; cosi.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Le nostre scuole sono davvero cos&amp;igrave; aperte ad accettare le diversit&amp;agrave; culturali al loro interno?&amp;nbsp;da Sguardi.info:&amp;nbsp;I BAMBINI RUMENI NELLE SCUOLE ITALIANE&amp;nbsp;di&amp;nbsp;D. Florentina PagnejerSi &amp;egrave; parlato tanto dell&amp;rsquo; integrazione ...</summary>
    <dc:creator>blog.sguardi.info</dc:creator>
    <dc:date>2008-09-27T10:38:32Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>La residenza per i senza tetto</title>
    <link rel="alternate" href="http://blognew.aruba.it/blog.sguardi.info/La_residenza_per_i_senza_tetto_1844.shtml" />
    <category term="" />
    <category term="barboni,senzatetto,poveri" />
    <author>
      <name>blog.sguardi.info</name>
    </author>
    <updated>2008-09-27T10:23:52Z</updated>
    <published>2008-09-27T10:23:52Z</published>
    <content>&lt;p&gt;&lt;span style="color: #ff0000" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size: small" class="Apple-style-span"&gt;Tutti gli uomini hanno diritto ad una casa... Cosa succede nella nostra societ&amp;agrave;?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small" class="Apple-style-span"&gt;Da Sguardi.info:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size: x-small" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span"&gt;LA RESIDENZA di Paolo Morozzo della Rocca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: x-small" class="Apple-style-span"&gt;Il diritto alla residenza &amp;egrave; di tutti Cosa significa essere residenti in un comune? In poche parole vuole dire che la persona vive abitualmente sul territorio comunale, in genere - ma non necessariamente - dormendo ad un indirizzo preciso (non importa se un castello, un appartamento, una stanza, una casetta, una baracca, una tenda, una roulotte, una grotta, i piloni di un ponte od altro ancora). Avere la residenza anagrafica (cio&amp;egrave; essere registrati negli archivi del Comune) l&amp;agrave; dove realmente si vive &amp;egrave; un diritto della persona (anche se &amp;egrave; un &amp;ldquo;senza tetto&amp;rdquo;, cio&amp;egrave; senza una casa &amp;ldquo;normale&amp;rdquo;, che sia giuridicamente utilizzabile come civile abitazione). Un diritto da cui ne derivano molti altri: il diritto alle cure del servizio sanitario nazionale, il rilascio della carta di identit&amp;agrave;, il diritto all&amp;rsquo;assistenza sociale, l&amp;rsquo;iscrizione alle liste per l&amp;rsquo;assegnazione degli alloggi che il comune ha a disposizione, il diritto di voto in una serie di elezioni politiche e amministrative (quest&amp;rsquo;ultimo solo per i cittadini italiani o comunitari). Non solo i &amp;ldquo;senza tetto&amp;rdquo;, ma anche le persone senza fissa dimora hanno diritto ad avere una residenza anagrafica. Se una persona gira l&amp;rsquo;Italia senza mai fermarsi (perch&amp;eacute; &amp;egrave; un venditore ambulante, o perch&amp;eacute; riceve ospitalit&amp;agrave; due mesi in un dormitorio di Roma, altri due mesi a Milano e cos&amp;igrave; di seguito per tutto l&amp;rsquo;anno) e non ha gi&amp;agrave; una residenza anagrafica nel comune dove &amp;egrave; nato o dove ha vissuto in precedenza, ha diritto a stabilire in uno dei comuni che frequenta la propria residenza anagrafica nella sua qualit&amp;agrave; di persona &amp;ldquo;senza fissa dimora&amp;rdquo;.&amp;nbsp;Mentre il &amp;ldquo;senza tetto&amp;rdquo; &amp;egrave; un residente che vive veramente nel comune dove ha la residenza, il &amp;ldquo;senza fissa dimora&amp;rdquo; &amp;egrave; invece una persona che, per non rinunciare a una serie di diritti, elegge (cio&amp;egrave; sceglie) la sua residenza anagrafica individuando tra pi&amp;ugrave; comuni quello nel quale si sente pi&amp;ugrave; a casa sua (e dove potr&amp;agrave; chiedere aiuto sociale, scheda elettorale, etc. etc.). La legge impone ai comuni di iscrivere all&amp;rsquo;anagrafe sia i &amp;ldquo;senza tetto&amp;rdquo; che i &amp;ldquo;senza fissa dimora&amp;rdquo;. Il &amp;ldquo;senza tetto&amp;rdquo; potr&amp;agrave; chiedere di essere iscritto nel luogo dove abita effettivamente (ad esempio, al km. 14,2 della Via Salaria, sotto il tal cavalcavia); oppure potr&amp;agrave; chiedere di essere iscritto come se non avesse un indirizzo proprio, assieme alle persone &amp;ldquo;senza fissa dimora&amp;rdquo;, ad un indirizzo su di una strada che non esiste ma che viene scelta di fantasia dal Sindaco del comune (alcuni comuni, con ben poca