Loccasione
postato da Shadox [27/02/2010 04:30]
|
Non ho mai fatto la cresta sui resti. Lo giuro. Solo una decina di volte ma erano tutte lo stesso giorno. Il giorno, per quanto divisibile, non è rappresentativo. Ho degli spicci nel portamonete, ora. Un due euro, tre da 50 cents. Vari piccolini. Una medaglietta delle medie e una di un museo di Berlino. Un pezzo di braccialetto mezzo d'oro, sei briciole, un inframmezzo spelato. E un taschino segreto tipo doppio fondo. Li nascondo lì i resti rubati, da quando c'è l'euro. E' una faccenda sistematica, non posso farne a meno. Tutte le mattine rubo un resto. A volte è un crestone a volte un mignon. Dipende dal fisico temerario del giorno. E' il mio corpo che decide, io non c'entro. Non centro. Anche il mio cervello, che c'entro io, con lui, lui piglia le decisioni e io sto a guardare. Lui dà gli ordini e il corpo esegue. Lui d'à. Io ascolto e guardo. Fine, finito lì. Il vero ladro è lui. Quello che ci guadagna di più. Io tengo solo il resto. A volte un crestone. A volte un mignon. Va beh, basta, parliamo del campeggio. L'ultima volta che sono stato in campeggio è stato nel 52, quando ero un negletto e malanimo. Era un vita precedente di secondo livello, avevo quarantasette anni e un corpo asciutto con gli occhiali. In quella vita pare mi piacesse, il campeggio. Quell'ammasso di fanghiglia che ti entra nelle orecchie la notte e puzza di piscio sotto le ciabatte. Non mi capisco il me di allora. Però le cose stanno così: domani è martedì e proverò il campeggio anche in questa vita. Avevo pensato a una notte a metà del Montestella, magari scavando prima una specie di grotto per ficcarmici dentro con la tenda. Un lume, un libro e via. Un panino al cotto, una tonica, E via. Niente fetta d'anguria da campeggio. E via. La macchina la parcheggio vicino al grotto, però. Me ne frego del regolamento dei prati. Per me i prati possono anche morire tutti, filo dopo filo. Una bella sgommata sull'aiuola e. Via. Sono indeciso sulla direzione in cui orientare il tubo di scarico. Verso il grotto sarebbe insalubre ma dopotutto il motore lo spengo di notte. Lo tengo acceso solo mentre leggo perchè il rumore dell'anidride carbonica mi tiene compagnia. Ma poi ora che ci penso, oltre al panino al cotto, mi è avanzato un doggy bag con un trancio di pesce spada dell'altra sera da portarmi dietro. Lo conservo qui fuori in balcone, in un piatto coperto da una ciotolona di plastica arancione. E' un po' rotta perchè quando m'incazzo, di solito, la lancio contro il muro però ancora non si è spezzata in due. Fuori è arancione ma dentro è bianca, piena di segni di forchette in tutte le direzioni. Ah, se non l'hai capito, mi stai un po' sulle balle, perciò me ne frego se ti annoi a leggere sta roba. Si, c'è anche una parte simpatica di te ma non è questo il contesto per prenderla in considerazione. Quindi, dicevo della ciotola. I segni delle forchette sono lì perchè quando mangio il purè calco molto sul fondo. Striscio forte come se stessi pettinando una zucca pelata e ora si sono accumulati. Ooooh la mia ciotola. Uuuuhh la mia ciotola. Cacchio di ore sono? Tardi. Domani devo alzarmi presto per il Montestella e devo ancora preparare il badile per scavarmi il grotto. Devo scegliere il libro da portare e un sacco di altre cose che non vorrei stare qui ad elencare ma le elenco, giusto per aggiungere un po' di noia totale qua dentro. D'entro. Allora: mutanda, calza, liquido delle lenti, necessario blu, maglietta nera di ricambio, maglietta nera, penna, sacco a pelo da comprare perché non ho conservato quello della precedente vita, lume a olio o a batteria o da attaccare all'accendino della macchina, tovaglioli, scottex, liquorino, sacchetto per la spazzatura che prima non è della spazzatura perchè serve a tenere delle cose, giornale porno, rivista di pc, libro saggio, libro narrativo, biscottini, game boy, PSP con batteria carica, Creative da 20 giga, Autan invernale, palmare sincronizzato in precedenza col tom tom pirata, carta d'identità scaduta, patente rinnovata senza rinnovo appiccicato, codice fiscale cartaceo che se perdo la sim serve, telefono, bottiglietta di Rocchetta, pigiama da antro, soldi, cuffia anti mazda palace e armonica a bocca che puzza ancora della saliva di mio padre che la suonava negli anni settanta e negli ottanta meno. Connessione internet da sottosuolo. |
commenti : (0)

commenti
nuovo commento
pingback