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l'IDRA

postato da blog.bertinifa.it [17/06/2021 14:58]
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Riassunto

Un'Idra, mostro a tante teste, è creato dai nostri "pastori" tramite i mass media, per mantenerci nei ranghi. Uso la figura del mostro a più teste perché ci sono diversi "spaventa popoli", usati secondo le circostanze. Fa parte dell'arsenale di guerra del sistema militare/finanziario/schiavista, per gestire il gregge umano. Una di queste teste è l'arma biologica di massa del Covid 19, che in realtà è, al 90%, solo operazione psicologica. Detto altrimenti: siamo schiavi d'un sistema militare/finanziario/schiavista che usa "terrori intercambiabili". Lascio indovinare quali siano le altre teste del mostro. All'immagine dell'Idra aggiungo però l'idea che i suoi creatori siano, a loro volta, schiavi di un mostro invisibile che è entrato nella nostra cultura, cioè nel nostro sistema operativo, agli albori della storia. Parlo del virus mentale del Dio denaro o del feticismo del valore, che crea e pervade tutta la piramide del capitalismo, dal gregge, fino ai supposti "padroni". È una droga che distorce la percezione della realtà, con gli straordinari risultati che oggi si vedono nella loro piena maturità. Il feticismo del valore è un termine usato da Marx per descrivere un meccanismo impersonale, automatico, che rende schiavo sia chi lo manovra sia chi ne viene manovrato. In altre parole è una droga mentale che se sulle prime dà molta euforia, sulla distanza rende schiavi: sia i consumatori in cima alla piramide, sia coloro che ne subiscono le conseguenze alla base della stessa. Perciò è illusorio pensare che una classe sottostante possa spuntarla su quella sovrastante, sulla base di una qualsivoglia lotta di classe. Marx lo aveva già intuito un secolo fa ma a quel tempo il capitalismo industriale stava esplodendo e prometteva grandi vantaggi per tutti. Se avese esplicitato i suoi dubbi non sarebbe stato capito. Solo oggi, in tempi di capitalismo marcio, più che maturo, possiamo cogliere la potenza della sua analisi filosofica e il motivo del fallimento della lotta di classe: se non si esce dal paradigma del feticismo del valore, se ne rimane schiavi. Ma non tutti gli umani ne sono schiavi. È un virus mentale molto diffuso, che ha una sua storia e che ha prodotto risultati definiti "progresso", ma da cui ci si può e ci si deve liberare. Quanto sia necessario farlo, è ormai sempre più chiaro. Scopo di questo testo è vedere la tossicodipendenza e capire come liberarsene. Non come dei San Giorgio, che si scagliano, lancia in resta, contro la testa dell'Idra di turno, ma facendone solo e radicalmente a meno. Bisogna cioè liberarsi dalla dipendenza del feticismo del valore, semplificato dall'idea che il denaro sia un valore in se stesso, capace di infondere un potere assoluto a chi lo possieda. Si parla dunque di un percorso di guarigione che non necessariamente deve attingere a fonti filosofiche, come farò ma che parte almeno dall'ammissione del disastro odierno e si guarda indietro, per ritrovare un futuro. Esplorerò comunque la folle idea di esplicitare il meccanismo che lo renda così potente. Così da disporre di una chiave di lettura più sofisticata, laddove i percorsi più semplici non fossero graditi ai palati più "esigenti".

Cominciamo dal Deus ex machina, la droga delle droghe, il Dio a tutti gli effetti. Non per niente l'economia nasce dalla filosofia e la filosofia dalla teologia. In realtà potrebbero essere forme della stessa euforia data dalla sostanza psicotropa, scoperta agli albori della storia. Roba davvero buona, a considerarne gli effetti.

Il feticismo del valore e la piramide che crea.

Diamo a Marx ciò che è di Marx: la scoperta del feticismo del valore. Il feticismo è una parola che descrive una religione primitiva, cioè un fenomeno sociale che lega i partecipanti al culto di oggetti simboleggianti entità cui si attribuisce un grande potere: divinità, spiriti capaci di controllare gli eventi e più in generale la vita o la morte, cioè il destino, di un gruppo sociale. Ma anche la capacità di un popolo di prevalere su altri.

