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Ottimismo ragionato oggi

postato da blog.bertinifa.it [10/06/2021 08:41]
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Rieccomi a fare l'ottimista consapevole

Il crollo del mondo in cui siamo nati e vissuti mostra un'accelerazione impressionante: le sue contraddizioni esplodono una dietro l'altra. Il futuro che si temeva, ormai è qui, intorno a noi, in tutta la sua crudezza. Di buono c'è che cadono anche le falsità che sostenevano il mondo che sta crollando. Così non c'è bisogno di confutarle: cadono da sole. Sono gli stessi sostenitori del nuovo regime a spiattellare verità, fuori dai denti. Segno che non sono vincenti. Così non è neanche necessario combattere contro le menzogne. L'idea stessa di lottare contro i nemici perde di significato. Sono loro stessi a suicidarsi. Meglio concentrare le risorse per non affondare insieme ad essi. Meglio pensare al futuro che possiamo costruire insieme.

Riassumo le macerie delle illusioni che costellano il nostro orizzonte. Siamo nella quarta guerra mondiale, nel quadro della quarta rivoluzione industriale. La quarta guerra mondiale, checché si dica di 70 anni di pace, prosegue senza interruzioni dalla prima guerra mondiale. Perchè c'è qualcosa che la mantiene viva. Questa causa è la mentalità "moderna", astratta, capitalista, che tutti abbiamo. Questa mentalità accetta come normale e persino giusto distruggere le risorse naturali e le popolazioni (chiamate risorse umane) per accumulare ricchezza e potere. Lo sterminio delle popolazioni indigene di interi continenti, in America ed in Africa dovrebbe bastare per dimostrarlo. Questo sistema che divora tutto senza sosta, e che se non trova altro divora sé stesso, come sta facendo adesso con noi, è il capitalismo. Il capitalismo è un approccio alla vita che nasce con la guerra moderna (delle armi da fuoco). Guerra e avidità di denaro per sostenerla, per rapinare popoli e territori, sono aspetti della stessa "civiltà moderna". Anche la "pandemia" è una guerra, biologica, innescata da un comitato d'affari transnazionale, a proprio vantaggio. Si parlava di coronavirus come arma biologica già nel 2015. Oggi tale arma è usata per distruggere la nostra economia e comprarla per una scinca e un boton. E siamo solo all'inizio. Continuerà a essere usata, come arma di controllo di massa, per salvare quel capitalismo che pensavamo fosse estinto: il capitalismo di guerra, che oggi, per merito della tecnologia disponibile, è detto capitalismo del controllo.

La quarta rivoluzione industriale, dell'intelligenza artificiale e dei robot, distrugge il lavoro e il 1° articolo della Costituzione. Fine della Repubblica fondata sul lavoro e della sovranità che apparterrebbe al popolo. Fine dello Stato sociale. Fine dello Stato di diritto. Fine della democrazia rappresentativa, ma già si sapeva. Non serviamo più al Mercato, neanche come schiavi da sfruttare. Perché la sua legge (soldi fanno soldi) e la quarta rivoluzione industriale ci rende tutti superflui. Siamo un costo insostenibile: non per il pianeta, come si vorrebbe far credere, ma per necessità di profitto: cioè del Dio denaro. Un Dio a tutti gli effetti, dotato di volontà propria, impersonale. Un Leviatano che, lasciato andare, distrugge ogni forma di vita, invece di garantirla. È fuorviante prendersela con l'èlite in cima alla piramide. Quella gente non è libera. È costretta, come noi, a seguire ciecamente la logica del Dio denaro. E secondo tale logica ferrea, matematica, la maggior parte della popolazione mondiale va eliminata. Così, chi sta al vertice della piramide, investe in programmi per ridurre la popolazione del mondo. Per tenere buoni gli altri, provvede al sussidio di Stato. Purchè obbediscano su tutto. Punto sul quale la maggioranza sta facendo progressi inimmaginabili e veloci. Sappiamo che la crisi del capitalismo è strutturale. Non è riformabile. È un meccanismo suicida in sé stesso. Sappiamo che la pandemia serve a controllare le masse. Dopo le "riaperture" continuerà peggiore di prima. Sappiamo che vaccinare è l'arma di controllo e di schedatura politica che mostrerà i suoi effetti in autunno. Sappiamo che è finita la privacy. Oggi è possibile sapere tutto di tutti e i delatori siamo noi. Anche la libertà di pensiero sembra estinta. La libertà di circolare, abbiamo lasciato che fosse proibita, senza battere ciglio. È prevista una restrizione delle materie prime, delle fonti energetiche e del cibo, con esplosione dei prezzi, per farci accettare il capitalismo del controllo (comunismo e vaccinazismo insieme). Ulteriore recessione e inflazione sono dietro l'angolo. In questa cornice kafkiana, c'è qualcosa di positivo che salterebbe all'occhio se non fossimo così addormentati: le chiacchiere su elezioni, politica, democrazia, diritti, giustizia, sicurezza, scuola, garanzie costituzionali, libera impresa, stanno a zero. Possiamo solo resistere, anticipando le scelte che saremo costretti a fare per sopravvivere, conservando un minimo di umanità e di libertà. Persino l'idea di resistere è discutibile. Perché il Dio - denaro, ha un potere enorme e, parafrasando Nietzsche, se non lo distruggi, lo rinforzi. Quindi, poiché distruggerlo non si può, (se non interiormente) resta solo l'opzione di abbandonarlo al suo suicidio, assieme a chi non vuole aprire gli occhi. Perché quelli che non lo vedono, non ne vogliono proprio sapere di vedere ciò che gli accade sotto il naso.

