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  <title>E' notte fonda, qui..</title>
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  <subtitle>Andatevene</subtitle>
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    <title>L'entamente</title>
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    <updated>2011-10-05T13:49:19Z</updated>
    <published>2011-10-05T13:48:41Z</published>
    <content>&lt;p&gt;Incontinenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Hanno scoperto un'intera chiesa cattolica all'interno di una piramide egizia, costruita 5000 anni fa. Campanile e tutto. C'era un altare, confessionali, vetrate con scene. La croce era vuota, e nelle immagini le persone avevano un'aria confusa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Parliamo un po' della verit&amp;agrave;. Non si possono scrivere sei righe senza tirare in ballo la verit&amp;agrave;. E quindi ti dico, &amp;egrave; sferica, con piccole depressioni a Est. Se ci appoggi un dito &amp;egrave; soffice ma anche collosa. Puzza. Di ostriche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Fatemi fare un sopralluogo, vi prego. Non importa dove. Va bene anche al piano di sotto oppure a Lodi. Per&amp;ograve; ordinatemelo. Non ho sopralluoghi in agenda e la cervicale ondeggia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Mi hanno rubato il camper, non so dove dormire, stanotte.&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Incontinenza.Hanno scoperto un'intera chiesa cattolica all'interno di una piramide egizia, costruita 5000 anni fa. Campanile e tutto. C'era un altare, confessionali, vetrate con scene. La croce era vuota, e nelle immagini le persone avevano un'aria confusa.Parliamo ...</summary>
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    <title>Lipotenusa</title>
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    <updated>2010-07-18T00:15:25Z</updated>
    <published>2010-07-18T00:15:25Z</published>
    <content>&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Fato. Fatalit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Le vite precedenti, pi&amp;ugrave; si riavvolgono nel tempo, e meno  sono intelligibili. Ce n&amp;rsquo;&amp;egrave; una, ad esempio, in cui vengo sterminato da un  maori, in una delle tante isole della Polinesia. Stavo l&amp;igrave;, tranquillo, a vivere  di caccia e pesca, e quello sbarca e mi apre in due. Certo, sono trascorsi  talmente tanti secoli che il ricordo &amp;egrave; nitido quanto la fotocopia di un fax. Anche  se, ci sono sere, in cui sento un leggero bruciore che parte dall&amp;rsquo;ombelico e  arriva fino allo sterno.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Ho una certa simpatia per la lega anseatica. Sorrido spesso  pensando alla sua organizzazione, ai suoi porti, alle merci. Potendo, la  rifonderei. Non da solo, chiaro. Con dei soci. Ma li obbligherei a concedermi  il 51%. Anzi, il 52.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Test su quanti nomi di antibiotici conosco a memoria: alcuni  che iniziano per Z, altri con la N. Ma direi che la maggior parte degli antibiotici  iniziano con la Z.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Un&amp;rsquo;ultima cosa. Ho intenzione di mollare tutto e aprire un  negozio di frutta. Vender&amp;ograve; solo mele, per&amp;ograve;. Mele, mele. Mele rosse. Ogni volta  che entrer&amp;agrave; un cliente, sollever&amp;ograve; una mela e gliela punter&amp;ograve; contro. Lo guarder&amp;ograve;  attraverso di lei e gli legger&amp;ograve; dentro ogni pensiero, trama o desiderio.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Terremoto di Lisbona. 1755-2010.&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Fato. Fatalit&amp;agrave;.    Le vite precedenti, pi&amp;ugrave; si riavvolgono nel tempo, e meno  sono intelligibili. Ce n&amp;rsquo;&amp;egrave; una, ad esempio, in cui vengo sterminato da un  maori, in una delle tante isole della Polinesia. Stavo l&amp;igrave;, tranquillo, ...</summary>
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    <dc:date>2010-07-18T00:15:25Z</dc:date>
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    <title>Lalabastro</title>
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    <updated>2010-07-14T18:43:06Z</updated>
    <published>2010-07-14T18:43:06Z</published>
    <content>&lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Al corso di autodistruzione mi  hanno insegnato che, prima o poi, con l&amp;rsquo;impegno, qualche risultato lo si  ottiene. Non bisogna avere fretta, servono perseveranza e pazienza in quantit&amp;agrave;.  La frenesia conduce a un decadimento senza gloria mentre, un poroso smembrarsi  certosino e ceruleo, potrebbe portare a raggiungere l&amp;rsquo;obbiettivo esattamente un  secondo prima della dissoluzione naturale.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Un tempo ero molto spontaneo,  almeno fino a ieri pomeriggio. Costruivo candelabri e ci piazzavo sopra candele  a caso. Infilavo i polsi nella mia gogna tascabile e inghiottivo la chiave. Se  trovavo un barile per casa, lo accerchiavo ne giravo il fondo sossopra.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Da domani sar&amp;ograve; perfetto. Mi  stirer&amp;ograve; le camicie e andr&amp;ograve; in ufficio con i mezzi pubblici. Saluter&amp;ograve; il capo  all&amp;rsquo;entrata e a fine giornata, temperer&amp;ograve; le matite, risponder&amp;ograve; al telefono al  terzo squillo e guarder&amp;ograve; attraverso la veneziana durante la pausa, caff&amp;egrave; con  una zolletta. La frangia sar&amp;agrave; a W. Il mio schedario, implume. Questo sar&amp;agrave; il me  da domani. E&amp;rsquo; un bel progetto di me, me lo invidio, stanotte lo copio di  nascosto ed elimino l&amp;rsquo;originale.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Sondaggio: preferisco un pilone  instriso di cemento armato o un alveare che cola cicuta?&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Santi Tutti.&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Al corso di autodistruzione mi  hanno insegnato che, prima o poi, con l&amp;rsquo;impegno, qualche risultato lo si  ottiene. Non bisogna avere fretta, servono perseveranza e pazienza in quantit&amp;agrave;.  La frenesia conduce a un decadimento senza gloria ...</summary>
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    <dc:date>2010-07-14T18:43:06Z</dc:date>
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    <title>Lantesignano</title>
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    <updated>2010-07-11T10:50:28Z</updated>
    <published>2010-07-11T10:41:07Z</published>
    <content>&lt;p style="margin: 0in; font-family: Calibri; font-size: 11.0pt" align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Dicono che.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono in cerca di un'impresa titanica da compiere in  contumacia. Una solida e con pochi vincoli. Che non mi appesantisca il cervello  e, soprattutto, non intacchi la mia reputazione. Ce n'era, una, l'altro giorno.  Aveva un aspetto virtuoso e labile, all'apparenza collaborativa, ma vi ho  rinunciato. Un'impresa titanica &amp;egrave; tale se si ha la forza di rinunziarvici.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Acquister&amp;ograve; un necronomo, invece. Da polso. Misura il  quantitativo di decessi in un raggio variabile tra i dieci e i duemila metri.  Lo setter&amp;ograve; inizialmente a una ventina di metri, poi, quando avr&amp;ograve; constatato che  in venti metri sono discretamente al riparo dalla morte, estender&amp;ograve; l'area di  ricezione fino al massimo. Il necronomo registra solo un numero incrementale di  decessi ma nessun dato anagrafico o di genere. Il display &amp;egrave; formato da quattro  cifre e quando viene raggiunto il 9999, riparte da capo.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Vorrei che il Portogallo precipitasse in mare, mercoled&amp;igrave;  prossimo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0in; font-family: Calibri; font-size: 11.0pt" align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
    <summary>&amp;nbsp;Dicono che.    Sono in cerca di un'impresa titanica da compiere in  contumacia. Una solida e con pochi vincoli. Che non mi appesantisca il cervello  e, soprattutto, non intacchi la mia reputazione. Ce n'era, una, l'altro giorno.  Aveva un aspetto ...</summary>
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    <dc:date>2010-07-11T10:41:07Z</dc:date>
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    <title>L'apponia</title>
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    <updated>2010-03-28T23:45:22Z</updated>
    <published>2010-03-28T23:45:22Z</published>
    <content>&lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Nel frigorifero ho una dozzina di  bottiglie di acqua santa. Ci ho messo un mesetto a riempirle, ogni domenica mi  sono intrufolato durante la messa in una manciata di chiese della zona e ho  riempito delle fiale, tipo quelle che contengono le stecche di vaniglia.  Tenendo conto che avr&amp;ograve; accumulato almeno venti litri di santa e che con la met&amp;agrave;  voglio cucinare delle linguine, ho una bella scorta di acqua per far sciogliere  l&amp;rsquo;alka seltzer della domenica sera.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Ho volutamente omesso le maiuscole  di: acqua, santa, messa, domenica, alka e seltzer, avendo perso l&amp;rsquo;orientamento  sulla sacert&amp;agrave; dei singoli termini associati al mio prelievo.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Ci sono persone che ritengono il  corpo sia importante, l&amp;rsquo;anima sia importante, la mente sia importante, sia  importante il presente&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e in alcuni casi  il suo strascico e il suo divenire. Rispondo loro: non &amp;egrave; cos&amp;igrave;. L&amp;rsquo;importanza di  ogni elemento risiede solamente nella sua dissoluzione e nel suo potenziale di  non lasciare tracce visibili o sensorialmente percepibili. Ma anche la  rilevazione strumentale ne dedurrebbe la grandiosit&amp;agrave; effimera.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Quando arriveranno le prime  zanzare? Essere cibo vivente che vive dopo aver cibato, ha la sua appetibilit&amp;agrave;  seducente. Mi sento una dispensa che viene stipata durante l&amp;rsquo;inverno e ora &amp;egrave;  pronta per saziare le nuove nate dalle risaie. Tra pochi giorni potr&amp;ograve; andare nudo  sul balcone, spalancare le braccia color Rovagnati e sentirmi parte del Tutto.  Altro che insulsaggini tipo guardare tramonti, andare in alta montagna,  respirare la natura, correre in mezzo ai campi. Farsi divorare da uno sciame,  invece. Far volare via il proprio sangue. &lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;E ora una riga di disimpegno per  riprendersi da questo manierismo nauseabondo: farmacie notturne, Shangai,  cemento armato, panacee, simbionti.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Domenica delle (P)alme.&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Nel frigorifero ho una dozzina di  bottiglie di acqua santa. Ci ho messo un mesetto a riempirle, ogni domenica mi  sono intrufolato durante la messa in una manciata di chiese della zona e ho  riempito delle fiale, tipo quelle che contengono le stecche ...</summary>
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    <dc:date>2010-03-28T23:45:22Z</dc:date>
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    <title>L'anterne</title>
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    <updated>2010-03-18T00:17:28Z</updated>
    <published>2010-03-18T00:17:28Z</published>
    <content>&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Tre volte mi sono girato e tre volte ho visto la stessa  scena. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Ho esaminato la genealogia delle mie vite precedenti e ho  scoperto esserci un&amp;rsquo;incongruenza. Fra il milletrecento e il  milletrecentocinquanta circa, sono vissuto contemporaneamente in due luoghi  diversi d&amp;rsquo;Europa, a Innsbruck e a Dalwinnie. Non so cosa sarebbe accaduto se mi  fossi incontrato ma le due localit&amp;agrave; erano lontane tra loro a sufficienza. Inoltre,  cosa mi sarei detto? Parlavo due lingue differenti e non mi sarei capito. In  quale delle due vite sar&amp;ograve; morto prima? Spero in quella a Dalwinnie. Facevo il  facchino medievale, l&amp;igrave;. Non ne traevo crescita interiore. A Innsbruck, invece, progettavo  uffici postali e avevo una certo presagio sull&amp;rsquo;importanza futura dei  francobolli.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Non sono certo che il rumore lontano del lavaggio strade dia  pi&amp;ugrave; conforto dell&amp;rsquo;antico sferragliare del 29. E non mi sono mai ripreso dalla  morte di Telly Savalas. A volte, nel dormiveglia, penso a lui e lacrimevolmente  scivolo in un tombino con pendenza a S.&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Tre volte mi sono girato e tre volte ho visto la stessa  scena.     Ho esaminato la genealogia delle mie vite precedenti e ho  scoperto esserci un&amp;rsquo;incongruenza. Fra il milletrecento e il  milletrecentocinquanta circa, sono vissuto contemporaneamente ...</summary>
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    <dc:date>2010-03-18T00:17:28Z</dc:date>
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    <title>Lumidificatore</title>
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    <updated>2010-03-15T00:16:13Z</updated>
    <published>2010-03-15T00:16:13Z</published>