In economia, il valore è l'idea della quantità di denaro o merci alla quale un bene o servizio sono scambiati. Se fingiamo che la moneta sparisca, per portare a casa cibo, cediamo al fornitore una quantità di valore che automaticamente misuriamo nella moneta che conosciamo.

Però siccome il denaro non c'è più, bisogna fare altrimenti. Se il fornitore si fida di noi, si segna un debito misurato comunque in denaro. Oppure accetta un nostro pegno a pagare in qualche modo equivalente il "valore" che portiamo a casa per mangiare. Questo valore può consistere in altre merci o servizi, di valore equivalente. Se non si fida di noi, vuoi per la nostra reputazione, vuoi perché siamo degli estranei, egli vorrà altre forme di denaro che siano accettate dagli altri (cambiali o assegni accettati, oggetti "preziosi" etc.).

Sia detto per inciso, storicamente, scoprire che esista un valore astratto simboleggiato da oggetti che non hanno altra utilità se non quella di simboleggiarlo (monete o, ancora prima, tavolette cuneiformi) è stata la scintilla che ha dato inizio alle riflessioni etiche, filosofiche e religiose, in tutto il mondo.

Feticismo del valore è attribuire a questa idea di valore astratto, che esiste solo nella nostra testa, il potere di leggere OGNI scambio, da cui dipenda il nostro destino sociale, sia come persone, sia come popoli.

Il valore è un'entità astratta, non concreta, che facciamo fatica a definire ma in cui crediamo, come si crede a un Dio, come si crede al valore di una banconota. Tale entità ci permetterebbe di fare cose miracolose: scambiare merci o servizi con tutti gli abitanti del pianeta (commercio), in particolare con gente che non si conosce o della quale non si possano avere garanzie. Ma soprattutto ci permette di misurare tutto, anche gli esseri umani. Il valore è quella divinità portentosa (gli antichi templi agli dei conservavano l'oro e altre unità di misura) che trasforma tutto in merce e che ci permette perciò, accumulandolo, di acquistare valore rispetto a chi ne ha di meno. Il singolo o la comunità o il gruppo sociale o la nazione che hanno più valore (PIL) sono superiori a chi ne ha di meno. I tedeschi producono più pil degli italiani e quindi gli italiani sono meno dei tedeschi. Il feticismo del valore è la forma sociale del valore stesso; una forma che è comune a tutte le classi in lotta fra di loro e che è anche la causa principale della divergenza dei loro interessi. Per questo le lotte di classe falliscono: perché rimangono nello stesso paradigma che genera le divergenze.

Il punto cruciale è che siccome questa idea ci permette di trasformare gli umani in cose misurabili, il senso di potere che essa dà è illusorio, dal momento che è tale idea a possedere noi, piuttosto che il contrario. Ma questo si vede sulla distanza, come ogni forma di tossicodipendenza. Il capitalismo è una forma di tossicodipendenza che dopo aver dato tante cose positive adesso dimostra di poter distruggerci. Questa forma sociale è feticista in quanto costituisce una struttura senza soggetto, che agisce «alle spalle» di tutti gli individui che sono coinvolti, sottomettendoli all'incessante processo cibernetico della trasformazione dell'energia umana astratta in denaro. Ma questa trasformazione finisce per trasformare l'uomo stesso, non solo il suo lavoro, in merce. Cioè, tale feticismo ci trasforma tutti in potenziali schiavi.

Il capitale non è dunque una cosa che sarebbe possibile togliere alla classe dominante ma è la relazione sociale del denaro totalizzato, misura di ogni cosa. Non è più l'uomo, misura di ogni cosa ma è il denaro la misura di ogni cosa. Il capitale, finanziarizzandosi, si è riacoppiato a sé stesso in un circuito chiuso, e così facendo si è reso indipendente, funzionando come una macchina autonoma, un «soggetto automatico». Non si supera questa forma assurda di monetizzazione delle relazionarsi sociali lottando per i "propri interessi" di classe, perché questo fa crescere la macchina stessa. Come l'esperienza storica della lotta di classe ha dimostrato.

