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Empatia: il rapporto del maestro con i bambini - Isabella Diamanti ( A.T.M.)

postato da millennioenergetismocomunicazioneempatia.blog.aruba.it [20/05/2013 19:37]
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EMPATIA:

il rapporto del maestro della scuola dell'infanzia

con i bambini.

 

Roma, Maggio 2013.

I tempi di oggi sono molto difficili ed anche l'insegnamento non è da meno. Per la mia piccola esperienza posso dire che i bambini pur essendo piccoli e fragili, sono allo stesso tempo anche molto complessi.

Per poter stare con loro e dare loro qualcosa bisogna calarsi nel loro mondo cercando di sentire come loro sentono e vedere in loro noi quando eravamo piccoli, come percepivamo le cose, il mondo e non dimenticarci di questo.

I bambini essendo spontanei avvertono la nostra sincerità e la nostra capacità di saper o no toglierci di dosso il nostro passato che come un pesante fardello, un ingombro ci impedisce di romper la barriera che divide l'adulto dal mondo infantile.

Il bambino non vive ne il passato ne il futuro, ma il presente, questo ci insegna. Osservare con attenzione la concentrazione e la serietà con cui un bambino gioca, è straordinario perché è tutt'uno con quello che sta facendo, e da questo c'è molto da imparare. Samael Aun Weor dice:

"Il bambino nasce con la capacità di meravigliarsi, che però viene repressa ed offuscata dalla famiglia e dalla scuola".

Questa capacità di meravigliarsi è un sintomo delle facoltà dell'anima che sono latenti in noi e che dobbiamo sviluppare per creare un vero uomo psicologico. Dobbiamo insegnare ai bambini ad avere pensieri indipendenti, a pensare con la propria testa anche andando contro gli altri. Non dobbiamo opporci al loro potere creativo affinché siano esseri liberi e intelligenti per poter affrontare tutte le difficoltà della vita. (guida didattica di A.T.M. Libertà dalla Mente).

"Dobbiamo insegnare loro ad avere fiducia in se stessi e non cercare sicurezza fuori, in qualcosa o qualcuno, perché la paura e la ricerca di sicurezza rendono la vita un inferno".

Educazione Fondamentale - pag. 45 cap. VI

Ogni insegnante dovrebbe prendere spunto da ciò e riflettere su questo per poter svolgere con maggior coscienza questo nostro lavoro così delicato ed allo stesso tempo così importante.

Frequento A.T.M da un po di tempo e gli studi che ci propone mi hanno sensibilizzato ad auto osservarmi nel rapporto che ho con i bambini per scoprire in me quali sono i meccanismi che mi muovono nell'esercitare l' autorità su di loro. Rispetto ad un po di tempo fa, sicuramente mi metto più in discussione per saper fin dove devo usare la severità e dove non, perché come dice Samael Aun Weor, "Ogni rimprovero ingiusto rimane nella psiche" ed inoltre : La disciplina severa distrugge la sensibilità umana e ci rende insensibili al dolore umano."

Educazione fondamentale cap. VI pag.32

Facendo tesoro di ciò, dobbiamo vedere in ogni bambino un nostro figlio e provare amore per lui, giocando con lui, ascoltandolo, comprendendolo ed anche perché no, rimproverandolo come se in quel momento fossimo noi il suo genitore e lui nostro figlio. Solo così si può entrare in profonda comunicazione con quel bambino. Provando amore. Spesso nel mio lavoro capitano e purtroppo sono sempre più frequenti, bambini classificati " casi sociali", sono quei bambini con situazioni familiari molto difficili, che hanno subito violenza psicologica o fisica o entrambe, con genitori alcolizzati o drogati o violenti e con disturbi psichici. Alcune volte in queste situazioni c'è l'allontanamento forzato di uno dei due genitori da parte del tribunale. Sono bambini umiliati e se non sono compresi fin da subito dall'insegnante tendono sempre di più a trincerarsi per difendersi dietro l'arroganza, la rabbia, la violenza. Cerco alla luce dell'empatia di consolarli, di mettermi dentro al loro dolore e di ripagarli in qualche modo, delle loro sofferenze integrandoli il più possibile con il gruppo classe, facendoli sentire capaci ed importanti dando loro oltre che giusti rimproveri anche tenerezza, amore, comprensione e dolcezza.

Non c'è cosa più bella che vedere che un bambino di 4 anni che all'inizio dell'anno scolastico, scarabocchiava come un bambino di 3 anni usando solo il colore nero e marcando molto il segno, s'irrigidiva stringendo i pugni, urlando e serrando gli occhi ad ogni buona regola di convivenza che gli si cercava di insegnare, dava calci e pugni e non si relazionava con nessuno della classe, ora è sicuramente più tranquillo, i momenti di rabbia si ci sono , ma sono meno frequenti, entra in classe con il sorriso, gioca con i compagni ed ha voglia di partecipare alle attività. 

E' lui che lo chiede. Partecipa con entusiasmo ai piccoli compiti giornalieri che ogni bambino a turno svolge. Come metter in ordine la classe, riempire la brocca d'acqua per darla ai compagni e dare per la colazione e la merenda ad ognuno lo zainetto. Nel disegno è migliorato, e, oltre il nero usa anche il rosso , giallo ecc .

Certo c'è ancora molto da lavorare, ma questi sono traguardi che ci riempiono di gioia.

"Quando di tutto cuore aiutiamo qualcuno, quando in modo naturale e spontaneo curiamo l'albero e bagnamo i fiori del giardino senza che nessuno ce lo chieda, c'è autentica generosità, Vera Simpatia, Vero Amore".

 Samael Aun Weor Educazione fondamentale, pag 76 cap. XII

 

Isabella Diamanti

(socia-sostenitrice di A.T.M.) 

 

 

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