L'ibertà
postato da Shadox [28/02/2010 12:54]
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Ero entrato in collisione, l'altro ieri. Proprio mentre pensavo che.
Non sono un esperto di bobine, l'ultima volta che ne ho maneggiata una è stata durante la festa per la maturità di una mia ex. Non ricordo come si chiami. Forse è anche morta, guarda, non ricordo proprio. È morta? Non so, mi sforzo ma non ricordo. Ho immagini poco nitide di lei. Aveva la fronte labile, il cuore a pera. Le ascelle leggermente a cuscinetto. E un difetto di pronuncia molto marcato, soprattutto sulla parola spinaci. Per tutti gli anni che è stata viva ho ascoltato storpiare quel termine più volte al giorno. Spinaci, diceva. Spinaci. Ma con la enne al contrario, senza respirare sulla i. Ecco, pensando agli spinaci, forse inizia a venirmi in mente il suo nome. C'era una erre, forse. Una q. No, forse la q no. Che poi, appunto, non sono neppure certo che sia viva. Qualcuno ne ha notizia? Nel caso, è pregato di citofonarmi. Sono andato in bagno un attimo e mi sono distratto. Di che stavamo parlando? Ah, a proposito, è tuo quel dente? Ti penzola appena sotto il mento, spero non sia tuo. E comunque, non posso essere stato io. Lo schiaffo di prima era molto a destra, rispetto alla bocca. Si, lì, dove hai quel graffio. Brucia? Bene. Uno schiaffo deve bruciare il giusto. Sono contento. È arrivato bene, eh? Mano aperta, un po' di taglio. Qualcuno ha delle allodole, qui? Bene, bene. Bene, bene, tutto bene. Vorrei notizie sui torcettini al burro. Li fanno ancora? Nell'84 li facevano. Si compravano alla drogheria Eda. Liquidità. Santa persiana. Revolver. Sesto Calende. Emiri. Allora, si. Sono un esperimento. Lo ammetto. Ho tentato di nascondermelo ma ora basta. Dichiaro di essere un esperimento. Dove si firma col sangue elettronico? Con la fosfatasi bassa? Quando cammino per strada ho la faccia da esperimento ma anche quando carico tutte le mattine la batteria della macchina. Ho un dolore qui. No, non lì. Un po' più in alto. Dove ho quel bozzo a forma di valigia. Ecco, lì. Schiaccia un po. Ecco. Ahi. Si, era lì. Visto che bozzo? Sembra un alveare. Sembra un sottomarino. Ha la forma di un'unità locale. Quel bozzo ed io siamo colleghi. Ci scambiamo opinioni, ci premiamo a vicenda. Un giorno, un famoso chirurgo venne a farmi visita e si sedette sul divano, mi squadrò con occhi laminati e mi chiese se avevo ancora un goccio di quel rhum di Guadalupe. Gli tremavano le mani ancor prima di berlo. Così gli appoggiai il bozzo sull'avambraccio nella speranza che diminuisse la sua massa. Ma lui me lo premette via con la mano che tremava di più e disse: Mi ricorda un calamaio, il tuo bozzo. Ma anche un bordo di cordigliera. Mi ricorda un'orbita lunare. Un carico di uova. Una lampada a petrolio. Un |
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