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"La mia esperienza di lavoro con i terzi" - (Fabio Lo Meo)

postato da millennioenergetismocomunicazioneempatia.blog.aruba.it [20/05/2014 15:20]
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"La mia esperienza di lavoro con i terzi" - (Fabio Lo Meo)

 

Mi chiamo Fabio Lo Meo, abito a Palermo e di professione faccio il dentista.

Ho conosciuto la filosofia Gnostica, grazie alle conferenze che per alcuni anni Nicola Feruglio ha, con costanza ed amore, tenuto qui a Palermo, filosofia  che provo a coltivare ed a mettere in pratica.

Desideravo condividere alcune impressioni, alla luce di tale insegnamento, sull’esperienza che sto vivendo come odontoiatra volontario, presso il poliambulatorio di Emergency qui a Palermo, esperienza che ho iniziato anche grazie, alla funzione di “catalizzatore” che la Gnosi e Nicola hanno svolto in questa circostanza.

Da tempo sentivo il desiderio intimo di dedicare parte del mio tempo ai terzi, ed in tal senso ho fatto alcuni tentativi come ad esempio andare in giro la sera a portare del cibo e vestiario a chi “abita” per strada, tuttavia non era la mia dimensione.

Cercavo qualcosa per la quale avessi inclinazione, livello di essere e talento e quello che sto facendo adesso, credo sia per me la giusta dimensione.

Ho iniziato la mia attività circa tre mesi fa, attività che mi occupa metà giornata a settimana. Sono agli inizi, ma ho già visto tanto.

Non mi riferisco alle molte cose esteriori, come le persone che ho avuto modo di conoscere, sia che gravitino in Emergency come collaboratori a vario titolo, sia pazienti. Su questo ci sarebbe tanto da scrivere, i loro sguardi, la loro gratitudine etc. ma non è una cosa che a mio avviso riveste interesse per i nostri scopi.

Mi riferivo piuttosto ad osservazioni che riguardano il mondo interiore, che penso siano le più importanti, nella misura in cui credo che chiunque inizi un percorso spirituale, sia che stia muovendo i primi o addirittura il primo passo, sia che abbia percorso un tratto del cammino, ad ogni modo e come se avesse coraggiosamente dichiarato “guerra” a qualcosa dentro di se ed assistesse in tal senso, quotidianamente ad una guerra civile! E’ scritto nel Mahabarata: “Questa è una guerra che apre le porte del cielo o Arjuna e beato colui che è chiamato a combatterla”.

Ad esempio quando sono andato per la prima volta a sostenere un colloquio con il responsabile di Emergency, osservavo dentro di me un senso di fierezza e nobiltà. Una voce diceva pressappoco cosi: “Fabio stai per fare una cosa ammirevole, chissà come ti giudicheranno bene le persone con cui parlerai o che verranno a saperlo, penseranno, che degna persona, una sorta di eroe metropolitano, in questi tempi bui in cui ognuno pensa solo a se stesso etc. etc. Ho qualche sospetto su chi, dentro di me, stava cercando di prendersi il “merito” di quel “nobile” slancio. Franco Battiato in una sua canzone dice: “L’Animale che c’è in me, si prende tutto, anche il caffè” e nei Vangeli, scusate l’accostamento, si parla dei Farisei che si recano in chiesa solo perché possano essere visti dai più.

E’ interessante per me osservare come a volte si possa fare la cosa giusta per il motivo sbagliato, ma noi, intendo dire noi studenti gnostici che proviamo a mettere in pratica la dottrina, stiamo cercando modi per fare la cosa giusta per il motivo giusto e questo, nella mia esperienza e per la comprensione che ne ho, richiede sempre uno sforzo, non viene mai “naturale”, non è mai “facile” ma è tuttavia sempre alla nostra portata.

Dopo il suddetto colloquio ho atteso  che mi chiamassero e quando lo hanno fatto, quindi quando la cosa da teorica sarebbe diventata pratica con relativo impegno e “rinuncia” a parte del mio tempo libero, ho ancora una volta osservato dentro di me una parte pigra che diceva: “Che seccatura! Adesso dovrò iniziare ad impiegare parte del mio tempo per qualcosa che faccio gratuitamente senza averne una controparte etc. etc.

Il nostro ego desidera prendersi il merito delle cose ma non vuole pagare per esse, non ama fare sforzi che non gli consentano di ottenere un tornaconto personale sotto forma di danaro, popolarità, visibilità, o che gli permettano di nutrire la propria vanità, amor proprio o alimentare la vanagloria.

Interessante anche osservare cosa accade dentro di se, quando ad esempio il giorno in cui devo andare da Emergency, sopraggiunge un altro impegno anche di poca importanza ma che rientri nella sfera degli interessi del proprio ego, come ad esempio acquistare qualcosa, incontrare una persona etc. Qualcosa dentro dice: “Beh, telefona e di che non puoi andare, inventa una scusa tanto mica è un “impegno”, sei un volontario, anzi devono dirti grazie quando vai ma non possono pretendere nulla quando non vai etc. etc.

Il proprio ego non ha senso di relatività e di scala, guarda solo davanti al proprio naso, non riconosce ì ragioni superiori per cui fare sforzi.

E’ molto utile ricordare a me stesso, mentre sono in ambulatorio, il vero motivo per cui sono li, senza cedere alla tentazione di gridarlo ai sette venti, accettando anche eventuali richieste che potrei giudicare un “di più”, con la consapevolezza che sono fortunato per avere l’opportunità di mettermi alla prova e combattere la mia personale “guerra” col mio ego. E’ un’ottima opportunità, se si è sufficientemente “attenti”, quanto meno di vederlo questo ego, ancorché per un solo attimo.

Man mano che scrivo mi verrebbe di condividere molte altre interessanti osservazioni, tuttavia voglio evitare di scrivere troppo, forse le condividerò con voi in un altro intervento.

Spero che queste mie righe possano forse essere uno stimolo per chi desidera intraprendere esperienze simili  o l’occasione per scambiare impressioni con chi le sta già vivendo, ovviamente nei più svariati ambiti, non solo in quello sanitario.

Con gratitudine,

Fabio.