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L'ubrificante

postato da Shadox [28/02/2010 12:59]
Mi piacciono le notizie a metà. E fino a ottobre, credo che non alimenterò la pressione.
Non sapevo che le orchidee avessero le spine. Ne ho comprato un mazzo, ieri mattina e mi ci sono quasi scottato. Erano orchidee fucsia, tendenti al blu covone. A una mancava un petalo. L'avevo staccato io. Mentre tornavo a casa mi sono chiesto di che sa un petalo di orchidea e ne ho addentato uno. Sa di crilicio, un petalo di orchidea. Sa di lavice e marica. In fondo, niente di rilevante.
Entrato in casa, ho appoggiato il mazzo sul tagliere e ho preso il pestacarne. Ne è uscito un succo viola, tendente al blu merenda. Odorava di amnio e placito. I gambi li ho sminuzzati con il coltello della pizza, sai quello col manico di plastica che davano in omaggio nel 72? Beh, quello. Ne ho ancora uno perché l'avevo rubato nella cucina di mia madre nell'88. Era l'ultimo reperto e lei aveva annunciato di volerlo buttare. Perciò, una notte, anzi erano le sei del mattino, mi sono intrufolato in cucina e ho staccato la luce in tutta la casa dal contatore. L'ho fatto perché non suonasse la sveglia elettronica in camera dei miei. Poi ho preso il coltello della pizza dal cassetto e me lo sono infilato sotto l'ascella. Dal lato del manico di plastica, che ti credevi?
In camera mia avevo un cassetto che aprivo solo io e ce l'ho piazzato dentro, sotto alle lettere di una mia ex. Alle sette la sveglia non è suonata ma i miei si sono svegliati lo stesso e io sono dovuto andare al lavoro.
Ho lavorato tutto il giorno con un prurito al calcagno e un pensiero fisso sul contatore della corrente di casa. Come mai l'interruttore era dunque sporco del sugo di selvaggina di due sere prima? Dunque, si. Dunque non ero l'unico ad averlo staccato di notte, quella settimana. Ma nessuno aveva mai rifiutato il sugo di selvaggina di mia madre e, dunque, si, quest'altro sabotatore poteva essere chiunque, in casa.
Quella sera sono rientrato dopo cena perché ero uscito con una cinquantina di amici per una delle nostre famose nidiate. I miei erano svenuti davanti alla tv come al solito. Ho spento tutto e stavo per andare a dormire ma dal fondo del corridoio è iniziato ad arrivare un odore sospetto. Sapeva di serenzio. Tendente al clapice. Ho seguito la scia e mi ha condotto in balcone, davanti al bidone della spazzatura. Ho aperto il coperchio. C'era il coltello della pizza.
Mia madre aveva questo problema che se diceva che doveva buttare il coltello della pizza, dunque, allora, bisognava buttare il coltello della pizza. Al primo momento ho pensato fosse una troia. Aveva aperto il cassetto che apro solo io per prendere il coltello. Quello in camera mia. Sono andato subito a controllare e ho trovato le lettere della mia ex spostate da un lato del cassetto. Un paio avevano l'aria di essere state lette di recente. Così ho pensato che mia madre, oltre ad essere una troia, aveva pure bisogno di due legnate.
Ma ecco, prima di dormire sono andato a dare un'occhiata al contatore della luce. Era in penombra e l'interruttore era eretto di 45 gradi verso l'alto. L'ho annusato. Era un misto. Sapeva un po' di gazza ladra e un po' di crema del Mariachi. Ero tentato di staccarlo, ero tentato di asportarlo, ero tentato di evirarlo. Ma poi, aspetta un po'. Ho dato uno sguardo nel cassetto delle posate. C'era un coltello nuovo. Col manico di gomma. Me lo sono fregato e l'ho nascosto assieme a quello della pizza. Per anni. Fino all'altro ieri. Quando sono tornato dal funerale di mia madre e li ho ritirati fuori.
La prossima volta ti racconto anche la storia del pestacarne. Questa è più recente.