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Gigi (The Genius) Ronchetti - intervistato da Nicola Feruglio - Musica e Conoscenza 2014

postato da millennioenergetismocomunicazioneempatia.blog.aruba.it [20/11/2014 12:20]
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“MUSICA e CONOSCENZA”

(Como - Novembre 2014)

 

 

Gigi Ronchetti -  Sound engineering, grande esperto di musica, ideatore del sistema hardware e software di  Radio Como.

Nicola Feruglio -  Antropologo gnostico, fondatore nel 2008 dell’Associazione Antropologia Terzo Millennio.

 

Caro Gigi, dopo circa vent’anni siamo di nuovo insieme a Como, in quest’umido novembre 2014, a parlare e a condividere l’antica passione per la Musica e per la sua gemella la Filosofia.

Sono felicissimo ed onorato di aver ritrovato il mio Mentore Gigi, ancora animato da quella passione demonica verso la Musica, quella passione che tu avesti cura di trasmettermi negli anni ottanta, attraverso intensissimi colloqui su Arte, Musica, Comunicazione, Vocazione, Empatia e Spiritualità.

Colloqui che conservo ancora nitidamente nella mia memoria, colloqui che contribuirono in maniera discriminante e decisiva alla mia crescita psichica e vocazionale; l’inconfutabile dimostrazione di ciò che dico, sta nel fatto che i contenuti dei nostri colloqui, riemergono continuamente nelle mie conferenze e nei miei seminari gnoseologici, che realizzo come presidente di Antropologia Terzo Millennio.

Caro amico Gigi, l’autenticità di un vissuto reale, di una condivisione empatica, non muore mai, continua a contagiare creativamente, si propaga all’infinito, come il suono…

Ti ritrovo oggi, ancora disponibile a confrontarti con me e a orientarmi nuovamente riguardo Musica e Conoscenza,  con la stessa voce accattivante e con la medesima spiccata intelligenza che di te ricordavo; entrambi, siamo ancora alla ricerca di quella musica perfetta, di quel suono risolutore, di quella frequenza vibratoria causale, che ogni uomo e donna cercano,  quella Musica che sia in grado d’interpretare il nostro esserci, qui ed ora, che sia in grado d’interpretare il nostro vivere e morire, il nostro Viaggio e la ricerca del nostro vero Essere…

Ma veniamo a noi, in questa nostra conversazione rifletteremo sulle tante cose che ci dicemmo vent’anni fa e su quelle che dobbiamo dirci oggi, all’alba del terzo millennio, l’argomento è sempre lo stesso, il rapporto tra musica e conoscenza, una questione che vibra fin dalle origini della storia, la Musica intesa come consustanziale alla vita e alla Conoscenza.

Come direbbe Platone, la musica è reminescenza, ci trascina all’appuntamento con noi stessi,  la musica è quell’incredibile fenomeno universale, in grado di fondere la nostra natura sensoriale (physis) con la nostra natura spirituale (ousia).

E quindi amico mio, parliamone…

 

NICOLA FERUGLIO: Caro Gigi  partiamo dalle origini, chi ti ha iniziato all’amore per la Musica?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Credo che la Musica sia stata sempre in me. Non vi sono persone particolari che mi hanno iniziato alla Musica, credo che l’amore per la Musica sia in me innato. Ho coltivato tutta la Musica ed in particolar modo quella classica ed il jazz, due tipi di musica che non si elidono, ma si completano; la Musica non è solo ciò che crediamo che sia (per limiti personali e culturali), la musica abbraccia tutto lo scibile umano e tutto il sapere…

NICOLA FERUGLIO: La Musica che tipo di conoscenza conferisce all’ascoltatore?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: La Musica conferisce all’ascoltatore la Conoscenza totale. Prendiamo ad esempio Beethoven, che è un gradino sopra di tutti, quando musicalmente esprime questa domanda: Perché non mi rispondi? Nella sua Musica vi è concentrata un’enorme domanda ed un’enorme silenzio. L’enorme domanda:  perché non mi rispondi? E poi  l’enorme silenzio che così si risolve: perché non vi è nulla da dire… Questo è Beethoven, Musica Totale.

NICOLA FERUGLIO: Riflettiamo ora sul suono in  quanto tale, tu come ingegnere del suono, hai sempre ricercato la purezza del suono, muovendoti in un terreno di confluenza tra Arte e Tecnologia, qual è il tuo punto di vista riguardo al rapporto che oggi  l’arte musicale ha con la tecnologia?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Forse la Musica non ha a che vedere con la tecnologia (ancorchè la tecnologia c’è la faccia fruire), questo lo dico perché ritengo che non ci sia niente di più puro di una sinusoide che viaggia per mare e per terra, una vibrazione impalpabile che raggiunge vertici inimmaginabili, quel suono che finisce la dove è iniziato… Arte e Tecnologia sono in eterna contraddizione, ma devono necessariamente convivere.