fantasia, chiamano per esempio questa strada: via della casa comunale, o via del Municipio, etc.). A Roma, su iniziativa della Comunit&amp;agrave; di Sant&amp;rsquo;Egidio, una delibera della Giunta Comunale (delib. n.84 del 26 febbraio 2002) permette alle persone senza fissa dimora di iscriversi ad un indirizzo fittizio, in Via Modesta Valenti. &amp;Egrave; una via del tutto virtuale, ma allo stesso tempo reale, perch&amp;eacute; permette ai suoi residenti di non essere immediatamente identificati come &amp;ldquo;barboni&amp;rdquo;, cosa che accadrebbe nel caso risultasse sui documenti di identit&amp;agrave; la residenza in Via della casa comunale, o altro di simile. Modesta Valenti era una donna che viveva alla stazione termini. Un giorno ebbe un malore ma non fu soccorsa &amp;ldquo;perch&amp;eacute; era sporca&amp;rdquo;. Sempre a Roma - ma la stessa cosa accade anche in altre citt&amp;agrave;, che hanno seguito il buon esempio della giunta capitolina - il Comune si &amp;egrave; messo d&amp;rsquo;accordo con alcune associazioni di volontariato e permette alle persone &amp;ldquo;senza tetto&amp;rdquo; o &amp;ldquo;senza fissa dimora&amp;rdquo; di iscriversi all&amp;rsquo;indirizzo che queste associazioni indicano (di solito una mensa, un dormitorio, o un centro di ascolto). Si tratta di un altro modo, legittimo, di dare la residenza anagrafica a chi &amp;egrave; senza un tetto o non dimora sempre nel comune ma lo ha scelto come suo comune di residenza. Questo per&amp;ograve; non autorizza il Sindaco (cio&amp;egrave; gli uffici dell&amp;rsquo;anagrafe) a rifiutare l&amp;rsquo;iscrizione anagrafica alle persone senza fissa dimora che chiedano invece di essere iscritti direttamente presso Via Modesta Valenti; n&amp;eacute;, tanto meno a rifiutarla a coloro che un alloggio, anche se improprio, ce l&amp;rsquo;hanno, magari dentro una roulotte od una baracca. La residenza &amp;egrave; infatti un diritto fondamentale di libert&amp;agrave; (quello di scegliere la citt&amp;agrave; dove vivere) e un tratto irrinunciabile della personalit&amp;agrave; (ciascuno, infatti, appartiene ad una comunit&amp;agrave; ed ha diritto a risultarne membro, anche se &amp;egrave; povero) Se si &amp;egrave; stranieri, poi, l&amp;rsquo;iscrizione anagrafica assume significati ulteriori, perch&amp;eacute; il suo decorso influisce sulla concessione della cittadinanza e sull&amp;rsquo;ottenimento della carta di soggiorno. Non si tratta, insomma, di un diritto di carta da sottovalutare, ma della premessa necessaria per fare della citt&amp;agrave; una societ&amp;agrave; inclusiva, non delimitata dal censo ma davvero universale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Tutti gli uomini hanno diritto ad una casa... Cosa succede nella nostra societ&amp;agrave;?Da Sguardi.info:LA RESIDENZA di Paolo Morozzo della RoccaIl diritto alla residenza &amp;egrave; di tutti Cosa significa essere residenti in un comune? In poche parole vuole ...</summary>
    <dc:creator>blog.sguardi.info</dc:creator>
    <dc:date>2008-09-27T10:23:52Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Nomadi, zingari, rom...</title>
    <link rel="alternate" href="http://blognew.aruba.it/blog.sguardi.info/Nomadi__zingari__rom____1818.shtml" />
    <category term="" />
    <category term="nomadi," />
    <category term="zingari," />
    <category term="rom" />
    <author>
      <name>blog.sguardi.info</name>
    </author>
    <updated>2008-09-27T13:55:58Z</updated>
    <published>2008-09-26T17:07:56Z</published>
    <content>&lt;p&gt;&lt;span style="color: #ff0000" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size: small" class="Apple-style-span"&gt;Cosa ne pensate di ci&amp;ograve; che sta avvenendo in Italia rispetto alle problematiche dei nomadi...?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small" class="Apple-style-span"&gt;Da Sguardi.info:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-weight: bold" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size: x-small" class="Apple-style-span"&gt;CHI SONO GLI ZINGARI? di Gino B&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-weight: bold" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size: x-small" class="Apple-style-span"&gt;attaglia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: x-small" class="Apple-style-span"&gt;Zingari? Rom? Nomadi? Gitani? Zigani? Chi sono quelle donne e quei bambini che incontriamo, spesso come mendicanti, nelle strade delle nostre citt&amp;agrave;? Talvolta sono protagonisti