Atom Feed RSS Feed

Il mio profilo

My Photo
Name: millennioenergetismocomunicazioneempatia
Location:

Calendario

Ultimi Commenti

Archivio

RICERCA

Commento di Alberto Brumat sul Libro "Cosmoempatia" di Nicola Feruglio

postato da millennioenergetismocomunicazioneempatia.blog.aruba.it [20/10/2017 10:55]
foto

 
Commento di Alberto Brumat sul Libro "Cosmoempatia" di Nicola Feruglio
(BookSprint Edizioni 2017) 


Il libro di Nicola Feruglio ci vuole mostrare e suggerire il modo in cui poter provare un sentimento.

Il sentimento - questa la tesi di questo testo, sviluppata attraverso un'analisi filosofica rigorosa e brillante e sincretica - che può liberarci da una resistenza che ci tiene prigionieri e immobili e può donarci ciò che è già in noi ma che per molti di noi è sconosciuto e non sviluppato, cioè il senso dell'empatia e di quell'egemonico pianto di cui l'autore scrive in un componimento poetico che si trova all'interno del secondo capitolo e che si intitola : "Nel fondo di me abita un egemonico pianto".

Vi è una resistenza un moto contrario a quello che muove e connette tutte le cose nell'universo. Un allontanamento dall'Uno filosofico, un immobilismo che appesantisce la nostra vita.
Questo è il pantano degli io che controlla o meglio fa andare la nostra macchina umana e che ci allontana dalla simpateia che non ci fa essere ciò che siamo e a cui naturalmente tenderemmo. Per quanto riguarda questo discorso si legga il primo capitolo di questo libro e il componimento poetico intitolato: "quando l'empatia ci vincerà". Inoltre dello stesso autore si veda anche il materiale didattico raccolto durante il primo congresso di A.T.M del 2011 intitolato: "2011-2012 il karma delle nazioni?".

Un sentimento che connette e fa sì che il tutto partecipi dentro di noi e che noi si possa tendere a questo tutto. Qualcosa da scoprire, indagare, sviluppare che può cambiare per sempre il nostro destino individuale e per la gnoseologia filosofia samaeliana anche quello collettivo dell'umanità.

Nel titolo del libro c'è già tutto e nel termine cosmoempatia sta la grande sfida che ci lancia Nicola. La teoria dei principi e delle idee, il discorso sul demiurgo o mito dell'iperuranio sono concetti che vanno in parallelo al concetto di empatia.

Il mio sarà un tentativo di suggerire ulteriori rimandi filosofici e di soffermarsi su alcuni concetti e pensieri di autori che Nicola Feruglio tratta e su cui riflette. In particolare Platone e Novalis. La teoria dei principi si può comprendere nella dimensione dell'oralità dialettica, questa l'urgenza filosofica-conoscitiva con cui sono costruiti i dialoghi platonici.
Per Platone, il grande filosofo ateniese vissuto nel IV sec.a.C., l'atto creativo/produttivo disvela a sé stesso e maieuticamente a noi stessi. L'idea per Platone non è un ente di ragione ma un essere o forma-essenza. Le idee partecipano della molteplicità ma sono ciascuna unità unificante questa molteplicità. La vera conoscenza che è partecipazione alla realtà-verità o potremmo dire il farsi vivere da questa verità, consiste nell'unificare la molteplicità.
Nello straordinario dialogo intitolato "La Repubblica" citando testualmente: "l'uomo comune non sopporterebbe se altri dicessero che uno è il bello il giusto e così via. Gli uomini ordinari vanno errando nella molteplicità e non sono filosofi". Il filosofo sa vedere l'insieme e sa cogliere la molteplicità nell'unità. Chi sa vedere l'insieme è dialettico chi no, no dice Platone. Nel Fedro, nella grandiosa metafora dell'iperuranio, parola che letteralmente significa ciò che è sopra il cielo, sopra il sensibile.
Nel luogo sopra celeste, vi è e vi abita l'essere. Bisogna frequentare la verità e bisogna avere coraggio di dire la verità. Più partecipiamo e viviamo in essa più abbiamo la possibilità di conoscere e di fonderci in questo tutto, di provare questo sentimento. Questo sentimento Platone lo chiama anche pilota dell'anima, l'intelletto. Vedendo l'essere potremo dire gnosticamente, Platone e contemplando la verità ce ne nutriamo e ne godiamo. La scienza infatti per Platone è scienza di ciò che è veramente essere.

 A grande sfida di Nicola Feruglio e di tutto ciò che ha scritto finora, anche nei seminari e nelle conferenze esposte oralmente è quello di superare la dicotomia fra fisico e metafisico, spirito e materia attraverso riferimenti, riflessioni filosofiche, poetiche e letterarie e anche e soprattutto la filosofia samaeliana. Platone in un altro passo legato alla riflessione sull'iperuranio, scrive: "Il sensibile si spiega solo con il soprasensibile, il corruttibile con l'essere incorruttibile, il mobile con l'immobile, il relativo con l'assoluto, il molteplice con l'uno". Per quanto riguarda Novalis, questi è citato nel primo capitolo del libro e l'autore ne parla e lo riporta in altri suoi scritti, soprattutto nel suo primo saggio filosofico.

 Novalis che è un filosofo, poeta e scrittore tedesco vissuto nella seconda metà del 700 e che si inserisce e/o muove le sue basi, il suo pensiero, all'interno del movimento romantico, pone come centrale, nella sua riflessione il carattere analogico dell'universo o del tutto potremmo dire. Gli dice infatti che per conoscere le cose abbiamo bisogno di una conoscenza poetica-analogica la quale si ottiene attraverso una poetizzazione della scienza. Questo il tentativo speculativo/creativo che caratterizza l'ultimo periodo della sua produzione. Novalis ci dice di più, questa conoscenza si ottiene durante un lungo e lento cammino della coscienza. La coscienza quindi scopre il legame misterioso che lega tutte le cose. L'analogia è legge cosmica ecco il legame con Platone, Samael e con il quantismo.

 A legge del mutamento quindi regola la vita. Dobbiamo porre al centro il cambiamento e la sensibilità. In questo senso è importantissima la figura del maestro che si ricollega con il concetto di mentore, trattato da Nicola Feruglio in questo libro. È un aiuto, un tramite e un mezzo che insegna la forza unificatrice, favorisce una trasformazione della coscienza o una rivoluzione della coscienza come ci insegna un secolo e mezzo dopo il pensiero e la filosofia di Samael Aun Weor, un movimento, un'azione che da centrifuga deve divenire centripeta.

Il maestro prepara lo spazio per giungere all'uno e/o ricongiungersi ad esso ci espande nel tutto, ci fa divenire ed essere... lo spazio in cui esserci direbbe Heidegger. Nei 7 capitoli di questo libro Nicola Feruglio ci conduce in un cammino, vi sono in ogni capitolo dei momenti illuminanti in cui vi è uno scambio fra due livelli fra due posizioni, una poetica e una fatta di esperienza di vita personali.
In conclusione direi che siamo difronte ad un libro densissimo e profondissimo che attraversa generi, culture diverse e diversi filosofi e che parla di ognuno di noi e del Cosmo intero.

In ultimo, vorrei dire empatia, come strumento per vivere-essere vissuti dal divino e conoscere, occuparsi di sé e quindi degli altri e viceversa.

Trieste, ottobre 2017

 Alberto Brumat

(studioso di filosofia e studente di Antropologia Terzo Millennio)