Lorario
postato da Shadox [27/02/2010 04:21]
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Ecco, era qui che doveva succedere. Nell'oliera amorfa caduta dalla credenza. Mi ha bruciato i peli del braccio e odoravano di penne di tacchino. Bruciate. Nego. Lo sfiatatoio non l'ho ingolfato io. E' stato Rodolfo. Ci ha infilato la testa ed è morto lì. Aveva un maglione a collo alto. Nego. Non gliel'ho detto io di mettere la testa là dentro. Glie. Arturo, invece, mi è passato davanti nel pomeriggio. Cadeva dal piano di sopra, l'ho visto per un secondo che andava giù e mi ha anche salutato. Poi ho chiuso la finestra. Il tonfo è stato sordo e fastidioso. E Mino? Ah, Mino. Aveva una cravatta solida, stamattina. E l'orologio da polso in vetro fumè. Gli ho detto, Mino, è una penna quella che hai nel taschino? E lui, no, anzi si, rossa, ma non la uso per scrivere. Quando sono nervoso rovescio un po' d'inchiostro da dietro. Mino, cambia inchiostro, per favore. Usa il blu. Si, mi ha risposto. Il blu è ok. Sono stato un sardo prima di nascere milanese. Lo so perchè non sono mai stato in sardegna e la sardegna mi mancava molto a quei tempi. Ora meno. Ora mi manca Milano. Ci vivo bene ma mi manca. Quando ci cammino attraverso, non riesco a toccarla perchè ho uno strato di Valtellina a un centimetro dalla pelle e non riesco a liberarmene. Odore di abeti in viale Bligny. Profumo di concime in piazzale Bacone. La mia vicina, di sopra è molto triste stasera. Non ha preso al volo Arturo che si lanciava. Piange e piange. Ho una macchia di umido sul soffitto larga come una vasca. Si chiama Sofia. Ha l'alopecia. Ha una chiazza vuota sul parietale destro ma da anni. Non è per quello che Arturo è saltato. Sofia l'ho incontrata spesso nell'ascensore. Si metteva di profilo ma la vedevo lo stesso la chiazza, nello specchio. Ho sempre desiderato toccarla. Poi baciarla. Quel tondo rosa tra i capelli. Certe volte lo immaginavo durante la doccia. Un giorno, nell'ascensore, mi sono deciso. L'ho afferrata per le spalle, l'ho girata e le ho baciato la chiazza. Lei è scoppiata in lacrime poi mi ha tirato una castagna in un occhio e poi mi ha urlato. Dopo tre ore ha suonato alla mia porta e mi ha dato un ceffone. Poi abbiamo scopato per sei o sette ore e voleva che le baciassi sempre la chiazza vuota. Ma questo è successo molto tempo fa. Un giorno ha iniziato a indossare un berretto e non l'ho più degnata di uno sguardo. Anche ora che la sento piangere dal piano di sopra penso, Sofia, non m'importa. Non m'importa di nulla.
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