    <content>&lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Torvo. Tira e molla non penso ad  altro che alla mia cantina e al mio box. E se ci fosse un locale di mia  competenza ancora pi&amp;ugrave; in profondit&amp;agrave;, archivierei i primi due. Soffrire&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;di vertigini solo guardando gi&amp;ugrave; dal marciapiede  mi fa &lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Si, non volevo continuare quel  discorso l&amp;igrave; sopra. Stava diventando prolisso e dopo tre righe con lo stesso  argomento mi sento vincolato.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Mi me io. Parlo solo di me, mai  degli altri. E come potrei parlare degli altri visto che non sono me. Che ne so  di chi non &amp;egrave; me. Il sociale non esiste, occuparsi degli altri &amp;egrave; egoistico.  Conoscevo un tizio, Albio si chiamava, aveva un edicola ed era molto impegnato  socialmente, poi &amp;egrave; morto. Un finto suicidio. Ma &amp;egrave; morto lo stesso. Lui faceva,  organizzava, il mondo era un elenco di attivit&amp;agrave; sociali, impegnate. I giornali  dell&amp;rsquo;edicola li vendeva solo a chi dimostrava di essere prono nei confronti di  qualche minoranza, reattanza, allevanza. Dopo due mesi l&amp;rsquo;edicola &amp;egrave; fallita e  gliel&amp;rsquo;ho rilevata io per pochi spicci, cos&amp;igrave; adesso lo faccio io l&amp;rsquo;edicolante. E&amp;rsquo;  gradevole vendere Metal Hammer, Game Machine, Brandon. Meno Focus, Movie e  altri. Da me &amp;egrave; bandito Tuttosport per ovvie ragioni e trovo ostico anche CGP.  Mi piace arrivare alle cinque mezza del mattino col mio thermos e trangugiare  quattro once di caff&amp;egrave; mentre congelo nel chiosco. Il primo cliente &amp;egrave; sempre  Settimio. Arriva alle cinque e trentotto e compra Tartarus, il mensile per gli  odontotecnici. Settimio non &amp;egrave; un dentista, fa l&amp;rsquo;ottico al pronto soccorso nel  turno mattutino, ma mi ha confidato una passione per tutto ci&amp;ograve; che intacca lo  smalto degli incisivi. Tutte le mattine mi chiede come sta Albio e gli rispondo  che &amp;egrave; morto suicida anche se non voleva. Lui abbassa lo sguardo su Tartarus,  scruta l&amp;rsquo;incrostazione in copertina e sparisce nell&amp;rsquo;alba senza dire una parola.  &lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Negli anni settanta, la gente si  picchiava per andare nei locali a sentire i gruppi musicali emergenti mentre  ora si schiodano da casa solo per bands tribute to something. Fino a qualche  anno fa m&amp;rsquo;innervosivo, ora me ne sbatto.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Savoiardi, eclissi polare,  recrudescenza. Ceruleo, yeti, sombrero.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Devo annotarmi di non morire  domani verso le due. &lt;/p&gt;</content>
    <summary>Torvo. Tira e molla non penso ad  altro che alla mia cantina e al mio box. E se ci fosse un locale di mia  competenza ancora pi&amp;ugrave; in profondit&amp;agrave;, archivierei i primi due. Soffrire&amp;nbsp; di vertigini solo guardando gi&amp;ugrave; dal marciapiede ...</summary>
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    <dc:date>2010-03-15T00:16:13Z</dc:date>
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    <title>Luvaspina</title>
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    <updated>2010-03-12T00:13:12Z</updated>
    <published>2010-03-12T00:13:12Z</published>
    <content>&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Ammesso e non concesso.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Ogni tanto vorrei&lt;span&gt;&amp;nbsp;  &lt;/span&gt;delle stigmate. Un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; su dei polsi, per&amp;ograve;. Verso i gomiti andrebbero  bene, sarebbero pi&amp;ugrave; carnose e il tunnel attraverso gli avambracci, pi&amp;ugrave; lungo.  Potrei usarle come portapenne, metterci un dito dentro quando sono  inconsolabile, infilarci cannucce e bere attraverso di me.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Ho un attacco anasolipsistico. Tutto esiste meno che io. Tu  che leggi esisti, io che scrivo meno. Quasi zero. Con tendenza delta.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Sono molto deluso da Gardaland. Mi piace solo la mappa che  danno all&amp;rsquo;entrata. Quella potrei guardarla per ore mentre le attrazioni vere  sembrano finte. Chi ha disegnato quella mappa sapeva, secondo me, essere un  progetto irrealizzabile. Se qualcuno ha la sua mail, me la dia. Voglio  commissionargli una mappa personalizzata, ilearica, venitica. Me la guarder&amp;ograve; anticamente,  in ostaggio.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Ore 1 e zeronove. Ho poco tempo&amp;hellip; Devo trovare chi?&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Ammesso e non concesso.    Ogni tanto vorrei&amp;nbsp;  delle stigmate. Un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; su dei polsi, per&amp;ograve;. Verso i gomiti andrebbero  bene, sarebbero pi&amp;ugrave; carnose e il tunnel attraverso gli avambracci, pi&amp;ugrave; lungo.  Potrei usarle ...</summary>
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    <dc:date>2010-03-12T00:13:12Z</dc:date>
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    <title>Lalterego</title>
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    <updated>2010-03-06T15:26:44Z</updated>
    <published>2010-03-06T15:26:44Z</published>
    <content>&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Ho appena accettato la parte di comprimario nell&amp;rsquo;ultimo film  di Salvatore Salvitti. Lui mi voleva come protagonista assoluto, intendeva  assegnarmi addirittura le due parti principali di lui e lei ma io gli ho detto  no. &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Ho studiato da comprimario e non ho  nessuna intenzione di farmi esacerbare con un banale ruolo da protagonista.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Come sempre, ho del liquido che mi cola dalla tempia destra.  Non sarebbe&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;un grande fastidio, non  fosse che odora di plasterone. Fin da bambino ho sempre odiato il plasterone  per quel tono ionico e sebaceo che ne sfiora la superficie. Mia madre me ne  metteva sempre due o tre gocce sulla tempia destra e mi obbligava a piegare la  testa per non farlo colare subito. Non macchiava ma, quando dormivo, i sogni avevano  una banda verticale in bianco e nero su un lato.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;E&amp;rsquo; ora di parlare di balsamo. Dopo lo shampoo, almeno due  lavaggi, si pu&amp;ograve; scegliere di applicarne una dose. Sempre che si abbia la  pazienza di attendere due o tre minuti che emollienti i nodi e le indicazioni  terapeutiche abbiano attinenza con lo shampoo suddetto. Per le marche, io uso  Plever come shampoo, adduce virilit&amp;agrave; possessiva ai ricci se uno li ha, e  Caltarty come balsamo, dona un impatto lounge alle punte e le rende vulnerabili  al.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Dove sar&amp;agrave; Lara Saint Paul in questo momento?&lt;/p&gt;</content>
    <summary>Ho appena accettato la parte di comprimario nell&amp;rsquo;ultimo film  di Salvatore Salvitti. Lui mi voleva come protagonista assoluto, intendeva  assegnarmi addirittura le due parti principali di lui e lei ma io gli ho detto  no. &amp;nbsp;Ho studiato da ...</summary>
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    <title>L'ondra</title>
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    <updated>2010-03-03T15:42:57Z</updated>
    <published>2010-03-03T15:42:57Z</published>
    <content>&lt;p class="MsoNormal"&gt;In cambio di cosa?&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;C'erano mucchi di valigie che sbarravano la cucina, ieri. Ho  iniziato a spostarle, perch&amp;eacute; volevo una Coca, e mi sono accorto che erano vuote  mentre, a una prima occhiata, sembravano piene. Non fa paura? A me un sacco.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per&amp;ograve; non importa. L'importante &amp;egrave; avere il potere di  insultare. Quello si, ah.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sento che sono le ultime ore di vita del mio orologio da  polso. I cristalli liquidi sono increspati, grumosi, tolemaici. I secondi sono  in ritardo, i minuti ondeggiano. Ci soffio sopra per aiutarli ma colano via.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Lo ammetto. Sono un medico. Ricevo pazienti, li ravano,  prescrivo loro polveri. Il mio studio &amp;egrave; bello, un po' retr&amp;ograve;, simile a un  iscariota. Ho due lampade Ormilla sul tavolo, una foto della famiglia col vetro  crepato. Sei penne d&amp;rsquo;oro e una indaco. Tre agende lincate tra loro e un  fermacarte di legno&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e pelle di  scoiattolo. In genere, cerco di spedire via in fretta i questuanti perch&amp;eacute;  voglio rimanere da solo a godermi il tavolo. Qualche volta ho diagnosticato una  malattia a caso per liberarmi di un paziente. Tra una visita e l'altra, fumo  due sigarette senza filtro. Al mentolo.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma basta. Parliamo di voi. C'&amp;egrave; nessuno di Mompracen, qui?  Degli altri non mi interessa. Solo chi &amp;egrave; di Mompracen. Mi &amp;egrave; parso fosse il  visitatore 418. Aveva un ip felino, scimitarrico. Chi non &amp;egrave; di Mompracen, fuori  di qui. Anzi, anche chi &amp;egrave; di Mompracen.&lt;/p&gt;</content>
    <summary>In cambio di cosa?    C'erano mucchi di valigie che sbarravano la cucina, ieri. Ho  iniziato a spostarle, perch&amp;eacute; volevo una Coca, e mi sono accorto che erano vuote  mentre, a una prima occhiata, sembravano piene. Non fa paura? A me un sacco. ...</summary>
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    <title>Lieri</title>
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    <content>Sono l'uomo preso a nolo, puoi trovarmi in fondo al molo.</content>
    <summary>Sono l'uomo preso a nolo, puoi trovarmi in fondo al molo.</summary>
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    <title>Lelicottero</title>
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    <updated>2010-03-01T00:58:11Z</updated>
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    <content>&lt;div align="justify"&gt;I palazzi crollano. Mi sposto in tempo ma continuano a crollare. Uno alla volta. Un terremoto sequenziale, intelligente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho comprato un radar da polso. Fa anche da sonar ma a Milano serve meno. Con esso, controllo il volo delle nottole in cortile. Se premo il bottone H, invio loro un segnale che le allieta, anche se poi fuggono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo una partita a domino? Io tengo i verdi. Anche tu i verdi, per&amp;ograve; quelli con i numeri pi&amp;ugrave; bassi. Ok. Inizia. Un sei e un due. Passo. Tocca ancora a te. Un sei e un tre. Passo ancora. Anzi, hai vinto. Le mie pedine sono tutte scartavetrate, non si leggono. Hai uno stile di gioco modello Penelope Cruz, lo sapevi? Un po' alveare. Un tantino flamb&amp;egrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho letto un articolo che parlava di un marinaio senza lavoro, senza nave e senza molo. Si era trasferito in riva a un torrente e, da l&amp;igrave;, attendeva che arrivassero le autorit&amp;agrave;, a imporre il divieto di balneazione. Dopo che le autorit&amp;agrave; hanno letto l'articolo, sono corse l&amp;agrave; e hanno piazzato il cartello. Il giornalista diceva che il marinaio era sinceramente simpatico, affettatamente collerico e con un pizzetto labiale.&lt;br /&gt;Cime Tempestose. Non l'ho letto. Ci penser&amp;ograve; su. Forse nelle numerose albe insonni, quelle primaverili, quando alle cinque si va in cucina e si beve un bicchiere di latte e ci si sposta nella sala colite.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nella prossima vita cercher&amp;ograve; di farmi chiamare con un nome a iniziale A. Capito l&amp;igrave; dietro? Cio&amp;egrave;, se i miei potenziali futuri genitori fossero in ascolto, vi prego, non deludetemi fin dal primo vagito. Centinaia di nomi con la A, non sar&amp;agrave; difficile centrarne uno. Vorrei anche: dei feticci nella culla, dei sensori antifuga nel girello e, soprattutto, un set di daghe di plastica da mordicchiare, lato lama, quando ho il ciclo alle gengive.&lt;br /&gt;Tutto ci&amp;ograve; per superare indenne i primi dieci dodici mesi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>I palazzi crollano. Mi sposto in tempo ma continuano a crollare. Uno alla volta. Un terremoto sequenziale, intelligente.Ho comprato un radar da polso. Fa anche da sonar ma a Milano serve meno. Con esso, controllo il volo delle nottole in cortile. Se premo ...</summary>
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    <title>Lovedi</title>