di drammatici fatti di cronaca, che rivelano precarie condizioni di vita. Si muore di freddo o di fuoco nei campi in cui abitano. L&amp;rsquo;insistenza delle richieste di alcuni di loro appare molesta, ma sono come gli ambasciatori di un mondo di poveri, in cui si confondono. Zingari? Pur nella durezza del giudizio verso di loro non &amp;egrave; politically correct chiamarli cos&amp;igrave;. Nomadi, allora? Ma sono nomadi davvero? Rom? Ma &amp;ndash; come vedremo &amp;ndash; non sono tutti Rom. Slavi? Men che meno&amp;hellip;&amp;nbsp;Il nome &amp;ndash; a ben pensarci &amp;ndash; non &amp;egrave; un problema secondario: &amp;egrave; il modo di rappresentarsi qualcuno. Nel Settecento sono cominciati studi sulla lingua degli zingari (per ora chiamiamoli cos&amp;igrave;). Essi hanno aiutato a fare chiarezza sulla provenienza di questo popolo dalle origini fino ad allora ignote, e quindi ampiamente favolose. Qualcuno li riteneva originari dell'Egitto. Era una vecchia leggenda, confermata anche da certe affermazioni fatte dagli zingari stessi alla loro comparsa in Europa. Ad essa devono il loro nome in inglese (&amp;quot;gipsies&amp;quot;) o in spagnolo (&amp;ldquo;gitanos&amp;quot;). Altri li volevano discendenti della setta misteriosa degli Athinganos dell'Asia Minore (da cui il tedesco &amp;quot;Zigeuner&amp;quot;, l'ungherese &amp;quot;czigani&amp;quot; o l'italiano &amp;quot;zingari&amp;quot;). La realt&amp;agrave; in questo caso ha superato la fantasia perch&amp;eacute; quegli studi portarono a dire che la terra d'origine degli zingari era ancora pi&amp;ugrave; remota: confrontando il romanes (la lingua dei Rom) alle lingue parlate nel nord subcontinente indiano - provenienti dal sanscrito &amp;ndash; si scoprirono significative similitudini. Da qui l'ipotesi, che &amp;egrave; ancora oggi la pi&amp;ugrave; accreditata, sull'origine indiana degli zingari. Gli zingari in Europa, dove risiede la maggior parte di loro, sono circa sei milioni. In Italia il loro numero &amp;egrave; calcolato attorno agli centoventimila. Non tutti sono nomadi&amp;hellip; Ecco il problema: alcuni sono ormai sedentari. Molti aspirano alla stabilit&amp;agrave;. Per lo pi&amp;ugrave; si tratta di immigrati poverissimi. Alcuni sono profughi, cio&amp;egrave; gente che cerca accoglienza provenendo da situazioni ormai invivibili. Tanto spesso non si considera questo aspetto, ma pensiamo agli ancora recenti conflitti balcanici o al complesso evolversi delle societ&amp;agrave; post-comuniste dell&amp;rsquo;Europa dell&amp;rsquo;est, con il loro carico di tensioni etniche o sociali. Si tratta, comunque, di una presenza molto contenuta, se confrontata con le popolazioni e le risorse delle citt&amp;agrave; o delle regioni italiane dove si trovano oggi.&amp;nbsp;Gli zingari in Italia sono divisi in gruppi diversi, giunti da paesi diversi e in momenti diversi, forse a partire gi&amp;agrave; dal 1500. Ma gli arrivi pi&amp;ugrave; consistenti sono avvenuti nella seconda met&amp;agrave; del Novecento. La realt&amp;agrave; degli zingari &amp;egrave; in continua trasformazione, proprio perch&amp;eacute; in continuo movimento fisico o geografico. La loro lingua, che ha comunque una radice comune, si arricchisce continuamente di vocaboli presi in prestito, si modifica, si adatta al paese in cui si trovano. Cos&amp;igrave; la loro religione. Perch&amp;eacute; non esiste una religione degli zingari. Si potrebbe dire tutt&amp;rsquo;al pi&amp;ugrave; che esista una religiosit&amp;agrave; zingara. Ma gli zingari sono cristiani cattolici, ortodossi, protestanti, sono musulmani. Se c&amp;rsquo;&amp;egrave; un'origine comune degli zingari (l&amp;rsquo;India del nord), gli stessi studiosi ... (continua su Sguardi.info&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.sguardi.info/index.php?id=194,668,0,0,1,0" target="_blank" onclick="window.open('http://www.sguardi.info/index.php?id=194,668,0,0,1,0','','');return false;"&gt;http://www.sguardi.info/index.php?id=194,668,0,0,1,0&lt;/a&gt;&amp;nbsp;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="#mce_temp_url#"&gt;&lt;/a&gt;</content>
    <summary>Cosa ne pensate di ci&amp;ograve; che sta avvenendo in Italia rispetto alle problematiche dei nomadi...?Da Sguardi.info:CHI SONO GLI ZINGARI? di Gino BattagliaZingari? Rom? Nomadi? Gitani? Zigani? Chi sono quelle donne e quei bambini che incontriamo, spesso ...</summary>
    <dc:creator>blog.sguardi.info</dc:creator>
    <dc:date>2008-09-26T17:07:56Z</dc:date>
  </entry>
</feed>