È necessario rompere con la forma comune ai diversi interessi, in modo da passare dal movimento forsennato del valore e delle sue categorie (lavoro, merce, denaro, mercato, Stato) a una «amministrazione delle cose» emancipatrice e comunitaria, usando le forze produttive con criteri di «ragione sensibile», anziché abbandonarsi alla cieca dinamica d'una macchina disumanizzante. Un Dio che pretende sacrifici umani continui per una finta prosperità che è in definitiva prosperità della sola macchina in sé stessa. Perciò è necessario riconoscere e abbandonare la macchina, amministrando le cose in forma comunitaria, senza farsi più sedurre dalla macchina feticista.

Esempio di questo superamento sono le forme comunitarie moderne che si sono date l'obiettivo eplicito di superare il feticismo del valore. Lo sono anche le forme di imprenditoria capace di uscire dalla dinamica capitalista, ma che per sopravvivere e prosperare devono per forza incontrare il sostegno di chi rema nella stessa direzione. Uscire dal paradigma capitalista richiede confini chiari e forte senso d'impegno comune.

Abbandonare la nave e immunizzarsi dal feticismo del valore

Ma il primo passo consiste nell'ammettere la sconfitta della lotta di classe e il disastro di società che ci viene messo davanti agli occhi come l'unica alternativa praticabile, ovviamente.

Sulla sconfitta della lotta di classe non ci piove. Tutt'al più c'è da aggiungere che ancora oggi assistiamo a tentativi di rilancio basata su una semplice ridefinizione delle classi in conflitto. Non se ne esce. Quanto meno non se ne esce finchè non saremo alla fame e alla disperazione. Ma sanno bene come evitarlo: creando divisioni con accorte politiche sociali vincolate all'obbedienza. Funziona sempre. Quindi, il modello di società che ci troviamo a volere, in mancanza di alternative è la società canile, con le reti, la ciotola, le catene, la cuccia e la soluzione definitiva per i soggetti che abbaiano o modrono più degli altri. I paraculi sapranno farsene una ragione. Gli altri sono una razza in via d'estinzione.

Comunque vada e nonostante la censura, modelli di società libera, dignitosa, umana non mancano: riemergono ogni volta che le circostanze siano propizie. Lo abbiamo visto con la Comune di Parigi. Lo vediamo in tante realtà comunitarie, sparse nel mondo. Non fanno notizia ma esistono e sopravvivono dovunque: ai bordi delle megalopoli, nelle campagne, nelle isole. Basta che non siano sedotte dal feticismo del valore, della moneta e dal conseguente schiavismo del debito, appunto. Questa scelta ricorda un po' il distanziamento che ci viene imposto nei confronti del virus mostrificato. Solo che si tratta di isolare, espellere dalla comunità quelli che mostrano di essersi lasciati sedurre dalla ciotola garantita che le politiche sociali dello stato non manca mai di offrire. Chi tradisce lo spirito comunitario se ne deve andare: come si faceva con le prime comunità cristiane di San Paolo. Gruppi solidali, legati su una fede comune, capaci di sviluppare quella fiducia reciproca che è l'essenza necessaria per sviluppare quella autonomia, autosufficienza che affranca dalla ciotola e dalle catene di cui sopra. Isole, dentro la società, ma capaci di fare rete con altre isole, sulla base della fede comune. Fede che, in questo caso, è fede incrollabile nello spirito comunitario. Quello spirito comunitario che si avverte sensibilmente solo partecipando attivamente ai lavori manuali e sociali della comunità.

Abbandonare la nave del capitalismo è aderire a questa alternativa, uscendo radicalmente dalla forma mentis e dalla forma sociale delle seduzioni capitaliste. E per impedire che le nuove generazioni ci ricadano c'è bisogno di una scuola che induca la formazione di anticorpi mentali efficaci contro i memi del feticismo del progresso e del valore.

Motivi per i quali siamo costretti a farlo, adesso.

