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Alberto Brumat riguardo al racconto di Nicola Feruglio "Un senatore in entanglement" 2017

postato da millennioenergetismocomunicazioneempatia.blog.aruba.it [29/05/2017 19:50]
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Questo racconto è essenzialmente una sintesi, una risoluzione e disvelamento del binomio spirito-materia. Ancora di più però, a mio avviso, è una guida alla meditazione o contemplazione. Una storia che ci pone difronte, di colpo, all'improvviso (come le scimmie del film "2001 Odissea nello spazio"), al monolite, analogo al monumento/monolite della piazza romana citata nel racconto. 
Ci pone difronte alla scelta, alla Gnosi, all'essere o al non-essere. Con questo libro l'autore ci porta per mano e ci commuove, e ci ri-sveglia l'empatia, scoprendo l'energia che muove tutte le cose. 
Una presa di coscienza che filosoficamente parlando, si collega al grande lavoro letterario dell'antropologo Samael Aun Weor; il libro quindi affronta i temi dell'Energetismo e del Quantismo, andando al di là delle categorie e ritratta e ripensa e riflette attraverso la sapienza antica, attraverso uno sguardo, una pausa, un dialogo... attraverso la scienza, la meditazione... 
Quindi è un racconto, ma come i lavori precedenti di Nicola Feruglio, è anche indirettamente un saggio filosofico; principalmente platonico, perché radicato e mosso dal Logos, nell'accezione di discorso e/o procedere del pensiero.
In questo incontro, in questo viaggio ci si ritrova. 
Un viaggio a ritroso di entrambi, il "senatore" e il suo assistente, che si ri-scoprono e si mettono in pratica, si mettono in gioco e cambiano, mutano. 
Divengono partecipi e testimoni e messaggeri della Gran Realtà. 
È un incontro, un'esperienza fortissima, che ci fa guardare nello specchio della nostra coscienza, senza filtri né alibi. Man a mano che il rapporto tra i due, si intensifica e si fa più profondo ed empatico, ci pone difronte a noi stessi. 
Scopro "qualcosa" di chi sto accompagnando, di chi sto aiutando e che mi sta a sua volta aiutando, scopro "qualcosa" di questo straordinario essere così semplice e profondo, di questo signore che vivrà gli ultimi giorni della sua vita e vivo e scopro come magari non riesco a fare con le persone con cui vivo quotidianamente. 
Gli occhi, lo sguardo, le parole, tutto mi porta al "pensare e non pensare". 
Scrive Nicola Feruglio: "Quante cose abitano in una sola". Quante possibilità vi sono in questo incontro straordinario e in questo racconto del quale è cronaca!
Plotino diceva: "Aphele panya", spogliati di tutto, così potrai riempirti di tutto. 
Questo è un incontro che ci porta a questa scelta e a questa disposizione che magicamente "il senatore" (l'anziano signore), viveva nei suoi ultimi giorni. 
Una disposizione spontaneamente contemplativa; la contemplazione di cui ci parla Platone e i neoplatonici. La comunicazione, il dialogo, il discorso, il Logos sono rivelazione. 
Ogni comunicazione dovrebbe sempre essere sempre rivelativa. 
In questo incontro, fisicamente e metafisicamente, si è prodotto il fenomeno dell'entanglement, cioè una relazione subatomica e non locale tra le cose. 
Quindi è un racconto sulla necessità di entrare in contatto con "l'altro". L'altro è il ritorno dell'anima verso l'intellegibile e verso il bene. Questo diceva Plotino, parlando e riflettendo dell'anima, dell'Uno-Bene e della contemplazione. Il percorso che i due compiono assieme è "il fuggire di qui", pur essendovi totalmente immersi, quel percorso di cui scrive Platone nel "Teeteto". Ritrovare la vera libertà, ritirandoci in ciò che veramente siamo, riscoprendo il nostro essere originario. 
Nel "Fedone" Platone scrive anche "morte a sé stesso", che significa anche vivere profondamente nel mondo con "l'anima che deve rimanere lassù", nel regno dell'intellegibile. Questo vivono entrambi i personaggi di questo racconto, confrontandosi e risolvendosi.
Il "senatore", affronta così i suoi ultimi giorni, le sue più intime e terrene questioni, i suoi rapporti, le sue urgenze interiori, cristallizzando un coraggioso "bilancio" della sua vita.

 

Trieste 29 maggio 2017

 

Alberto Brumat
studioso di filosofia
e socio sostenitore 
di Antropologia Terzo Millennio