Lavoro e dignità.
Perdere il lavoro: può essere come iniziare a nuotare nell'oceano. Sempre più pesante la mancanza di lavoro. Per l'Eurispes il 60% dei giovani guarda il trasferimento all'estero come una necessità per il proprio futuro. Ma questo è vero sia per i giovani sia per chi tanto giovane (forse) più non è. Anche se ormai è difficile stabilire quando si è giovani e quando invece si scivola in una fascia di età professionale che assomiglia sempre più a un limbo, in attesa di invecchiare senza prospettive di pensione.Se ai giovanissimi si crea l'incertezza del futuro e si impone un forte freno per i sogni, per chi già ha avuto esperienze di lavoro e pensava solo di procedere nella carriera la situazione non è certo più rosea. Perdere il lavoro, avere famiglia e impegni già assunti, non avere prospettive professionali e soprattutto essere consapevoli di essere ignorati a tutti i livelli può portare alla disperazione. Alla mera sopravvivenza più che alla vita. E' allora che si comincia a nuotare nell'oceano, senza certezze, con fiducia e creatività. Ma è anche allora che si avverte più forte l'esigenza di "vedere terra". Ed è proprio allora che mentre si lotta per andare avanti, si guarda più in là ...all'estero, nel migliore dei casi. E qualcuno ce la fa. E gli altri???
"Crisi/ "Noi 50enni senza lavoro né dignità": la lettera di due coniugi disoccupati Egregio Presidente Sig. Monti e alla c.a del Sig. Ministro Prof.ssa Elsa Fornero
Ho compiuto 56 anni in settembre e sono disoccupato dal 2008 causa cessata attività dell'azienda in cui ho lavorato per 30 anni come operaio metalmeccanico. Dai tanto citati ammortizzatori sociali ho ricevuto solo il misero aiuto di un anno di disoccupazione, in quanto essendo lavoratore (forse di serie B?) di una piccola azienda, questo è quello che mi spettava, oltre a tre anni di mobilità NON retribuita che avrebbe dovuto aiutarmi a reinserirmi, purtropppo dato il periodo di crisi questo incentivo non è servito, difatti mi ritrovo tutt'oggi ancora alla ricerca di una qualunque opportunità. Attualmente sono fermo a poco più di 37 anni di contributi versati e se non riesco a reinserirmi mi chiedo come farò ad arrivare a 67 anni come previsto dalle nuove normative. Per quanto riguarda mia moglie: 53 anni e 20 di contributi versati, disoccupata anche lei di lunga durata in quanto dal 2004 ha lavorato con contratti a progetto con redditi al di sotto degli 8.000 euro annui fino al 2010 (2011 solo 1.800euro di reddito), ora siamo entrambi a zero reddito, e con affitto e varie spese mensili che abbiamo tutti. Fino ad oggi (ormai siamo agli sgoccioli!) abbiamo "tirato avanti" con i risparmi fatti negli anni in cui si è lavorato, ma tra un po' non ci saranno nemmeno più quelli! Chi ci verrà incontro in questa situazione? Credo NESSUNO in quanto abbiamo già provato a sentire in comune cosa potevamo ottenere con un modello ISEE a zero reddito e la risposta è stata NULLA. Si parla tanto dei giovani che non hanno futuro, e questo è sotto gli occhi di tutti, ma mi rendo conto che per noi cinquantenni, oltre a non vedere un futuro perché non c'è da lavorare, a nostro sfavore abbiamo contro anche l'età che ci esclude dal mondo del lavoro, e senza lavoro alla nostra età abbiamo perso anche la dignità! Spero che vengano presi in considerazione i nostri disagi e che si faccia qualcosa anche in tal senso. Ringrazio per l'attenzione. Porgo distinti saluti Giovanni Giosa"
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