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"L'INVITO DELL'ALTRO" - riflessione di Federica Drago, sul Presidio Gnostico A.T.M.

postato da millennioenergetismocomunicazioneempatia.blog.aruba.it [08/02/2013 22:07]
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                              "L'invito dell'Altro"  


Sono felice di condividere in questo blog la mia piccola esperienza nel poderoso
progetto del Presidio Gnostico.

Il convegno nazionale del 5 Febbraio 2011 "2011 e 2012, il Karma delle Nazioni?" mi
suscitò una nuova fiducia. Con la proposta del Progetto Empatico si rinnovò in
me una gioia profonda legata alla speranza di un cambiamento. In
quell'occasione noi studenti ricevemmo un progetto pratico e immediatamente
applicabile, libero da fumose teorie, per lavorare sulle brutture della società
e di noi stessi. Mi sembrava di avere tra le mani un altro frutto dorato della
Gnosis, che chiedeva di aprirci al suo seme e in cui vedevo la possibilità di
partecipare e contribuire a quella Bellezza del Sacrificio che avevo visto nei
miei educatori, che avevo immaginato nella vita dei Maestri e che tanto
meraviglia e commuove.

Ho raccolto la proposta del convegno dedicando qualche ora del mio tempo al
volontariato in ospedale e poi con associazioni e comunità che si rivolgevano
ai disabili. Relazionarsi con l'Altro in difficoltà, è stata ed è un'esperienza
sconvolgente, che m'istruisce con precisione sulla mia pochezza e mi spinge con
forza alla comprensione del mistero che ci lega tutti. Grazie a questa
esperienza ho potuto verificare come lo sforzo nel Servire l'Altro sia
un'opportunità eccezionale per riscoprire l'essenzialità delle cose. Oggi ho la
fortuna di lavorare con i disabili come operatrice sociale. Questo lavoro mi
ricorda continuamente quanto sia importante usare al meglio il tempo che
abbiamo, scegliendo ogni momento cosa dire e fare. Confrontarsi con il dolore
dell'Altro costringe a guardare la nostra condizione infelice, le nostre
incomprensioni, i nostri fastidi, riportandoci più vicini alla realtà,
strappandoci dalle illusioni fantasiose e impedendoci di cullarci in paradisi
artificiali. Scegliere di rinunciare alle distrazioni, al superfluo, per
approdare a ciò che è necessario, dedicandovisi con serietà e profondità, è un
sentiero entusiasmante, che spero di riuscire a percorrere e condividere.

Mi auguro che la sensibilità verso la sofferenza altrui si diffonda e che sfoci
in un impegno cosciente verso i propri simili, abbattendo l'indifferenza e la
freddezza di chi se ne sente erroneamente estraneo così come l'ipocrisia e
l'arroganza di chi crede di essere già buono e giusto. Mi auguro che si scelga
invece di coltivare dentro di noi un'intima e sincera religiosità, che ci
faccia sentire e vivere da Fratelli, riconoscendo che imparare a fare ciò è
prioritario. Cercare di aiutare chi è in difficoltà mi ha ricordato come
l'Altro e il suo dolore rappresenti un enigma e l'Empatia una meta da
conquistare con coraggio e nello stesso tempo una strategia d'azione che ci
ancora al Vero.

Credo che chi ha avuto il dono di ricevere la Gnosis, grazie al sacrificio di Samael Aun Weor
in primis e a tutti i diffusori dopo di lui, debba sentirsi responsabile verso
chi non è stato così fortunato, interessandosi e partecipando alla sua realtà
dolorosa ed esponendosi con umiltà nella promozione di una Cultura che ci renda
realmente liberi. Credo che passare all'azione, boicottando la paura e i suoi
ingannevoli consigli e decidere di partire per questo viaggio di conoscenza
dell'Altro, riconoscendoci stanchi e amareggiati per la monotonia in cui siamo
incastrati, sia un rischio che valga la pena di essere vissuto. Un rischio per
le nostre presunte sicurezze, che potrebbe suggerirci ciò che veramente siamo,
ciò che veramente amiamo , ciò che veramente dobbiamo fare, lasciandoci
irrompere e rivoluzionare dal Nuovo.



Colgo l'occasione per ringraziare il consiglio direttivo Antropologia Terzo
Millennio e i suoi educatori per tutti i loro sacrifici di diffusione e
applicazione della dottrina del grande filosofo Samael Aun Weor che ci
stimolano a contattare emozioni e pensieri superiori.



Riporto alcune righe di una poesia di Rumi che s'intitola "L'unione" e che mi
sembra un invito a riconoscerci come famiglia umana e a rompere gli indugi nel
partire per il Cammino che la filosofia gnostica ci propone :



Ad ogni istante arriva la voce d'amore da
destra a sinistra

Stiamo partendo pel Cielo, chi viene, chi viene a guardare?

Già siamo stati nel Cielo, siamo stati compagni degli angeli

e là ancora torniamo, amico, la patria nostra è quella!

L'ondata della Preesistenza è giunta, e ha spezzato la nave del corpo;

or ch'è naufragata la nave, è tempo d'unirsi all'Amato!

Anatre sono gli uomini, nate dal Mare dell'Anima,

un uccello nato in quel mare perché resterebbe nel mondo?

E' tempo d'Unione e d'Incontro, è tempo d'Eterna Bellezza

È tempo di Grazia e di Dono, ché il mar è chiarore, chiarore!

 

Roma, Febbraio 2013

Federica Drago

studentessa di Antropologia Terzo Millennio