C'è pessimismo nel quadro così delineato?

No. C'è lo stato d'animo un po' cupo, doloroso e ansioso del risvegliarsi in uno scenario di effettiva guerra. Ma ci si abitua, come ci siamo abituati all'incredibile lista di misure liberticide, introdotte con la scusa del virus. È uno scenario di morte e distruzione, quello che ci circonda. Tuttavia, sorella morte ha di buono che toglie di mezzo il ciarpame inutile. La guerra mostra di che pasta siamo fatti e ci pulisce da tutto ciò che non sia essenziale. È come scoprire di avere un cancro: ribalta le priorità da cima a fondo e distrugge persino relazioni sentimentali. Però, ciò che è autentico ed umano, non solo resiste ma ne è esaltato. Permette di vedere chi sono i veri amici e di che cosa c'è davvero bisogno. "Ciò che non mi distrugge mi rinforza"

La guerra e la sua arma moderna, la pandemia, fa questo: o distrugge, moralmente e fisicamente, oppure fa uscire ciò che di meglio c'è in noi. Perciò non si può dire che lo scenario introduttivo sia in sé deprimente o esaltante, né che sia pessimista od ottimista: dipende da come lo si legge. Come potrebbe farsi strada l'ottimismo che c'è in noi, senza queste crisi storiche che distruggono tutto: non solo le nostre comodità e certezze ma anche e soprattutto le stesse cause della crisi profonda che stiamo attraversando. Abbiamo notato come questa crisi stia distruggendo le balle che ci hanno raccontato fin'ora? Il mito dell'Europa che ci rende forti, è morto. La balla della moneta forte basata sul pareggio di bilancio è morta e sepolta. E così tante altre mistificazioni, come le riforme necessarie per "ripartire", cui ci hanno fatto credere. Persino l'esercito più temibile e spietato al mondo, quello americano, è un gigante con i piedi d'argilla. Cresce ed affina le sue armi ma oggi tutti i fronti si stanno riaccendendo aprofittando della sue evidente debolezza, incarnata da Biden. Comunque c'è poco di che stare allegri. Il mondo, per come lo abbiamo conosciuto da quando siamo nati, sta venendo giù. Ci sono grandi opportunità, ma il rischio dell'imbarbarimento e della guerra civile non è da meno. Servono cuori forti. Servono conoscenze cruciali. Servono "palle" indomabili. Tuttavia, è la tempesta perfetta per mettere in campo una visione non pessimistica del mondo.

Intanto una considerazione non pessimistica è il carattere suicida del sistema che sta rovinando giù. Se il sistema capitalista è intrinsecamente suicida, il cosiddetto Great Reset è una misura tanto gigantesca quanto disperata. La fine del sistema capitalista è questione di tempo e di ritiro della collaborazione da parte nostra. Se il Titanic è destinato ad affondare e ci siamo dentro, inutile perdere tempo ed energie per contrastare la rotta scelta dal comandante: conviene cercare una scialuppa per scendere. Inutile piangere sulle comodità che così si perderanno, inclusa l'orchestra che sta suonando nel salone da ballo, nonostante il pericolo mortale in vista. Tanto le perderemo comunque, qualsiasi cosa si cerchi di fare per impedirlo. Conviene tirare in scialuppa qualche comodità compatibile col fatto che una volta dentro si dovrà bastare a se stessi. Meglio concentrarsi sulla vita che continuerà in modo più umano di prima. Meglio considerare gli enormi vantaggi della vita che continua piuttosto che le perdite effimere. Uno degli strumenti cognitivi da tirare nella scialuppa di salvataggio, che ci accingiamo a calare in mare, è ... l'ottimismo ragionato. Applicato al clima di guerra disumana che ci circonda, possiamo riassumerlo così:

Il Disumano è Impermanente Impervasivo Impersonale. L'Umano è permanente pervasivo e personale. L'ottimismo consapevole indica di vedere l'avversità come transitoria, circoscritta e avulsa da ciò che si è. Poi consiglia di considerare le opportunità come innate, pervasive e dipendenti da una scelta personale.

