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TESTIMONIANZE DI DOCENTI CHE HANNO PARTECIPATO AI NOSTRI CAMPISCUOLA

postato da blog.kamaleonte.org [24/03/2015 12:40]

A SEGUITO DEL CAMPOSCUOLA AL CIRCEO CON L'ISTITUTO  "FARADY" DI OSTIA, ABBIAMO RICEVUTO DUE TESTIMONIANZE DA PARTE DEI DOCENTI CHE ACCOMPAGNAVANO IL GRUPPO.

SIAMO RIMASTI OVVIAMENTE MOLTO CONTENTI DELLE LORO IMPRESSIONI, MA SOPRATTUTTO CHE ALL'INTERNO DELLA SCUOLA QUESTA ESPERIENZA POSSA ESSERE DA TRAINO PER ULTERIORI IIZIATIVE VOLTE ALLA CRESCITA DEI RAGAZZI... CHE E' POI LA NOSTRA MISSION!

VI  LASCIO ALLE LORO PAROLE:

 

Carissimi colleghi,

parto da questo aforisma "I monti sono maestri muti e hanno discepoli silenziosi"(Goethe) per farvi cogliere l'essenza profonda dell'esperienza vissuta con i nostri "discepoli" calata in un contesto diverso da quello scolastico e a contatto diretto con la natura. Ciò ha creato una grande alchimia, grazie anche alla presenza costante di un gruppo di esperti accompagnatori, che in questa lettera ringrazio, i quali con grande passione, coraggio ed entusiasmo hanno saputo cogliere e tirar fuori il bello che ogni alunno possiede, ma che nella scuola fatica a manifestarsi.
Il primo contatto con la natura, nostra amica in molte circostanze, è avvenuto sin dal primo giorno, durante il quale ci siamo incamminati lungo un sentiero, esplorando il fitto bosco della grande Riserva Naturale del Circeo.
La nostra guida ha reso più attenta e consapevole la scoperta di questi meravigliosi posti e ci ha permesso di comprendere quanto sia delicato e sottile l'equilibrio tra l'uomo e l'ambiente.
Appassionante è stata la sfida che ci ha portati sul Punto Panoramico del Monte Circeo, quasi a toccare con mano il cielo. Ed è proprio il lungo percorso, pieno di difficoltà, che ha stimolato i nostri ragazzi, recando loro il piacere di essere riusciti a compierlo tutto fino alla fine. Ci sono stati momenti per avanzare, momenti per riposare, aiutare il compagno in difficoltà affiancandolo, sostenendolo e quando si è scesi ritornando al punto di partenza, si leggeva nei lori occhi la gioia del cammino fatto, delle nuove cose apprese, della fatica impiegata e della cima raggiunta.
La parola "sfida" ha accompagnato anche la nostra divertente traversata sul dragonboat, canoa cinese, dove tutti assieme abbiamo remato a ritmo di tamburo, favorendo un'atmosfera che ha permesso momenti di coesione di forza fisica e mentale. E scivolando con la canoa sul lungo lago abbiamo potuto ammirare ampiamente il panorama circostante e le bellezze archeologiche e naturali. Al termine di ogni impresa vissuta non è mai mancato un momento di riflessione.
Ritornando al silenzio della citazione iniziale, riconosco in questa esperienza vissuta una forma di comunicazione superiore capace di dire molto, perché parla il linguaggio delle emozioni, dei pensieri, delle sensazioni che nessuna forma di comunicazione verbale saprebbe mai tradurre in modo tanto pieno, intenso e profondo.
Sono sicura che i mie due simpaticissimi partners della scuola Faraday che mi hanno supportata, essendo unica donna in mezzo ad una grande schiera di alunni maschietti staranno sorridendo alla mia citazione e pensando..."anche la montagna si è arresa ad una forza della natura superiore: la mia CHIACCHIERA!!!"

Luciana Fiorellino

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Cari Colleghi,

con queste poche righe, vorrei portarvi la testimonianza della mia partecipazione al campo scuola a Sabaudia.

Sono rimasto particolarmente e positivamente sorpreso dall'organizzazione dell'Associazione.
I ragazzi dell'Associazione ci hanno "prelevato" alla stazione Termini, hanno organizzato e gestito tutte le attività, gli spostamenti, pranzi e cene. Hanno pernottato con noi in hotel e si sono presi carico, insieme a noi, del controllo dei ragazzi in tutte le circostanze.
La loro impostazione è proprio quella di avere con i ragazzi, fin da subito, un intenso rapporto di coinvolgimento al fine di creare un'esperienza formativa. Così, dopo ogni attività svolta è previsto un momento di discussione e approfondimento dell'esperienza stessa.
Gli eventuali piccoli incidenti che avvengono in queste situazioni sono gestiti dagli operatori attraverso riunioni di gruppo in cui i ragazzi hanno la possibilità di confrontarsi.

Come insegnanti accompagnatori, sgravati di tutta la parte organizzativa, abbiamo avuto modo di osservare i nostri ragazzi e le loro dinamiche da una posizione differente da quella che normalmente abbiamo. Inoltre questa posizione "periferica" ci ha permesso di conoscere e direi apprendere molte tecniche di gestione dei ragazzi in condizioni simili.

Vi ringrazio per l'attenzione e spero che abbiate modo, in futuro, di partecipare a esperienze simili.

Giorgio Carnevale