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    <content>&lt;div align="justify"&gt;La pellicola nel proiettore fino a che punto si pu&amp;ograve; accartocciare? Mi pare un centinaio di fotogrammi, poi si blocca tutto. Prima stavo guardando un filmino e mi &amp;egrave; successo, non ho fatto in tempo a girare la manopola su off, c'&amp;egrave; stato un polpettone di fotogrammi accavallati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok,&lt;br /&gt;prima di uscire, volevo dire che, l'unico punto su cui non sono d'accordo con te, &amp;egrave; la fase discoteca.  Non ce la voglio alla festa. Si faranno tartine, panini con cetrioli, coche, ma la fase discoteca la saltiamo. Primo perch&amp;egrave; molti non sanno ballare, per esempio io, e secondo perch&amp;egrave; l'ultima volta ti si &amp;egrave; incastrato un piede nella mattonella ceduta. Terzo, casa mia non va bene come discoteca. E' troppo sottile, troppo limitrofa. Le pareti hanno l'aria circostante. Insomma, se insisti con la fase discoteca non ti invito. Chiamer&amp;ograve; solo gli altri sei, cos&amp;igrave; saremo sei maschi e una femmina. E ti voglio vedere a mettere su una discoteca con una femmina sola. Volevo lasciare perdere di invitarla ma le tartine le porta lei. E anche le coche.Io ci metto i poster. Pensavo di appendere tutti quei poster che ho in solaio ma solo per quella sera, poi li stacchiamo. Ne ho otto blu e nove giallo arancioni. Con la musica che pensavo di fare andare in sottofondo ci staranno da caspiterina e, anche se la femmina se ne vuole andare perch&amp;eacute; non le piace, oh, basta che prima porti le tartine. E le coche. Che se ne vada in discoteca, poi, semmai. A me non &amp;egrave; mai stata simpatica e a letto, mah, dicono dicono, ma io non ho provato nulla di stravolgente. Si, ha quel soffio al cuore che tiene bene il ritmo. E la sua alopecia, dietro alla nuca &amp;egrave; stimolante al tatto. Per&amp;ograve;, morire se si muove di un millimetro. Puoi saltarle intorno come un otto volante, indiavolare una pole position da formula uno che, niente, un pezzo di corallo. Alla festa la lascer&amp;ograve; a Tommy. Lui &amp;egrave; l'uomo immobile, voglio vedere cosa combinano, faranno gli asparagi nel letto. Tommy te lo ricordi, no? Si dai, che non si chiama Tommy veramente, solo io lo chiamo cos&amp;igrave;, in realt&amp;agrave; il nome intero &amp;egrave; Timoteo. Io uno che si chiama Timoteo non lo chiamo per intero. Comunque, scusa, a parte questo, te lo ricordi o no? Forse no perch&amp;eacute; &amp;egrave; la prima volta che lo invito a una delle mie feste. Ha una testa strana, a forma di reattore nucleare. Spesso abbozza ma, per lo pi&amp;ugrave;, ha un aspetto inaugurale. Con la femmina ce lo vedo bene. Peccato non ci sia spazio in sala, se no gli facevo fare una gara di sacchi. Op op. Idea. Il tiro alla fune ci si sta, invece. Loro due da una parte e noi cinque dall'altra. A un certo punto molliamo di colpo e loro op! Op op! Altro che discoteca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, a questo punto, mi chiedevo, cio&amp;egrave;, se vuoi non venire, ma se vieni, puoi portare il seltzer? E anche le bombolette per caricarlo. Una festa&lt;br /&gt;senza seltzer &amp;egrave; un postaccio. A me piace seltzare dappertutto, qualsiasi cosa uno beve io gli spruzzo dentro il seltz. Fa un po' barman scavezzacollo, no?&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Terzo cunicolo a destra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>La pellicola nel proiettore fino a che punto si pu&amp;ograve; accartocciare? Mi pare un centinaio di fotogrammi, poi si blocca tutto. Prima stavo guardando un filmino e mi &amp;egrave; successo, non ho fatto in tempo a girare la manopola su off, c'&amp;egrave; stato ...</summary>
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    <title>Luranio</title>
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    <updated>2010-03-01T00:50:53Z</updated>
    <published>2010-03-01T00:50:53Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Ho rotto il calamaio. Il banco aveva un foro pi&amp;ugrave; largo della misura prevista ed &amp;egrave; caduto, frantumandosi, spargendo inchiostro ovunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cibo del giorno: la colomba, versione primizia.  Con le mandorle appena attaccate e un rivolo di candito squagliato sul lato destro. L'involucro perpetrato e tanta, tanta circospezione nel tagliarla per il lungo, in orizzontale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non &amp;egrave; finita, oggi.  Aprendo l'armadio, o era la cassettiera?, ho trovato un set di richiami. Era da tempo che non li contemplavo. Ho soffiato dentro a uno, niente, dentro al secondo, niente. Sul terzo, sarei volato via, potendo, ma, niente. Eppure un tempo, li potevo udire i richiami, in tutta la gamma ultrasonica. Fischiavo da solo e accorrevo da solo, mi guardavo intorno, anelando un richiamatore. Ora ho perso le frequenze necessarie, si vede. Un cacciatore pu&amp;ograve; spararmi a vista senza che gli corra incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uff, che sfringuellata retorica. Ma non volevo, eh? Non ho fatto apposta. Solo alla fine , un po', ma &amp;egrave; perch&amp;eacute; non sapevo pi&amp;ugrave; come uscirne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha fatto le uova ultimamente, alzi la mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho una pittura rupestre sul deltoide. Pare antica ma potrebbe essere un falso. Non riesco a cancellarla, sembra un tatuaggio, io non me lo sono fatto di certo. Se le passo sopra le dita, l'avverto in bassorilievo. Raffigura un tordo che fugge da una comitiva di lepri. Il disegno &amp;egrave; stilizzato come solo le pitture rupestri sanno esserlo ma si capisce bene che &amp;egrave; un tordo. E le altre sono lepri. E' una caccia che non finir&amp;agrave; mai perch&amp;eacute; &amp;egrave; bloccata l&amp;igrave;, sul deltoide, le lepri sono a breve distanza ma piuttosto statiche, non raggiungeranno mai il tordo. Allora, guarda, provo ad accavallare la pelle del deltoide per fare in modo che si avvicinino ed ecco l&amp;igrave;. Le lepri che si sbranano il tordo come fosse una corotona. Comunque ho visto che se uso l'acetone la pittura rupestre viene via dai deltoidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, che desiderio di clamore gi&amp;ugrave; in strada..&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Ho rotto il calamaio. Il banco aveva un foro pi&amp;ugrave; largo della misura prevista ed &amp;egrave; caduto, frantumandosi, spargendo inchiostro ovunque.Cibo del giorno: la colomba, versione primizia.  Con le mandorle appena attaccate e un rivolo di candito ...</summary>
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    <title>Lerario</title>
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    <updated>2010-03-01T00:48:01Z</updated>
    <published>2010-03-01T00:48:01Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Finito il detersivo. Ora non potr&amp;ograve; scolorirmi pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di notte mi sveglio e penso allo scandalo Lockheed. Sar&amp;ograve; sincero, come mai lo sono stato prima. Ne sono mai stato coinvolto? Ai tempi avevo solo sei anni, non sufficienti per un'implicazione diretta e partecipe ma, in qualche modo, non mi sento la coscienza a posto. Di vite precedenti non se ne parla, questa volta, a meno che, per un effetto di sovrapposizione karmica, la mia vita precedente non fosse ancora cessata quando sono nato in questa e io non fossi presente in due vite contemporaneamente. Questo spiegherebbe molte faccende, tipo la sensazione di essere gi&amp;agrave; stato in Crimea mentre in realt&amp;agrave; non ci ho mai messo piede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma adesso parliamo di involtini. Non concepisco un involtino che non sia avvoltolato. Quelli non avvoltolati mi danno sui nervi. Gli involtini si avvoltolano e che diamine. No perch&amp;eacute; esistono alcuni involtini che sono tutti chiusi ai bordi e non hanno segni di giunzione. Quelli non sono&lt;br /&gt;involtini. Sono paraermesi. Sono esomirti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrei essere in un posto qualunque. Per esempio, qui.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Finito il detersivo. Ora non potr&amp;ograve; scolorirmi pi&amp;ugrave;.Di notte mi sveglio e penso allo scandalo Lockheed. Sar&amp;ograve; sincero, come mai lo sono stato prima. Ne sono mai stato coinvolto? Ai tempi avevo solo sei anni, non sufficienti per un'implicazione ...</summary>
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    <title>Limbarco</title>
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    <updated>2010-03-01T00:45:45Z</updated>
    <published>2010-03-01T00:45:45Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Il Folonari si vede attraverso lo stomaco e la pelle della pancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella vita numero quattro sono stato un individuo caritatevole, al limite del sovversivo.&lt;br /&gt;Ero un mugnaio della valle che incrociava le altre valli e non vi dico la tecnica con la quale mugnavo, altrimenti si potrebbe risalire all'epoca della&lt;br /&gt;vita numero quattro.  Comunque. Ero caritatevole, dicevo. Ogni mezzogiorno buttavo gi&amp;agrave; dalla finestra una delle pagnotte che erano venute fuori storte e, ad aspettarla gi&amp;ugrave; dal mugnificio c'erano sempre sette o otto aspiranti mangianti pagnotte. Potevano essere cardellini, lupi, mendicanti che non erano stati sbranati dai lupi, passanti con un languore generato dal profumo di pagnotta, soldati fuori servizio che detestavano il rancio.&lt;br /&gt;Mi seccava da matti cuocere pagnotte che riuscivano storte ma, una volta cucinate, non le potevo pi&amp;ugrave; raddrizzare perci&amp;ograve; una la lanciavo e ci facevo un figurone con tutta quella gente elencata sopra.&lt;br /&gt;Alla sera sedevo di fianco al forno e riflettevo sulla vita uno, due e tre. Fantasticavo&lt;br /&gt;sulla cinque e, nelle serate pi&amp;ugrave; ardite, mi spingevo a fare due conti sulla sei.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Il Folonari si vede attraverso lo stomaco e la pelle della pancia.Nella vita numero quattro sono stato un individuo caritatevole, al limite del sovversivo.Ero un mugnaio della valle che incrociava le altre valli e non vi dico la tecnica con la quale mugnavo, ...</summary>
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    <title>L'amiera</title>
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    <updated>2010-03-01T00:43:12Z</updated>
    <published>2010-03-01T00:43:12Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;E cos&amp;igrave; &amp;egrave; una cosa saliente, eh? Immagino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fosse stato per quel pomodorino che &amp;egrave; caduto dalla credenza.  Che ha centrato la fiamma accesa del gas, incendiandosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; x2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fosse stato per l'acquario che mi ha fatto inciampare nel soggiorno... Pi&amp;ugrave; che inciampato, mi &amp;egrave; scappato il piede dentro e ho schiacciato uno dei pesci. Quello blu, striato di bluino. Gli sono saltati fuori gli occhi, che gi&amp;agrave; sporgevano di loro, hanno fatto pop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;x5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fosse stato per un quadro che ha iniziato a sciogliersi lungo la parete mentre lo guardavo, a partire dall'indaco, poi il viola/verde. Prima di squagliarsi non raffigurava niente ma quando ha preso a colare ha formato un tizio coi jeans. Tipo Armand Assante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto tutto ok. Si beh, non fosse stato per il divano a collina che ha raggiunto vette pi&amp;ugrave; puntute. O per l'autoradio che ho montato tra i sifoni del calorifero, in verticale, che non riceve pi&amp;ugrave; l'Am. Ma tutto ok, tutto ok.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le vie di Bellinzona, mi dicono, si pu&amp;ograve; campeggiare senza permesso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>E cos&amp;igrave; &amp;egrave; una cosa saliente, eh? Immagino.Non fosse stato per quel pomodorino che &amp;egrave; caduto dalla credenza.  Che ha centrato la fiamma accesa del gas, incendiandosi. x2Non fosse stato per l'acquario che mi ha fatto inciampare nel soggiorno... ...</summary>
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    <title>L'imatura</title>
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    <updated>2010-02-28T12:18:47Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:18:47Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Ah, il lievito.&lt;br /&gt;C'&amp;egrave; un principio della casa e una fine della casa. Un soffitto della casa e dei buchi per le lucertole.&lt;br /&gt;Si, ma siamo seri. Mi passeresti quel barattolo di bign&amp;egrave;? Sta lass&amp;ugrave;, sulla mensola della credenza inferiore. Bene, si, l&amp;igrave;. Ecco. Me lo passi, ora, per favore? Anzi no. Non darmelo. Buttalo in terra, per favore. &amp;Egrave; di vetro, si romper&amp;agrave;. Aspetta, per&amp;ograve;. Io vado di l&amp;agrave;, cambio stanza, non voglio assistere. Bene, sono di l&amp;agrave;. Hai rotto il barattolo? Ah, bene, bene. In quanti pezzi, dici? Mille, dici... L'hai rotto in mille pezzi. E quanti bign&amp;egrave;...? Va beh, guarda, lascia stare... &lt;br /&gt;Mi prepari una sogliola, ora? Al burro, si. Con due gherigli di noci come guarnizione. Servimela in una fondina. No, sul piatto mi fa schifo. Una fondina, grazie. Ti pare una posata per il pesce, questa? &amp;Egrave; da mela cotogna, non hai visto? Fammi anche una mela cotogna, allora. Si si, con il pur&amp;egrave;. Alle olive.&lt;br /&gt;Cava dei Tirreni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Ah, il lievito.C'&amp;egrave; un principio della casa e una fine della casa. Un soffitto della casa e dei buchi per le lucertole.Si, ma siamo seri. Mi passeresti quel barattolo di bign&amp;egrave;? Sta lass&amp;ugrave;, sulla mensola della credenza inferiore. Bene, ...</summary>
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    <title>Lavventura</title>