Premesso: l'ottimismo consapevole non è una logica ferrea come quella che ci sta conducendo al collasso sociale ed economico. L'ottimismo consiglia cosa fare laddove una scelta razionale sia ancora possibile. Se le circostanze sono da guerra civile, cioè irrazionali, selvagge, spietate, vale il vecchio buon pessimismo che è perfetto in tali circostanze. Ricordiamo che il pessimismo è una routine naturale adatta per momenti di carestia o di guerra: in tali circostanze è l'atteggiamento salva la vita. L'ottimismo ragionevole è invece l'atteggiamento più adatto alla vita in circostanze favorevoli. Ora, avendo definito le circostanze attuali sia pericolose, sia foriere di opportunità, restano valide entrambe le opzioni, ma è la nostra libera scelta che farà si che tale strumento di consapevolezza possa dare il meglio di sè: sfruttare al massimo le opportunità ed evitare ragionevolmente i reali e mortali pericoli che ci si parano davanti.

È una scelta. Ma si tratta di una scelta probiotica, innata, naturale e automatica. Significa che in circostanze emergenziali scatta indipendentemente dal "ragionamento". Solo successivamente subentra la ragione che esamina le questioni, riconoscendo il proprio spazio di manovra. L'esempio dell'emergenza sanitaria ci permette di riconoscere che allo scoppiare dell'allarme sociale tutti abbiamo avuto paura e siamo entrati, in automatico, in territorio pessimista. Poi l'atteggiamento ottimista innato o imparato, ha fatto emergere una minoranza capace di liberarsi dall'allarme permanente e di concedersi almeno il beneficio del dubbio. Così oggi i più numerosi sembrano intrappolati nell'atteggiamento autoreferenziale della piccola catastrofe unita alla grande illusoria speranza della soluzione scientista. I meno numerosi vedono, come me, la grande catastrofe imminente unita alla ragionevole speranza nell'istinto di sopravvivenza, che ha sempre permesso al genere umano di sopravvivere anche in condizioni impensabili. Così si nota che ottimismo e pessimismo sono intrecciati. Ciò che conta davvero è la dimensione umana, nei termini già enunciati:

Il Disumano è impermanente, impervasivo, impersonale. L'Umano è permanente pervasivo e personale. Ripeto: questa è una lettura ottimista adatta alle circostanze favorevoli. Quella pessimista è contraria ma non è meno vera. L'ottimismo ragionato non è ingenuo pensiero positivo. Il Male c'è, ritorna ciclicamente ed è tutt'uno con la vita. Piaccia o no, esso sembra esistere apposta per metterci alla prova. Come recita il Padre Nostro, nella sua traduzione più corretta: non indurci in tentazione ma liberaci dalla prova. Amen. Siamo una specie sperimentale. Il male c'è per fare emergere le mutazioni più umane, nella nostra genìa.

Cosa significa: il Disumano è impermanente?

Intanto va detto che "Disumano" è una parola scelta da me per semplificare un concetto molto più ampio, articolato, complesso. Equivale a Dio-denaro, modernità, illuminismo, capitalismo, feticismo delle merci e del valore astratto, Diavolo, transumanesimo etc. Il concetto ha infinite facce: per ora rendiamolo con l'idea più facilmente intuibile di disumano, spietato, gelido: il Male. Che nessuno può espellere da sé, facilmente.

Impermanente significa che è transitorio. Ha avuto un inizio ed avrà una fine. Non nel tempo lineare, bensì in quello circolare. Nasce, si sviluppa, distrugge e si autodistrugge: come un incendio. Distrugge la vita ma le permette anche di rinnovarsi facendone emergere il meglio. La minoranza portatrice delle doti più adatte. Tradotto: la causa dell'incendio che oggi distrugge il nostro vecchio mondo ha avuto un'origine storica e una evoluzione che ci permettono di riconoscerla e di prevedere gli sviluppi odierni. Per consentire ai più avveduti di gestirla, per aiutare la vita ad evolvere. Così si passa dalla condizione di vittime passive a quella di cocreatori. Orizzonte che permette d'essere razionalmente speranzosi, anche nelle peggiori circostanze.

Cosa significa impervasivo?

