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Recensione di Enza Margeri al libro "COSMOEMPATIA" di Nicola Feruglio (BookSprint edizioni 2017)

postato da millennioenergetismocomunicazioneempatia.blog.aruba.it [04/07/2018 14:18]
foto Recensione di Enza Margeri
al libro "COSMOEMPATIA" di Nicola Feruglio (BookSprint edizioni 2017)

Ci sono libri che attraversano la nostra esistenza come fugaci meteore, il cui ricordo si frantuma in fretta con lo scorrere del tempo, e ci sono libri che lasciano il segno e rimangono scolpiti dentro di noi per sempre, libri che è bello leggere e rileggere lentamente, libri su cui studiare e meditare a lungo perché ogni passo, ogni riga, ogni nota è colma di sapienza e pregiati insegnamenti che ti regalano il senso delle cose, dell'esistere e il nesso tra Bellezza e Realtà.
"Credo che in genere si dovrebbero leggere solo quei libri che mordono e pungono...", scriveva Kafka nel 1903, se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, perché mai lo leggiamo?
Un libro deve essere l'ascia che rompe il mare ghiacciato dentro di noi!"
Così sono gli scritti di Nicola Feruglio, così sono tutte le sue
conferenze e i suoi seminari, così è "Cosmoempatia".
Pagine che traboccano di quel sapere antico tristemente dimenticato, non un sapere inteso come un passivo e meccanicistico apprendimento di nozioni, ma "come una condizione dello Spirito in grado di nobilitare l'uomo", dove "l'intellezione è orientata, educata e indirizzata al riconoscimento del vero".
Sapienza, gioia, umiltà e gratitudine guidano questo saggio magnifico che non lascia spazio a fraintendimenti, il frutto maturo delle esperienze di un uomo che indaga la verità e "la verità", si sa, "non è questione di sofismi, concetti, opinioni... la verità può essere conosciuta solo attraverso l'esperienza diretta."
Non a caso Platone dice che l'esperienza è l'occasione che mette in movimento la possibilità della Conoscenza, che per lui è Ricordo.
Un libro che mette "ordine", chiarisce e discerne cosa è Empatia da cosa non è,
un'acutissima riflessione sul senso delle cose e delle relazioni, su come rendere straordinario l'ordinario e su come il fenomeno dell'empatia vive di
immedesimazione e si magnifica nel superamento del giudizio.
Quasi un diario di Viaggio, quello di Feruglio, ricco di pathos, di mistico e "innocente" stupore, commovente gratitudine, di infinite osservazioni e auto-osservazioni, di toccanti momenti decisivi, di profonde inquietudini spirituali, di "emozioni cosmo-empatiche". Un percorso auto-gnoseologico che scopre in modo rivoluzionario la straordinaria interconnessione tra noi e gli altri, tra gruppi, nazioni, etnie, razze, popoli, tra noi e il Cosmo tutto, mutando per sempre la visione della vita e il senso dello stare al mondo.
Cosmoempatia racconta di Compassione e d'Amore per tutte le cose, racconta di umiltà, servizio e fratellanza, ma di quella che ha poco a che fare con l'"eroismo" o il "superomismo" o con "l'essere buoni e disponibili", ma tanto a che vedere con l'essere coscienti. Non è una mera dinamica altruistica, non un atto moralistico, non un meccanicistico volontariato, né tanto meno un gesto autoreferenziale.
È qualcosa di più... È l'attuazione gioiosa e spontanea di quell' "Etica Rivoluzionaria" di cui parla Samael Aun Weor in Educazione Fondamentale, per cui servire diventa una scelta fortemente voluta e cosciente, avvertita come un privilegio e un atto d'amore che nasce dal "sentire" di fare parte di un immenso e inconoscibile progetto cosmico, in cui ciascuno è chiamato a fare la propria parte. Allora l'Empatia, e la conseguente pratica della fratellanza, diventa una grande Responsabilità individuale, sociale, cosmica che scaturisce dalla Visione, a lungo sofferta e inseguita, di offrire gratuitamente il proprio contributo, di dare al proprio passaggio sulla Terra il senso più profondo possibile e il valore più alto.