Dobbiamo saltare giù dalla nave del "progresso" capitalista perché sta andando a schiantarsi contro un enorme iceberg, in larga parte nascosto alla nostra vita. Di fronte a noi c'è lo spettro della stagflazione. Significa una crisi economica, rispetto alla quale la crisi del '29 apparirà come un conflitto tradizionale rispetto ad un conflitto nucleare. Stagflazione significa che l'economia si ferma, mentre c'è una tale pletora di soldi circolanti che i prezzi schizzeranno a livelli tali da far riapparire le carriole di Weimar. È solo un'immagine per dire che mancherà tutto e i soldi non varranno più niente. E a questo scenario davvero non c'è alternativa se non quella che ci stanno preparando da tempo: rinuncia ad ogni diritto, crocchette nella ciotola, da acquistare con la tessera annonaria, concessa a condizione di sottomettersi alla terapia obbligata per tutti: vaccini dalla nascita alla morte che ci garantiscano una non vita di pura sopravvivenza.

Non vogliono farcelo sapere per farci trovare impreparati quando l'iceberg distruggerà le nostre società. Lo mascherano con il falso spauracchio del riscaldamento globale, per farci accettare la loro soluzione, alla prevista crisi ciclica del modo di produzione capitalista (MPC). La loro soluzione è "cambiare qualcosa affinchè non cambi niente", cioè temporanea (come tutte le soluzioni capitaliste che ciclicamente crollano). A loro (le élite del capitalismo marcio) basta non rimetterci ma anzi aumentare il proprio potere. La soluzione temporanea sarebbe la cosiddetta green economy, basata sulla distruzione del vecchio MPC, per sostituirlo con l'ennesima "rivoluzione" industriale. Ma adesso diamo un'occhiata alle teste dell'idra con le quali ci spaventano per impedirci di vedere la realtà dei fatti.

La testa d'Idra del terrorismo islamico

Il terrorismo islamico è sparito a causa del Covid 19? Possibile che i tagliagole dell'ISIS si siano fermati, tutti insieme, contemporaneamente, proprio adesso che il temibile virus ci ha messo in ginocchio?

Quante prove servono per "dimostrare" che il terrorismo islamico è stato creato dal vertice della piramide per spaventarci e controllarci?

La risposta è zero: perché non sono gli argomenti, che ci hanno messo paura, ma la ripetizione ossessiva di titoli, cornici di significato, immagini, video terrificanti. Perciò a chi ci chiede "argomenti" "fonti" e "prove", rispondiamo: Fuck you! L'ISIS è stato creato, armato e sostenuto finanziariamente e logisticamente dal vero "GOVERNO" degli Stati Uniti e paesi satelliti, come l'Italia stessa.

L'ISIS è creato, armato, finanziato, pompato, sostenuto e guidato dalla lobby militare finanziario schiavista. L'ISIS è creato, armato, finanziato, pompato, sostenuto e guidato dalla lobby militare finanziario schiavista. L'ISIS è creato, armato, finanziato, pompato, sostenuto e guidato dalla lobby militare finanziario schiavista. L'ISIS è creato, armato, finanziato, pompato, sostenuto e guidato dalla lobby militare finanziario schiavista. L'ISIS è creato, armato, finanziato, pompato, sostenuto e guidato dalla lobby militare finanziario schiavista. L'ISIS è creato, armato, finanziato, pompato, sostenuto e guidato dalla lobby militare finanziario schiavista. L'ISIS è creato, armato, finanziato, pompato, sostenuto e guidato dalla lobby militare finanziario schiavista. L'ISIS è creato, armato, finanziato, pompato, sostenuto e guidato dalla lobby militare finanziario schiavista. L'ISIS è creato, armato, finanziato, pompato, sostenuto e guidato dalla lobby militare finanziario schiavista. Per chi ha creduto in base all'ipnosi di massa non resta che ripeterselo finchè ci crede. Come fa ogni santa domenica a Messa quando ripete il "credo", senza uno straccio di "argomento" o di prove storiche su Gesù.