NICOLA FERUGLIO: Quando nei primi anni settanta hai inventato il sistema hardware e software di Radio Como, la terza radio libera in Italia negli anni settanta (dopo Radio Alice e Radio Milano International, nata in opposizione al monopolio della Rai e promotrice della musica alternativa), qual’ era la motivazione che ti animava?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Era il post sessantotto, era un periodo nel quale non vi erano singoli personaggi che emergevano, era un momento storico di slanci collettivi, l’idea di uno ispirava l’idea dell’altro e così via. Un turbinio di emozioni e progetti. Ora sarebbe complesso spiegare come si costruisce un’antenna, posso dire che come tecnico di riferimento a  Radio Como, rendevo possibili le trasmissioni di messaggi e di musica alternativa, quei messaggi e quella musica che il monopolio rai non veicolava.

NICOLA FERUGLIO: Pensa che a casa mia a  Monfalcone ci sono ancora le casse “Resilience audio” che tu hai progettato e brevettato; in sintesi io ho ascoltato e studiato musica su un supporto tecnologico da te ideato, capisci dunque la natura della mia riconoscenza nei tuo confronti… Le “Resilience audio” che meta acustica dovevano raggiungere?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Una sorta di perfezione teorica, almeno qualcosa che determinasse  uno standard per una nuova forma di ascolto, suggerendo alla gente, un allargamento del campo di vedute sulla Musica.

NICOLA FERUGLIO: Si può dire che queste casse e, in generale, le innovazioni hi-fi hanno cambiato la percezione della musica?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Io credo di si, quelli erano i mezzi per avere una visione della musica più ampia e coinvolgere più persone all’ascolto, perché la Musica è essenzialmente coinvolgimento.

NICOLA FERUGLIO: Ecco, io so che tu venivi assunto da privati affichè gli allestissi delle sale d’ascolto, questo ora si è un po’ perso…

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Si, si è perso per questioni economiche ed anche perché si è perso il culto di un suono maturo come quello delle “Resilience audio”, che anticipasse il suono del futuro.

NICOLA FERUGLIO: Cosa pensi del fatto che oggi la musica si ascolta su you-tube?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Una bruttura! Non c’è più pathos, la Musica così ascoltata, è sempre meno un’esperienza mistica ed è sempre più un fatto esclusivamente emozionale (che pur essendo valido), è però molto riduttivo. Se accettiamo la Musica come “valore assoluto” che si riassume in unica frequenza e che risale da chissà dove…, è evidente la contraddizione.

NICOLA FERUGLIO: Quali sono i musicisti e compositori che brillano nel tuo personale Pantheon musicale?

GIGI “GENIUS” RONCHETTI: Credo di amare sopra ogni cosa Mozart, poi Bill Evans, Keith Jarrett, Thelonious Monk, Oscar Peterson (grandissimo esteta della Musica), Brian Eno (che ritengo verrà presto rivalutato dalla critica), i Sigur Rós …

NICOLA FERUGLIO: Mi piacerebbe molto che tu rievocassi, l’esperienza che hai fatto con il grande jazzista americano Steve Lacy, esperienza che ti ha valso l’epiteto di “The Genius”, com’è andata?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Il contesto culturale era dell’Autunno musicale di Como (diretto da Italo Gomez), il grande jazzista Steve Lacy era stato invitato a realizzare un concerto in un luogo un po’ ingrato…, una chiesa sconsacrata di Como (la chiesa che si trova al fianco della prefettura). La scena sonora si rivelò subito insoddisfacente per Steve Lacy. Io ero li per registrarne il concerto per conto di Radio Como;  non posso dimenticare che dietro di me vi erano i tecnici della radio Svizzera italiana con due microfoni Neumann incredibili… Io con strumenti meno raffinati ho cominciato a giocare con il suono, a posizionare microfoni e a tirare fili e, questo mio “giocare” creativo con il suono di Steve Lacy, a lui evidentemente è piaciuto; ed alla fine la mia registrazione è risultata la migliore, la radio svizzera italiana l’ha spacciata per propria e quando Steve Lacy ha ascoltato le varie registrazioni ha dichiarato che la mia era la migliore. Poi lo stesso Lacy, ha voluto che sulla copertina dell’album “AXIEMME" (1977),  come engineer ci fosse scritto: Gigi "The Genius" Ronchetti.

 NICOLA FERUGLIO: Gigi mi sapresti dire tecnicamente che cosa hai fatto di diverso dagli altri?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Nicola, non si tratta di “cosa” ma di “come”…

NICOLA FERUGLIO: Si tratta quindi di sensibilità acustica?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Si, Lacy credo volesse dire che, in quella registrazione, si fosse colto qualcosa del suo suono e che quindi, riconosceva come proprio.