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    <updated>2010-02-28T12:16:57Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:16:57Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Nella mia via, l'altro ieri, hanno aperto un negozio di donnole. Vive, per lo pi&amp;ugrave;. Ma dal pelo rado. Costano 184 euro gli adulti e 315 i cuccioli. Quelle morte stanno a tot a pelliccetta.&lt;br /&gt;Quando mi sono affacciato alla finestra e ho visto il negozio, ho lasciato cadere la tazza del caff&amp;egrave; e mi sono infuriato. Erano anni che volevo aprire un negozio di donnole e quello stronzo mi ha preceduto. Avevo iniziato nel 96 a mettere in una scatola da scarpe 10.000 lire al giorno, che non era male. Nella scatola c'erano anche le istruzioni su come si imbastisce un commercio di donnole. Dettagliato, preciso, nomi di fornitori e tutto. &lt;br /&gt;Caso strano, e lo dico senza polemiche n&amp;eacute; dietrologie, venti giorni fa mi sono entrati i ladri in casa e si sono fregati la scatola con i soldi e le istruzioni. Come ci sono rimasto, te lo dico io, malissimo, ci sono rimasto. Ancora 650 euro e avrei messo insieme tutta la cifra. In quattro o cinque mesi ce l'avrei fatta.&lt;br /&gt;Ma ora parliamo di acciughe. Sono meglio quelle in barattolo o in scatola? Di solito le batto per bene con il pestacarne per frantumare tutte le lische e gli do una forma ellittica. Poi le dispongo a tapiroulant (o come cazzo si scrive. Si pu&amp;ograve; dire cazzo? Per me si, si pu&amp;ograve; dire, anche perch&amp;eacute; se non si pu&amp;ograve; tiro fuori il mio tetraedro e poi vediamo come si mette) e le nastro ai bordi del piatto. Le acciughe hanno questa particolarit&amp;agrave;, che se le mastichi al centro, con i molari del terzo stadio, sprigionano folate. Sono un po' aerofagee e tingono l'aria di bronzo stinto. Tra le altre cose, il suono di un'acciuga che viene digerita si colloca a met&amp;agrave; tra un trio di violini di fabbrica e uno stormo di falegnamerie.&lt;br /&gt;Ed ora si, lo confesso. In terza media avevo 6.45 in tutte le materie. Era un voto direi stabile, che faceva media. Ma indeformabile. Per quanto mi sforzassi, nel bene e nel male, prendevo sempre quel voto. Era un voto karaoke, un voto blur. Anadinamico.&lt;br /&gt;Sezione sport: non alzo un peso dal 94 e se corro perdo le vertebre per strada. Negli scacchi mi viene il fiatone al cervello.&lt;br /&gt;Colannina.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Nella mia via, l'altro ieri, hanno aperto un negozio di donnole. Vive, per lo pi&amp;ugrave;. Ma dal pelo rado. Costano 184 euro gli adulti e 315 i cuccioli. Quelle morte stanno a tot a pelliccetta.Quando mi sono affacciato alla finestra e ho visto il negozio, ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-28T12:16:57Z</dc:date>
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    <title>Lartimino</title>
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    <updated>2010-02-28T12:14:39Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:14:39Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;L'aeroporto di Palinuro era cos&amp;igrave; verde e spigoloso che.&lt;br /&gt;C'era un area servizi. E si ciclavano percotteri, coloni e favi senza seta.&lt;br /&gt;'Baciami' disse lei. Ma il movente correva per i corridoi without sosta e non c'era tempo per protestare. &lt;br /&gt;O c'era tempo?&lt;br /&gt;Nessuno lo scopr&amp;igrave; mai. Almeno credo. Perch&amp;eacute; il bacio ci fu e fu eonico. Di color malachite. Spugnoso al tatto. Di stampo manganellico. Lui le strizz&amp;ograve; anche la tetta destra ma lei non ebbe reazioni perch&amp;eacute; aveva perso sensibilit&amp;agrave; ai capezzoli gi&amp;agrave; alle medie, quando Roveri, suo compagno di banco, durante una lite da ricreazione, le aveva assicurato due mollette da bucato intrise di Attak sui.&lt;br /&gt;Le valige non smettevano di alpachizzare gli omeri. Una delle due era senza maniglia, residuo di un lancio vecchio di un viaggio vecchio. Non ricordo se si dice alpachizzare o alpacizzare. Il dizionario riporta entrame le forme ma con significato rimaltetico.&lt;br /&gt;'Coglimi come un rarefatto' disse lei. E lui si lanci&amp;ograve; inebole. Scrosto tutto il lato destro della deleteria e calbol&amp;ograve; miede su di lei. Per coglierla, la colse anche, ma con un folloide pi&amp;ugrave; statico e maracheuchico. Lei spalanc&amp;ograve; le braccia con fare nuso e maled&amp;igrave; quel dolore al ferno che si portava dietro dal compleanno dei sedici, quando Giannotti, preso da un seductio le fece diventare varicosa la vena del ventricolo destro.&lt;br /&gt;L'aeroporto era affollato e quasi quasico. Era una giornata a rischio di maltomalleolo ma il sevizio d'ordine era schierato come una squadra di lattonici brusedari. Perci&amp;ograve;, quando l'aereo atterr&amp;ograve; tarenando, non ci furono locroc.&lt;br /&gt;'Collezionami come ardesia' disse lei. Questo non era affatto facile. Lui si guard&amp;ograve; intorno smarrito e scorse un pilort che pendeva laieco. Tent&amp;ograve; di afferrarlo ma riusc&amp;igrave; solo a malisare una sciara. Non poteva darsi per vinto. Rapido, escogit&amp;ograve; una soluzione inframonica e, addirittura, apilen&amp;ograve; sapienico dal biotos metovingo. Lei lo guard&amp;ograve; estasiata e sent&amp;igrave; che la gurgungia era giunta all'apice del nevrolo.&lt;br /&gt;Palinuro era nuova a simili parpenue. Forse nel millenovecentosessantalive, due amanti, si erano cistocherati fino a quel punto. Ma, a quel tempo, l'aeroporto non c'era ancora, se non un piccolo fenontococchio senza pretese. Per&amp;ograve;, ho letto da qualche parte, la qualit&amp;agrave; della vita, era quanto di pi&amp;ugrave; vanig&amp;ograve;. Si erpevano le rasie, si poteva bere del bumeolo liberamente.&lt;br /&gt;'Fasciami come una tarantola' disse lei. E lui cistern&amp;ograve;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>L'aeroporto di Palinuro era cos&amp;igrave; verde e spigoloso che.C'era un area servizi. E si ciclavano percotteri, coloni e favi senza seta.'Baciami' disse lei. Ma il movente correva per i corridoi without sosta e non c'era tempo per protestare. O c'era ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-28T12:14:39Z</dc:date>
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    <title>Laliante</title>
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    <updated>2010-02-28T12:13:31Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:13:31Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Un mento logoro. Questo, ho ereditato dal mio trisnonno. Ho trovato una sua foto nel bagagliaio del furgone verde aglio di mio padre e ci ho riconosciuto il mento. Dalla base aculea, con un ritmo sovrastante. Non sono stato contento della scoperta. Pensavo di avere un mento originale mio, non una replica di fine ottocento. E poi il trisnonno aveva un'aria cos&amp;igrave; duplice, in quella foto. Orecchie alla deriva. Zigomi monozigoti. Mi ha incuriosito il fatto che la foto fosse a colori. Un aspetto bizzarro per una foto di cento e rotti anni fa. Il cielo con le nubi, dietro alla sua testa, parevano proprio antichi, invece. Indossava un loden. Credo, eh? Non m'intendo della moda del tempo. Nella foto era taciturno. Lo si intende dalla lepora del labbro. Un uomo babele. Una persona carillon.&lt;br /&gt;Con un mento simile, non c'era altro da aspettarsi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Un mento logoro. Questo, ho ereditato dal mio trisnonno. Ho trovato una sua foto nel bagagliaio del furgone verde aglio di mio padre e ci ho riconosciuto il mento. Dalla base aculea, con un ritmo sovrastante. Non sono stato contento della scoperta. Pensavo ...</summary>
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    <title>Loste</title>
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    <updated>2010-02-28T12:11:56Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:11:56Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Ho un orto. Lo coltivo. Ci pianto i ceci e le quaglie. A volte qualche baccal&amp;agrave;. Alla livornese, per&amp;ograve;. Mai provato il baccal&amp;agrave; alla livornese? E' armonico. Anche piuttosto piovano.&lt;br /&gt;Ho ancora undici minuti, poi, poi.&lt;br /&gt;Alcune mie parti sono dei derivati. Le unghie, per esempio. Sono composte principalmente di valtonico, in buona parte, direi, ma con l'aggravante del.&lt;br /&gt;Se tento di mangiarmele, mi si incollano ai denti. Le unghie, ah, le unghie. Non paiono dei cinema all'aperto? Non ricordano ottimi pur&amp;egrave;?&lt;br /&gt;Ancora otto minuti. Ma non basteranno, come far&amp;ograve; a dire tutto?&lt;br /&gt;Sono un calzino spaiato. Anzi, due calzini spaiati.&lt;br /&gt;Eppure, eppu.&lt;br /&gt;Re.&lt;br /&gt;Nella notte, mi sono steso sulla strada, sotto un cielo stellato ghiacciato. Ma ero a faccia in gi&amp;ugrave; perch&amp;eacute; io volevo vedere l'asfalto da vicino. Odorava di via del centro e i suoi granuli schiacciati tra loro erano sconnessi e moreni.&lt;br /&gt;Cinque minuti.&lt;br /&gt;In cinque minuti si pu&amp;ograve; suonare un flauto. Di quelli blu, che ha la cartolaia. Nella parte sotto c'e' un buchino e il segreto del flauto e' tutto l&amp;igrave;. Se impari ad alternare l'apertura di quel buchino, sei un flautista da competizione.&lt;br /&gt;Certe sere vorrei essere nel Michigan. Mi piace, il Michigan. E' un po' di sbieco ma non sarebbe male essere anche l&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Ultimi due minuti. Pausa di riflessione. &lt;br /&gt;Come si chiamava, poi, quel funzionario?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Ho un orto. Lo coltivo. Ci pianto i ceci e le quaglie. A volte qualche baccal&amp;agrave;. Alla livornese, per&amp;ograve;. Mai provato il baccal&amp;agrave; alla livornese? E' armonico. Anche piuttosto piovano.Ho ancora undici minuti, poi, poi.Alcune mie parti sono ...</summary>
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    <title>L'inoleum</title>
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    <updated>2010-02-28T12:09:53Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:09:53Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;E' un segnale? E' un segnale. Oh, quanti segnali. Da riempire la cambusa.&lt;br /&gt;Lo sai che ho il cervello orizzontale? Con un pulsante alla fine. Lo premi e non succede nulla. Ci salti sopra e si appiattisce il cervello ancora di piu'.&lt;br /&gt;Comunque, si, la nuova notizia e' che e' arrivato lo zio Epico. In canoa, lungo il naviglio, da Pavia alla darsena, di notte, come un sommergibile. Voleva anche portarsela in casa mia la canoa ma io gli ho detto no, zio Epico, ti ospito solo a te, e lui un po' si e' offeso perch&amp;eacute; ha raccontato che a Pavia nella canoa ci dorme. &lt;br /&gt;Con lo zio Epico non ci vedevamo da ventidue anni e perci&amp;ograve; da quando io ne avevo sedici e lui trentadue. Durante queste due decadi, ho sempre pensato a lui di profilo, non sono mai riuscito a comporre un'immagine frontale. Uno zio da vaso greco, centrifugo. E anche ora che era riapparso aveva la tendenza a girarsi di tre quarti e parlarti senza guardarti dritto negli occhi. Quando si e' presentato alla porta (con la canoa lungo le scale) mi ha salutato e io ho pensato che stesse commentando i quadri alle pareti, talmente era spostato il suo sguardo. Poi ci siamo abbracciati ed e' stato curioso perch&amp;eacute; mi sono ritrovato la sua spalla sul mento da quanto era dissociata la nostra angolazione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>E' un segnale? E' un segnale. Oh, quanti segnali. Da riempire la cambusa.Lo sai che ho il cervello orizzontale? Con un pulsante alla fine. Lo premi e non succede nulla. Ci salti sopra e si appiattisce il cervello ancora di piu'.Comunque, si, la nuova ...</summary>
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    <title>L'noci</title>
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    <updated>2010-02-28T12:07:08Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:07:08Z</published>
    <content>Noci?</content>
    <summary>Noci?</summary>
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    <title>Ellenico</title>
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    <updated>2010-02-28T12:06:14Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:06:14Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;E' un chilo di dolore quello che hai l&amp;igrave; sulla testa? Bene. Io ho un chilo di malore. Quale vale di pi&amp;ugrave;? Ti frega? A me non frega. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi. Ho un fanculo qui, che mi pende dal lobo. Qualcuno pu&amp;ograve; contestarlo? Macch&amp;eacute;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del frega e del non frega, si pu&amp;ograve; anche discutere. Ma non del chilo di malore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perci&amp;ograve;, fanculo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per stasera solo, per&amp;ograve;, eh?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani cambia tutto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>E' un chilo di dolore quello che hai l&amp;igrave; sulla testa? Bene. Io ho un chilo di malore. Quale vale di pi&amp;ugrave;? Ti frega? A me non frega. Anzi. Ho un fanculo qui, che mi pende dal lobo. Qualcuno pu&amp;ograve; contestarlo? Macch&amp;eacute;.Del frega e ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-28T12:06:14Z</dc:date>
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    <title>L'ieve</title>
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    <updated>2010-02-28T12:04:59Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:04:59Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Sono stato da un maestro d'armi e mi ha insegnato a spaccare le noci con l'osso del polso. La tecnica consisteva nell'appoggiare la noce sopra il polso, vicino a quell'osso, dunque, e concentrarsi approfonditamente sulla dicotomia del guscio. Con lui ha funzionato subito. Io sono rimasto alcune ore a fissarne l'ellisse ma la noce &amp;egrave; rimasta intatta.&lt;br /&gt;Tornato a casa ho tolto dall'ammuffitoio il matterello di famiglia e l'ho passato con violenza sul mucchio di noci che avevo nel cesto in soggiorno. Sono andate a pezzi molto bene, i gherigli si sono microscopicizzati insieme al duro dell'esterno ed &amp;egrave; diventato tutto un pulviscolo, soprattutto dopo che ho usato anche il pestacarne sulla poltiglia postmattarella.&lt;br /&gt;Ne ho fatto dei sigari autunnali e domani li porter&amp;ograve; al maestro d'armi. Insieme ci faremo una fumata all'ombra di viale Regina Giovanna mentre la brezza sbatter&amp;agrave; a destra e a sinistra i peli del mio polso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Sono stato da un maestro d'armi e mi ha insegnato a spaccare le noci con l'osso del polso. La tecnica consisteva nell'appoggiare la noce sopra il polso, vicino a quell'osso, dunque, e concentrarsi approfonditamente sulla dicotomia del guscio. Con lui ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-28T12:04:59Z</dc:date>