Che differenza c'è tra la Religione del Dio onnipotente e la Religione del Demone Islamico e la Religione del Virus sterminatore e la Religione del Vaccino salvatore? Nessuna! Dura lex sed lex. Siamo fatti così.

La testa d'Idra di "Gaia arrabbiata con noi"

Già che siamo in argomento, come non ricordare che è lo stesso Papa a smentire la Religione del Dio onnipotente e inaugurare la nuova Dea, più potente di Dio, a quanto pare: la Terra, Gaia, la Natura, Lascienza: il virus sarebbe il castigo per aver peccato contro la Natura (Dio solo sa come: è uno dei tanti "misteri" delle fede). C'è poco da aggiungere. Il papa fa il suo mestiere. Un suo predecessore, un cardinale francese diceva: populus vult decipi, enim decipiatur (cercati il significato in rete, vài).

La testa d'Idra del surriscaldamento

È la testa di Greta Tunberg. Terrificante! Anche questa testa è stata messa nel ripostiglio in attesa di tempi migliori, causa Coronavirus. Letteralmente. Nel senso che lo stato d'emergenza mondiale ha bloccato i voli e fatto sparire le scie chimiche dai cieli. Come conseguenza abbiamo avuto cieli più limpidi e una delle primavere più fredde degli ultimi anni. Ma non si può dire, altrimenti si diventa terrapiattisti. Però bisogna chiarire una cosetta a chi gode a dare del terrapiattista a chi non "crede" alla sua fede. Le scie chimiche non sono sostanze misteriore sparse da installazioni segrete nella coda di aerei civili. Il dispositivo che sparge composti dello zolfo alle quote dove possono stanziare a lungo, sono semplicemente i motori degli aerei. Il carburante degli aerei è volutamente caricato di zolfo (vedi le differenti concentrazioni fra i diversi paesi) che forma in quota le sostanze ad effetto serra ... e anche pioggia acida. Tutto qua. Terrapiattista è chi fa uso di tale epiteto senza neanche sapere quello che dice. Chiedete ad un no-terrapiattista a che epoca storica si riferisca, usando cotale insulto. Vi risponderà "medioevo". Peccato che già in antica Grecia si sapesse calcolare la circonferenza della Terra.

La testa d'Idra del virus

Vuoi per caso o vuoi per progetto lungamente preparato, annunciato, testato (cfr. influenza suina) scoppia la montatura del virus killer. Il virus è reale ed è pure insidioso, ma come tutti i coronavirus, se fosse stato gestito in modo intelligente ora sarebbe già o sparito o entrato in equilibrio endemico, come i suoi cugini. Così, facendo di necessità virtù, la minacciosa testa del cambiamento climatico è andata in secondo piano, soverchiata dalla piovra della medicina degli affari, nascosta a sua volta dal drago del virus killer.

Il vero problema è sempre dissimulato da una copertura. Il vero problema non è il virus ma la medicina basata sui profitti. La medicina asservita al feticismo del dio denaro. Per ora, il virus è ancora un draghetto. Ma sotto il potente impulso della vaccinazione di massa, con vaccini fatti apposta per fallire, sul lungo termine questo draghetto rischia di diventare una vera e propria Apocalisse. Nel senso di rivelazione terrificante di come stanno davvero le cose. Basti il titolo di una lettera aperta del dr. Geert Vanden Bossche, virologo ed esperto di vaccini che ha lavorato per GAVI e la Fondazione Bill e Melinda Gates:

"Perché una vaccinazione di massa in mezzo ad una pandemia crea un mostro incontenibile?"

Poi si è capito che il bastardo è sempre culo e camicia con la lobby finanziario, militare, schiavista. Non è un traditore della GAVI. È semplicemente una vipera che spiattella la verità pro domo sua. Resta il fatto che ciò che ha detto è vero. Tanto più vero quanto è stato detto da uno che fa parte dello sporco gioco criminale.

