Atom Feed RSS Feed

Il mio profilo

My Photo
Name: www.societadidanza.it info@societadidanza.it
Location:

Conta visite

Curva dopo curva: il seminario pasquale.

postato da fabio [05/04/2013 23:20]
foto

Sono passati cinque giorni, ma sono ancora tramortito da un senso di straneamento che mi ha colto subito dopo essermi messo in macchina, quando anche l'ultimo caffè nobilitato da quegli stupendi dolcetti donati dagli amici sardi aveva suggellato il concetto che era tutto finito. Tutto finito? Centosessanta persone, provenienti da tutta Italia, da Germania, Scozia, Russia, Siberia. C'erano davvero tanti insegnanti e tutti hanno animato le feste serali. Chiusi per tre giorni in un bellissimo spazio a condividere tutti i momenti della giornata. Dalla colazione alla festa serale, oltre la mezzanotte. Abbiamo danzato insieme, mangiato insieme, ragionato della nostra storia e delle nostre idee. Abbiamo messo a dura prova muscoli e tendini, danzando senza tregua. Abbiamo riso di gioia.   Il Seminario pasquale serve a sperimentare le danze nuove, quelle che entreranno in repertorio l'anno successivo. Ha funzionato perfettamente. Quadriglie, valzer, mazurke, marce e country scozzesi hanno retto la prova del fuoco, degli specialisti del repertorio e dello stile. Tutte promosse a pieni voti. Tre giorni sono poco e sono tantissimo. Volano via in un giro di valzer, ma se cerchi di mettere in fila la quantità infinita di cose fatte, di persone incontrate, di idee e impressioni scambiate, rimani allibito, sospeso nell'indeterminatezza dell'incompiuto. Abbiamo parlato dell'ultima curva. Cosa c'è dietro l'ultima curva? Lo puoi sapere solo se decidi che non sei arrivato, ma sei in cammino, alla scoperta, alla conquista. Al Seminario Pasquale ci si mette gioisamente alla prova. Non è facile condividere con tanta gente la vita quotidiana. Non è facile resistere alla stanchezza delle tante lezioni, al rapporto con tanti insegnanti diversi. Al confronto nel continuo gioco di ruolo che sono le danze di società. Tutte queste difficoltà sono i tornanti, le curve di quella stradina di montagna che simbolicamente percorriamo, con tenacia e determinatezza. Dopo una curva, ce n'è un'altra, poi un'altra ancora. Devi fidarti della tua volontà e della tua esperienza. La vetta ti regalerà un attimo di paradiso. Sì, solo un attimo, ma tutto il tuo essere ne viene colmato. Ecco cosa era quel senso di stordimento. Non era tutto finito. Era compiuto. Come ha stupendamente scritto Eleonora, nel libro dei ricordi: Dopo l'ultima curva, c'era il fiore germogliato in una tazzina di caffè.

 

p.s. Grazie a Garrick per le belle foto!