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Responsabilità dello Stato per omesso recepimento di direttive comunitarie

postato da Avvocato Antonio Politano [23/03/2013 13:20]


La Corte di Cassazione Sezione Lavoro con la recente sentenza n. 1850 dell'8 febbraio 2012 è intervenuta sulla questione relativa alla responsabilità dello Stato per mancato recepimento di direttive comunitarie.

A tale proposito con l'articolo 4, comma 43, della legge 12 novembre 2011, n. 183 (Legge di stabilità 2012, ex legge finanziaria), è stato introdotto nel nostro ordinamento la seguente disposizione: "La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da mancato recepimento nell'ordinamento dello Stato di direttive o altri provvedimenti obbligatori comunitari soggiace, in ogni caso, alla disciplina di cui all'articolo 2947 del codice civile e decorre dalla data in cui il fatto, dal quale sarebbero derivati i diritti se la direttiva fosse stata tempestivamente recepita, si è effettivamente verificato".

La Corte di Cassazione ha chiarito giustamente che la suddetta disposizione opera solo per l'avvenire, in forza del principio generale stabilito dall'art. 12 delle preleggi, e pertanto spiega la sua efficacia solo rispetto ai fatti verificatesi successivamente alla sua entrata in vigore. Da tale interpretazione discende che per i fatti verificatesi anteriormente all'entrata in vigore della predetta legge opera la prescrizione decennale, secondo la qualificazione giurisprudenziale nei termini dell'inadempimento contrattuale.

Tale decisione è di estrema importanza  per i soggetti che avevano seguito corsi di specializzazione medica negli anni dal 1° gennaio 1983 all'anno accademico 1990-1991. Infatti il diritto al risarcimento del danno da inadempimento della direttiva n.82/76/CEE, è sorto in favore dei predetti soggetti in data 27 ottobre 1999, data in entrata in vigore della legge n.370 del 1999, art. 11, con la conseguenza che il predetto diritto al risarcimento dei danni si prescrive nel termine di dieci anni a decorrere dalla predetta data.