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    <title>Lovile</title>
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    <updated>2010-02-28T12:02:09Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:02:09Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Ero a Nocera Inferiore, camminavo lungo il selciato, una specie di lungomare &lt;br /&gt;d'abeti. Avevo un forte dolore a un piede, dalle parti dell'alluce medio e la &lt;br /&gt;pizza del panettiere mi colava per l'avambraccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'un tratto ho visto un hippie. Gli ho detto, ehi hippie, vieni qui. Siediti &lt;br /&gt;sulle mie ginocchia. Ho le ginocchia molto appuntite perci&amp;ograve; deve aver &lt;br /&gt;provato un moto di fastidio concomitante la natica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era un hippie di un certo prestigio. Canuto, loquace. Con le unghie masticate. &lt;br /&gt;Dopo essersi seduto sulle mie ginocchia mi ha passato il dito lungo l'avambraccio &lt;br /&gt;e mi ha spalmato via il sugo della pizza. Nell'aria c'era odore di pigne salmastre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Ero a Nocera Inferiore, camminavo lungo il selciato, una specie di lungomare d'abeti. Avevo un forte dolore a un piede, dalle parti dell'alluce medio e la pizza del panettiere mi colava per l'avambraccio.D'un tratto ho visto un hippie. Gli ho detto, ehi ...</summary>
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    <title>Ligroma</title>
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    <updated>2010-02-28T12:00:24Z</updated>
    <published>2010-02-28T12:00:24Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Un lipoma.&lt;br /&gt;Ho chiesto ancora la grazia, ieri mattina, e mi &amp;egrave; stata rifiutata. &amp;Egrave; l'ultima volta che la chiedo. Ora lascer&amp;ograve; scegliere al caso. &lt;br /&gt;Sono l'avvoltoio di me stesso. Aspetto di morire per poi sbranarmi.&lt;br /&gt;Ma c'&amp;egrave; un avvoltoio anche al mio interno. E ha gi&amp;agrave; iniziato a piluccare brandelli di tessuto vivo. Signor padre, di tutto o, comunque, di molto, sai parlare molte lingue&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Un lipoma.Ho chiesto ancora la grazia, ieri mattina, e mi &amp;egrave; stata rifiutata. &amp;Egrave; l'ultima volta che la chiedo. Ora lascer&amp;ograve; scegliere al caso. Sono l'avvoltoio di me stesso. Aspetto di morire per poi sbranarmi.Ma c'&amp;egrave; un avvoltoio ...</summary>
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    <title>L'ubrificante</title>
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    <updated>2010-02-28T11:59:06Z</updated>
    <published>2010-02-28T11:59:06Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Mi piacciono le notizie a met&amp;agrave;. E fino a ottobre, credo che non alimenter&amp;ograve; la pressione.&lt;br /&gt;Non sapevo che le orchidee avessero le spine. Ne ho comprato un mazzo, ieri mattina e mi ci sono quasi scottato. Erano orchidee fucsia, tendenti al blu covone. A una mancava un petalo. L'avevo staccato io. Mentre tornavo a casa mi sono chiesto di che sa un petalo di orchidea e ne ho addentato uno. Sa di crilicio, un petalo di orchidea. Sa di lavice e marica. In fondo, niente di rilevante.&lt;br /&gt;Entrato in casa, ho appoggiato il mazzo sul tagliere e ho preso il pestacarne. Ne &amp;egrave; uscito un succo viola, tendente al blu merenda. Odorava di amnio e placito. I gambi li ho sminuzzati con il coltello della pizza, sai quello col manico di plastica che davano in omaggio nel 72? Beh, quello. Ne ho ancora uno perch&amp;eacute; l'avevo rubato nella cucina di mia madre nell'88. Era l'ultimo reperto e lei aveva annunciato di volerlo buttare. Perci&amp;ograve;, una notte, anzi erano le sei del mattino, mi sono intrufolato in cucina e ho staccato la luce in tutta la casa dal contatore. L'ho fatto perch&amp;eacute; non suonasse la sveglia elettronica in camera dei miei. Poi ho preso il coltello della pizza dal cassetto e me lo sono infilato sotto l'ascella. Dal lato del manico di plastica, che ti credevi?&lt;br /&gt;In camera mia avevo un cassetto che aprivo solo io e ce l'ho piazzato dentro, sotto alle lettere di una mia ex. Alle sette la sveglia non &amp;egrave; suonata ma i miei si sono svegliati lo stesso e io sono dovuto andare al lavoro. &lt;br /&gt;Ho lavorato tutto il giorno con un prurito al calcagno e un pensiero fisso sul contatore della corrente di casa. Come mai l'interruttore era dunque sporco del sugo di selvaggina di due sere prima? Dunque, si. Dunque non ero l'unico ad averlo staccato di notte, quella settimana. Ma nessuno aveva mai rifiutato il sugo di selvaggina di mia madre e, dunque, si, quest'altro sabotatore poteva essere chiunque, in casa.&lt;br /&gt;Quella sera sono rientrato dopo cena perch&amp;eacute; ero uscito con una cinquantina di amici per una delle nostre famose nidiate. I miei erano svenuti davanti alla tv come al solito. Ho spento tutto e stavo per andare a dormire ma dal fondo del corridoio &amp;egrave; iniziato ad arrivare un odore sospetto. Sapeva di serenzio. Tendente al clapice. Ho seguito la scia e mi ha condotto in balcone, davanti al bidone della spazzatura. Ho aperto il coperchio. C'era il coltello della pizza.&lt;br /&gt;Mia madre aveva questo problema che se diceva che doveva buttare il coltello della pizza, dunque, allora, bisognava buttare il coltello della pizza. Al primo momento ho pensato fosse una troia. Aveva aperto il cassetto che apro solo io per prendere il coltello. Quello in camera mia. Sono andato subito a controllare e ho trovato le lettere della mia ex spostate da un lato del cassetto. Un paio avevano l'aria di essere state lette di recente. Cos&amp;igrave; ho pensato che mia madre, oltre ad essere una troia, aveva pure bisogno di due legnate.&lt;br /&gt;Ma ecco, prima di dormire sono andato a dare un'occhiata al contatore della luce. Era in penombra e l'interruttore era eretto di 45 gradi verso l'alto. L'ho annusato. Era un misto. Sapeva un po' di gazza ladra e un po' di crema del Mariachi. Ero tentato di staccarlo, ero tentato di asportarlo, ero tentato di evirarlo. Ma poi, aspetta un po'. Ho dato uno sguardo nel cassetto delle posate. C'era un coltello nuovo. Col manico di gomma. Me lo sono fregato e l'ho nascosto assieme a quello della pizza. Per anni. Fino all'altro ieri. Quando sono tornato dal funerale di mia madre e li ho ritirati fuori. &lt;br /&gt;La prossima volta ti racconto anche la storia del pestacarne. Questa &amp;egrave; pi&amp;ugrave; recente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Mi piacciono le notizie a met&amp;agrave;. E fino a ottobre, credo che non alimenter&amp;ograve; la pressione.Non sapevo che le orchidee avessero le spine. Ne ho comprato un mazzo, ieri mattina e mi ci sono quasi scottato. Erano orchidee fucsia, tendenti al blu ...</summary>
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    <title>L'ibertà</title>
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    <updated>2010-02-28T11:54:36Z</updated>
    <published>2010-02-28T11:54:36Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Ero entrato in collisione, l'altro ieri. Proprio mentre pensavo che.&lt;br /&gt;Non sono un esperto di bobine, l'ultima volta che ne ho maneggiata una &amp;egrave; stata durante la festa per la maturit&amp;agrave; di una mia ex. Non ricordo come si chiami. Forse &amp;egrave; anche morta, guarda, non ricordo proprio. &amp;Egrave; morta? Non so, mi sforzo ma non ricordo. Ho immagini poco nitide di lei. Aveva la fronte labile, il cuore a pera. Le ascelle leggermente a cuscinetto. E un difetto di pronuncia molto marcato, soprattutto sulla parola spinaci. Per tutti gli anni che &amp;egrave; stata viva ho ascoltato storpiare quel termine pi&amp;ugrave; volte al giorno. Spinaci, diceva. Spinaci. Ma con la enne al contrario, senza respirare sulla i.&lt;br /&gt;Ecco, pensando agli spinaci, forse inizia a venirmi in mente il suo nome. C'era una erre, forse. Una q. No, forse la q no. Che poi, appunto, non sono neppure certo che sia viva. Qualcuno ne ha notizia? Nel caso, &amp;egrave; pregato di citofonarmi.&lt;br /&gt;Sono andato in bagno un attimo e mi sono distratto. Di che stavamo parlando? &lt;br /&gt;Ah, a proposito, &amp;egrave; tuo quel dente? Ti penzola appena sotto il mento, spero non sia tuo. E comunque, non posso essere stato io. Lo schiaffo di prima era molto a destra, rispetto alla bocca. Si, l&amp;igrave;, dove hai quel graffio. Brucia? Bene. Uno schiaffo deve bruciare il giusto. Sono contento. &amp;Egrave; arrivato bene, eh? Mano aperta, un po' di taglio.&lt;br /&gt;Qualcuno ha delle allodole, qui? Bene, bene. Bene, bene, tutto bene. &lt;br /&gt;Vorrei notizie sui torcettini al burro. Li fanno ancora? Nell'84 li facevano. Si compravano alla drogheria Eda.&lt;br /&gt;Liquidit&amp;agrave;. Santa persiana. Revolver. Sesto Calende. Emiri. &lt;br /&gt;Allora, si. Sono un esperimento. Lo ammetto. Ho tentato di nascondermelo ma ora basta. Dichiaro di essere un esperimento. Dove si firma col sangue elettronico? Con la fosfatasi bassa?&lt;br /&gt;Quando cammino per strada ho la faccia da esperimento ma anche quando carico tutte le mattine la batteria della macchina.&lt;br /&gt;Ho un dolore qui. No, non l&amp;igrave;. Un po' pi&amp;ugrave; in alto. Dove ho quel bozzo a forma di valigia. Ecco, l&amp;igrave;. Schiaccia un po. Ecco. Ahi. Si, era l&amp;igrave;. Visto che bozzo? Sembra un alveare. Sembra un sottomarino. Ha la forma di un'unit&amp;agrave; locale. Quel bozzo ed io siamo colleghi. Ci scambiamo opinioni, ci premiamo a vicenda. &lt;br /&gt;Un giorno, un famoso chirurgo venne a farmi visita e si sedette sul divano, mi squadr&amp;ograve; con occhi laminati e mi chiese se avevo ancora un goccio di quel rhum di Guadalupe. Gli tremavano le mani ancor prima di berlo. Cos&amp;igrave; gli appoggiai il bozzo sull'avambraccio nella speranza che diminuisse la sua massa. Ma lui me lo premette via con la mano che tremava di pi&amp;ugrave; e disse: Mi ricorda un calamaio, il tuo bozzo. Ma anche un bordo di cordigliera. Mi ricorda un'orbita lunare. Un carico di uova. Una lampada a petrolio. Un&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Ero entrato in collisione, l'altro ieri. Proprio mentre pensavo che.Non sono un esperto di bobine, l'ultima volta che ne ho maneggiata una &amp;egrave; stata durante la festa per la maturit&amp;agrave; di una mia ex. Non ricordo come si chiami. Forse &amp;egrave; ...</summary>
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    <title>Lalla</title>
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    <updated>2010-02-28T02:33:26Z</updated>
    <published>2010-02-28T02:33:26Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Dell'oro che ho rubato stamattina, non far&amp;ograve; nulla. Non lo vender&amp;ograve;, non lo fonder&amp;ograve;, neanche lo getter&amp;ograve; via.&lt;br /&gt;Non &amp;egrave; molto. Un paio di anelli un po' grossi, una cavigliera, due bracciali. Tre o quattro orecchini.&lt;br /&gt;Ci sarebbe il mio solito ricettatore all'angolo con via quaranta. Mi ha chiesto di portargli qualsiasi...&lt;br /&gt;Va bene, non &amp;egrave; vero. Non ho rubato nessun oro. Mi piace raccontarlo in giro e poi smentire dopo dieci minuti.&lt;br /&gt;Faccio cose peggiori, invece. Idolatro icone, stacco grappoli dai vitigni. Lancio bistecche crude dalla finestra. Quest'ultima non &amp;egrave; vera neanche lei.&lt;br /&gt;La mia casa &amp;egrave; un magazzino pieno di merci di ogni tipo. Cambiano spesso. Per un certo periodo &amp;egrave; stata anche un serraglio.&lt;br /&gt;Tutto questo lo dico per nascondere la vera verit&amp;agrave;. A tutti e a me per primo.&lt;br /&gt;&amp;Egrave; difficile lasciarsi andare. Pochi ci riescono, io non ne conosco. &lt;br /&gt;Ma torniamo alla cronaca. Ho incontrato Lalla, l'altro ieri. Sulle scale, nel piano infamezzo tra il terzo e il quarto. Era cos&amp;igrave; in cinta che in tre non ci passavamo. Lalla, le ho chiesto, che mese sei? Il sesto, mi ha risposto, ma faccio lo stesso le scale, l'ascensore non mi piace. Lalla, le ho fatto io, dovresti prenderlo l'ascensore, invece. Se non altro perch&amp;eacute; facciamo tutti fatica a passare quando ci incrociamo. Lalla ha brontolato ed &amp;egrave; entrata in casa sua. Non &amp;egrave; certo una gran bellezza. Ha un neo con due peli proprio sulla guancia e a volte &amp;egrave; anche un po' stronza in generale. La tollero solamente perch&amp;eacute; sono stato io a metterla in cinta e in modo cos&amp;igrave; maldestro, poi. Nessuno sa nulla, &amp;egrave; chiaro, e suo marito &amp;egrave; convinto di scontrarsi con la propria progenie in giro per la casa. Temo per il mio setto nasale, comunque. Qualche cosa salter&amp;agrave; fuori, prima o poi. Quando Lalla scodeller&amp;agrave; la creatura non so se riuscir&amp;agrave; a mantenere il segreto. Oltre tutto, c'&amp;egrave; di mezzo pure Tonio. Il tizio alto che sta al terzo. L'ho visto uscire spesso da casa di Lalla, prima di mezzogiorno. Pu&amp;ograve; essere che il figlio sia suo, non mio. Quando ci incontriamo in ascensore, questo figlio ce lo contendiamo con gli occhi. Al momento giusto, tra un po' di tempo, potremo iniziare a cercare somiglianze. Io non sono alto come Tonio, per esempio. E lui non ha le mani piccole e con le unghie grosse, come le mie.&lt;br /&gt;Intanto, potremmo tirare a sorte su chi dei due deve dire a Lalla di tagliarsi i due peli dal neo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Dell'oro che ho rubato stamattina, non far&amp;ograve; nulla. Non lo vender&amp;ograve;, non lo fonder&amp;ograve;, neanche lo getter&amp;ograve; via.Non &amp;egrave; molto. Un paio di anelli un po' grossi, una cavigliera, due bracciali. Tre o quattro orecchini.Ci sarebbe ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-28T02:33:26Z</dc:date>