Significa che l'opzione "disumana" è circoscritta. È dentro ciascuno di noi, cosa che induce a pensarla come pervasiva, ma in realtà è solo una parte di noi. Io sto usando il programma Word, che permette di scrivere sulla base di un linguaggio che, almeno in teoria, tutti i parlanti italiano possono comprendere. Questo mi forza a esprimermi con forme espressive fissate dalla lingua e dal programma WORD. È una realtà molto pervasiva quella che condiziona il mio stesso pensiero critico. Tuttavia c'è sempre una parte di me, dalla quale possono emergere contenuti non allineati alla dittatura linguistica e cibernetica, nella misura in cui sono consapevole di usare uno strumento che condiziona quella parte di me, libera da condizionamenti. Consapevole al punto da abbandonare argomenti allineati e dare maggiore spazio a pensieri non allineati. C'è un punto, nel mio cervello, dal quale posso osservare tutto questo condizionamento, per qualche secondo, allontanandomene. Quello spazio, per quanto piccolo è uno spazio di libertà che posso allargare, fino al punto da mettere in profonda crisi tutto il sistema condizionante. Questo spazio non può sparire e può essere il punto di aggregazione per una minoranza di altri umani che non rinunciano alla loro libertà. Per usare il linguaggio dell'uomo di consapevolezza, il nostro modo di vedere il mondo è un'intallazione estranea che ci può abbandonare se diventiamo sempre meno digeribili dai suoi dispositivi parassitari. Liberarsi dal disumano si può. Perché è un parassita saprofita. Basta seguire una certa "dieta" per farlo. Per usare il linguaggio orientale, nel simbolo del Tao, anche quando fa notte, c'è sempre un punto di luce.

Cosa significa: il disumano è impersonale?

Lo stesso che sopra, ma con un argomenti di maggiore forza: la "persona", l'«IO», la "responsabilità". La persona è un costrutto sociale astratto. Letteralmente è la maschera usata nel teatro greco. È una finzione che copre il nostro vero volto ma che finiamo per credere reale. Come se la maschera ci si attaccasse alla faccia impedendo di essere noi, esseri umani, vivi, sensibili, mortali, immersi nel tessuto sociale. Il fondersi della maschera col volto, vale anche per il nostro palcoscenico interiore: il risultato lo chiamiamo IO. È un argomento, pieno di implicazioni, che non si può rendere in due battute. Serve a gestire con intelligenza il senso di colpa e di responsabilità, fonte di salvezza e di perdizione. Dipende dall'approccio più o meno "personale". Ma distinguere il personale dall'impersonale risente di un approccio comunque individualista. Tipico della mentalità americana, dove sono stati messi a punto tali strumenti. Facendo entrare in scena il "coro greco", la comunità, la famiglia o altre dimensioni sociali, il tema della personalizzazione del Male si attenua se tutta la comunità è solidale con te. Esiste anche un senso di colpa collettivo (il popolo tedesco ne sa qualcosa) ma è una croce che si porta con meno fatica.

E veniamo finalmente alla parte positiva: l'Umano è permanente, pervasivo e personale. Significa che la bontà, la solidarietà, la dimensione sociale dell'animale umano è innata. Può apparentemente sparire, inghiottita da circostanze di guerra, ma è un fiume carsico, che non muore e che riemerge, rinnovato appena le circostanze lo permettano. Vediamolo in concreto oggi. Ci sono tanti segni disperanti in giro, che ci fanno pensare al peggio. La guerra non scherza ed è giusto e intelligente prepararsi al peggio. Prendiamola come la giusta sfida per mettere al vaglio la nostra forza interiore. Ma abbiamo anche il dovere di preparare i germi di un futuro vivibile, affinchè le prossime generazioni affrontino la loro sfida con speranza. L'eroe, difficilmente muore di vecchiaia. Muore sul campo testimoniando la presenza in sé stesso di una luce, piccola ma indomabile. Morire testimoniando speranza è meglio che morire da disperati. Quanto alla dimensione personale, non è così essenziale. Lo ammette anche il metodo dell'ottimismo ragionato: le variabili essenziali sono il tempo e lo spazio. La Persona è un costrutto che c'è ma va preso facendo finta che esista. In realtà è un'esagerazione che facilmente diventa controproducente. C'è anche la dimensione identitaria e sociale della Persona che corrisponde all'identità locale, regionale, nazionale. Va tutto bene, salvo ricordare che è una costruzione sociale condivisa. Ne abbiamo bisogno per tirarci su ma non esiste. E questo aspetto è molto liberatorio, cazzo. La dimensione umana è un fatto interiore, più che personale o identitario. Non possiamo fare a meno dell'identità ma, come dice anche la religione, usiamola ma non lasciamo che la maschera identitaria si attacchi e si fonda con ciò che siamo veramente. Questo è essenziale. Le prove che ci sono a sostegno di questa tesi sono attorno a noi. Adesso possiamo riconoscerle.