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Palermo centro del Mediterraneus - di Roberto Carlando - conferenza A.T.M. "L'Archetipo di Enea".

postato da millennioenergetismocomunicazioneempatia.blog.aruba.it [09/11/2015 15:35]
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"PALERMO CENTRO DEL MEDITERRANEUS"


Uno degli eventi culturali più interessanti fatti in Italia nel primo semestre del 2015, ha visto Antropologia Terzo Millennio realizzare all'interno della manifestazione "La settimana delle culture " con il patrocinio, tra gli altri, dell'Assessorato alla Cultura del comune di Palermo e del Ministero dei Beni Culturali, una conferenza intitolata "L'Archetipo di Enea".
Attraverso le pagine della storia Nicola Feruglio seguendo le tracce del Filosofo Samael Aun Weor, estrae lezioni per capire le dinamiche della Storia contemporanea.


A prima vista, la vicenda di Enea, può sembrare un tema distante dalla contingenza delle persone e dalla crisi economica, un tema per studiosi o per un'elite culturale, ma in realtà questo è un tema attualissimo, infatti la storia di Enea e la sua gente narrata da Virgilio e Omero, parla di profughi che scappano da una civiltà in fiamme, distrutta da una sanguinosa guerra tra Greci e Troiani... mai tema è stato più attuale di questo... nessuna vicenda descrive meglio ciò che milioni di profughi stanno vivendo per fuggire dalla barbarie dei conflitti bellici, dalla persecuzione, dalla fame, dalle pestilenze e dalla carestia; dovendo affrontare innumerevoli ostacoli e facendo immani sforzi per arrivare in Europa.
Per avere solo un'idea del fenomeno, la Crocerossa internazionale parla di 4 milioni di sfollati solo in Siria; che sono stati accolti nei campi profughi di Turchia, Kurdistan, Giordania, Libano ed Egitto.


Quelle centinaia di migliaia che riescono ad arrivare in Europa, sono l'elite della società Siriana, gli altri non hanno la forza fisica ed economica per arrivare in Libia ed attraversare il mediterraneo, oppure in Grecia e da qui via terra arrivare nel nord dell'Europa.


Enea e la sua gens (gente) dopo un lunghissimo viaggio si unisce con i Latini e gli Etruschi per dare vita a ciò che diventerà l'impero Romano che è l'origine dell'Europa e dell'Occidente. Enea è arrivato nel Lazio dalla Cappadocia, l'attuale Turchia, cioè il medioriente per dare vita a quello che diventerà una delle più importanti civiltà della storia; non dimentichiamo che il diritto romano è la base di tutti i codici giurisprudenziali del mondo, l'arte e l'architettura romana hanno influenzato venti secoli di storia, gli scrittori Romani hanno diffuso il pensiero dei grandi filosofi greci in tutta Europa e nel Mediterraneo, per citare solo alcuni esempi.


Come dire che la mescolanza di etnie e culture diverse crea le basi per grandi cambiamenti, grandi trasformazioni, grandi progetti e grandi economie.
Credere di poter arrestare questo fenomeno migratorio che l'occidente ha contribuito a creare con la propria politica predatoria e schiavistica, con qualche intervento dell'ONU è una mera illusione.


Non è certo una soluzione ideale operare oggi con interventi militari nelle zone "calde" del pianeta, credendo di portare la pace e/o esportare i valori della nostra democrazia, al fine di arrestare il fenomeno migratorio; ricordiamoci ‎l'antico detto "Sangue chiama sangue", "violenza chiama violenza ". Ogni azione porta delle conseguenze. Le azioni militari dell'occidente aggraveranno il ritorno di effetti disastrosi, come abbiamo visto in Libia.
Respingere i migranti, come vari paesi europei stanno facendo è una cosa tremenda solo da pensare ed anche antieconomica.


Se pensiamo che solo in Italia vi sono molte zone nelle Alpi e Appennini, che si stanno spopolando e dove il costo degli immobili si è azzerato, lì si possono portare i profughi impiegandoli nell'agricoltura, nell'allevamento, nel rimboschimento delle aree boschive e nell'approntamento di opere idrogeologiche di difesa del territorio; contribuendo a ripopolare e rilanciare zone depresse.


Qualsiasi sia l'analisi da cui partiamo per interpretare il fenomeno migratorio, che ormai ha assunto dimensioni planetarie, per risolvere il problema alla radice, è necessario restituire a questi popoli ciò che gli è stato tolto da un punto di vista delle risorse naturali, energetiche, economiche, etc.


Come se non bastasse, Hillary Clinton ex segretario di Stato americano, di recente, in un intervista, ha dichiarato a proposito del califfato islamico, che sta sconquassando Siria e Iraq (per fare solo un esempio): "quella è roba nostra che ci è sfuggita di mano"; questo da solo chiarisce perfettamente qual'è il ruolo dell'occidente nei conflitti bellici che stanno sconvolgendo gli equilibri di vaste aree del pianeta, destabilizzando intere popolazioni; ruolo che va dal finanziamento alla fornitura di armi da guerra, di qui l'occidente ne è il maggiore produttore.


E' interessante che proprio in Sicilia e a Palermo, culla della Magnagrecia, si siano create le premesse per poter innescare profonde riflessioni, sulle dinamiche che sconvolgono tutti i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo e non solo, ancora una volta questa città si riconferma centro geografico, filosofico e culturale, ponte tra il nord e il sud, tra l'est e l'ovest del Mediterraneus.‎ Crocevia di migranti, etnie, e culture, dove la dialettica tra lo scontro e l'incontro del "diverso" può creare nuovi scenari futuri.

 

Roberto Carlando

Responsabile di Antropologia Terzo Millennio sezioni di Firenze e Trieste.