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    <title>L'ivrea</title>
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    <updated>2010-02-28T02:30:18Z</updated>
    <published>2010-02-28T02:30:18Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Facciamo una partita a biliardo?&lt;br /&gt;Io credo in te. Tu ci credi?&lt;br /&gt;Tu ci credi?&lt;br /&gt;Io non ci credo.&lt;br /&gt;Morgernstern.&lt;br /&gt;Sono una persona di sbieco. Dritta, ma piegata. Cielo, mio marito!&lt;br /&gt;Vengo dall'isola dei vapori. Se mi tocchi, sar&amp;ograve; vuoto. Come quel missile che, schizzando attraverso l'acqua in forma gassosa, arriv&amp;ograve; a destinazione senza carico.&lt;br /&gt;Se qualcuno ha un foglio, me lo passi, per favore. Devo prendere appunti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Facciamo una partita a biliardo?Io credo in te. Tu ci credi?Tu ci credi?Io non ci credo.Morgernstern.Sono una persona di sbieco. Dritta, ma piegata. Cielo, mio marito!Vengo dall'isola dei vapori. Se mi tocchi, sar&amp;ograve; vuoto. Come quel missile che, ...</summary>
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    <title>Lamante</title>
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    <updated>2010-02-28T02:28:46Z</updated>
    <published>2010-02-28T02:28:46Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Ti dicevo, appunto, stamattina, che non sto mica bene. Salvo rettifiche.&lt;br /&gt;Non ho mai visto il palio di Siena. Cosa mi fa orrore, oltre alla mia faccia e alla tua? Dei denti sciolti nel Viacal. Uscire da questa tana. Guidare un tram su binari confluenti. Esercitarmi a dire ba. Mietere vittime. Essere un soldo. Laminare. Ascoltare la segreteria telefonica.&lt;br /&gt;Mi comprer&amp;ograve; una cascina. Poi l'arredo. Ci tolgo i cani che ci vivono e piastrello un parcheggio davanti alla corte. Al primo piano abiter&amp;agrave; la servit&amp;ugrave;. Io, invece, mi stabilir&amp;ograve; in cantina. L'importante &amp;egrave; che non abbia finestre. Una piccola, al massimo.&lt;br /&gt;Oddio, per favore, sarebbe troppo per voi, chiedere di darmi l'immunit&amp;agrave; parlamentare? Signori, sto per svenire. Si sta spegnendo tutto.&lt;br /&gt;In voga. Invano.&lt;br /&gt;Fuffa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Ti dicevo, appunto, stamattina, che non sto mica bene. Salvo rettifiche.Non ho mai visto il palio di Siena. Cosa mi fa orrore, oltre alla mia faccia e alla tua? Dei denti sciolti nel Viacal. Uscire da questa tana. Guidare un tram su binari confluenti. ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-28T02:28:46Z</dc:date>
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    <title>Lorgoglio</title>
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    <updated>2010-02-28T02:27:10Z</updated>
    <published>2010-02-28T02:27:10Z</published>
    <content>Dal di dentro. Follicoli?&lt;br /&gt;Un anno di bruciori?&lt;br /&gt;Sono arrivato. La mia fermata &amp;egrave; questa. Anche oggi il controllore non mi ha beccato. Tanto avevo il biglietto. Ero in regola. Ma se fosse salito, mi avrebbe beccato comunque. Per altri motivi. Anche futili.&lt;br /&gt;Per&amp;ograve; non abito qui. Sono sceso perch&amp;eacute; mi piaceva la fermata. Scendo spesso a questa. Non ci sono mai controllori. Ed &amp;egrave; un buon motivo.&lt;br /&gt;Cosa hai messo nella pizza, stasera, vetro? Tubi? &amp;Egrave; un po' dura, sai? Scrocchia sotto i denti. Mi fa sanguinare le gengive.</content>
    <summary>Dal di dentro. Follicoli?Un anno di bruciori?Sono arrivato. La mia fermata &amp;egrave; questa. Anche oggi il controllore non mi ha beccato. Tanto avevo il biglietto. Ero in regola. Ma se fosse salito, mi avrebbe beccato comunque. Per altri motivi. Anche ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-28T02:27:10Z</dc:date>
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    <title>L'amento</title>
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    <updated>2010-02-27T15:31:04Z</updated>
    <published>2010-02-27T15:31:04Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Digli che farai un volo radente a livello di una nottola. Digli che preparer&amp;ograve; riso per tutti, cotto, condito, al dente, scolato bene. Dal palazzo di fronte lanciano fiorini cinquecenteschi, cercando di colpire le persone che passano in strada. &amp;Eacute; tuo quel flauto? Suonalo, per favore. Qualcosa di triste e movimentato e, se puoi, a temperatura ambiente. Siediti l&amp;igrave;. Sulla destra. Non sulla sedia. Sulla poltrona. Ti trovo bene. Bello quel ciuffo. Hai fame? Non ho nulla in casa. Dei crackers. Della salsa blu. Ti vanno bene? Ok, poi te li prendo. &amp;Egrave; tuo quel quadro, l'hai fatto tu? Bene, appendilo, ti spiace? L&amp;igrave;, sopra la cassapanca. Ho i chiodi in tasca, te li do. Il martello &amp;egrave; in cucina, nel lavello. L'ho lavato ieri, perch&amp;egrave; mi era caduto nel water mentre cercavo di martellare via la manopola. Dello sciacquone. Hai qualcosa sulla guancia. Vieni qua, te la tolgo. &amp;Egrave; una briciola. &amp;Egrave; morbida, sembra di un bign&amp;egrave;. Hai mangiato un bign&amp;egrave;?&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Digli che farai un volo radente a livello di una nottola. Digli che preparer&amp;ograve; riso per tutti, cotto, condito, al dente, scolato bene. Dal palazzo di fronte lanciano fiorini cinquecenteschi, cercando di colpire le persone che passano in strada. ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-27T15:31:04Z</dc:date>
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    <title>L'urido</title>
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    <updated>2010-02-27T15:28:52Z</updated>
    <published>2010-02-27T15:28:52Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Coming soon. Debuttanti allo sbaraglio.&lt;br /&gt;Tra un prelato e un.&lt;br /&gt;Cerco urgentemente una pista Polystil, completa di manopole e due auto funzionanti. Il trasformatore ce lo metto io tramite sconto cospicuo. 30&amp;euro; offro a chi vendesse.&lt;br /&gt;Ed ora, la melanina. La accumulo a barattoli, grandi pi&amp;ugrave; o meno come un server. Cubico, anodico, warg.&lt;br /&gt;L'oceano &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; vasto tra gli assortimenti acquei ma, con questo, perch&amp;eacute; non ne provo attrazione? L'oceano mi fa colare il naso anche solo a sorvolarlo e me lo spacciano come meraviglia del peso specifico, come rifugio a doppia lama. Un chilo di oceano, io dico, non vale quanto una polemica fatta bene, in termini di: vastit&amp;agrave;, sinonimicit&amp;agrave;, esclusione. Iperbole, One, Sartoria, Operetta, Salice, Windofono, Fusignano, Apocope, linocorpio, Edecaso, soluzione salina, perossido d'idrogeno. Fr&amp;uuml;hst&amp;uuml;ck.&lt;br /&gt;La pulce che abita nel mio cuscino &amp;egrave; un tipo vivace, non c'&amp;egrave; che dire. Me mi mangia solo quando non trova nessun altro nei paraggi, promesso.&lt;br /&gt;Una cioccolata in tazza. Ben cotta. E due wafers, prego.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Coming soon. Debuttanti allo sbaraglio.Tra un prelato e un.Cerco urgentemente una pista Polystil, completa di manopole e due auto funzionanti. Il trasformatore ce lo metto io tramite sconto cospicuo. 30&amp;euro; offro a chi vendesse.Ed ora, la melanina. ...</summary>
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    <title>Lalce</title>
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    <updated>2010-02-27T13:07:01Z</updated>
    <published>2010-02-27T13:07:01Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Eh si. Eh, si... Nell'ambito delle facce scure, il mio gomito non ha nulla da invidiare. Com'&amp;egrave; che non sento il portafoglio? Dormo sempre, col portafoglio. Non l'ho mai perso. Anzi, una volta si. L'ho scordato su una pompa di benzina ma dopo tre ore, un signore sui sessanta mi ha citofonato e me l'ha reso, con tutte le trentamila lire dentro. &amp;Egrave; da allora che mi sento in colpa. Cio&amp;egrave;, anche da prima ma, da quel giorno, il processo colpico &amp;egrave; diventato irreversibile. Quel signore ha combinato un casino, e come sar&amp;agrave; mai vissuto fino ad oggi? Non tanto per il gesto, il portafoglio me lo sarei riportato indietro anche io. Ma per la citofonata. Quello l&amp;igrave;, per ridarmi il portafoglio mi ha citofonato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma poi basta, con tutte queste risorse personali. Ottimizziamo la serata. Posso farmi l'esame del sangue da solo? Siringa e tutto? Prelievo e valori? Mi guardo i risultati in privato, me li annuso. E il fegato? Si pu&amp;ograve; fare un prelievo di fegato? Non &amp;egrave; difficile, su di me. Basta toccarmi. Basta passarmi di fianco. Se uno respira profondo lo inala, il mio fegato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho voglia di caldarroste. Col taglio lungo e un po' bruciate. Ehi, sindaco delle Groane, c'hai due caldarroste? Eh, si, figurati. Figurati se le aveva. Perch&amp;eacute; &amp;egrave; tardi se no le andavo a comprare. O a raccoglierle. Come si fa a dormire con questo buco di caldarroste nello stomaco? Caldarroste alla griglia, al sugo, al bign&amp;egrave;. Alle bietole. Al farro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Domattina vado in vacanza ad Alassio. Prendo un motoscafo. Parto a manetta. Mi schianto contro un windsurf. Moriamo tutt'e due. Anzi, no. Io rimango. Poi vedremo.&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Eh si. Eh, si... Nell'ambito delle facce scure, il mio gomito non ha nulla da invidiare. Com'&amp;egrave; che non sento il portafoglio? Dormo sempre, col portafoglio. Non l'ho mai perso. Anzi, una volta si. L'ho scordato su una pompa di benzina ma dopo tre ...</summary>
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    <title>Lurto</title>
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    <updated>2010-02-27T13:04:06Z</updated>
    <published>2010-02-27T13:04:06Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Prima nota dolente. Sono un uomo aspro. Secondo: anche un po' liquido. Era un pezzo che non stavo in attesa. Tot mesi. Si chiama cos&amp;igrave;: legione locale. M'iscriver&amp;ograve; a un corso di miracoli. Se ne possono scegliere tre a testa. Quello che mi interessa di pi&amp;ugrave; &amp;egrave; la resurrezione. Ma anche la moltiplicazione delle cibarie non mi dispiacerebbe. Che struggimento. Che pena. Magari ho sbagliato tutto. Chi &amp;egrave; quello l&amp;agrave; avvilito? Guardalo, sono io. Guarda come sono gobbo e ritorto. Un rigagnolo, una pozza stagnante. Quello l&amp;agrave; avvilito. Che spettro, che fuggitivo. Che allodola. Mi commuove di sapermi cos&amp;igrave; tarpato. Tanto lo so che finir&amp;agrave; come sempre. La verit&amp;agrave; &amp;egrave; una balla. La verit&amp;agrave; mente. L'unica cosa vera, sono le bugie. Se ti sputassi in faccia, t'incazzeresti? Se ti infilassi un calcio nei coglioni? Posso farti tutto quello voglio? Oh ma che peccato. &amp;Egrave; andata male. Seguimi di l&amp;agrave;. Voglio farti vedere la mia collezione di funghi mannari. 1.16&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Prima nota dolente. Sono un uomo aspro. Secondo: anche un po' liquido. Era un pezzo che non stavo in attesa. Tot mesi. Si chiama cos&amp;igrave;: legione locale. M'iscriver&amp;ograve; a un corso di miracoli. Se ne possono scegliere tre a testa. Quello che mi ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-27T13:04:06Z</dc:date>
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    <title>Lomertà</title>