La testa d'Idra della stagflazione

Da una parte c'è la crisi ciclica del capitalismo che tradizionalmente si risolve con una distruzione creatrice, tipo la politica della green economy o gli insensati lockdown che distruggono la società più che distruggere un virus (che non ha nessun interesse a sterminare esseri umani). Dall'altra c'è il rischio di una vera e propria strage, innescata dalle dissennate politiche vaccinali. Abbiamo avuto un assaggio col morbillo e ora viene il piatto forte. Una vera pandemia che, come nel caso della Spagnola, è stata creata da politiche vaccinali "ingenue" per usare un eufemismo. In realtà mostri creati dal vero mostro: il MPC.

Tutte queste minacce sono frutti marci del capitalismo. L'idra ha tante teste ma un solo corpo che è il sistema militare/finanziario/schiavista del Capitalismo. A sua volta dominato dalla macchina infernale del feticismo del valore. Per arrivaci, riconoscerlo nei suoi tentacoli fin dentro il nostro petto e cercare una salvezza, saltiamo sulle spalle di giganti del pensiero critico. Tra essi non può mancare Marx. Stando sulle spalle di giganti del pensiero, il problema di fondo appare unico: il paradigma del MPC che pervade il sistema produttivo, educativo, giuridico, militare: in una parola il nostro modo di vivere. Per questo parlo di tentacoli fin dentro il nostro cuore e la nostra mente. Per questo i San Giorgio non servono. Uccidere il drago è uccidere una parte di noi. Perciò parlo di sfilarsi e di ritornare alle origini comunitarie. Approfittando della crisi irreversibile della macchina infernale. Macchina che tanti pensatori hanno visto e descritto. A partire dal Marx "esoterico", a Camatte, al nostro La Grassa ed altri ancora. Ma devo citare anche il subcomandante Marcos che la cosa l'ha indagata non dall'alto del ragionamento storico filosofico, ma dal basso, uscendo dal paradigma capitalista, imparando dalle comunità di base dell'America del sud.

Tra la fine della frase precedente e l'inizio di questa che sto scrivendo, sono passati alcuni mesi di stand by, durante i quali sono stato folgorato da un autore che non esito a collocare fra i giganti del pensiero. Un intellettuale operaio marxista che ha sferrato colpi devastanti sui nostri luoghi comuni illuministi: Robert Kurz. Dopo tale teofanìa m'è sorto un dubbio atroce: non sarà che Kurz demolisce il MPC e l'illuminismo con un ragionamento ancora una volta illuminista? No. La sua intuizione è affermativa. Supera radicalmente il dualismo soggetto/oggetto, dicendo sostanzialmente: "guardate che i dualismi all'interno dei quali ci dibattiamo sono falsi. Sono frutto di dissociazione. Esprimono la stessa decisione, creatrice di un'ontologia negativa; distruttiva. Autodistruttiva. Diciamo che l'illuminismo, attraverso Kurz, si suicida definitivamente. Kurz non dice come uscirne ma piuttosto: la modernità è finita. A quel punto, siamo liberi di fare le nostre scelte resistendo alla seduzioni del vecchio modo di pensare capitalista (MPC).

Ritornando a bomba sulla finta pandemia, c'è da ammettere che la distruzione di larghi settori dell'economia reale (turismo, ristorazione, intrattenimento, spettacolo - che nulla hanno a che fare con il virus) sono la soluzione che il MPC sta usando nel disperato tentativo di sopravvivere a sé stesso. È distruzione creativa per autodivorarsi ancora un po'. Intendo dire: se non ci fosse tale distruzione dell'economia reale, saremmo già affacciati al baratro della recessione/inflazione. Che è il gradino ... a scendere, successivo alla stagflazione. Significa: che il denaro non vale più niente e che l'economia reale collassa in caduta libera. Come le torri gemelle, che hanno siglato il destino di questo secolo. Cos'è peggio: la dittatura sanitaria che ci si para davanti o il collasso dello Stato?

Speriamo che questo dualismo sia solo un disperato colpo di coda del MPC all'interno del mio cervello e che la soluzione sarà qualcosa di totalmente diverso!

Lascio la mia ragione a contemplare le macerie che essa stessa ha creato su questo foglio, sapendo che sono pronto per liberarmene. Ma questa è un'altra storia ...