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Parrocchia e comune "bocciati" da un costruttore

postato da Stefano Dati [25/10/2019 12:53]
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Cassano d’Adda (Milano) 25 ottobre 2019

I cambiamenti al Piano di Governo del Territorio non invogliano a procedere con l’operazione smantellamento di una struttura fatiscente come quella di un vecchio cinema, proprietà della parrocchia, presente sulla via centrale della città da oltre 30 anni in stato di abbandono. 

Struttura, considerata biglietto da visita negativo agli occhi dei turisti in visita nella splendida cittadina in riva al fiume Adda, ricca di storia e dimore del tempo passato e numerosi personaggi ai quali ha dato i natali.

Tutto da rifare, pare, per la riqualificazione sull’area dell’ex sala cinematografica parrocchiale progetto “madre” dei cambiamenti inseriti nel Pgt con la variante numero 1 approvata in questo mese di ottobre.

 “L’imprenditore interessato all’acquisto dell’ex cinema Giardino ha cambiato idea, sembra non sia più interessato”. Ad annunciarlo dal pulpito, al termine di più di una messe, Monsignor Giansante Fusar Imperatore che aggiunge: “ Tutto questo ci crea qualche difficoltà. Il mancato introito della vendita di quell’area, ora, pesa notevolmente anche sui lavori per la sistemazione del tetto della chiesa parrocchiale già in atto”.

Sembrava andare tutto nel verso giusto per chiudere la pratica dell’ex cinema Giardino. Rispondendo alle esigenze e richieste dell’unico acquirente, avallate dalla proprietà della struttura, l’ente pubblico locale per agevolare la riqualificazione di quell’area ha messo mano al Pgt inserendo il trasferimento della volumetria edificabile, trasformata da 4200mila a circa 8000 metri cubi, dalla centrale via Veneto in altro territorio cittadino di proprietà dello stesso imprenditore.

Il costruttore cassanese in cambio delle agevolazioni offerte dal comune avrebbe dovuto realizzare, a sue spese, un nuova piazza pubblica nello spazio occupato oggi dalla vecchia struttura fatiscente dell’ex cinema Giardino. Qualcosa però non ha funzionato, l’imprenditore si è visto bocciare alcune osservazioni alla variante del Pgt e decide così di rinunciare a procedere nell’operazione.

“ Francamente - così Monsignor Giansante - non conosco quali siano le motivazioni del dietro front da parte dell’acquirente. Non ho ricevuto nessuna comunicazione in merito da parte sua. Ho saputo la notizia solo attraverso la stampa”. Fonti attendibili hanno fatto sapere che fra le cause che hanno portato alla rottura pare vi siano le eccessive opere di compensazioni chieste dall’ente pubblico locale.

Le opere aggiuntive richieste dal comune, legate agli interventi da fare su strutture pubblica esistenti e piste ciclopedonali, sono da considerare come scomputo degli oneri urbanistici, non un costo aggiuntivo per l’imprenditore. - conclude il parroco - Penso che da parte dell’ente ci sia stata la più ampia disponibilità per rendere fattibile l’intera operazione di cui da sempre si era detto interessato un unico acquirente. Il comune si è inserito in questa vicenda fra privati per agevolare al meglio, nel pieno rispetto delle normative vigenti, la riqualificazione dell’area”.

La pratica resta ancora aperta, la parola fine non è stata ancora scritta. Fervono, infatti, gli incontri fra le parti interessate al progetto per trovare una soluzione allo stallo venutosi a creare.

Rimane, dunque, tutto ancora da definire sulle sorti della riqualificazione area ex cinema Giardino distrutto dalle fiamme negli anni ottanta, il dietro front dell’unico acquirente per l'acquisto della vecchia struttura apre a nuovi scenari. L’unica certezza resta quella della bonifica dell’amianto presente sul tetto dell’ex cinema da fare entro la prossima primavera, a carico della  parrocchia, mentre per l’acquisto di ciò che resta dell’ex sala cinematografica parrocchiale, eventuali nuovi interessati all’operazione dovranno, se tutto resta invariato, fare i conti con quanto inserito nella variante al Pgt approvata in questo mese di ottobre.

Il progetto dell’operazione rimane bloccato per due anni con la pianificazione legata al trasferito dell’area da edificare, con volumetria raddoppiata, da via Veneto in via Mantegazza. Terminate le tempistiche sul rispetto del blocco, ritorna tutto allo stato iniziale prima dell’accordo per il trasferimento della volumetria edificabile in altre zone della città. L’eventuale nuovo acquirente avrà, quindi, a disposizione 4200 metri cubi da edificare nello spazio attuale del vecchio cinema in via Veneto. 

Stefano Dati