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    <published>2010-02-27T13:01:54Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;Quello che si avvicina &amp;egrave; l'infarto dell'umanit&amp;agrave;, non sei d'accordo? Almeno di te, caro De Lupo, mi posso fidare. Mi giudichi in continuazione e questo mi fa sentire un possessore di libert&amp;agrave;. Il mio corpo fatica a contenermi. Quando mi guardo i peli che crescono sulle braccia, penso, sono io che tento di fuggire dall'interno, in maniera filamentosa. Ti accorgi di come pulso? Siamo esseri pulsanti, per questo ci attrae il moto ondoso. Sono stufo di sentire sempre il cuore muoversi. Ho saputo che molte persone si abituano e non ci fanno pi&amp;ugrave; caso. Come ci si pu&amp;ograve; abituare ad un affare che sbatte tutti i secondi per tutta la vita? &amp;Egrave; per questo motivo che l'uomo ha iniziato a cronometrare il tempo. Per dare un senso al rumore assordante che si porta dentro, scandito senza sosta. Se avessimo avuto le orecchie appena sopra le ascelle, avremmo ascoltato soltanto noi stessi dall'inizio alla fine. Se avessimo avuto il cuore dentro al cervello, i pensieri sarebbero stati dei tonfi interrotti. Delizia del palato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;0.55. A Nashville, in questo momento, due talpe si stanno contendendo il bottino di una tana. Ce l'hai ICQ? Io si. Ma non lo uso pi&amp;ugrave;. E avevo il tremilioni eccetera eccetera. Un lusso. Un lustro. Diamine quanta roba. Un magazzino intero qui. Provviste, scatolami. Olio, rabarbaro. Conguaglio. Benarrivo. Ciglia folte. Anamnesi. Cinecitt&amp;agrave;. Caglio da latte. Fogliame. Mettimi a letto. Dammi una carezza. Dimmi che andr&amp;agrave; tutto bene. Dimmi che non &amp;egrave; vero che sono questo ammasso. Liquido amniotico. Formalina. Ti piacciono le ciliege? Ne ho una decina. Coltivo una pianta, di l&amp;agrave;, in soggiorno. Non fruttifica molto e quei pochi frutti non maturano mai. Rimangono sempre acerbi, di un rosino verdolino smunto. Vuoi assaggiare? Ho scoperto trattarsi di ciliege da insalata. Con lattuga, mais e tonno sono dolcissime. Che baccano nel petto. Il mio cuore sta dando un party. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1.13. Di cosa sono composti i liquidi seminali? Benzene, benzotoato, tretraglicemina. Poi? Lipidi, malti. Poliacetati. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1.21 Ho bisogno di rinforzi. Forse dovrei telefonare al comando. L&amp;igrave; sono sempre pieni di truppe. Forse me ne daranno una, se chiamo. Una truppa tutta per me. Dovessero mandarmela, la spezzer&amp;ograve; in due. Un pezzo lo piazzer&amp;ograve; davanti e un pezzo dietro. Ai lati ci penso io. Ti chiami Alan, tu? No? Ah. Pensavo ti chiamassi Alan. Conoscevo un Alan, una volta. Era un pilota di tram. Poi non l'ho pi&amp;ugrave; visto. Era un mio vicino ma ha cambiato casa. Quando ha traslocato, sua moglie non &amp;egrave; voluta partire. Ha detto che voleva rimanere qui. Cos&amp;igrave; ora vive con me. Mangiamo insieme, facciamo la spesa insieme. Dormiamo insieme. Quando facciamo l'amore, lei soffoca i gemiti mordendosi l'anulare. Una volta mi ha anche chiamato Alan. Ma si &amp;egrave; scusata subito. E poi era gi&amp;agrave; venuta perci&amp;ograve; non me la sono presa. Quando me la prendo, invece, la picchio un po', ma non forte, con decisione e gentilezza allo stesso tempo. Lei si chiama Ester. Ci sposeremo presto, anche se non in chiesa, perch&amp;egrave; lei era gi&amp;agrave; sposata, l&amp;igrave;. E dato che io voglio a tutti costi sposarmi in chiesa, uccider&amp;ograve; Alan appena mi sar&amp;ograve; organizzato. Lui lo sa gi&amp;aacute;. L'ho chiamato e gliel'ho detto. Ha risposto che gli sta bene essere ucciso, l'importante &amp;egrave; che sia una cosa fatta bene e sua moglie prenda parte attiva al delitto. Per me, guarda, pu&amp;ograve; benissimo farlo fuori lei. Che ore sono, hai detto? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1.40&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
    <summary>Quello che si avvicina &amp;egrave; l'infarto dell'umanit&amp;agrave;, non sei d'accordo? Almeno di te, caro De Lupo, mi posso fidare. Mi giudichi in continuazione e questo mi fa sentire un possessore di libert&amp;agrave;. Il mio corpo fatica a contenermi. Quando ...</summary>
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    <title>Lubiquità</title>
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    <updated>2010-02-27T12:57:12Z</updated>
    <published>2010-02-27T12:54:50Z</published>
    <content>&lt;div align="justify"&gt;La minaccia della fitta &amp;egrave; itinerante. Dove premi appare, dove non schiacci, appare comunque.&lt;br /&gt;Sorella Mary &amp;egrave; appena passata su un'ambulanza. Per non pi&amp;ugrave; di due secondi, poi la sirena si &amp;egrave; interrotta.&lt;br /&gt;Sempre per dire, non mi frega nulla. Del nulla e dei suoi derivati.&lt;br /&gt;Sopra una spalla mi &amp;egrave; cresciuto del pelo di gatto ed &amp;egrave; questa la vera novit&amp;agrave; odierna. Ha tonalit&amp;agrave; grigie ma anche tendenti al rossiccio. Un pelo bastardo, e che mi credevo che sarebbe cresciuto di razza..?&lt;br /&gt;Sono interessato ad alcune marche di shampoo, tra le altre cose. Le intendo come un viatico per cuti sebacee e disgreganti.&lt;br /&gt;Questa sera ho anche un pensiero per il tuorlo d'uovo. Ameno, torrido. Secernente. Pelvico. &lt;br /&gt;Ah, dunque. Si. Vattene, ora. Non c'&amp;egrave; posto qui. Per nessuno. E infatti. Bene.&lt;br /&gt;Non sapevo di avere undici unghie. Me ne sono accorto ora. E sono lunghe, anche. Quella in pi&amp;ugrave; non la taglio. Mi serve come emblema. La cospargo di ceralacca e la uso come sigillo. Anzi la ritaglio a forma di stemma, anzi la mordicchio a trama tartan. Da sempre desidero un'unghia aggiuntiva ed ora so di averla sempre posseduta. La far&amp;ograve; crescere limandola bene. Mi ci gratter&amp;ograve; la cervice.&lt;br /&gt;Ho anche in mente la lega Peloponnesiaca, da qualche minuto, e non ho intenzione di giustificarmi. Nonostante la mia preferenza pluriennale per quella anseatica, oggi va cos&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Alcuni nomi maschili: Riccardo, Armonio, Sesebo, Antonio, Araldo.&lt;br /&gt;Alcune ostilit&amp;agrave;: fiamma d'oca, mesmerizzazione ilare, conteggio ottico, filare di siepi a cascata.&lt;br /&gt;Una considerazione sui cacciaviti. Odio quelli a lama. Non hanno senso, l'unica soluzione sono quelli a stella col manico a raggiera. Raggera. Con punta magnetizzata. Se avessi tra le mani l'ideatore della punta a lama, gli suonerei il campanello e gli.... no. Quello e ci&amp;ograve; che riservo ai posizionatori dei cartelli stradali agli incroci. Devo essere coerente. Almeno con me. Odio sapere di non essere coerente inconsciamente.&lt;br /&gt;Ho una nuova sveglia per miopi che illumina il soffitto con un cerchio rosso.&lt;br /&gt;Ho fatto il primo tagliando alla macchina. E lo dico, non mi piace annoiare me stesso. Gli altri si, ma me no. Perci&amp;ograve;, vattene da qui. Te l'avevo gi&amp;agrave; chiesto prima, no? Vattene. O andatevene, che ne so?&lt;br /&gt;In cucina ho installato un apparecchio per rilevazioni sismiche. Dopo quello sputazzo di terremoto di un paio d'anni fa, ho deciso che potrebbe accadere di nuovo, qui a Milano ma, stavolta, me ne voglio accorgere meglio. Funziona cos&amp;igrave;: a lato della scossa, l'apparecchio mi trasmette una vibrazione al calcagno che aumenta la magnitudo sotto i miei piedi, alzando di un paio di gradi la scala attorno alla mia aura e attirando la mia attenzione in modo da non farmela confondere con il camion del lavaggio strade.&lt;br /&gt;Attrici: Juliette Binoche, Simona Ladra, Tina Picca, Belinda Carlisle.&lt;br /&gt;Dal podio si vede il patibolo.&lt;/div&gt;</content>
    <summary>La minaccia della fitta &amp;egrave; itinerante. Dove premi appare, dove non schiacci, appare comunque.Sorella Mary &amp;egrave; appena passata su un'ambulanza. Per non pi&amp;ugrave; di due secondi, poi la sirena si &amp;egrave; interrotta.Sempre per dire, non mi frega ...</summary>
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    <title>Lasonil</title>
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    <updated>2010-02-27T12:53:05Z</updated>
    <published>2010-02-27T12:53:05Z</published>
    <content>E' sul lato destro di Budapest, ai bordi del Danubio, che sono stato una trota all'incirca nella primavera del 1798. L'acqua faceva schifo, nonostante l'anno pulito, perch&amp;egrave; nei pressi della mia tana, scaricavano i vasi di casa parecchi abitanti della zona.&lt;br /&gt;Avevo anche una scheggia incastrata tra le squame da almeno una settimana ed era un casino togliermela da solo, perci&amp;ograve; erano giorni che mi grattavo contro gli ami dei pescatori nella speranza che me la disincagliassero. Ho dato anche delle gran codate a quella sublisca di luccio affinch&amp;eacute; prendesse a mordermi il fianco per reazione, altezza pinna, un po' pi&amp;ugrave; sotto.&lt;br /&gt;Budapest era di un gran bello a quei tempi, c'erano un paio di ponti sotto i quali veniva gi&amp;ugrave; di tutto e senza trucchi. Non sono vissuto molto come trota. Qualche mese, poi mi hanno pescato, come tutte noi del resto, pi&amp;ugrave; o meno.&lt;br /&gt;Ricordo, per&amp;ograve;, circa, il ricordo &amp;egrave; un po' annacquato, che ho seminato tanto in giro e credo che secoli dopo, tipo oggi, ci sono in giro un sacco trote che mi somigliano, sparse per l'Europa. L'altro giorno ho dato un'occhiatina nell'Olona e ne ho vista una che era il mio ritratto. Non aveva l'aria molto allegra, date anche le acque in cui si trovava, ma c'&amp;egrave; stato uno sguardo d'intesa che mi ha colpito nel profondo. Quando l'ho vista guizzare via, l'istinto paterno mi ha travolto come un onda e sono stato l&amp;igrave; per gridarle, stai attenta...! ... &lt;br /&gt;Era veramente la prima volta che mi preoccupavo per una trota. Tanto che si &amp;egrave; risvegliato un dolore che avevo al fianco e che non sentivo da molto tempo. E ho fatto cos&amp;igrave;, ho preso il mio braccio, sono arrivato fino all'inizio dell'indice, l'ho cosparso di Lasonil e mi sono massaggiato bene la parte dolente. La mattina dopo non sentivo pi&amp;ugrave; nulla.</content>
    <summary>E' sul lato destro di Budapest, ai bordi del Danubio, che sono stato una trota all'incirca nella primavera del 1798. L'acqua faceva schifo, nonostante l'anno pulito, perch&amp;egrave; nei pressi della mia tana, scaricavano i vasi di casa parecchi abitanti ...</summary>
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    <title>Loccasione</title>
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    <updated>2010-02-27T03:30:28Z</updated>
    <published>2010-02-27T03:30:28Z</published>
    <content>Non ho mai fatto la cresta sui resti. Lo giuro. Solo una decina di volte ma erano tutte lo stesso giorno. Il giorno, per quanto divisibile, non &amp;egrave; rappresentativo.&lt;br /&gt;Ho degli spicci nel portamonete, ora. Un due euro, tre da 50 cents. Vari piccolini. Una medaglietta delle medie e una di un museo di Berlino. Un pezzo di braccialetto mezzo d'oro, sei briciole, un inframmezzo spelato.&lt;br /&gt;E un taschino segreto tipo doppio fondo. Li nascondo l&amp;igrave; i resti rubati, da quando c'&amp;egrave; l'euro. E' una faccenda sistematica, non posso farne a meno. Tutte le mattine rubo un resto. A volte &amp;egrave; un crestone a volte un mignon. Dipende dal fisico temerario del giorno. E' il mio corpo che decide, io non c'entro. Non centro. Anche il mio cervello, che c'entro io, con lui, lui piglia le decisioni e io sto a guardare. Lui d&amp;agrave; gli ordini e il corpo esegue. Lui d'&amp;agrave;. Io ascolto e guardo. Fine, finito l&amp;igrave;. Il vero ladro &amp;egrave; lui. Quello che ci guadagna di pi&amp;ugrave;. Io tengo solo il resto.&lt;br /&gt;A volte un crestone. A volte un mignon.&lt;br /&gt;Va beh, basta, parliamo del campeggio. L'ultima volta che sono stato in campeggio &amp;egrave; stato nel 52, quando ero un negletto e malanimo. Era un vita precedente di secondo livello, avevo quarantasette anni e un corpo asciutto con gli occhiali. In quella vita pare mi piacesse, il campeggio. Quell'ammasso di fanghiglia che ti entra nelle orecchie la notte e puzza di piscio sotto le ciabatte. Non mi capisco il me di allora. Per&amp;ograve; le cose stanno cos&amp;igrave;: domani &amp;egrave; marted&amp;igrave; e prover&amp;ograve; il campeggio anche in questa vita. Avevo pensato a una notte a met&amp;agrave; del Montestella, magari scavando prima una specie di grotto per ficcarmici dentro con la tenda. Un lume, un libro e via. Un panino al cotto, una tonica, E via. Niente fetta d'anguria da campeggio. E via.&lt;br /&gt;La macchina la parcheggio vicino al grotto, per&amp;ograve;. Me ne frego del regolamento dei prati. Per me i prati possono anche morire tutti, filo dopo filo. Una bella sgommata sull'aiuola e. Via. Sono indeciso sulla direzione in cui orientare il tubo di scarico. Verso il grotto sarebbe insalubre ma dopotutto il motore lo spengo di notte. Lo tengo acceso solo mentre leggo perch&amp;egrave; il rumore dell'anidride carbonica mi tiene compagnia. Ma poi ora che ci penso, oltre al panino al cotto, mi &amp;egrave; avanzato un doggy bag con un trancio di pesce spada dell'altra sera da portarmi dietro. Lo conservo qui fuori in balcone, in un piatto coperto da una ciotolona di plastica arancione. E' un po' rotta perch&amp;egrave; quando m'incazzo, di solito, la lancio contro il muro per&amp;ograve; ancora non si &amp;egrave; spezzata in due. Fuori &amp;egrave; arancione ma dentro &amp;egrave; bianca, piena di segni di forchette in tutte le direzioni. Ah, se non l'hai capito, mi stai un po' sulle balle, perci&amp;ograve; me ne frego se ti annoi a leggere sta roba. Si, c'&amp;egrave; anche una parte simpatica di te ma non &amp;egrave; questo il contesto per prenderla in considerazione.&lt;br /&gt;Quindi, dicevo della ciotola. I segni delle forchette sono l&amp;igrave; perch&amp;egrave; quando mangio il pur&amp;egrave; calco molto sul fondo. Striscio forte come se stessi pettinando una zucca pelata e ora si sono accumulati. Ooooh la mia ciotola. Uuuuhh la mia ciotola.&lt;br /&gt;Cacchio di ore sono? Tardi. Domani devo alzarmi presto per il Montestella e devo ancora preparare il badile per scavarmi il grotto. Devo scegliere il libro da portare e un sacco di altre cose che non vorrei stare qui ad elencare ma le elenco, giusto per aggiungere un po' di noia totale qua dentro. D'entro. Allora: mutanda, calza, liquido delle lenti, necessario blu, maglietta nera di ricambio, maglietta nera, penna, sacco a pelo da comprare perch&amp;eacute; non ho conservato quello della precedente vita, lume a olio o a batteria o da attaccare all'accendino della macchina, tovaglioli, scottex, liquorino, sacchetto per la spazzatura che prima non &amp;egrave; della spazzatura perch&amp;egrave; serve a tenere delle cose, giornale porno, rivista di pc, libro saggio, libro narrativo, biscottini, game boy, PSP con batteria carica, Creative da 20 giga, Autan invernale, palmare sincronizzato in precedenza col tom tom pirata, carta d'identit&amp;agrave; scaduta, patente rinnovata senza rinnovo appiccicato, codice fiscale cartaceo che se perdo la sim serve, telefono, bottiglietta di Rocchetta, pigiama da antro, soldi, cuffia anti mazda palace e armonica a bocca che puzza ancora della saliva di mio padre che la suonava negli anni settanta e negli ottanta meno. Connessione internet da sottosuolo.</content>