NICOLA FERUGLIO: La cosa interessante di questa vicenda sta nel fatto che, non è il produttore a voler far comparire il “The Genius” a te attribuito, ma è il musicista! Ciò significa che si è sentito registrato come lui avrebbe voluto essere percepito!

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Si bravo è proprio così.

NICOLA FERUGLIO:  Una delle lezioni che ritengo di aver imparato da te, è l’arte dell’ascolto, una particolare attenzione contemplativa alla musica; sono moltissimi coloro che producono e fanno musica, ma sempre meno coloro che l’ascoltano veramente…

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: E’ verissimo, io credo che quando la Musica è  solo evocazione di se stessa, e non fa altro che rimbalzare e rimpallarsi, diviene fine a se stessa; ma se la Musica si fa infinitesimale, quando no ha più niente di materiale e diviene frequenza pura, l’ascolto allora diviene decisamente altro…

NICOLA FERUGLIO:  Ti sarebbe piaciuto scrivere musica?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Forse, ammiro troppo coloro che mi fanno amare la musica, per invadere il loro campo.

NICOLA FERUGLIO: Nella tua vita professionale quanto ha contato l’autodidatticità?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Si moltissimo, perché da politico non avevo niente da dire, da filosofo forse un po’, ma da ricercatore si avevo qualcosa da dire, dare forma al suono…, si può quindi dire, che sono stato un autodidatta.

NICOLA FERUGLIO: A tal proposito non posso dimenticare il discorso che facemmo venta’anni fa, quando ci concentrammo su The Köln Concert di Keith Jarrett, in quell’occasione tu mi dicesti: al di là della sua tecnica improvvisativa straordinaria, senti come ripete la stessa nota, la risuona continuamente in tutte le sue varianti, cercando di definirla, di risolverla, senza riuscirvi mai, ma è proprio questo suo insistere che lo rende un musicista modernissimo e geniale, perché si trova dinnanzi a sé e, quindi, al proprio limite umano

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Io credo fortemente in questo che tu mi hai appena letto, credo che in questa definizione ci sia tutto lo spirito di Jarret. Io amo molto Keith Jarrett e lo ritengo un allievo di Bill Evans.  Si questa definizione credo sia semplicemente Vera.

NICOLA FERUGLIO:  Oggi la Fisica Quantistica sostiene che la “Realtà” sia una fusione dell’osservato con l’osservatore, questo mi ha sempre fatto pensare quanto sia decisivo colui che guarda, colui che ascolta, colui che accoglie; in sintesi quando ascolti e studi qualcosa la cambi. La musica mi pare il fenomeno più incline a dimostrare questa illuminante tesi scientifica…, cosa ne pensi?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Si, quando penso alla musica, penso all’Arte vibratoria del suono; che è purezza infinita e strumento per fondersi con Dio…

NICOLA FERUGLIO:  In questa nostra conversazione su Musica e Conoscenza, merita  particolare menzione il brano “Peace Piece” dal grande pianista Bill Evans…

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Ma su Peace Piece no so cosa dire, è un circolo, un eterno ritornare, una pace che si dà pace, e questo credo che sia il fine ultimo di Bill Evans; come noti io tendo sempre ad un valore assoluto e non ho paura di smentirmi dicendo che questo “ritorno del ritorno” ai valori assoluti, sia una cosa necessaria.

NICOLA FERUGLIO:  Quando ascolti  Peace Piece senti odore d’assoluto?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Si, è proprio questo l’oggetto della mia ricerca.

NICOLA FERUGLIO: Come ho avuto modo di raccontarti, l’associazione che presiedo (Antropologia Terzo Millennio), si sta radicando in Argentina e, di conseguenza, sono iniziate le nostre investigazioni antropologiche relative a quella terra bellissima che, nell’agosto del 2014, ho potuto conoscere direttamente; a tal proposito m’interessa moltissimo l’esperienza personale e professionale che hai fatto con  Atahualpa Yupanqui, il grandissimo cantautore, chitarrista e scrittore argentino. Raccontami…

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Si, di quell’esperienza (anche in questo caso il contesto era l’autunno musicale di Como), non posso dimenticare due cose che questo grande artista mi disse. Mi disse che la sua voce (semplicemente unica), mai sarebbe stata accettata in un coro. La seconda è che, logicamente, le sue mani mai avrebbero potuto suonare, (questo a causa delle note menomazioni subite dall’aggressione di un gruppo di destra, che intendeva vietargli di suonare e cantare); ed invece cantò e suonò in maniera straordinaria…, al di là dell’aspetto tecnico, (possedeva una tecnica chitarristica straordinaria), mi ha trasmesso delle emozioni indimenticabili.