Ma il parto empatico non è roba semplice... "Il grado di Empatia è direttamente proporzionale al livello di Coscienza", scrive l'autore. Significa che questo "stato di fratellanza" si realizza naturalmente in coloro che, volontariamente, raggiungono un certo grado di coscienza: a un certo punto, all'uomo sul Sentiero della Fraternità, appaiono immaturi e infantili i moti separativi e competitivi che dividono individui e gruppi, abominevoli i conflitti e le guerre, ridicolo il risentimento e inizia così a sostituire la cooperazione alla competizione, la purezza di intenti ai tornaconti, il perdono alla vendetta e così via.
Cosmo-Empatia, dunque, come "eco-empatia" o "approccio eco-sistemico" verso tutte le cose che, scrive Andrea Pinotti, "riconsidera i rapporti empatici nel quadro di una complessiva interrelazione ecologica della specie umana con l'ambiente, gli
esseri viventi tutti, le risorse e il pianeta nella sua totalità".
Nicola Feruglio, però, va ancora oltre.
Nella sua opera si respira fortemente il senso e il valore SACRO dell'Empatia universale e dell'auto-empatia come percorso che porta alla "resa" della personalità-maschera all'Anima-identità, durante il quale tutte le nostre convinzioni riguardo a chi siamo, a cos'è la vita, a cos'è Dio, a cos'è la Verità e gli altri e a che cos'è lo stesso Cammino spirituale vengono smontate e distrutte.
"Il cammino empatico/spirituale è un processo di graduale disillusione".
"L'empatia, dunque", dice l'autore, "è figlia di una trasmutazione! Non può esserci autentica empatia senza trasformazione del mio narcisismo, del mio egoico dolore infantile, dell'orgoglio e della mia aridità... L'Empatia è figlia della mutazione del mio dolore, è un sentimento che inizia con la percezione cosciente della mia mediocrità.
Io sono tutto ciò che di me riesco a mutare!"
L'empatia diventa così una "competenza emotiva" e una pratica che inizia dal comprendere che qualsiasi ricerca del sé risulta fallimentare senza una cosciente relazione con sé stessi e con gli altri e senza quella costante e volontaria "correzione percettiva (DIANOIA) degli illusori confini tra sé e gli altri, tra sé e le cose apparentemente esterne".
In tale prospettiva ogni pensiero, parola e azione può diventare sacra.
Di "Cosmoempatia" ci sarebbe ancora tanto da scrivere, studiare, scoprire, con la stessa meraviglia ed entusiasmo di un'ape in un campo di fiori! Tuttavia, concludo citando un prezioso frammento di una poesia inserita nel secondo capitolo:
Cos'è allora quel "lasciarsi travolgere dall'empatia" se non l'arrendersi ad un catartico, liberatorio ed "empatico pianto, che è intima comunicazione tra me e me, gemella di quella tra me e gli altri... "E in quell' egemonico pianto incontro l'altro, proprio lì, dove ha inizio il mio Reale Essere... Quel pianto è un dio...un dio che scioglie" e, direbbero i buddisti, fa vedere la buddhità in tutti gli esseri viventi, attraverso la pratica della compassione, dell'imparare ad avere torto e del perdonare.
Ma che significa "perdonare"? Non è un'"assoluzione" o l'essere "buoni", a tal proposito Samael Aun Weor scrive:
"Perdonare significa fare un salto intuitivo, passare ad un livello superiore dell'Essere, significa liberarsi dal risentimento, dall'identificazione, dalla vanità, dalle paure, dalla mediocrità... Perdonare è essere intimamente felici...
Solo allora puoi Amare"!
Cosmoempatia è... un libro non per pochi, ma per tutti!
Cosmoempatia è... quell'ascia che rompe il mare ghiacciato dentro di noi!

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Palermo, giugno 2018

Enza Margeri
socia sostenitore 
di Antropologia Terzo Millennio