    <summary>Non ho mai fatto la cresta sui resti. Lo giuro. Solo una decina di volte ma erano tutte lo stesso giorno. Il giorno, per quanto divisibile, non &amp;egrave; rappresentativo.Ho degli spicci nel portamonete, ora. Un due euro, tre da 50 cents. Vari piccolini. ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-27T03:30:28Z</dc:date>
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    <title>Uentrata di dietro</title>
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    <updated>2010-02-27T03:25:40Z</updated>
    <published>2010-02-27T03:25:40Z</published>
    <content>Il sifone addormentato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beve olio fral clangore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sparge sale idrogenato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matrimonia il suo malore</content>
    <summary>Il sifone addormentatoBeve olio fral clangoreSparge sale idrogenatoMatrimonia il suo malore</summary>
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    <title>Lonta</title>
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    <updated>2010-02-27T03:24:51Z</updated>
    <published>2010-02-27T03:24:51Z</published>
    <content>&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il sostegno di famiglia deve essere sempre in ritardo e un po' cinico. E questa &amp;egrave; una.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L'altra si trova al multisala della Bicocca.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Era un cilindro che indossavi ieri? Non l'ho gradito. Quando mi parli, sembra che fai i gargarismi. Riesco a capirti lo stesso ma per come ti vanno su e gi&amp;ugrave; le narici. Certe volte ho desiderato afferrarti un orecchio e stringere fino a far schioccare la cartilagine. Senti, ti piace come cucino le mozzarelle? E' una ricetta del custode. Quando saliva a portarmi la posta notava che le mangiavo crude e intere e mi ha insegnato a cucinarle. Ah, &amp;egrave; venuto Arturo, oggi. Aveva una faccia spiccicata a un marciapiede. Ho cercato di consolarlo e c'ero quasi riuscito, con un giro di canzoni albine. Ma poi si &amp;egrave; alzato di scatto e se n'&amp;egrave; andato. Ha detto che doveva salire. O scendere. Salire e scendere. Cos&amp;igrave; a detto. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Da alcune settimane, vendo annunci. Ne scrivo di altalenanti, tutti i giorni, almeno una ventina. Tre o quattro riesco a venderli. Mi mantengo cos&amp;igrave;, per ora. E' lavoro nero ma non raggiungo il quorum. L'altro lavoro, il chirurgo, l'ho lasciato. Mi determinava troppo. Mi sentivo un'arringa. Si sente che ne sono fiero? Di averlo fatto. Di averlo lasciato. Di deriderlo. Il chirurgo, ah ah.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;</content>
    <summary>Il sostegno di famiglia deve essere sempre in ritardo e un po' cinico. E questa &amp;egrave; una.L'altra si trova al multisala della Bicocca.&amp;nbsp;Era un cilindro che indossavi ieri? Non l'ho gradito. Quando mi parli, sembra che fai i gargarismi. Riesco a ...</summary>
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    <title>Labete</title>
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    <updated>2010-02-27T03:22:20Z</updated>
    <published>2010-02-27T03:22:20Z</published>
    <content>E' un siero che mi serve. Poi lo contamino io. Oggi ho cercato di arrivare a Bad Ragaz ma non ci sono riuscito. Avevo la carta d'identit&amp;agrave; scaduta dal 98 e sul passaporto non c'&amp;egrave; la residenza. Il doganiere ha detto che dovevo passare dall'Austria se volevo entrare. Tira aria di rimorsi, stasera. Sono gravido di me e non mi clono. Labete.</content>
    <summary>E' un siero che mi serve. Poi lo contamino io. Oggi ho cercato di arrivare a Bad Ragaz ma non ci sono riuscito. Avevo la carta d'identit&amp;agrave; scaduta dal 98 e sul passaporto non c'&amp;egrave; la residenza. Il doganiere ha detto che dovevo passare dall'Austria ...</summary>
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    <title>Lorario</title>
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    <updated>2010-02-27T03:21:36Z</updated>
    <published>2010-02-27T03:21:36Z</published>
    <content>Ecco, era qui che doveva succedere. Nell'oliera amorfa caduta dalla credenza. Mi ha bruciato i peli del braccio e odoravano di penne di tacchino. Bruciate. Nego. Lo sfiatatoio non l'ho ingolfato io. E' stato Rodolfo. Ci ha infilato la testa ed &amp;egrave; morto l&amp;igrave;. Aveva un maglione a collo alto. Nego. Non gliel'ho detto io di mettere la testa l&amp;agrave; dentro. Glie. Arturo, invece, mi &amp;egrave; passato davanti nel pomeriggio. Cadeva dal piano di sopra, l'ho visto per un secondo che andava gi&amp;ugrave; e mi ha anche salutato. Poi ho chiuso la finestra. Il tonfo &amp;egrave; stato sordo e fastidioso. E Mino? Ah, Mino. Aveva una cravatta solida, stamattina. E l'orologio da polso in vetro fum&amp;egrave;. Gli ho detto, Mino, &amp;egrave; una penna quella che hai nel taschino? E lui, no, anzi si, rossa, ma non la uso per scrivere. Quando sono nervoso rovescio un po' d'inchiostro da dietro. Mino, cambia inchiostro, per favore. Usa il blu. Si, mi ha risposto. Il blu &amp;egrave; ok. Sono stato un sardo prima di nascere milanese. Lo so perch&amp;egrave; non sono mai stato in sardegna e la sardegna mi mancava molto a quei tempi. Ora meno. Ora mi manca Milano. Ci vivo bene ma mi manca. Quando ci cammino attraverso, non riesco a toccarla perch&amp;egrave; ho uno strato di Valtellina a un centimetro dalla pelle e non riesco a liberarmene. Odore di abeti in viale Bligny. Profumo di concime in piazzale Bacone. La mia vicina, di sopra &amp;egrave; molto triste stasera. Non ha preso al volo Arturo che si lanciava. Piange e piange. Ho una macchia di umido sul soffitto larga come una vasca. Si chiama Sofia. Ha l'alopecia. Ha una chiazza vuota sul parietale destro ma da anni. Non &amp;egrave; per quello che Arturo &amp;egrave; saltato. Sofia l'ho incontrata spesso nell'ascensore. Si metteva di profilo ma la vedevo lo stesso la chiazza, nello specchio. Ho sempre desiderato toccarla. Poi baciarla. Quel tondo rosa tra i capelli. Certe volte lo immaginavo durante la doccia. Un giorno, nell'ascensore, mi sono deciso. L'ho afferrata per le spalle, l'ho girata e le ho baciato la chiazza. Lei &amp;egrave; scoppiata in lacrime poi mi ha tirato una castagna in un occhio e poi mi ha urlato. Dopo tre ore ha suonato alla mia porta e mi ha dato un ceffone. Poi abbiamo scopato per sei o sette ore e voleva che le baciassi sempre la chiazza vuota. Ma questo &amp;egrave; successo molto tempo fa. Un giorno ha iniziato a indossare un berretto e non l'ho pi&amp;ugrave; degnata di uno sguardo. Anche ora che la sento piangere dal piano di sopra penso, Sofia, non m'importa. Non m'importa di nulla.</content>
    <summary>Ecco, era qui che doveva succedere. Nell'oliera amorfa caduta dalla credenza. Mi ha bruciato i peli del braccio e odoravano di penne di tacchino. Bruciate. Nego. Lo sfiatatoio non l'ho ingolfato io. E' stato Rodolfo. Ci ha infilato la testa ed &amp;egrave; ...</summary>
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    <title>Lolio</title>
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    <updated>2010-02-27T03:19:35Z</updated>
    <published>2010-02-27T03:19:35Z</published>
    <content>Nessun nesso. Ma io devo sapere quando accadr&amp;agrave;. La logica si contraddice e perci&amp;ograve;, ecco. Tra i sifoni: ragazzi, qui la luce arriva a strisce. Dateci pi&amp;ugrave; fonti e, soprattutto, posizionate per angolazioni differenti. Ho un dubbio: e se quei tre mi tradissero? E se quell'uno mi tradisse? Datemi 10.500 euro che me li tengo. Chiedetemi 10.500 euro. Ok, ho idea che mi tradiranno. Al posto del pelo dell'acqua, metteteci una lastra di vetro spessa 12. Jeff? Sei l&amp;agrave;? Si? Bene, prendi la porca lastra di vetro e mettila al posto del pelo dell'acqua... ecco... un po' in fretta... cos&amp;igrave;. Al? Togliti da l&amp;igrave; e vai ad appoggiare un orecchio sulla lastra di vetro. Si. Poggialo bene. Senti dei pesci l&amp;agrave; sotto? Conflitti.</content>
    <summary>Nessun nesso. Ma io devo sapere quando accadr&amp;agrave;. La logica si contraddice e perci&amp;ograve;, ecco. Tra i sifoni: ragazzi, qui la luce arriva a strisce. Dateci pi&amp;ugrave; fonti e, soprattutto, posizionate per angolazioni differenti. Ho un dubbio: e ...</summary>
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    <title>Amatrice</title>
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    <updated>2010-02-27T03:18:21Z</updated>
    <published>2010-02-27T03:18:10Z</published>
    <content>Denti. Male. Fastidio. Pungolo. Ora, che io sia o che non sia, non importa, con un simile cruccio, pormi ci&amp;ograve;. Sono perch&amp;egrave; il dolore &amp;egrave; cos&amp;igrave; vicino al cervello e sar&amp;ograve; finch&amp;egrave; dura. Dunque arriva la guerra. O non arriva? O arriva? Dipende. Il mio dente &amp;egrave; in guerra. E mi ha richiamato. Io non posso rifiutarmi. Sono arruolato. Op op. Sinist dest. Maaale a sinist! Il pulsare no, per&amp;ograve;, eh? Basta. Ho gi&amp;agrave; dato. Anche da arruolato, mi dichiaro obbiettore, getto le armi. Armi. Potrei spararmi nel dente. Frantumarlo, insieme alla mascella e la barba. Si caro, non alla mascella e alla barba. Come si scrive una pernacchia? Dicevo, la guerra. Vorrei fare la bomba, in caso di scelta. Sia perch&amp;egrave; soffro di vertigini ed &amp;egrave; meglio che io precipiti, sia per spargermi un po' ovunque. Compreso il dente, ma che rimanga intero e venga raccolto, intero e incandescente, sprizzante pulsioni nervose, chiodi nelle gengive. Fette di dolore ossute, contaminate di male, ermenegesi floloiche. Ilsole Marbine. Con con con. Parliamoci fuori dai denti: chi terminer&amp;agrave; la piet&amp;agrave; Rondanini?</content>
    <summary>Denti. Male. Fastidio. Pungolo. Ora, che io sia o che non sia, non importa, con un simile cruccio, pormi ci&amp;ograve;. Sono perch&amp;egrave; il dolore &amp;egrave; cos&amp;igrave; vicino al cervello e sar&amp;ograve; finch&amp;egrave; dura. Dunque arriva la guerra. O non ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-27T03:18:10Z</dc:date>
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    <title>Aggro</title>
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    <updated>2010-02-27T03:16:15Z</updated>
    <published>2010-02-27T03:16:15Z</published>
    <content>Che tipo di attivit&amp;agrave; potrei aprire a Lissone? Un negozio di agende. Bastarde agende. Con copertura rigida e segnalibro di colore opposto. Assumer&amp;ograve; meno personale del previsto per dirigere questo emporio monotematico, finch&amp;egrave; gli affari non decolleranno e non licenzier&amp;ograve; quasi tutti, andando io a gestire. Quando sar&amp;ograve; l&amp;igrave;, scriver&amp;ograve; i miei appuntamenti sulle agende in vendita, uno per ognuna, poi le vender&amp;ograve; comunque. Ai clienti che entreranno, le lancer&amp;ograve; come freesbe, chi le prende al volo, sconto. Chi le prende in faccia, un insulto, io odio i clienti, pi&amp;ugrave; delle agende e anche pi&amp;ugrave; di Lissone. Finito l'anno, continuer&amp;ograve; a vendere le stesse agende, ormai scadute. Faranno la fila per averle, mi pregheranno, soprattutto di riservare quelle con un appuntamento segnato da me. E io, svimm, sweev, a lanciarle contro i clienti, una dopo l'altra, il giorno della grande svendita. Quando le avr&amp;ograve; terminate. Chiuder&amp;ograve; l'attivit&amp;agrave;. Inizier&amp;ograve; ad andare casa per casa, da tutti i clienti di Lissone, e mi far&amp;ograve; mostrare le agende. Legger&amp;ograve; ogni appuntamento e lo trascriver&amp;ograve; sulla mia agenda formato Lissone. Decider&amp;ograve; quali appuntamenti sono di colore opposto e rilancer&amp;ograve; l'agenda ai proprietari. Come un freesbee. Ci andr&amp;ograve; io agli appuntamenti. Non a tutti. Ai migliori. Ad alcuni decider&amp;ograve; di andare, poi cambier&amp;ograve; idea all'ultimo minuto e non mi presenter&amp;ograve;. Ma non mi fermer&amp;ograve; mai, notte e giorno, colazioni, pranzi, cene, cinema, motels, riunioni. Di corsa ovunque, con la mia agenda formato Lissone sotto braccio, dappertutto, al posto dei Lissonesi. Dove coincideranno due appuntamenti, mi presenter&amp;ograve; da solo e un pelo in ritardo con me stesso. Me ne andr&amp;ograve; soltanto il 31 dicembre dell'anno prima, secondo il calendario obsoleto della grande agenda scaduta.</content>
    <summary>Che tipo di attivit&amp;agrave; potrei aprire a Lissone? Un negozio di agende. Bastarde agende. Con copertura rigida e segnalibro di colore opposto. Assumer&amp;ograve; meno personale del previsto per dirigere questo emporio monotematico, finch&amp;egrave; gli affari ...</summary>
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    <dc:date>2010-02-27T03:16:15Z</dc:date>
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    <title>Eh, no</title>
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    <updated>2010-02-27T03:15:21Z</updated>
    <published>2010-02-27T03:15:21Z</published>
    <content>Ahi ahi ahi, disastro. Ahi ahi ahi, passo falso. Ed ora? E poi? Uff. Non so che fare. Cammino avanti e indietro veloce e rotello le braccia. Ferma. Rallentiamo. Ci vuole pazienza. Fai un respiro. Fai un sospiro. Lacrimati un occhio. Rimani in piedi. Cos&amp;igrave;. Non &amp;egrave; successo nulla. Tutto funziona. Normale.</content>
    <summary>Ahi ahi ahi, disastro. Ahi ahi ahi, passo falso. Ed ora? E poi? Uff. Non so che fare. Cammino avanti e indietro veloce e rotello le braccia. Ferma. Rallentiamo. Ci vuole pazienza. Fai un respiro. Fai un sospiro. Lacrimati un occhio. Rimani in piedi. Cos&amp;igrave;. Non &amp;egrave; successo nulla. Tutto funziona. Normale.</summary>
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