NICOLA FERUGLIO: Probabilmente quell’aggressione e quel vile tentativo di zittirlo, gli ha dato una motivazione superiore, forse la sua immensa grandezza sta proprio nell’aver saputo tradurre il suo dolore in Arte musicale…

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: E’ così!

NICOLA FERUGLIO: Una delle tante cose di cui ti sono riconoscente, è una lunga chiacchierata sulla pianista portoghese Maria João Pires, attraverso l’ascolto della quale, penetrai nell’ “Assoluto” di Wolfgang Amadeus Mozart; parliamo di Mozart e della sua grande interprete, la Pires…

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Maria João Pires semplicemente geniale, lei riesce ad essere “semplice”.

NICOLA FERUGLIO: Tu credi che lei sia la più grande interprete di Mozart?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Per piano forte si! Riguardo la Musica di Mozart è una Musica per bambini, una musica infantile (salvo poi eccellere in maestosismi), eppure nella sua magnifecienza è umile, si fa capire da tutti, non è mai triste…

NICOLA FERUGLIO: Nel nostro precedente incontro ti ho chiesto quale musicista in questi ultimi anni tu avessi seguito, e tu mi hai citato i Sigur Rós; un gruppo musicale islandese formatosi a Reykjavík nel 1994. La cosa interessante e che qualche mese fa Davide Forte, (amico e collaboratore di A.T.M.), mi aveva  indicato alcuni brani realizzati dal leader dei Sigur Rós, sincronicamente prima di rincontrarci, stavamo ascoltando la stessa musica…

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Si avrai capito che mi piacciono Sigur Rós. Credo che il modo di suonare dei Sigur Rós è totale; è una mescolanza di minimalismo e massimalismo, è un tutto…

I Sigur Rós  secondo me, riescono musicalmente ad esprimere la vera solitudine dell’uomo, che non è negativa, è semplicemente la realtà dell’uomo. E’ una musica che ritorna all’inizio della Musica stessa, una questione che vale la pena di essere esplorata.

NICOLA FERUGLIO: Nel 2007 scelsi come motto per  l’associazione A.T.M., “accipe daque fidem” (ti dono la mia fede, tu porgimi la tua), una frase estratta dall’Eneide di Virgilio; il troiano Enea (ispirato dal Dio Tevere che in sogno gli consiglia di allearsi con il greco Evandro), si reca da Evandro e, con questa frase, trasforma un potenziale conflitto in un’alleanza; motto che ho adottato per la sua musicalità e per la sua empaticità. Cosa ne pensi?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Credo che tutto dovrebbe essere così, le relazioni umane anzitutto, ma non solo, in generale dovrebbe essere così il nostro rapporto con il mondo. Hai sviscerato qulacosa che non ha viscere..., perchè è l'Essenza! E’ incredibile, ma se noi facciamo nascere tutto da un’idea di Energia che fa capo alla “frequenza”, che si risolve continuamente nell’essere qualcosa di “altro”da sé; tutto, tutto, assolutamente tutto sarebbe più in alto, più elevato.

E’  Dio che diventa uomo e l’uomo che diventa Dio, fenomeno che si ripete continuamente, questa è una cosa semplicemente struggente…

NICOLA FERUGLIO: E quindi Gigi…, accipe daque fidem?

GIGI “THE GENIUS” RONCHETTI: Beh, direi proprio di si!

NICOLA FERUGLIO: Caro Gigi, siamo giunti al termine di questa illuminante intervista; la Musica è decisamente una Passio verso l’infinito, la musica è superamento dell’io, superamento del me stesso, l’ascoltiamo come forma di Conoscenza e di Meditazione, ti ringrazio per il tempo e l’attenzione che mi hai donato.

 

Grazie infinite amico mio!

Accipe daque fidem

 

 

P.S.

L'intervista a Gigi Ronchetti, è stata realizzata tra il 16 ed il 17 novembre 2014, presso l'ospedale Valduce di Como. Il 20 novembre, un' ora dopo che l'intervista fosse stata pubblicata su questo blog, Gigi Ronchetti, consapevole di ciò che gli stava accadendo ed assistito dai suoi cari, disincarnava... L'intervista è dunque l'ultima fatica morale che Gigi ha realizzato, e le sue risposte alle mie domande, sono le sue ultime confessioni filosofiche... (Nicola Feruglio, Marzo 2015) 

 

 

 

*Gigi “The Genius" Roncetti, ha espressamente richiesto che, come compendio grafico di questa intervista, siano inseriti nell’articolo, due opere del “giovanissimo artista” Lorenzo, suo amato nipote.